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| wwfr1107 Firenze, 22 novembre 2007 Comunicato Stampa DIFFIDA DEL WWF ALLA RIAPERTURA DELLINCENERITORE DI MONTALE LA PROVINCIA DI PISTOIA INSISTE NELLINCENERIMENTO COME UNICA STRATEGIA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI Il WWF Toscana riconosce come fortemente importanti le motivazioni che sono alla base della manifestazione di sabato 24 novembre contro la riapertura dell'impianto di incenerimento di Montale (PT). Tramite la nostre Sezioni locali avevamo suggerito alla Provincia di Pistoia un percorso per uscire dalla spirale che vede linceneritore quale punto strategico della gestione dei rifiuti dellA.T.O. n. 5. Innanzitutto avevamo chiesto garanzie precise prima di procedere ad un'eventuale riapertura dellimpianto: analisi dei terreni ed indagine epidemiologica su tutte. Contestualmente avevamo chiesto che si investissero forti risorse ed adeguati strumenti sul fronte della raccolta differenziata e della riduzione a monte dei rifiuti. Alla fine, abbiamo dovuto amaramente prendere atto che da un lato si intende procedere alla riapertura dellimpianto, a prescindere dalle nostre richieste e da quelle dei Comitati, mentre dallaltro si è deciso di investire soltanto pochi spiccioli sul fronte della raccolta e della riduzione a monte, questioni per noi dirimenti. Nemmeno un elementare principio di precauzione, alla luce di quanto è successo la scorsa estate con lo sforamento delle diossine dallimpianto, consiglia a questi amministratori di cambiare rotta. Si sono cercati dei pretesti (come la storia ancora molto fumosa ed ambigua dei carboni attivi difettosi) per poter poi legittimare la riapertura dellimpianto. In sostanza la politica rimane quella inceneritocentrica mentre su tutto il resto si continua a fare poco o nulla. A questo modo di gestire la patata bollente dei rifiuti il WWF ha ribadito il proprio NO, accanto ad un convinto SI ad una politica diversa che metta in fuori gioco i cosiddetti termovalorizzatori, gli unici impianti di smaltimento ad essere presi in considerazione in Italia (a discapito di quelli assai meno inquinanti come ad esempio gli impianti di trattamento a freddo). Di conseguenza è stato un passo naturale aver inviato formale diffida a tutti gli enti preposti, affinché limpianto di Montale non venga riaperto. WWF Sezione regionale Toscana |
| ambfu1107_3 AMBIENTEFUTURO NEWS 3
DICEMBRE 07: VITTORIA POLITICA DEL NO AGLI
INCENERITORI NEL REFERENDUM A CAMPI BISENZIO IN PROVINCIA
DI FIRENZE. Il plebiscito con cui 9691 cittadini (88,87% contro l11,13%) residenti a Campi B.
hanno seppellito lipotesi dellinceneritore di
Case Passerini AVRA PESANTI
RIPERCUSSIONI POLITICHE SULLE STESSE FORZE DI GOVERNO
DELLA REGIONE TOSCANA. E impensabile a questo punto
che la stessa Giunta Regionale non prenda in
considerazione 8 DICEMBRE A FERRARRA ASSEMBLEA NAZIONALE
DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO. In un quadro in cui
comincia a non apparire impossibile sconfiggere il
partito trasversale dellincenerimento
diviene importante rafforzare la capacità di iniziativa
della Rete Nazionale. Anche perché lesito della
finanziaria sulla partita dei sussidi
allincenerimento non solo non è vinto MA RISCHIA DI RIPROPORRE IN
FORME MODIFICATE In proposito occorrerà impedire che passino formulazioni che riconoscano alte rese energetiche alla combustione delle sostanze organiche che notoriamente presentano alte percentuali di acqua e che, come chiaramente scritto sulla direttiva 2001/77 non si permetta di favorire il recupero di energia a discapito del recupero di materia che è da considerarsi prioritario. Se poi a tutto ciò
leghiamo lo scenario di una massiva combustione
delle biomasse che pur non essendo ancora
pienamente messo in essere (anche qui mancano i decreti
attuativi per lo meno per la parte relativa alla
identificazione dei rifiuti industriali da classificare
appunto come biomassa) cè poco da
stare allegri. PER
QUESTO LINCONTRO SI TIENE IN VIA
MUZZINA 11 (sede di Medicina Democratica) A PARTIRE DALLE
ORE 10. Contatti 338 75 58 775; 3355456720; 3382866215 LIBERTA PER GIGIE, NEIL, SHIBU, I
TRE ATTIVISTI DI GAIA ARRESTATI IN INDONESIA.. Questi attivisti (conosciamo
personalmente GIGIE CRUZ) della GLOBAL ALLIANCE AGAINST
