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RT080108

Pubblicato il 8 Gennaio 2008 su http://cobasreto.wordpress.com/

Alla Regione Toscana , dove hanno imparato molto bene che nella “società dello spettacolo” non è VERO ciò che è REALE ma è VERO ciò che “APPARE”, coltivano berlusconianamente la politica dell’”immagine” e della “rappresentazione”.

Così , da mesi, politicanti in carriera associazioni collaterali e sindacati concertativi si esercitano nella “definizione-promulgazione” di una LEGGE SULLA PARTECIPAZIONE . Convegni , dibattiti, ….legge! .

Ma , come diceva un grande del 900 : LA VERITA’ E’ SEMPRE RIVOLUZIONARIA.
Così noi, secondo sindacato da anni , che con il 33% alle ultime elezioni RSU non solo ci siamo “riconfermati” ma abbiamo anche incrementato il consenso , chiediamo da tempo l’esercizio dei DIRITTI SINDACALI .

La “democrazia organizzativa” nell’Ente è andata da tempo .
Ora viviamo IL CLIMA confindustrial-privatistico- padronal-manageriale…
L’amministrazione risponde da sempre con la “concertazione” con gli amici e “la sintesi a priori”.
Cioè si mette d’accordo sempre prima e in separata sede con “i suoi compagni di PARTITO(A)”… per poi esonerare la RSU o per metterci comunque di fronte a fatti compiuti.

Il 27 Dicembre, in periodo di ferie feste e panettoni , l’amministrazione è addirittura passata alla REPRESSIONE e all’intimidazione.
Pensano di farci paura ?
Ha “trasferito” (”MOBILITA’ COATTA”) il nostro coordinatore aziendale , Riccardo Ciaccheri- che ha avuto l’ardire di RACCONTARE , in modo egregio, la sua esperienza di vita in Regione Toscana, con un atto d’imperio in contrasto con lo Statuto dei Lavoratori , con una qualsiasi regola civile nei rapporti sindacali ….figuriamoci , quindi , con la democrazia e la partecipazione.

Chiediamo IL RITIRO IMMEDIATO del provvedimento e la fine dell’apartheid sindacale.

Chiediamo I DIRITTI SINDACALI .

Chiediamo che siano ristabiliti i principi della democrazia sanciti dalla COSTITUZIONE e dallo Statuto dei Lavoratori …e validificati dal consenso che i lavoratori (ci) hanno liberamente espresso nelle ultime elezioni RSU .

A tutte le organizzazioni sindacali e ai lavoratori tutti a livello locale e nazionale chiediamo di prendere posizione pubblicamente.

Gaetano Stella - Cobas Regione Toscana

 

 

 

puacqua1107

Care/i,
pregherei chi volesse sottoscrivere il nostro appello (come singol*, come movimento, come gruppo...) di inviare un'email a
tommifir@gmail.com

Grazie
Un abbraccio
Tommaso


Siamo molto preoccupati per le notizie che giungono da Firenze. Ci preoccupa la situazione di quei lavoratori e di quelle lavoratrici di Publiacqua Spa che più si sono impegnati, in questi anni, nella lotta contro la privatizzazione della gestione del servizio idrico e a favore di una gestione pubblica, democratica e partecipata del bene comune acqua. Le lavoratrici e i lavoratori di Publiacqua sono stati un motore fondamentale in questa grande campagna culturale e politica per l'acqua pubblica; una campagna che in Toscana è iniziata quasi tre anni fa con una legge regionale d'iniziativa popolare, che si è poi trasformata in un'imponente campagna nazionale e in una nuova legge d'iniziativa popolare, appena approdata in Parlamento dopo aver raccolto oltre 400 mila firme.

E i lavoratori di Publiacqua che hanno firmato per sostenere la legge regionale e ora la legge quadro nazionale sono stati oltre 400 su un totale di 700 dipendenti. Lavoratori e lavoratrici che non hanno mai avuto paura di affermare la necessità di una gestione pubblica dell'acqua, ormai forti anche dell'esperienza diretta che vivono all'interno dell'Azienda le cui condizioni (proprio a partire dalle condizioni del lavoro) non sono certo migliorate da quando il processo di privatizzazione è stato ultimato, con l'ingresso di capitale azionario privato e con la nomina del nuovo Amministratore delegato.
Anzi, la nuova Direzione ha moltiplicato l'attacco agli accordi sindacali, peggiorando la situazione salariale e le condizioni di sicurezza dei lavoratori, con inevitabili ricadute sulla qualità del servizio.

