| bechini0807 Segue un intervento uscito ieri
(1 agosto) su Il Manifesto sui temi in oggetto. Vi chiedo
- se siete d'accordo - di pensarci su e mettere in piedi
comitati per la raccolta delle firme. I moduli saranno
pronti a settembre ed è da settembre che partirà la
raccolta delle firme. Per maggiori informazioni: www.
altragricoltura.net Il 20 luglio 2007, presso la Corte di Cassazione abbiamo depositato due leggi di iniziativa popolare, la prima la chiamiamo Legge per la Sovranità Alimentare e la seconda è pensata per istituire il Referendum consultivo sugli OGM (in Italia non esiste lo strumento dei referendum consultivi). Il Comitato Promotore è stato promosso da Altragricoltura Foro Contadino e da altre associazioni e movimenti tra cui Equivita (comitato scientifico animalista) e lAssociazione Consumatori Utenti ACU. Non a caso, fra i firmatari il deposito delle leggi, ci sono Gianni Cavinato (Associazione Consumatori Utenti), Fabrizia Pratesi de Ferrariis (Equivita) e Enrico Lucconi (particolarmente attivo con altri nella stesura della legge che indice il referendum sugli OGM). Ma cosa vogliamo? Con la Legge per la Sovranità Alimentare i contadini e i loro alleati propongono la strada per uscire dalla pesantissima crisi che sta investendo le campagne italiane. Nella legge si propone alle istituzioni di assumere i principi della sovranità alimentare come una delle chiavi possibili con cui affrontare il rilancio dellagricoltura italiana, mettendo al centro gli interessi di chi lavora la terra e di chi consuma il cibo. La Legge per la Sovranità Alimentare, oltre che indicare principi, punta a realizzare spazi di partecipazione democratica con le Consulte per la Sovranità Alimentare e strumenti operativi nuovi come quelli contro il dumping, per promuovere il ciclo corto o lAgenzia per la gestione dei beni comuni e le risorse naturali in agricoltura. Insomma, pensiamo allagricoltura e alla ruralità come a un bene comune, esattamente come lacqua e lenergia. La Legge che istituisce il Referendum sugli OGM, realizza il primo degli obiettivi della partecipazione democratica: quello di permettere ai cittadini con il proprio voto di decidere sullintroduzione degli ogm in Italia. La normativa europea prevede la consultazione popolare prima che gli OGM, sia pure nella forma della coesistenza, vengano definitivamente liberalizzati nella produzione. E arrivato il momento che il parlamento italiano, in ottemperanza al dettato normativo del legislatore europeo, convochi, con apposita legge, il referendum perché su questo tema così delicato i cittadini possano esprimersi per far valere i loro interessi contro le pressioni delle lobbies nazionali e internazionali del transgenico. Perché in Francia e Germania questo è possibile e in Italia no? A partire da Settembre si avvierà la campagna di raccolta delle firme che punta fin dora a realizzare il più ampio risultato, intervenendo per sei mesi in una vasta azione di sollecitazione della società. Il Comitato Promotore sta organizzando la rete territoriale e gli strumenti organizzativi di coordinamento perché la campagna di raccolta delle firme veda il protagonismo diffuso ed ampio di tutte le esperienze locali e di base, anche perché siamo convinti di avere il diritto di scegliere su questioni così delicate. Noi pensiamo che la Toscana possa dare un grande contributo a due proposte semplici quanto profonde e facciamo appello alle realtà di movimento, alle realtà contadine di base impegnate in vertenze, mobilitazioni e pratiche di economia etica oltre che alle realtà del consumo critico, dellambientalismo, del mondo accademico e delle istituzioni per costituire uno strumento operativo ampio e rappresentativo, che porti un grande contributo di idee e di migliaia di firme. Per info, contatti ed adesioni: toscana@altragricoltura.net Ivano Bechini
Comitato promotore Leggi contadine Maurizio Mazzariol Soccorso Contadino -
Altragricoltura Rosa Pinamonti Foro Contadino Altragricoltura da www.altragricoltura.net |
| bancaetica Questo il testo
dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di
Unaltracittà/Unaltromondo: |
| valdinievole Al Presidente della Regione Toscana AllAssessore allUrbanistica Riccardo Conti AllAssessore allAgricoltura Susanna Cenni AllAssessore allAmbiente Marino Artusa Al Presidente del Consiglio Regionale Toscano Ai Capogruppo Consiliari Regione Toscana Loro Indirizzi Vi scriviamo nuovamente chiedendoVi di modificare le normative urbanistiche della Regione che prevedono la possibilità di trasformare le serre in blocchi edilizi residenziali od anche commerciali, di servizi ecc.. Anche nellincontro che abbiamo avuto con lAssessore Conti in Valdinievole il 10 maggio sul PIT, lassessore ha manifestato più volte lesigenza di tutelare e salvaguardare il territorio e le attività esistenti. Vi chiediamo quindi di emanare con urgenza provvedimenti atti a bloccare ledificabilità delle serre. A tal fine precisiamo: la superficie coperta da serre in Toscana è di 804 Ha di cui 240 Ha in provincia di Lucca, 235 Ha in provincia di Pistoia, certo non tutte trasformabili in case, ma è una superficie enorme; le aziende che producono fiori e fronde nelle Province di Lucca e Pistoia sono 1.059 ed occupano complessivamente 11.000 addetti. Nel 2007 è stato istituito dalla Regione Toscana il Distretto Floricolo fra le province di Pistoni e Lucca con lo scopo di promuovere il comparto. Non è difficile immaginare che molti agricoltori preferiranno trasformare la propria serra in appartamenti giacché coltivando non potranno mai realizzare i soldi che potrebbero guadagnare costruendo case, contribuendo nei fatti a compromettere il florovivaismo toscano; il presupposto che prevede che si possa considerare la serra un volume trasformabile in appartamenti è assurdo e illegittimo. La serra per sua natura è uno strumento indispensabile per la coltivazione, finita la sua funzione dovrebbe essere smantellata ed il terreno rimanere atto a coltivazioni; la trasformazione della serra (con concessione) in case potrebbe aprire un varco immenso al cemento ed alla speculazione sempre molto attiva e pronta ed avere effetti devastanti sul territorio. In attesa di una vostra cortese risposta vogliate gradire i nostri più cordiali saluti. Pescia, 11 maggio 2007 Verdi Valdinievole Legambiente Pistoia Osservatorio Politiche Urbanistiche in Valdinievole Rifondazione Comunista Laboratorio di Pescia Comunisti Italiani Pescia |
| energie »..