INCINERATORS stavano recandosi a BALI dove è iniziata Ci auguriamo limmediato rilascio dei tre attivisti e facciamo appello allambasciata italiana a Giakarta per un suo immediato interessamento. Seguiremo levoluzione della triste vicenda RINNOVANDO IL NOSTRO SOSTEGNO A GAIA DELLA QUALE CI ONORIAMO DI FAR UFFICIALMENTE PARTE. IL CONSIGLIO COMUNALE DI ACERRA ADOTTA Tommaso Esposito, consigliere comunale indipendente ha presentato una proposta di delibera sul modello di quella approvata dal COMUNE DI CAPANNORI vedi http://ambientefuturo.interfree.it CHE IMPEGNA IL COMUNE A PERSEGUIRE LOBIETTIVO RIFIUTI ZERO. Il 30 NOVEMBRE IL CONSIGLIO COMUNALE HA VOTATO ED APPROVATO TALE DELIBERA CHE ORA IMPEGNA IL COMUNE AD ATTUARLA. Nessuno dimentica le difficoltà della situazione campana MA QUELLO DI ACERRA E UN ATTO MOLTO IMPORTANTE CHE NON POTRA ESSERE PRIVO DI CONSEGUENZE. Un grazie a Tommaso Esposito, uno tra gli storici promotori della Rete Nazionale Rifiuti Zero. RIUSCITISSIME LE ATTIVITA A
SUPPORTO DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LINCENERIMENTO
ANCHE GRAZIE AL SUPPORTO DI PAUL CONNETT. Sono centinaia (almeno
200 i gruppi e le realtà locali che hanno aderito alle
attività a favore della giornata mondiale contro
lincenerimento dei rifiuti), alcune miglia le
persone che hanno partecipato, 40 le iniziative in
altrettante località e città italiane. Gigie Cruz ( che
speriamo venga immediatamente lasciata libera dalle
autorità indonesiane) si è complimentata con tutti noi
per il numero e la qualità delle iniziative organizzate
in Italia. Particolarmente importanti le iniziative
organizzate in Calabria ed in Sicilia dove un
conferenziere di eccezione come il professor
Connett ha garantito il pieno
agli incontri. SONO
MIGLIA LE PERSONE CHE TRA Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi |
| medici1107 Comunicato stampa Unaltracittà/Unaltromondo Referendum a Campi contro l'inceneritore,
De Zordo: "I
medici della Piana dimostrano alla classe politica cosa
vuol dire salvaguardare la salute dei cittadini" |
| ambfu1107_2 AMBIENTEFUTURO NEWS NOVEMBRE 07: 8
DICEMBRE ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA RETE RIFIUTI ZERO A
FERRARA
e altre buone notizie A FERRARA PER LANCIARE UNA VERTENZA
NAZIONALE CONTRO LE VECCHIE E LE NUOVE MODALITA DI
INCENTIVAZIONE DEGLI INCENERITORI. La scelta di Ferrara non
è casuale. Anzi è duplice: esprimere solidarietà
allORDINE DEI MEDICI DELLEMILIA ROMAGNA
MINACCIATI DAL MINISTRO DELLINCENERIMENTO BERSANI
perché responsabilmente hanno messo in guardia contro i
pericoli sanitari connessi allincenerimento E
DIMOSTRARE CONCRETAMENTE SOSTEGNO ALLE REALTA
FERRARESI CHE SI STANNO BATTENDO DA ANNI CONTRO GIORNATA MONDIALE DEL 28: CRESCONO LE
ADESIONI Nonostante il recente svolgimento della riuscita giornata nazionale contro i sussidi allincenerimento che ha visto lo svolgersi di ben 46 iniziative in 43 località italiane di 14 regioni sta verificandosi il pieno anche per questo sesto appuntamento mondiale promosso da GAIA www.no-burn.org e coordinato in Italia dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero. Questo lelenco provvisorio delle attività segnalate (il termine della segnalazione scade il 26) che si svolgeranno dal 23 al 1 dicembre. Cè da dire che questanno le iniziative italiane si intrecciano e si avvalgono della preziosa presenza del professor Paul Connett che svolgerà un nuovo tour italiano proprio dal 22 al primo dicembre. Questo lelenco del momento (citando le città e le località di svolgimento): TORINO, MILANO, BRESCIA, SAN REMO, MODENA,
FERRARA, MASSA CARRARA, FORTE DEI MARMI, LUCCA, CAPANNORI,
CASTELNUOVO GARFAGNANA, BORGO A MOZZANO, MONTALE, CAMPI
BISENZIO, AREZZO, PERUGIA, PESARO, ROMA, NAPOLI, ACERRA,
POZZUOLI, LAQUILA, COSENZA, GIOIATAURO, REGGIO
CALABRIA, CATANIA, AUGUSTA, TRAPANI. Invitiamo tutte le realtà che aderiscono o invieranno adesione di UTILIZZARE IL LOGO DELLA GIORNATA MONDIALE DI AZIONE scaricabile o da www.no-burn.org o da http://ambientefuturo.interfree.it . LE BUONE NOTIZIE: CHIUSA Ieri mattina sono partite
14 denunce contro altrettanti
funzionari della Provincia di Caserta e del direttore
della discarica accusati di DISASTRO AMBIENTALE, DI FRODE
E DI FALSO IDEOLOGICO. La discarica E STATA
FINALMENTE POSTA SOTTO SEQUESTRO E NON POTRA
PIU ACCOGLIERE RIFIUTI. Si chiude ancora una volta
cosi un capitolo del dramma campano che
vede gli amministratori complici di un sistema che ha
portato al disastro nel corso di 14 anni di
commissariamento per di più lesivo delle procedure