Siamo molto preoccupati perchè ci sono casi allarmanti, in particolare per quanto riguarda la conduzione del personale: giovani assunti che, per atteggiamenti sofferti come mobbing, hanno deciso di licenziarsi; lavoratrici a cui viene discriminatoriamente negata la possibilità del part-time per indurle a dimissioni forzate; ancora una volta trasferimenti immotivati di lavoratrici con particolari carichi familiari, messe così in condizioni di vita particolarmente difficili; minacce di trasferimento nei confronti di lavoratori con patologie conclamate e invalidità certificate.

Siamo molto preoccupati perchè alcune figure più esposte di altre nel loro impegno all'interno dell'azienda sul fronte della lotta alla privatizzazione sono state oggetto di provvedimenti ad personam che ci paiono in tutta evidenza al limite del mobbing. E' emblematico il caso di Luciano D'Antonio, che da quando all'interno dell'Azienda si è speso nel coordinamento della Campagna per l'acqua pubblica è stato costretto ad una stranissima peregrinazione: trasferito di sede in sede, con frequenza sempre maggiore e con accanimento sempre più sconcertante. L'ultimo trasferimento è di questi giorni, dopo che Luciano ha preso la parola piu' volte nell'ultimo periodo in dibattiti pubblici e all'interno di Consigli Comunali aperti alla cittadinanza nella zona del Chianti, dove, alla presenza del Presidente e dei massimi dirigenti di Publiacqua Spa, ha elencato le ferite aperte della privatizzazione e dell'attuale gestione. Ogni volta il trasferimento viene motivato con imperscrutabili esigenze di razionalizzazione del personale da parte dell'Azienda, ma essendo il suo un caso assolutamente unico, ci pare al contario sia da leggervi un chiaro intento di ritorsione e intimidazione per le sue idee e per le attività che svolge a favore dell'acqua pubblica.

Ci auguriamo vivamente che l'Azienda e le parti sociali sappiano trovare soluzioni adeguate e che comportamenti tanto gravi non debbano trovare conferma, perchè altrimenti il movimento per l'acqua pubblica, nella sua ricchezza e pluralità, difficilmente potrà restare fermo e indifferente.

A Luciano e a tutti i lavoratori va naturalmente la nostra piena solidarietà. Ma a tutti i lavoratori e alle lavoratrici di Publiacqua va soprattutto un grande ringraziamento, per il contributo essenziale che danno ogni giorno non solo a far funzionare al meglio un servizio pubblico fondamentale e vitale come quello idrico, ma anche per il loro impegno a portare la gestione dell'acqua lontana dagli interessi dei privati e più vicina agli interessi di tutti i cittadini.

Marco Bersani (Attac Italia- Forum italiano dei Movimenti per l'Acqua)

Tommaso Fattori (Forum italiano dei movimenti per l'acqua)

Emilio Molinari (Presidente Comitato italiano Contratto Mondiale dell'acqua- FIMA)

Corrado Oddi (FP-CGIL nazionale- Forum Italiano dei movimenti per l'acqua)

Riccardo Petrella (Presidente Comitato Internazionale Contratto mondiale dell'Acqua- FIMA)

Alex Zanotelli (Missionario comboniano- Forum italiano dei movimenti per l'acqua)


ADESIONI PERVENUTE

Comitato italiano Contratto mondiale dell'acqua; Federico Gasperini Legambiente Comitato