LO SAI CHE CON LE BOLLETTE ENEL ALLA VOCE A3 IL TUO
FINANZIAMENTO PER FONTI |
| calabria Appello
pro Congiusta |
| lanzillotta riceviamo e pubblichiamo Care/i, come da impegno preso nella riunione della campagna Stop Bolkestein dell8 settembre scorso vi inviamo una proposta di lettera appello per fermare il DDL Lanzillotta. Vi preghiamo di mandare le adesioni delle diverse reti in tempi brevi inviandole a marcattac@email.it o a pavanelli@fpcgil.it . Un caro saluto. Rosa Pavanelli e Marco Bersani SI
FERMI IL DISEGNO DI LEGGE LANZILLOTTA. SI
APRA UNA AMPIA E PARTECIPATA DISCUSSIONE NEL PAESE SUI
BENI COMUNI E I SERVIZI PUBBLICI Siamo associazioni e
reti di movimento, organizzazioni sindacali e politiche,
territoriali e nazionali. In questi anni abbiamo
contribuito a costruire vertenze, mobilitazioni e
proposte per una nuova idea dello spazio pubblico che
avesse al centro la definizione e la salvaguardia dei
beni comuni e dei servizi pubblici, come fondamento del
contratto sociale e come base della democrazia
partecipativa. Abbiamo contrastato
le politiche liberiste volte, dentro una logica di
svalorizzazione della gestione pubblica, a consegnare ai
privati e ai mercati finanziari beni primari come
lacqua e lenergia e beni sociali come
linsieme dei servizi pubblici locali. Abbiamo contrastato
lidea che il mercato sia lunico regolatore
della società, opponendoci allaccordo Gats dentro
lOrganizzazione Mondiale del Commercio e alla
direttiva Bolkestein dellUnione Europea. Abbiamo
chiesto a gran voce e in tutte le sedi che fosse
collettivamente definito lo spazio dellinteresse
generale e dei diritti sociali beni comuni e
servizi pubblici- come indisponibile alle logiche di
mercato, essendo lefficacia sociale la sua unica
ragion dessere. Riteniamo i servizi
pubblici locali il luogo deputato allesercizio
della democrazia e della partecipazione da parte delle
comunità locali che si definiscono tali proprio per la
condivisione di beni e servizi allinterno di un
comune territorio. Abbiamo preso atto
positivamente di come il programma di governo
dellUnione abbia deciso di mantenere in mano
pubblica proprietà e gestione dellacqua, ma
riteniamo che quanto scritto a proposito dellacqua
abbia una valenza più generale e debba coinvolgere
linsieme dei beni comuni e dei servizi pubblici che
rendono esigibili i diritti fondamentali dei cittadini. Del resto, venti e
più anni di politiche liberiste hanno dimostrato di non
mantenere quanto dichiarato dai loro sostenitori : le
liberalizzazioni e le privatizzazioni hanno comportato
dovunque peggioramento delle condizioni di lavoro,
aumento delle tariffe, diminuzione della qualità dei
servizi. Oltre a un depauperamento delle conoscenze
acquisite in anni di gestioni pubbliche e ad uno
svuotamento del controllo democratico e della
partecipazione sociale. Crediamo che
sullintera questione, così come sta avvenendo in
Europa, debba essere aperta una grande e articolata
discussione nel Paese, mettendo in pratica percorsi di
partecipazione a tutti i livelli, locali e generali,
dando voce allintelligenza sociale che in questi
anni di protagonismo e di emersione dei movimenti ha
prodotto proposte ed esperienze alternative e praticabili.