democratiche e della legalità. Ora occorre che il
prefetto PANSA che sta mettendo mano ad un nuovo piano di
gestione dei rifiuti ascolti le popolazioni e punti non
sugli inceneritori e sulle megadiscariche MA SULLA
RIDUZIONE E SU IMMEDIATE E GENERALIZZATE RACCOLTE
DIFFERENZIATE PORTA A PORTA. Intanto però CI GODIAMO SOLIDARIETA AD ADRIANO MEI E AD
ALFREDO SADORI MESSI SOTTO PROCESSO DALLA WAFERZOO IL 22
NOVEMBRE. I due attivisti del
COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLE VALLI DEL METAURO (PS) e
punti di riferimento della Rete Nazionale Rifiuti Zero
che di fatto stanno affossando il progetto di una mega
centrale a biomasse ad Orciano- Schiappe (il
progetto è stato bocciato dalla Sovrintendenza) devono
rispondere di diffamazione nei confronti
dellimpresa. INCENTIVI AGLI INCENERITORI: I NUOVI
VOLTI DELLA TRUFFA. A carte lette
abbiamo potuto fotografare i nuovi scenari (non ancora
organicamente realizzati) che si preparano per la
riformulazione delle nuove modalità di sussidio
allincenerimento dei rifiuti. La veste che entro
tre mesi dalla approvazione dalla finanziaria dovrebbero
prendere attraverso un decreto ministeriale (ma non è
detto che riescano ad approvarlo davvero entro tre mesi)
è QUELLO DELLA COMBUSTIONE DELLA FRAZIONE
BIODEGRADABILE DEI RIFIUTI E DELLE BIOMASSE. Allo stato attuale al di là del
GIUDIZIO POLITICO
DI FONDO NEGATIVO CIRCA LIMPIANTO DI QUESTO (e
di non solo questo) PROVVEDIMENTO contenuto in
finanziaria occorre
seguire ed intervenire sulle fasi che seguiranno. E ANCHE QUESTO IL
SENSO DELLE FORME DI CONTESTAZIONE FISCALE CHE SARANNO
VARATE DAllASSEMBLEA
DI FERRARA che si dovranno integrare anche,
però, con la capacità di denunciare e possibilmente RINTUZZARE I TENTATIVI
TRUFFALDINI di far recuperare allindustria
sporca dellincenerimento il 90% della vecchia
pacchia dei CIP REFERENDUM A CAMPI BISENZIO: LO
SCONTRO DIVENTA NAZIONALE Che il referendum
sullinceneritore di Case Passerini tra Sesto
fiorentino e Campi B. diventasse infuocato era da
prevedere. MA CHE LISTITUTO SUPERIORE DI
SANITASI FACESSE ARRUOLARE NEI SUOI LIVELLI APICALI
DAL PARTITO DEL SI E CLAMOROSO ED
INACCETTABILE. Infatti nella serata del 19 il pro-sindaco
Chini pasdaran dellincenerimento e
bugiardo incallito (per questo ha ricevuto il PINOCCHIO
DA PARTE DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA FI-PO-PT)
HA ESIBITO I DOTTORI
VIVIANO E COMBA DELLISTITUTO SUPERIORE DI
SANITA CHE HANNO ACCETTATO DI ANDARE A
SOSTENERE LE SORTI DELLA CAMPAGNA PERSONALE
DEL CHINI, ALLA FACCIA DELLA IMPARZIALITA
DELLE ISTITUZIONI. Forse sarà il pronunciamento sempre
più massivo dei medici contro lincenerimento o
forse saranno i poteri confindustriali fatto sta che questi signori BEN PAGATI DA NOI
CITTADINI
sono andati in assemblea rovesciando il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE. Secondo loro non sono i
proponenti gli inceneritori a dover dimostrare
lassenza di qualsiasi rischio per la salute ma sono
i cittadini attraverso la conta dei morti nel
tempo a dover dimostrare che fanno male. CIOE A
DANNO AVVENUTO. La verità è che NESSUN RISCHIO E
ACCETTABILE SE E EVITABILE. Infatti la gravità di
quello che è avvenuto a Campi è che non solo costoro
sono andati a servire il principe-ranocchioper
dire quanto fanno bene gli inceneritori
moderni MA
HANNO AVALLATO ANCHE E SOPRATTUTTO CHE NON ESISTONO
ALTERNATIVE VIOLENTANDO PALESEMENTE INTANTO RICORDIAMO CHE SEMPRE NELLA PIANA
A MONTALE (PT) SABATO 24 SI SVOLGERA UN SIT-IN
PERCHE LINCENERITORE FUORILEGGE
NON RIPRENDA A FUMARE. DOBBIAMO ESSERE IN TANTI. Rossano Ercolini,
Fabio Lucchesi AMBIENTEFUTURO NEWS 14 NOVEMBRE 07: 28 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE CONTRO LINCENERIMENTO DEI RIFIUTI. INCENTIVI, INCENERITORI, FINANZIARIA: CAMBIARE QUALCOSINA PER NON CAMBIARE NULLA? Pare proprio di si. L11 novembre, in Senato, è stato votato larticolo 30 (nellambito della finanziaria 2008) riguardante gli incentivi truffaldiniagli inceneritori (e a seguire alle energie rinnovabili). In pratica larticolo (che come il resto della finanziaria deve poi passare alla Camera) tende a ripristinare il testo deliberatamente corretto dallultima scrittura della finanziaria 2007 che individua i termini di deroga per i soli impianti esistenti e per quelli realizzati ed operativi. Viene fissato inoltre un tempo massimo di tre mesi per definire le deroghe che al