Regionale Toscano; Consiglia Salvio Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano (Na) e Forum italiano dei Movimenti per l’acqua; Enrico Calossi Consigliere Comunale Rifondazione Comunista-Sinistra Follonichese Follonica (GR); Andrea Lorini - Francesca Caprini - Enzo Vitalesta - Ugo Zamburro Associazione Yaku; Peppino Concione Presidente del Comitato Piazza Carlo Giuliani; Giuliano Ciampolini operaio tessile in mobilità Agliana (PT); Elio Pegollo Centro Culturale LA PIETRA VIVENTE Massa; Mariangela Sirca - Silvano Recati  Sesto Fiorentino FI; Valentina D'Amico giornalista freelance; Alessandro Taddei (Firenze); Mauro Chessa Officina Politica Pistoiese; Stefano Cecchi (Federazione Regionale RdB-CUB); Silvia Gabbrielli (Federazione Regionale RdB -CUB); Sebastiano Bonzio Consigliere Comunale e portavoce Associazione Contromobbing Venezia; Paolo Gianardi Piombino (LI); Angelo M. Cirasino (Rete del Nuovo Municipio - Responsabile nazionale Comunicazione); A Sud Ecologia e Cooperazione Onlus; Chiara Giunti  (Firenze); Fabio Pratesi; Ornella De Zordo Consigliera Comunale Firenze; Gian Luca Garetti (Firenze); Tiziano Cardosi (Firenze); David Fiesoli (Prato);

Maria Maugeri (Firenze); Moreno Biagioni (Firenze); Aldo D'Andrea Scandicci (FI); Redazione Democrazia e Legalità; Maria Elena Borio (Milano); Beatrice Bardelli giornalista free lance (Pisa); Eugenio Simoncini, Chiara De Ceglia, Valerio Simoncini, Orlando Simoncini

Castelfiorentino (FI); Circolo PRC Castelfiorentino (FI); Redazione del mensile ViceVersa (empolese, valdelsa, chianti); Christian De Vito (Firenze); Daniele Pasquini; Andrea Parti Tavarnelle Val di Pesa (FI); Tommaso Panigada (Lucca); Andrea Passerini (Firenze); Comitato Umbro Acqua Pubblica; Fausto Pellegrini - Rainews24; Maurizio De Zordo (Firenze); Cittadini Invisibili (Sicilia); Forum Movimenti pel l’Acqua di Ragusa; Barbara Grimaudo (Palermo);  Matteo Bortolon (Firenze); Riccardo Seghezzi Direttivo Provinciale CGIL FP Firenze; Drovandi Elena e Lovino Francesco; Marianna Gorpia  Segr. Sez. PDCI Empoli; Sandro TargettiLorenzo VerdiAndrea Calò Gruppo Consiliare PRC Provincia Firenze; Lista Civica Libero Mugello Borgo San Lorenzo (FI); Circolo Legambiente Mugello (FI); Marcella Paliotta; Fabio Mangani Prociv-Arci Presidente Nazionale "Ass.Vol.Protezione Civile"; Adriano Licini; Francesco Pardi (Firenze); Silvia De Giuli (Firenze); Oreste Delfino Comitato Acqua Pubblica Cuneo - Lavoratore iscritto a FILCEM-CGIL; Ludovica Pampaloni; Claudio Meloni Attac Italia; Maurizio Landi D.I. (Firenze); Comitato della Val di Sieve (FI); Paola Manduca; Giampaolo Pellegrini (Firenze); Augusto Cacopardo insegnante – Fiesole; Elena Comparini e Luigi Chezzi; L'Associazione Liblab (Sicilia); Paolo Rizzi presidente CTNA  Comitato Territoriale Novarese Acqua; Manuela Giugni e Riccardo Torregiani (Firenze); Attac Chiantivaldelsa; Attac Firenze; Saverio Tommasi (Firenze); Luca Fini (Firenze); CVX-Gesù Nuovo (Napoli);  Fiorenzo Fantaccini (Firenze); Andrea Spini Certaldo (FI);