Non va in questa
direzione il DDL 772 (meglio conosciuto come
Lanzillotta), approvato al Consiglio dei
Ministri il 30 giugno e già presentato al Senato,
perché apre al mercato lo spazio dei servizi pubblici
locali, settori strategici per il benessere e la stessa
economia delle comunità locali. Inoltre, prevedendo
lobbligo di messa in gara di tutti i servizi
pubblici locali, ad eccezione del servizio idrico
integrato, determina le condizioni per una preoccupante
diminuzione dello spazio pubblico che pregiudica
fondamentali diritti sociali e svilisce il ruolo, lautonomia
e il pieno esercizio della funzione pubblica degli Enti e
delle comunità locali. Non è un caso che su
questo aspetto anche lANCI esprima severe critiche
e proponga sostanziali modifiche. Lo consideriamo
negativo nel metodo, perché tenta di risolvere solo
dentro percorsi istituzionali un tema che riguarda
linsieme della società e che avrebbe bisogno per
essere definito di un grande percorso di partecipazione
sociale. Percepiamo oltretutto
una certa fretta nel volerlo portare ad approvazione, con
il concreto pericolo che venga addirittura inserito come
allegato alla Legge Finanziaria. Chiediamo con forza e
determinazione, al Governo e alle forze politiche che lo
compongono di desistere, se mai vi sia, da una simile
intenzione. Chiediamo che la discussione del DDL 772 sia
sospesa nel suo specifico e che invece si apra un
percorso aperto di discussione pubblica e partecipata
sulla definizione dei beni comuni e dei servizi pubblici,
sul governo pubblico e partecipativo della loro gestione
a partire dal coinvolgimento delle comunità e degli Enti
Locali, delle organizzazioni sindacali, delle realtà
associative e di partecipazione sociale. Un percorso nuovo,
aperto, democratico, senza scorciatoie. Un altro mondo.
Che è possibile. |
CONTRO APPELLO PER LOCCIDENTE E LORIENTE PER IL SUD E PER IL NORD Una risposta laica e cristiana al sen. Marcello Pera Firma e fai firmare! http://www.arcoiris.tv/appello_pera/risposta_controappello/
Il senatore Pera ha pubblicato un Appello in cui
raccoglie tutto l'afflato razzista della Fallaci, accusa
l'Europa di non essere cristiana, vuole imporre una
sottomissione totale alla cultura e alla politica
statunitense in difesa di quella che lui chiama la "civiltà
occidentale" che s'identifica con la teoria
aberrante dei neo-teo-con. Anche da un punto di vista
cristiano questa teoria è semplicemente una eresia e la
negazione dei |
| PETIZIONE PER CHIEDERE A
CIAMPI LA MEDAGLIA D'ORO AI "RAGAZZI DELLA FORTEZZA"
In questi giorni è stata concessa la medaglia d'oro a un italiano, Quattrocchi, presente in Iraq per "lavoro", caduto nelle mani di sequestratori che lo hanno ucciso. È stato detto che, prima dell'esecuzione, ha chiesto loro di non essere bendato per "dimostrare come sa morire un italiano". Il 31 marzo 1944, ALDO CALUGI, operaio di Pontelungo, 20 anni appena, catturato dai fascisti, condannato a morte per essersi rifiutato di arruolarsi nell'esercito collaborazionista della repubblica di Salò, gridò al plotone di esecuzione: "NON VOGLIO ESSERE BENDATO, VOGLIIO VEDERE IN FACCIA CHI MI AMMAZZA!". Dimostrò, insieme ai compagni uccisi con lui (VALORIS, ALVARO E VINICIO) di essere UN GRANDE ITALIANO innamorato dell'Italia, a chi l'Italia aveva portato al disastro e resa schiava dell'invasore nazista. Sono passati più di 60 anni: quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere assegnata una medaglia ai nostri eroi? Chiediamo al nostro Comune, alla nostra Provincia, al Presidente Ciampi, quello che ai nostri ragazzi spetta da tempo. E lo facciano subito! Il Presidente Ciampi, almeno per coerenza, non potrà rifiutarla. Tutti i cittadini della provincia di Pistoia sono perciò invitati a firmare la petizione presso il Circolo Garibaldi, Corso Gramsci 52, Pistoia.
Gruppo Teatro Ragazzi A.N.P.I Pistoia |
| Pistoia Sud Pistoia 30/04/2006 Att:
Sindaco del Comune di Pistoia PETIZIONE DEI
COMITATI RIUNITI DI PISTOIA ZONA SUD CONTRO CORDOLI
E BARRIERE e MONTESECCO I cittadini della zona
Pistoia Sud e residenti delle strade limitrofe a Via
Guicciardini , Via Berni e Via Toscana (Via Bassa della
Vergine, Via Fiorentina, Via Erbosa, Via Martino Bianchi,
Via Monfalcone, Via di Montesecco, Via G.B.Vico, Via
Filangeri, Via Guido Rossa, Via Udine, Via dei Salici,
Via IV Novembre, Via F. De Sanctis, Via Castel dei
Frosini, Via Beccaria, Via Gorizia, Via V. Peloni, Via M.
Romagnoli, Via Spallanzani, Via Parallela Sud, Via
Bonellina, Via di Canapale, Via Calamandrei, Via A.