di là di qualche limitazione rimangono nelle mani di Bersani. Quindi apparentemente qualche timido passo in avanti AMPIAMENTE COMPENSATO IN NEGATIVO PERO DAGLI ARTICOLI SUCCESSIVI CHE DI FATTO (con pochissime modifiche marginali) CONFERMANO LA VOLONTA DEL FAMIGERATO ARTICOLO 30 bis ispirato da Bersani (e curiosamente rimossodal Presidente della Commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano che fino allultimo ne ha negato esistenza e contenuto). Come già abbiamo avuto modo di dire pur evitando disfattismi paralizzanti, IL DIAVOLO STA NEL DETTAGLIO. Infatti in questi articoli che riguardano la incentivazione delle energie rinnovabili si fa riferimento a due aspetti inquietanti che PONGONO SU DI UN PIANO INCLINATO FAVOREVOLE ALLINCENERIMENTO DUE ASPETTI DELICATI CHE RISCHIANO DI FAR ENTRARE DAL PORTONE CIO CHE E USCITO DALLA PORTA. Stiamo parlando della combustione della frazione biodegradabile dei rifiuti urbani e delle biomasse che (attraverso lallegato 2) vengono annoverate (purtroppo il linea con la direttiva UE 2001/77) tra le fonti rinnovabili e quindi soggette ad incentivazione una volta bruciate. OCCORRE DIRE CHE I GIOCHI NON SONO ANCORA FATTI FINO IN FONDO E CHE, NOSTRO COMPITO DIVIENE QUELLO DI MOBILITARCI IN MODO DA NON FAR CHIUDERE IL CERCHIO. Si rimanda ad un Decreto Ministeriale da emanare entro 90 giorni (e cè da giurare che Bersani farà di tutto per accelerare i tempi di attuazione) in cui stabilire le modalità di incentivazione di queste tipologie di rifiuti e di materiali. In proposito occorre ricordare, come del resto abbiamo puntualmente fatto anche facendo porre agli atti un documento preciso (vedi http://ambientefuturo.interfree.it ) in occasione dellincontro con la Commissione Ambiente del Senato, che mentre in Germania e parzialmente in Inghilterra, pur nel quadro della Direttiva 2001/77 NON VIENE INCENTIVATA NESSUNA FORMA DI COMBUSTIONE DEI RIFIUTI, in Italia sembra si sia voluto scegliere la via olandeseche attraverso la individuazione di una FORMULAriconosce incentivi alla combustione della parte biodegradabile dei rifiuti. A BOCCE FERME VERDI E RIFONDAZIONE DEVONO SPIEGARE COME MAI HANNO PERMESSO QUESTO AUTOMATISMO quando avrebbero potuto contribuire ad UN AMPIO CONFRONTO PRIMA DI ARRIVARE A QUESTO SCENARIO GIA IN BUONA PARTE COMPROMESSO. A QUESTO PUNTO OCCORRE FARE DI TUTTO PERCHE LA MODALITA DI CALCOLO GIA PREDISPOSTA IN BOZZA DAL GSE (e dal solito ministro Bersani) E CONTENENTE UNA NUOVA TRUFFA CHE ATTRIBUISCE ELEVATO POTERE CALORIFICO ALLA FRAZIONE ORGANICA CALCOLANDONE IL POTERE CALORIFICO SUPERIORE (anziché quello inferiore p.c.i). Questo vuol dire PREPARARE UNIMPORTANTE INIZIATIVA A ROMA IN TEMPI UTILI FACENDO ARRIVARE AL PALAZZO LA NOSTRA CONTESTAZIONE MA ANCHE LE NOSTRE PROPOSTE. Per parlarci chiaro: SE VENISSE CONFERMATA QUESTA MODALITA I GESTORI DI INCENERITORI RECUPEREREBBERO CIRCA IL 90% DI QUELLO CHE HANNO PERSO CON LA FINE DEI CIP6. BEN OLTRE LO SCENARIO OLANDESE CHE RICONOSCE NON PIU DEL 40% DEI SUCCOSI INCENTIVI INCAMERATI CON LA FAMIGERATA TRUFFA. Quindi, andando oltre diatribeeccessive sulle responsabilità( per parafrasare il Movimento NO TAV NON ABBIAMO GOVERNI AMICI NE FORZE POLITICHE AMICHEche ci tolgono le castagne dal fuoco) occorre FARE I CONTI CON LA NUOVA FASE ATTIVANDO DA SUBITO I NOSTRI ANTICORPI. Per quanto riguarda la partitadelle biomasse possiamo ancora fidare sulla assoluta contraddittorietà della normativa vigente che IDENTIFICA LE BIOMASSE COMBUSTIBILI (vedi il citato allegato X del DLGS 152/06) con una limitata tipologia di prodotti non identificabili con i rifiuti (il vero affare per lindustria sporca E BRUCIARE IN PRIMO LUOGO I RIFIUTI INDUSTRIALI PROVENIENTI DA COMPARTI DEL MOBILE, DEL CARTARIO E DELLAGROINDUSTRIA) . Certo, niente di cui stare tranquilli visto che lallegato in questione su cui insisterà ancora Bersani con decreti ad hoc riguarda le famigerate COLTURE NON A FINE ALIMENTARE oltre ai cascami del legno vergine e agli olii di vegetazionetristemente importati dallaltro emisfero. Comunque occorre chiamare ancora a nostra difesa che in tutta questa vicenda ed in particolare nella combustione incentivata della frazione biodegradabile dei rifiuti la pur contraddittoria normativa UE afferma che OCCORRE TENER CONTO DELLA GERARCHIA NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI PER CUI LE SOSTANZE ORGANICHE DEVONO, IN VIA PRIORITARIA