 Legambiente Comitato Regionale Toscano; Liberacittadinanza - Rete Girotondi e Movimenti (Firenze); Alessandro Santoro - prete delle piagge (Firenze); Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche; Asti Social Forum; Gruppo P.E.A.C.E. -Pace, Economie Alternative, Consumi Etici (Asti); Il Gasti - Gruppo di Acquisto Solidale (Asti); Elia Pegollo (Massa); Elisabetta Mari; Paola Nobili Ricercatrice agronoma (Roma); Francesco Ferraro - Anna BellavitiFernando CircielloMaddalena RussoMarilisa Guido - Marina SorrentinoIlaria Greco CO.mitato   CI.vico  S.tabia di Castellammare di Stabia (Na); Vittorio Dal Piaz Dipartimento di Scienze Farmaceutiche Sesto Fiorentino (FI); Tarcisio Bonotto (Verona); Fiammetta Benati; Comitato Milanese per l'Acqua; Meri Breschi Quarrata (PT); Vincenzo Miliucci ( Confederazione Cobas-Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua); Pablo de Paola (Rieti); Pia Benzo (Firenze); Unaltracittà/Unaltromondo Gruppo Consiliare Comune di Firenze; Turnisti Publiacqua Impianti Mantignano (Firenze); Luciano Muhlbauer Consigliere Regionale Prc – Lombardia; Luigia Pasi SdL Intercategoriale Lombardia; Elisabetta Querci Commissione Ambiente Prc Pistoia; Camillo Duque Consigliere comunale Pian di Sco' (AR); Legambiente Palermo Futura (PA); PRC Circolo Aziendale Ferrovieri Spartaco Lavagnini di Firenze; Alberto De Monaco Comitato Acqua pubblica Aprilia; Adriano Bruschi Presidente Circolo Legambiente Val di Cornia; Massimiliano Sforzi; Brenda Poster; John Gilbert RSU/FLC-CGIL Università di Firenze; Acqua Pubblica del Tigullio; Tommaso Mazzoli; Circolo PRC Tavarnelle V.P. e Barberino V.E; Roberto Menichetti (Firenze); Attac Vercelli; Chiara Caramelli Pontassieve (FI); Graziella Casula; Luisa Costalbano Pelago (FI); Francesco Andreini CapoGruppo PRC Comune Siena; Alessandro Fagni (Pistoia); Monica Moretto Delegata Cobas- RSU di Acque spa ATO” Toscana; Mauro Rustici RSU-ASA Livorno SdL intercategoriale; Franco Lovascio SdL intercategoriale (Livorno); Comitato Promotore Costituente Socialista di Palermo; Anna Garfì ISF Bologna; Luciana P. Pellegreffi; Rosella Luchetti e Riccardo Rigatti Empoli (FI); Cinzia Orsi  Segretaria PRC Certaldo-Gambassi Terme (FI); Circolo di Rifondazione di Bussoleno (TO); Comitato Promotore Legge Popolare Acqua di Torino; Pietro Pertici Coordinatore della Tavola della Pace e della Cooperazione Pontedera (PI); Progetto Città Castelfranco di Sotto (PI); Comitato Beni Comuni di Cremona; Francesca Berardi (Cremona); Comitato Provinciale di Firenze del Partito Marxista-Leninista Italiano; Francesco Baicchi; Comitato Senese Acqua Pubblica; Padre Cosimo Spadavecchia Missionario Comboniano in Missione Cairo Egitto;  Carrabba Antonio e Diomiri Chetti RSU IPSIA-ITC di San Giovanni Valdarno (AR); Segreteria Arci Empolese Valdelsa (FI); Anna Brancaccio  Presidente Comitato Happy Days Onlus Barberino Val d'Elsa (FI); Sandro Morelli Direttore di «Quale Stato» - Rivista trimestrale della Funzione Pubblica Cgil; Confederazione Cobas Firenze; Alessandro Valloni (Firenze); Anna Nocentini Capo Gruppo PRC Comune Firenze.

 

Firenze, 29 Novembre ore 17.30

 

 

cremas1107

Protocollo del 23 luglio 2007

A più di un mese di distanza

mancano ancora i dati dettagliati sul voto

 

Fin dall’inizio la Rete28Aprile ha segnalato anomalie nello svolgimento della consultazione promossa da Cgil Cisl e Uil sul protocollo sul welfare del 23 luglio:

- in primo luogo perché la consultazione stessa era viziata dal divieto di presentare le posizioni del no nei luoghi di lavoro, salvo volantini o prese di posizione di Rsu e singoli sindacalisti, al di fuori della consultazione ufficiale;

- in secondo luogo, perché il voto è iniziato nei territori, tra i pensionati e nei piccoli luoghi di lavoro, ben prima dell’8, 9 e 10 ottobre, in gran parte senza alcuna forma di controllo e con le più svariate procedure. Sono stati introdotti per la prima volta rispetto al 1995 seggi volanti territoriali che, in tutta Italia e  soprattutto al Sud, pare abbiano raccolto centinaia di migliaia di voti senza alcun controllo o verifica.