Manzoni, Via F. Vannucci) si sono riuniti dietro invito
dei Comitati Riuniti in data 28/04/2006 presso la Sala
Cinema della Parrocchia della Vergine. La zona a sud di Pistoia,
fortemente sviluppatasi con sempre nuovi insediamenti
intorno alle vie storiche di comunicazione e di
circolazione interna sopra indicate, sin dagli anni '50
è stata pianificata urbanisticamente come zona verde e
residenziale della città; questa sua identità è stata
mantenuta coerentemente nel tempo e ne è segno la
recente preoccupante ristrutturazione del vecchio Mulino
Bini con circa 70 appartamenti, la futura
ristrutturazione dell'area Banci ed altri insediamenti
nascenti. La previsione di una
maggiore fluidità del traffico, soprattutto quello
pesante, non libera il quartiere dal pericoloso
attraversamento di TIR e dall'alta densità del traffico
e serve interessi che non appartengono alla gente del
posto. Tale tratto di strada viene trasformato in una
vera e propria autostrada e le strade circostanti in
nastri di viabilità che obbligano i veicoli a circo-girotondi
inquinanti e costosi per raggiungere luoghi attualmente
facilmente accessibili. I Cittadini sostengono
che qualsiasi forma di programmazione del territorio deve
tenere in giusta considerazione le loro legittime istanze
e bisogni, e rispettare standard indicati dalla comunità
per la tutela della persona e della qualità della vita. 1. L'imminente attuazione della delibera datata 25 ottobre 2005 che prevede la nuova viabilità della zona Sud con sbarramento degli incroci: Via Erbosa, Incrocio del Fagiolo e Via Bassa tramite spartitraffico, già in fase avanzata di realizzazione (incrocio di Via Erbosa chiuso), ed indicata da codesta Amministrazione come soluzione ottimale al fine di eliminare il traffico gravante sullo Sperone e sulla Via Fiorentina è da considerarsi assolutamente improponibile. Questa soluzione appare ancora più grave se si pensa alla prospettiva che tale sbarramento interesserà tutto il tratto stradale da rotonda di s.Agostino a rotonda della Vergine e che la conseguente velocizzazione del traffico su una superstrada percorsa da mezzi pesanti dividerà in modo inesorabile e definitivo un quartiere residenziale, che si è sviluppato armonicamente intorno alle sue storiche vie di comunicazione ed incroci (Via Erbosa, Via Fiorentina e Via Bassa della Vergine per l'appunto). 2. Qualsiasi modalità di attraversamento pedonale e ciclabile tramite strisce e/o semafori anche a chiamata, di una della strada ad alto scorrimento veloce (superstrada) percorsa anche da mezzi pesanti è stata allo stesso modo considerata improponibile in quanto ritenuta pericolosa e non in grado di garantire ai cittadini il sicuro attraversamento del proprio quartiere e l'accesso ai vari servizi (scuole medie ed elementari, tre asili nido, farmacie, supermercati ecc) dislocati da una parte e/o l'altra degli incroci del Fagiolo, della Via Erbosa e della Via Bassa della Vergine. 3. Il contesto urbano
suddetto, composto da famiglie di residenti abitanti al
di là e al di qua dei citati incroci è da considerarsi
e da rispettare nella sua identità urbanistica di
quartiere unico e che in quanto tale non può essere
diviso da uno spartitraffico che obbliga i cittadini
tutti a munirsi di auto, anche quando non ce ne sarebbe
bisogno solamente per raggiungere nuclei familiari,
amicali e comunitari che risiedono all'interno del
quartiere stesso compromettendone drasticamente una
discreta seppur migliorabile qualità della vita. Quindi I CITTADINI CHIEDONO 1. L'immediata rimozione delle barriere che impediscono il normale uso dell'incrocio di Via Erbosa e la non attuazione della chiusura di Via Fiorentina e di Via Bassa della Vergine. 2. La messa in sicurezza dell'attraversamento della Via Guicciardini senza barriere architettoniche 3. Incontro della cittadinanza con il Sindaco e i responsabili tecnici e politici della progettazione della suddetta nuova circolazione del traffico nell'area del Fagiolo e delle zone ad esso adiacenti al fine di cercare, nel più completo senso civico di tutti, altre soluzioni, alternative, che certamente ci sono e che siano assolutamente meno invasive e devastanti, per i residenti e cittadini tutti, di quella proposta dalla sopraddetta delibera in questione e che soprattutto siano utili a riciclare il traffico pesante ed ad alto scorrimento su altri circuiti viabili oltre Via Guicciardini, Via Berni e Via Toscana rispettando i reali bisogni dei residenti di Pistoia-Sud. COMITATI RIUNITI
DI PISTOIA-ZONA SUD |
| appello Appello firmato da : Le ultime elezioni ci
lasciano un risultato positivo e una strada da percorrere:
il risultato è che Berlusconi ha perso, e una destra
impresentabile non è più al governo.Tutti siamo
chiamati alla realizzazione di questo percorso: partiti,
movimenti, associazioni, cittadini, soggetti sociali,
tutte le esperienze che insieme hanno determinato la