ESSERE RECUPERATE SOTTO FORMA DI MATERIA E AGGIUNGIAMO NOI, VISTO I PROCESSI DI DESERTIFICAZIONE LA RACCOLTA PORTA A PORTA DELLORGANICO NON PUO E NON DEVE ESSERE INDEBOLITA DA QUALSIASI scenario di tipo olandese corretto allitaliana. A MAGGIOR RAGIONE: ATTIVIAMOCI PER IL 28 NOVEMBRE GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO GLI INCENERITORI PROMOSSA DA GAIA. A dibattito ancora vivo su questi temi può essere di rinforzo approfittare di questo evento che conferma quanto nel mondo lincenerimento sia impopolare . Ricordiamo di inviarci la segnalazione delle attività programmate che noi invieremo alla stampa nazionale e a GAIA www.no-burn.org Lultimo giorno utile verrà considerato il 26. Già registriamo iniziative a MILANO, ROMA, NAPOLI(dove lemergenza campanasi sta riacutizzando coinvolgendo il martoriato Comune di Giugliano) , TRAPANI, CATANIA, AUGUSTA (dove sarà presente Paul Connett ) , CALABRIA, SANREMO, LUCCA, CAPANNORI, CAMPI BISENZIO, FORTE DEI MARMI, MASSA CARRARA , MONTALE , POZZUOLI ecc REFERENDUM A CAMPI BISENZIO: I POTERI SI COALIZZANO PERCHE HANNO PAURA DI UNA SECCA SCONFITTA DELLINCENERITORE. Il prosindaco Chini che spende danari pubblici per levigatebrossure a favore del magnifico inceneritore di Vienna ha paura di perderenel referendum da lui imposto per il quale si voterà il 2 dicembre . Cosi insieme allaggressivo presidente della Provincia di Firenze Renzi, CHIAMA AL DOVERE LE ASSOCIAZIONI DEGLI INDUSTRIALI PER NON ESSERE LASCIATO DA SOLO. SCOPRENDO PERO IN QUESTO MODO CHE A LUI INTERESSANO PIU I POTERI FORTI CHE GLI INTERESSI DELLA POPOLAZIONE. A conferma della partita truccata che sta giocando NON LESINA NEMMENO IL RICORSO A FALSIFICAZIONI CLAMOROSE PAVENTANDO SCENARI EMERGENZIALI DI TIPO CAMPANO. Ebbene i numeri e i dati DIMOSTRANO CHE IN TOSCANA (nonostante livelli molto bassi di RD, ben sotto i minimi di legge la RD non supera il 30,7%9) NON CE IMMINENTE ESAURIMENTO DI DISCARICHE LE CUI VOLUMETRIE UTILIZZABILI GARANTISCONO ANCORA CIRCA 10 ANNI DI SMALTIMENTO. Vedi scheda su http://ambientefuturo.interfree.it . Questo non vuol dire che non ci sia la necessità di ridurre i conferimenti in discarica. Significa semmai che le discariche VANNO UTILIZZATE IN MODO PARSIMONIOSO attivando politiche virtuose di riduzione e di raccolta differenziata porta a porta come indicato nel PIANO ALTERNATIVO ELABORATO PER I COMITATI DA AMBIENTE E FUTURO www.noinceneritori.org oppure http://ambientefuturo.interfree.it Prospettiva del tutto diversa da chi , come CHINI, procurando allarme cerca di criminalizzare i cittadini che si oppongono allinceneritore previsto a CASE PASSERINI tacciadoli di mancanza di responsabilità. Gli irresponsabili sono invece coloro CHE FACENDO DA TAPPO ALLO SVILUPPO DI POLITICHE VIRTUOSE SPENDONO SOLDI PUBBLICI ED ENERGIE PER IMPORRE GLI INCENERITORI. E basta trasferirci di pochi chilometri da Campi Bisenzio per trovare il caso collegato dellinceneritore di MONTALE che chiuso per sversamento di diossina gli amministratori (che hanno una RD che non supera il 24%) vogliono far riaprire arrampicandosi sugli specchi. In questo quadro I COMITATI ED IL PRESIDIO PERMANENTE HANNO CONVOCATO PER SABATO 24 UN SIT-IN DI PROTESTA A CUI PARTECIPERANNO LE REALTA DI TUTTA LA PIANA FI-PO-PT. SABATO 1 DICEMBRE MANIFESTAZIONE A ROMA PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELLACQUA E A DIFESA DEI BENI COMUNI. La Rete Nazionale Rifiuti Zero ha aderito a questa importante manifestazione che chiede una moratoria nei processi di privatizzazione. Oltre ad essere presente con una propria delegazione invita tutti i Comitati afferenti alla Rete A PARTECIPARE. Ricordiamo che il movimento ha raccolto più di 400.000 firme per una legge di iniziativa popolare su questi temi. IL PUNTO DI CONCENTRAMENTO E ALLE 14,30 IN PIAZZA DELLA REPUBBLICA. AMBIENTE E FUTURO SI COSTITUISCE IN ASSOCIAZIONE DOTANDOSI DI UN CONTO CORRENTE. Per dare maggior supporto alle numerosissime vertenze AMBIENTE E FUTURO ha deciso di strutturarsi più efficacemente stringendo le fila e cercando di trovare anche sostegni economici da parte di simpatizzanti e di gruppi che fruiscono dei servizi forniti dalla Associazione. Ricordiamo che finora questi servizi (organizzazione dei tour di Paul Connett, partecipazione in qualità di relatori a conferenze e convegni, elaborazione di piani e proposte alternativi in materia DELLASSOCIAZIONE CHE