Si tenne il 12 ottobre la conferenza stampa in cui si annunciò la grande partecipazione al voto sia tra i lavoratori attivi che tra i pensionati (rispettivamente 4.012.468 e 1.102.586 di votanti) e l’enorme affermazione del sì con ben l’81,6% dei consensi.

Il presupposto di una discussione seria è che sia possibile a tutti e a tutte valutare il risultato di un voto così importante. A pochi giorni dalla chiusura del voto, una categoria come la Fiom era già in grado di rendere pubblici i risultati in ogni singolo territorio. A più di un mese di distanza molte altre importanti categorie - di cui pure si conosce, fin dal primo giorno, la percentuale di affermazione del sì - non hanno ancora fornito i dati ufficiali e definitivi sulla partecipazione al voto nei loro settori disaggregati per territorio. Una semplice regola aritmetica stabilisce che, conoscendo il totale di una somma, debbano essere noti gli addendi che la compongono. Allo stesso modo, secondo logica, una percentuale non può essere calcolata se non è noto il numero assoluto da cui proviene.

Per quale motivo, ad oggi, ben un mese dopo dalla pubblicazione dei dati sul totale dei partecipanti alla consultazione per il protocollo sul welfare del 23 luglio non è stato ancora reso pubblico il dato disaggregato per categoria e per territorio su quanti lavoratori e quante lavoratrici abbiano votato? Perché è nota la percentuale di affermazione del sì in tutte le categorie, ma soltanto alcune hanno reso pubblici i dati sulla partecipazione al voto? Inoltre, a fronte di oltre 1 milione di voti da parte dei pensionati, quanti sono esattamente i lavoratori e le lavoratrici precarie che hanno partecipato alla consultazione? Quanto pesano i voti dei seggi territoriali e da quale parte del mondo del lavoro provengono?

La conclusione di questa vicenda è che il dato finale della consultazione, quello su cui si è discusso nelle sedi politiche e sindacali, nei giornali e sulle televisioni, quello con il quale il protocollo va al voto in Parlamento, corrisponde perfettamente agli obiettivi politici che Cgil Cisl e Uil si erano date, prima ancora che la consultazione avesse luogo. Ma il referendum vero e proprio, cioè urne aperte con seggi regolari l’ 8, 9 e 10 ottobre, si è svolto soltanto in alcuni medi e grandi luoghi di lavoro, con un risultato complessivo che segna certamente una prevalenza del sì, ma in misura minore di quella ufficiale.

La democrazia sindacale è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori. Essa si deve esercitare prima di tutto sulle piattaforme e sugli accordi, garantendo che le persone interessate possano votare su di essi con modalità che garantiscano il confronto delle posizioni, la segretezza del voto, la trasparenza e il controllo sulle procedure. Dopo la consultazione sul protocollo del 23 luglio la Rete28Aprile nella Cgil ritiene necessario che questi diritti siano garantiti ai lavoratori da una legge sulla rappresentanza e la democrazia sindacale.

 

Roma, 15 novembre 2007                                                                                                                                                                               Giorgio Cremaschi

 

 

postept

PRC Gruppo Toscana

Rischio chiusura del Centro Postale Operativo di Pistoia. Solidarietà e impegno verso i lavoratori

A rischio posti e qualità del lavoro, oltre all`impoverimento dei territori. No alla logica aziendalista di mera contrazione delle spese, sulla pelle dei lavoratori

Piena solidarietà - dal Gruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea - ai lavoratori del centro postale operativo di Pistoia, che rischiano trasferimenti e anche probabili licenziamenti di fronte alla annunciata chiusura – il prossimo 6 novembre – della loro struttura. Grave il fatto che Poste Italiane voglia ottenere risparmi colpendo i lavoratori, cioè i posti e la qualità del lavoro, tantopiu’ di fronte a reiterate assicurazioni sul mantenimento e addirittura il potenziamento del CPO di Pistoia, ora improvvisamente smentite. Oltre al futuro dei lavoratori la vicenda in questione esprime – se sarà attuato il trasferimento della struttura a Firenze – un evidente impoverimento dei terrori che andranno a perdere questo servizio, il quale scadrà certamente in efficienza e puntualità. Una scelta, quella di Poste Italiane, che rientra in una mera logica aziendalista, di contrazione delle spese prima di tutto, opposta a quella che dovrebbe ispirare un servizio pubblico come quello postale. Il nostro impegno nel seguire la vicenda sarà massimo, così da scongiurare il realizzarsi dello scenario annunciato. (l b)

 

 

 

Lavoro

PRIMUM VIVERE

Da con confondersi  assolutamente con la ‘sopravvivenza’ e le sue frustrazioni, che oggi tengono ‘impaniate’ le nuove generazioni, avvelenando la nostra società.