vittoria dell'Unione. E' necessario per questo essere capaci di attivare e intrecciare i diversi livelli, istituzionali, politici e sociali, per contribuire alla riapertura di una stagione più avanzata rifuggendo da qualunque tentativo di autoreferenzialità, trovando la «strada per l'Unione» nelle nostre realtà locali. Allo stesso tempo crediamo che l'Unione saprà dare risposte adeguate se sarà presente una sinistra forte, in cui le diverse soggettività (partiti, movimenti, associazioni) lavorino in rete per interpretare le istanze sociali emergenti, e renderle protagoniste ai diversi livelli, aprendo una nuova fase di confronto politico tra società e istituzioni: questa è la sfida che ci attende e che ci vedrà presenti e protagonisti in tutte le articolazioni della società. A margine di quest'appello assolutamente condivisibile, anche se dichiaratamente non rivolto ai governi locali, è difficile non cercare una trasposizione su Pistoia: come è possibile trovare una linea di comunicazione, e di percorso comune, tra la societá civile e l'establishment ulivista, in una situazione chiusa e stagnante come quella pistoiese, dove i partiti sembrano sempre piú comitati d'affari, con una amministrazione comunale così ostile e incomunicante con le realtà sociali, disinteressata persino alla valorizzazione del principale organo elettivo comunale (il Consiglio) ? |
| ripetitore All'Att: (Bertinelli
Samuele, Barontini Francesca, Venturi Giuseppe, Vannucchi
Mirco, Taffini Giorgio, Orlandini Sandro, Mariani David,
Colombo Salvatore, Bruni Pierpaolo, Giampaoli Alice,
Francini Daniele, Giudice Nicola, Mazzieri Luciano,
Anichini Roberto, Mazzocchi Maurizio , Fusari Andrea,
Guiducci Giuliano, Laing Simona, Buiani Lisabetta,
Vettori Marco, Billero Rosalia, Vettori Albano, Mazzotta
Pietro, Civinini Umberto, Soldi Vittorio, Marulli Carlo,
Montalti Beppino, Niccolai Alberto, Capecchi Alessandro,
Cipolla Roberto, Zuccherini Giorgio,, Barbarito Nicola,
Bartolomei Alessio, Vannucci Iole, Parisi Antonio,
Federighi Giorgio, Gestri Maurizio, Bennati Ezio,
Cipriani Jessica
Soprattutto richiamiamo l'attenzione
del Sindaco,
Giunta e Consiglieri
che si evidenzia una TOTALE MANCANZA DI
IMPATTO AMBIENTALE. Chiediamo quindi che sia
oggetto di discussione in Consiglio
|
| precariato Appello contro la precarietà Stop precarietà ora Noi, donne e uomini che in questi anni hanno lottato contro il liberismo e la guerra, per un altro mondo possibile, vogliamo impegnarci a suscitare e organizzare un grande movimento contro la precarietà. La precarietà del lavoro e delle condizioni di vita segna oggi donne e uomini, occupati e disoccupati, nativi e migranti. Le donne sono le più colpite dai processi di precarizzazione del lavoro, dallo sgretolamento e dalla privatizzazione dei sistemi pubblici di servizio alla persona. La lotta contro la precarietà è parte della lotta per lautodeterminazione. La condizione migrante concentra su di sé tutti gli aspetti della vita precaria, per le lavoratrici, per i lavoratori e per le loro famiglie. La lotta per la parità dei diritti per i migranti, per la fine della persecuzione nei loro confronti, per la chiusura dei Cpt, per la fine della schiavitù dovuta al vincolo del permesso di soggiorno legato al posto di lavoro, fanno parte della lotta contro la precarietà e di quella per i diritti universali di cittadinanza. La lotta contro la precarietà oggi si svolge in tutto il mondo, dalla Francia agli Stati Uniti, al Nord come al Sud, e percorre la società, la cultura, la politica con conflitti sempre più diffusi ed estesi. In Italia è giunto il momento di rivendicare un cambiamento radicale di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale. Si devono estendere conflitti e movimenti nella società per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire. Per queste ragioni proponiamo come primi terreni e obiettivi comuni di mobilitazione, i seguenti punti: 1. Labrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre, la legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti, le leggi Moratti sulla scuola e luniversità e di tutte le disposizioni e decreti a esse collegati. 2. La fine del regime della precarietà a vita che oggi tocca milioni di lavoratrici e lavoratori. La riscrittura di tutta la legislazione sul lavoro e sulloccupazione, per mettere fine a tutte le forme di precarietà permanente e diffusa, per combattere il lavoro nero e sottopagato, per contrastare la caduta dei salari, la flessibilità selvaggia negli orari, il peggioramento delle condizioni di lavoro. Per questo bisogna mettere in discussione anche la Legge 196 del 1997 e procedere alla riscrittura del Codice Civile. Il lavoro a termine deve tornare a essere solo un eccezione e dovrà in ogni caso garantire salari e contributi più alti del lavoro a tempo indeterminato. Lo sblocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e lassunzione a tempo indeterminato, con contratto di lavoro pubblico, dei precari che lavorano nei servizi pubblici, nelle pubbliche amministrazioni, nella scuola, nella sanità, nelle università e negli enti di ricerca. Senza un lavoro stabile non vi può essere un servizio pubblico adeguato che garantisca a tutti i diritti di cittadinanza. Nuove norme contro le imprese pubbliche e private, che si «smontano» (tramite appalti, trasferimenti di ramo dazienda, esternalizzazioni) con il solo scopo di ridurre diritti e salari. Occorre affermare il principio di responsabilità della impresa su tutta la filiera del lavoro e riassorbire allinterno delle strutture pubbliche il lavoro esternalizzato che garantisce diritti tutelati dalla Costituzione. Va garantita la centralità del pubblico nel collocamento dei lavoratori. 