COMUNQUE CONTINUERA AD OPERARE ASSOLUTAMENTE SENZA FINI DI LUCRO. Infatti la costituzione in associazione che risulta presieduta da Maria Giuseppina Abate e denominata AMBIENTE E FUTURO PER RIFIUTI ZERO servirà solo a permettere a chi lo vorrà di VERSARE UN CONTRIBUTO ECONOMICO VOLONTARIO CHE VERRA RIGOROSAMENTE INVESTITO NELLE CAMPAGNE DI SUPPORTO ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO. Questo il CONTO CORRENTE: CCP 85015139 intestato a AMBIENTE E FUTURO PER RIFIUTI ZERO. DISPONIBILE LA RISPOSTA AGLI ESPERTI: RISPOSTE SCIENTIFICHE AI PROFESSORI VITO FOA E UMBERTO VERONESI DA PARTE DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO Su http://ambientefuturo.interfree.it potrete trovare le risposte basate su di una chiara documentazione scientifica a questi esperti che non perdono occasione di incensare gli inceneritori. Rossano Ercolini, Fabio Lucchesi |
| dezo1107 Comunicato
Stampa Unaltracittà/Unaltromondo |
| bardelli1107 tratto integralmente dal sito http://www.renzobardelli.it/ TUTELA DELLA SALUTE e TRASPARENZA GESTIONALE : le priorità ineludibili nella gestione degli impianti di smaltimento rifiuti. La mia interrogazione orale al Consiglio Provinciale di Pistoiadel 13 novembre 2007 Quello che segue è il testo completo del mio intervento al Consiglio Provinciale di Pistoia che ho denominato : Problematiche irrisolte concernenti l'inceneritore di Montale Non ho potuto darne lettura integrale perchè i limiti di tempo previsti per le interrogazioni orali ( 5 minuti) erano già superati a metà dell'intervento. Lo riporto qui per quanti hanno interesse all'argomento. Alla fine seguirà un mio commento al tipo di dibattito che c'è stato. L'interrogazione è rivolta al Presidente del Consiglio Provinciale sulle problematiche irrisolte concernenti l'inceneritore di Montale perchè le questioni che intendo porre hanno al centro l'esigenza di salvaguardare la dignità e la completezza di informazioni e di prerogative dell'assemblea elettiva , per non ritrovarsi alle solite assicurazioni generiche o generali o paratecniche ( tipiche dell'assessore all'Ambiente Giovanni Romiti) che eludono nodi di una vicenda che è stata contraddistinta da molti aspetti contraddittori ed ambigui che non devono essere oscurati né elusi né privati della loro sostanza politica. Lo stimato Presidente del Consiglio, da par suo, saprà corrispondere alle attese non solo del sottoscritto interrogante ma agli stimoli e alle riflessioni che mi hanno animato nel proporre, con valenza emblematica e molto riflettuta, le questioni che seguono, che ho la speranza e la certezza sapranno destare anche l'interesse del Consiglio tutto. Tre premesse : 1)Sono stato e sono a favore dell'impiantistica , e quindi anche dell'inceneritore di Montale, a condizione che sia garantita una gestione seria, trasparente e partecipata, nel rispetto delle competenze tecniche e nella sollecitazione delle responsabilità politiche. Una positiva esperienza personale maturata per 7 anni in un impianto di smaltimento ( discarica del Cassero) mi ha convinto appunto della ineludibilità dell'impiantistica ma anche della indispensabilità di una gestione scrupolosa ed attenta, sempre e comunque dialogante con l'opinione pubblica ; 2)Posso essere disponibile a battermi per il superamento dell'impiantistica, in una visione di media-lunga prospettiva, per alternative praticabili e sostenibili realisticamente, senza sussulti demagogici; 3)Prendo atto di tutte le relazioni e garanzie tecniche che i vari responsabili ( del Cis, dell'Arpat, dell'Usl , della Provincia) hanno via via prodotto : questa presa atto è rispettosa delle competenze da un lato, delle prerogative specifiche dall'altro. Al contempo di fronte ad obiezioni e sollecitazioni di segno diverso avanzate da esperti e tecnici esterni e privati chiedo ai responsabili, privati e pubblici della gestione dell'impianto di Montale, di essere responsabili ed accorti nel fornire a noi, rappresentanti elettivi di uno dei pochissimi organismi rimasti elettivi in questo Stato e soprattutto in questa Regione, ogni elemento che ci tuteli nelle nostre funzioni. Ri-sollevo, però, tuttavia e convintamente, e non mollerò di un centimetro nel pretendere, da oggi, in tutte le sedi possibili e a ciò legittimate e tenute, una serie di questioni di merito, a monte e a valle di quanto accaduto all'impianto di Montale, che da circa 4 mesi in qua ( ovvero