Sarebbe l’ora, invece, di assumere in un impegno politico responsabile quella che è indubbiamente la ‘madre di tutte le priorità’, cioè la dignità del lavoro per tutti.

Ho apprezzato molto nel Programma della OPP l’affermazione della centralità della persona  nella sua complessità e il tentativo di andare oltre alle categorie della statistica, alle categorie economiche, ai gruppi d’acquisto,  il tentativo di affermare che la persona non E’ un target, mi sembra comunque encomiabile e un qualificante punto di partenza.

Al quale sarei tentato di dare un seguito immediato, mio personale, dicendo che esiste un principio non mediabile cioè la dignità del lavoro per tutti, cioè a dire: no allo sfruttamento dell’impresa sulla persona; sì ad un piano di garanzie sufficienti alla persona per poter progettare la propria crescita, la propria vita.

Purtroppo oggi questi presupposti sembrano dimenticati e in gran parte da riconquistare, nell’indifferenza sostanziale della Politica, assai più rassegnata che impegnata.

Eppure i dati sono sotto gli occhi di tutti.

Il mercato del lavoro è diventato il campo aperto delle mani libere, in nome di una mal digerita concezione del liberismo da cui anche molta ‘Sinistra’ si fa maldestramente condizionare, dove la pratica dello sconto garantisce i profitti ad un capitalismo che tuttavia  non cresce e non fa crescere.

Le Confederazioni Sindacali non trovano di meglio che fare professione di pragmatismo sostenendo che è sempre meglio un cattivo lavoro piuttosto che il non-lavoro.

Eppure la verità è un’altra: il cattivo lavoro fagocita il buon lavoro!

Quale miraggio di imprenditore che debba assumere personale sceglierebbe l’onere di un contratto a tempo indeterminato piuttosto che la scorciatoia del Contratto a Progetto, consentitogli dalla normativa e peraltro digerito facilmente anche dalla contrattazione (dico facilmente perché si fa spesso fatica ad individuare quali siano caratteristiche e termini progettuali del contratto posto in essere, e tutte le prerogative che la normativa invece prevede.)

L’inadeguatezza delle protezioni previdenziali e assicurative, l’incertezza della continuità lavorativa assai più che i livelli retributivi producono guasti devastanti non solo sul sistema economico che anziché crescere si limita a galleggiare ma anche dentro la società.

Alla fine ci si trova in mano solo un livello di impoverimento generalizzato.

Cosa se ne pensa?

Nella recente campagna elettorale questi temi non hanno certo brillato per presenza nel dibattito pubblico. La Politica preferisce andare sul leggero, inseguendo questioni che rendono di più sul piano mediatico, che fanno ‘colore’; perfino nella ‘Sinistra’ (per quanto ancora possa significare il termine) spesso si fa fatica a riconoscere un pensiero progettuale solido che sia espressione di una fondamentale diversità rispetto al disegno liberista che ha contraddistinto l’azione di governo del Centro-destra. Forse perché anche nella Sinistra, alla ricerca e all’inseguimento del ‘nuovo’, ci si è messi in coda dietro a fare i replicanti dietro alla ricetta liberista; forse perché liberismo, riformismo, relativismo….tutto concorre ad annacquare il brodo!...mi sia consentito il dire.

In questi giorni sto leggendo con gusto un bellissimo libro di Tiziano Terzani …non un bieco reazionario, intitolato: La fine è il mio inizio. Lui racconta a un certo punto della delusione provata dopo la liberazione del Vietnam, che aveva così appassionatamente sostenuto, nel vedere deluse tante aspettative, e così si rivolge al figlio Folco:”…..se tu devi fare il capitalismo con l’autoritarismo comunista, allora tanto vale farlo fare ai capitalisti, perché loro sanno molto meglio come funziona il capitalismo”.

Dario Soldi