3. La redistribuzione delle ricchezza, per aumentare le retribuzioni e per conquistare la garanzia del reddito e della contribuzione pensionistica in ogni periodo della vita, anche attraverso il ripristino di una pensione pubblica adeguata e sufficiente. La lotta contro la precarietà nel lavoro e nella vita delle persone (e, in primo luogo, delle giovani e dei giovani), impone la necessità di estendere e qualificare la tutela dei diritti sociali per tutte e tutti, nativi e migranti a partire dal diritto alla casa, alla sanità, allistruzione e di introdurre forme universali di garanzia del reddito, sia attraverso trasferimenti monetari che con servizi gratuiti (in particolare scuola, salute, trasporti, cultura). 4. Lestensione a tutti i lavoratori dei diritti sindacali, del diritto ad essere reintegrati nel posto di lavoro a seguito di licenziamento senza giusta causa, del diritto di sciopero, della diritto alla rappresentanza sindacale. Lestensione dei diritti di democrazia, di decisione e di partecipazione, a tutti gli aspetti e momenti della vita sociale e lavorativa delle persone, a partire da una legge che garantisca una piena e reale democrazia nei luoghi di lavoro. 5. La messa in discussione delle politiche liberiste a livello europeo. In particolare occorre cancellare la direttiva Bolkestein e quella sugli orari di lavoro e contrastare alla radice ogni tentativo di mercificazione dei beni comuni, di privatizzazione dei servizi pubblici, di concorrenza al ribasso tra aree e paesi sui diritti sociali e del lavoro. Proponiamo questi punti alliniziativa, al confronto, alla discussione di tutte le forze sociali, politiche e culturali e ci diamo appuntamento per sabato 8 luglio a Roma, per una grande assemblea che sviluppi e approfondisca i contenuti di una piattaforma di lotta contro la precarietà. Questa assemblea avvierà un percorso di mobilitazione che sfocerà tra la fine di ottobre e i primi di novembre in una grande manifestazione nazionale a Roma. Adesioni : Fabio Alberti, Un ponte per Giovanni Amedura, Tavolo Migranti Sergio Bellucci, associazione Demote Paolo Beni, presidente nazionale Arci Gianfranco Benzi, ufficio internazionale Cgil Marco Berlinguer, Transform Italia Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas Scuola Marco Bersani, Attac Italia Albino Bizzotto, presidente Beati i costruttori di pace Ugo Biggeri, pres. Fondazione culturale responsabilità etica Ugo Boghetta, resp. nazionale lavoro Prc Daniele Borghi, presidente Ics Gloria Buffo, Sinistra Ds Loris Campetti, redattore de «il manifesto» Carla Casalini, redattrice de «il manifesto» Mauro Casola, coordinatore nazionale Unione degli Studenti Bruno Ciccaglione, segreteria nazionale Sincobas Luigi Ciotti, presidente Libera Lisa Clark, Beati i costruttori di pace Coordinamento collettivi universitari Roma Tonino Cordeschi, esecutivo nazionale Cobas Sanità Danilo Corradi, resp. precarietà Giovani Comunisti Simonetta Cossu, vicedirettrice «Liberazione» Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil Tonio DallOlio, presidenza Libera Flavia DAngeli, resp. precarietà Prc Alice DErcole, Unione degli Universitari Marco DUbaldo, esecutivo nazionale Confederazione Cobas Tommaso Fattori, Rete dei forum e dei movimenti toscani Aldo Garzia, giornalista Alessandro Genovesi, Comitato Precariare stanca Daniele Giordano, Unione degli Universitari Sergio Giovagnoli, presidenza nazionale Arci Giuliano Giuliani Patrizio Gonnella, associazione Antigone Severo Lutrario, Attac Italia Giulio Marcon, presidente Lunaria Alessandra Mecozzi, ufficio internazionale Fiom-Cgil Felice Mometti, rivista «Erre» Sandro Morelli, direttore rivista «Quale Stato» Luciano Muhlbauer, Consigliere regionale Lombardia Prc Enrico Panini, segretario generale Flc-Cgil Luigia Pasi, Rete regionale lombarda contro la precarietà Ciro Pesacane, Forum Ambientalista Nicoletta Pirotta, Rete regionale lombarda contro la precarietà Anna Pizzo, Consigliere indipendente Prc Regione Lazio Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil Gabriele Polo, direttore de «il manifesto» Margherita Recaldini, segreteria nazionale Sincobas Francesca Re David, Fiom-Cgil nazionale Rete nazionale dei ricercatori Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom-Cgil Carla Ronga, Associazione Aprile per la Sinistra Franco Russo, parlamentare Prc Raffaele K. Salinari, Terre des hommes Piero Sansonetti, direttore di «Liberazione» Sergio Segio, Rapporto diritti globali Bas Sene, Tavolo Migranti Massimo Serafini, segreteria nazionale Legambiente Vincenzo Siniscalchi, Sult Aurelio Speranza, Cnl Gabriella Stramaccioni, direttrice Libera Gigi Sullo, Carta Cantieri Sociali Claudia Tagliavia, Comitato Precariare stanca Nicola Tranfaglia, parlamentare Pdci Angelo Tria, Transform Italia |