dal fatidico giorno 18 luglio in cui siamo venuti a conoscenza delle emissioni di diossina oltre i limiti di sicurezza) sono state eluse, trascurate, accantonate. Metto in fila le questioni. Due attengono immediatamente alla politica, alle scelte politiche, che NON possono né devono eludere le normative nazionali e regionali, ed anche il buon senso. Il fatto che tali due questioni coinvolgano persone che stimo, e ad una di esse sia legato anche da vincoli di amicizia personale, mi induce ancor di più a chiedere che siano rimosse incompatibilità che non giovano neppure ad essi. Parlo di regime incompatibilità per il presidente e il direttore dell' ATO 5. 1)L'assemblea dell'ATO è costituita tutta da membri elettivi, designati dai comuni. Dovunque in Toscana il presidente dell'ATO 5 è un sindaco o un assessore suo delegato. Pistoia fa eccezione. Chiedo una spiegazione ufficiale in merito, per poterla dare anche a chi me ne ha chiesto ragione, per potere disporre appunto di una VERSIONE UFFICIALE data con trasparenza in questa sede assembleare. 2)Il Direttore dell' ATO 5 , l'ho saputo di recente, è anche direttore del CIS SPA. Ho già sollevato il problema. Il muro eretto a non dare neppure risposta non mi piace ed allora pretendo che in questa sede si dia risposta ufficiale. L'ATO, al di là delle giuste critiche sul loro numero eccessivo, soprattutto in Toscana, è un organo che approva e concretizza le scelte politiche, ovvero redige il piano industriale determina le tariffe nonché le modalità del loro introito attua forme di controllo dell'applicazione e dell'efficacia dei servizi di gestione dei rifiuti stipula le convenzioni anche con società private sceglie le forme di gestione dei servizi e delle procedure da seguire per l'affidamento degli stessi. Ed è illuminante la norma che prevede, cito testualmente : la disciplina dell'incompatibilità e della decadenza dei membri qualora si trovino in conflitto di interessi per l'esistenza di rapporti col gestore . Pertanto il direttore dell'ATO non può né deve avere contemporaneamente incarichi in società privata e nel controllo pubblico. Di ciò era ben consapevole il CDA dell'ATO : illuminante il verbale della decisione dall'apposito commissione che scelse il tecnico nel presupposto che egli NON AVREBBE PIU' AVUTO RUOLI DI GESTIONE NEL CIS. Chiedo chi ha tirato le fila per le attribuzioni di questi due incarichi, ieri dati ed oggi mantenuti, senza ragione plausibile. Le notizie di oggi sulla decisione che il Consiglio Regionale starebbe per assumere di riduzione del numero degli ATO dei rifiuti e di un loro diverso assetto a livello di area vasta non eliminano la portata politica della questione politica che pongo. Mi meraviglia però che nella comunicazione svolta pochi minuti fa dall'assessore G. Romiti si sia affermato di non essere a conoscenza della decisione del Consiglio Regionale per quanto concerne l'attribuzione o meno di nuovi compiti alle Province in sostituzione degli ATO. 3)Sulla rivista Utility del giugno 2007 che è il vero core business di tutto il sistema dei servizi pubblici toscani, è comparso un articolo illuminante dal titolo CIS e Publiambiente : l'unione fa la forza nel quale si parla anche della costituzione di un Consorzio, Ermes Servizi per l'ambiente i cui principali scopi sociali sarebbero la coordinazione della gestione dei servizi ambientali, la progettazione e la realizzazione degli impianti per la valorizzazione delle materie riciclabili e recuperabili e per lo smaltimento dei rifiuti residuali ; la progettazione , e la realizzazione degli interventi di risanamento ambientali e di bonifica di siti inquinati. Questo Consorzio raggrupperebbe 28 comuni. Chi dirige questo Consorzio ? Chi ne ha nominato i responsabili ? Quando e come ? Quale rapporto con CIS SPA e CIS srl ? Perchè sul sito internet CIS NULLA è detto di questi mutamenti né si conosce l'atto costitutivo ? Perchè ? Quando ne hanno discusso i consigli comunali dei comuni proprietari ? Anche alla luce delle vicende dell'inceneritore di Montale che ha visto e vede notevole attenzione di questo Consiglio provinciale, è forse questo un tema che ci deve vedere disinformati totalmente ? Io credo di no e perciò chiedo ancora che la IV commissione del Consiglio Provinciale promuova un incontro coi sindaci di Montale, Agliana e Quarrata . 