| moratoria PER UNA MORATORIA NAZIONALE SUGLI IMPIANTI ENERGETICI A COMBUSTIBILI FOSSILI E SUGLI IMPIANTI D'INCENERIMENTO Questo appello tratta parallelamente degli impianti energetici e degli impianti d'incenerimento. Chiede l'attivazione di programmi di efficienza energetica e di risparmio energetico, una ampia diffusione delle fonti energetiche rinnovabili e dei sistemi di co-generazione, il rifiuto del ricorso al nucleare e all'incenerimento dei rifiuti in qualsiasi forma . Questa iniziativa mira a dar corso immediato ad una moratoria nazionale sugli impianti. A Roma il 15 giugno, alle ore 12, presso il Senato della Repubblica, si è tenuta una conferenza stampa su questi temi fondamentali. In quella sede è stato fissato l'obiettivo di un milione di firme. Appello Al Presidente del Consiglio dei Ministri Ai Presidenti della Camera e del Senato A conclusione dell'Incontro NO COKE a CIVITAVECCHIA del 13 maggio 2006 - promosso dal Comitato No Coke dell'Alto Lazio, a cui hanno partecipato il Comitato di Livorno-Pisa contro il Rigassificatore OffShore, il Coordinamento Provinciale dei Comitati per la Difesa dell'Ambiente del delta del PO, Il Comitato Malagrotta di Roma - in cui si è esaminata la situazione nazionale venutasi a determinare in materia energetica circa l'opposizione diffusa delle popolazioni locali in relazione alla localizzazione di impianti di produzione di energia con l'uso di combustibili fossili, di impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e assimilati e di quelli per i rifiuti industriali, anche con recupero di calore, di impianti di cocombustione dei rifiuti ad esempio in cementifici o centrali a carbone, si è deciso di lanciare questo APPELLO al nuovo Governo e al nuovo Parlamento perché si facciano carico di una serie di esigenze improcrastinabili: occorre urgentemente attivare una corretta procedura per redigere un piano energetico nazionale che sia sostenibile sul piano sanitario, ambientale, economico, e cioè: a) che tenga conto dell'esigenza di far uscire, definitivamente e nel breve periodo, il paese dall'uso dei combustibili fossili; b) che attivi programmi di efficienza energetica degli impianti di produzione e trasporto dell'energia, di riconversione energetica dell'apparato produttivo e dei trasporti, nonchè di risparmio energetico negli edifici residenziali, industriali, commerciali e per i servizi, sia pubblici che privati; c) che preveda di introdurre le fonti energetiche rinnovabili e i sistemi di co-generazione distribuita, ampiamente competitivi già nel breve periodo (come indicato nelle Direttive Comunitarie); d) che escluda in modo netto qualsiasi ritorno all'energia nucleare, questo sia per ragioni sanitarie, che ambientali ed economiche gli alti costi dell'intero ciclo di vita della filiera nucleare, ivi compresi il decommissioning e l'irrisolto problema delle scorie quanto in riferimento alle strette relazioni tra nucleare civile e militare e ai rischi dell'uranio e del plutonio; e) che accolga coerentemente e in modo definitivo le Direttive Comunitarie relativamente alla definizione dei rifiuti non biodegradabili quale fonte energetica NON rinnovabile. Questo APPELLO - sottoscritto dai Comitati che hanno già costituito la RETE NAZIONALE CONTRO GLI IMPIANTI ENERGETICI A COMBUSTIBILI FOSSILI E GLI IMPIANTI DI INCENERIMENTO, oltre che da Parlamentari, accademici, ambientalisti - viene presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Presidenti di Camera e Senato perché: 1. sia dato corso immediato a una MORATORIA NAZIONALE sulla localizzazione o messa in attività degli impianti energetici a combustibili fossili e degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati e di quelli per rifiuti industriali, anche con recupero di calore; 2. venga scongiurato il ricorso all'utilizzo dell'energia nucleare, utilizzo che viene oggi rilanciato soprattutto per ragioni militari; 3. venga radicalmente rivista la politica dell'intero ciclo di produzione e di gestione dei rifiuti, abbandonando la non-soluzione dell'incenerimento in quanto nociva, con bilanci energetici negativi, antieconomica. Vengano, inoltre, attivate concretamente e diffusamente politiche di riduzione, di riutilizzo e di riciclaggio dei rifiuti urbani ed industriali e quindi della materia-energia in essi incorporata; vengano poi favorite le tecnologie a freddo per il trattamento dei rifiuti che restano dopo le raccolte differenziate e le pratiche di riutilizzo e di riciclaggio. Venga ridotta, infine, quella parte di tariffazione che finanzia la costruzione di inceneritori e vengano tolti gli incentivi certificati verdi per l'incenerimento dei rifiuti . 4. siano costituite COMMISSIONI PARLAMENTARI sull'ENERGIA, al fine di promuovere una approfondita indagine conoscitiva sui fabbisogni nazionali effettivi e differenziati per usi finali (catasto della domanda); 5. si attivi una COMMISSIONE NAZIONALE presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la partecipazione di tutti gli enti Energetici, Ambientali e di Ricerca (ENI, ENEL, ENEA, ISS, CNR, Università, Associazioni Ambientaliste, Comitati, ecc.) con il compito di redigere i lineamenti di un serio e organico PIANO ENERGETICO NAZIONALE ecocompatibile e articolato a scala regionale e locale, in coerenza con l'obiettivo dichiarato nel programma elettorale del Presidente del Consiglio Prodi di raggiungere almeno l'80% degli obblighi di riduzione delle emissioni dei gas climateranti stabiliti dal Protocollo di Kyoto attraverso misure interne (senza cioè fare ricorso al mercato internazionale dei permessi di emissione); 6. siano riviste le localizzazioni o i possibili siti degli impianti energetici a combustibili fossili (inclusi i rifiuti), attivando la Conferenza Stato-Regioni , l'ANCI e l'UPI in modo da tener preventivamente conto della partecipazione dei cittadini interessati, quale garanzia primaria di democrazia (garantire la piena attuazione della Convenzione di Aarhus). FIRMATARI Comitato No Coke Alto Lazio Comitato Livorno-Pisa Contro il Rigassificatore OffShore Coordinamento Prov.le dei Comitati per la Difesa dell'Ambiente del Delta del Po Comitato Malagrotta No al gassificatore di Roma Comitato Monte d'Oro di Muggia S. Dorligo della Valle (Trieste) Comitato per la Salvaguardia del Golfo di Trieste Comitato No Terminal di Monfalcone (Gorizia) Associazione Forumambientalista Comitato della Valdisieve Coordinamento dei Comitati Liguri e Toscani per la Difesa dell'Ambiente Liviana Andreossi, Comitato Difesa Litorale Carsico di Trieste/Monfalcone Giovanni Iudicone, Rete Regionale dei Rifiuti del Lazio Coordinamento dei Comitati Ambientalisti Lombardia Rete Nazionale Rifiuti Zero Carta Alex Zanotelli Ciro Pesacane, Presidente Nazionale Forum Ambientalista Roberto Musacchio, deputato PRC europarlamento Maurizio Acerbo, deputato PRC alla Camera Cristiana Perugia, deputata PRC alla Camera Giovanni Gabriele, Presidente Italia Nostra, sezione La Spezia Mirko Lombardi, Responsabile Nazionale Ambiente PRC Ivan Nardone, Responsabile Nazionale Agricoltura PRC Tonino d'Angelo, Presidente Nazionale Medicina Democratica e portavoce Coordinamento contro Centrali Termoelettriche in Capitanata Emauele Montini, Avvocato in Roma, Presidente Associazione Avvocati per l'Ambiente Monica Sgherri, Capogruppo Rifondazione Comunista Regione Toscana Elio Romano, Responsabile Ambiente e Territorio PRC Lazio Gabriele Volpi, Capogruppo Verdi Consiglio Comunale Livorno Alessandro Trotta, Capogruppo Rifondazione Consiglio Comunale Livorno Giuliano Giorgetti, Dipartimento Politiche Sociali CGIL Regionale Toscana Paolo Cacciari, Deputato, Capogruppo PRC Commisione Ambiente Beatrice Bardelli, Giornalista Sabina Morandi, Scrittrice Massimo Dalla Giovanna, Social Forum, Genova prof. Massimo De Santi, fisico, ex responsabile Settore Energia Regione Toscana prof. Mario Martelli, Università di Pisa prof. Andrea Masullo, Università di Camerino prof. Giorgio Nebbia, emerito Università' di Bari prof. Nicola Loprieno, genetista, Università di Pisa prof. Vincenzo Balzani, Università di Bologna prof. Mauro Cristaldi, Università La Sapienza di Roma prof. Luigi Ferrajoli, Università Roma 3 prof. Alessandro Logar, matematico, Università di Trieste prof. Elena Comparini, matematica, Università di Firenze prof. Gianni Tamino, biologo, Università di Padova prof. Valerio Gennaro, Medici per l'Ambiente (ISDE Genova) prof. Lidia Mosca, biologa all'area Science Park Trieste prof. Don. Ezio Fonio, Curatore del Museo di Storia Naturale Don Bosco, Torino Franco Carletti, Consigliere di Cassazione Movimento Consumatori Toufic El Asmar, Membro Consiglio Federazione Regionale Verdi della Toscana Renato Zanoli, Medicina Democratica, Torino Fulvio Aurora, Medicina Democratica Maurizio Marchi, Medicina Democratica, Livorno e P rovincia Roberto Passini, Avvocato in Firenze Corrado Mauceri, Avvocato in Firenze Paolo Solimeno, Avvocato in Firenze Giancarlo Altavilla, Avvocato in Pisa Matteo Ceruti, Avvocato in Rovigo Francesco Martone, Senatore PRC Sinistra Europea Pietro Folena, Deputato PRC Sinistra Europea Attac Circolo Prato-Pistoia Comitato Attac di Firenze Marco Bersani, Presidente Attac Italia Laura Tussi, docente-ricercatrice e giornalista, Milano Massimo Merighi, Antidisinformazione Amici di Beppe Grillo, Sicilia ( www.bispensiero.it ) Alberto Mangano, Verdi Palermo Michele Citoni, giornalista, documentarista Massimo Parrini, WWF Firenze Angelo Palmieri, WWF Sicilia Nicola Cipolla, CEPES, Centro Studi Giorgio Cariglia, Gruppo Consiliare Regionale Arcobaleno (Valle D'Aosta) Gianluigi Salvador, Settore Energia e Rifiuti, WWF Veneto Nimby Trentino Christiana Soccini, ricercatrice faunistica-ambientale, Verdi Tarquinia (Viterbo) Guido Pollice, Segreteria Nazionale VAS Verdi, Ambiente e Società WWF Puglia |
| salvadori Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo Egregio Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi mi rivolgo a Lei attraverso l'indirizzo di posta elettronica redazione.web@governo.it perchè non sono stato in grado di trovarne uno che Le facesse capo direttamente, nella speranza che queste parole non vadano perdute. Sono un cittadino, ed un Suo elettore (ma questo è solo un inciso), che essendo preoccupato per la situazione dei conti pubblici è disponibile nel suo piccolo a fare i sacrifici che il Suo Governo individuerà per il bene dell'Italia. A tal proposito, alla luce di quanto palesemente emerso dall'inchiesta mandata in onda dal programma Report (pubblicata da RAI Trade 2005) sul tema "Uno stipendio onorevole" di Bernardo Iovene (andata in onda nel settembre 2003), chiedo che venga urgentemente attuata una riforma del sistema delle retribuzioni dei rimborsi dei benefit e dei vitalizi di parlamentari, senatori e ministri al fine di:
Dare il buon
esempio è la prima regola del "buon padre di
famiglia" e quindi del buon politico. Non si può
pretendere rigore senza dare conto di comportamenti
rigorosi. Con rinnovata fiducia |
| rstamp
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