4)L'appalto dei lavori della cosiddetta terza linea, di cui al bando che richiamò la mia attenzione sabato 11 agosto con scadenza il 23 agosto successivo e sulla quale presentai la nota interrogazione urgente. Una macchia, una procedura anomala, sulla quale il sindaco di Agliana, con la sua infelice dichiarazione alla stampa del 14 agosto, perse l'occasione per tacere addentrandosi in pseudo chiarimenti che poi, ovviamente, si sono obliterati e commentati da soli. La trasparenza esigeva ed esige sempre risposte chiare ed assunzione di responsabilità. Sullo sfondo degli appalti di questo tipo, sorgono interrogativi che io formulo alla luce del sole. Per esempio : in provincia di Pistoia si sono diffuse le attività della Ditta Ladurner di Bolzano e società ad essa collegate, relativamente al mondo dei rifiuti dei comuni di Agliana, Quarrata e Montale, e non so se altri. Sono in corso i lavori al CIS da parte della stessa ditta che è ben conosciuta dall'assessore Giovanni Romiti. La stessa ditta ha avuto in assegnazione altri interventi nei territori dei comuni del CIS ed ha ovviamente fatto domanda per l'appalto dei lavori previsti nel bando annullato . Quale rapporto è necessario tra chi è amministratore della Provincia e una ditta che effettua lavori per un consorzio di comuni ? 5)Solo in data 27 ottobre si è letta sui giornali la notizia che il CIS avrebbe intentato causa alla ditta fornitrice di carbone responsabile della emissione di diossina, la ditta Gale srl di Milano, citata in sede civile e penale. Mi pare doveroso chiedere di avere tutti gli atti ufficiali afferenti questa causa legale, perchè come consigliere provinciale sarà un documento irrinunciabile quello nel quale il CIS avrà riassunto le responsabilità di quanto avvenuto con l'emissione di diossina. Un evento la cui importanza, in senso lato, va ben al di là di quella zona e del nostro territorio per assumere valenza anche mondiale, direi, come emblematicità di una situazione specifica. 6)Le nomine dei nuovi organismi del CIS, presidente e due membri del CDA. Rimando a quanto ha scritto sul suo sito l'attento e documentato Giuliano Ciampolini, sperando che qualcuno replichi a quelle valutazioni-opinioni che peraltro erano facilmente prevedibili, nella misura che i tre comuni hanno dimostrato grosse incertezze e ritrosie. 7)La Giunta Regionale ha adottato una deliberazione, la n. 537 del 23 luglio 2007 con la quale stabilisce criteri e modalità di erogazione finanziamenti in materia di riduzione della produzione rifiuti afferenti il Protocollo di intesa per la gestione dei rifiuti negli ATO Firenze-Prato-Pistoia di cui alla DGR 63 del 2007. Chiedo di conoscere , in questo caso dalla Giunta Provinciale, nella prossima seduta del Consiglio provinciale : a)cosa pensa di questa deliberazione b)quale attività è stata avviata per la preparazione di progetti che realizzino interventi omogenei e mirati ad avviare l'integrazione della gestione rifiuti sull'intera area vasta e che abbiano una rilevanza incisiva sulla riduzione della produzione rifiuti e sull'incremento della raccolta differenziata c)se e quali ulteriori risorse la Provincia ed i comuni pistoiesi intendono destinare a queste finalità 8)Le osservazioni del WWF sezione di Pistoia : consegno copia di questo documento ( ovvero ho consegnato copia di un documento diramato dal WWF di Pistoia, datato 11 novembre, nel quale si formulano proposte serie ed argomentate sulla raccolta differenziata e sulla riduzione - a monte- dei rifiuti, questioni affrontate anche in un incontro con l'assessore all'Ambiente ma con esito insoddisfacente) Nello spirito di quanto dicevo all'inizio di questa interrogazione, chiedo al Presidente del Consiglio di attivare i competenti uffici dell'USL, dell'Arpat e della Provincia per un parere scritto sulle osservazioni stesse. ................................................................................................................................................................ Dopo questa mia interrogazione orale ( che, ripeto, non ho potuto leggere interamente per mancanza di tempo, a termini del Regolamento del Consiglio Provinciale) si è svolto un breve dibattito, nel quale prima il Presidente Venturi e poi l'assessore G. Romiti si sono comportati in modo davvero inadeguato, perchè invece di affrontare ALMENO una risposta nel merito delle richieste da me formulate , è accaduto che : 1)il Presidente Venturi si è limitato a fare una difesa d'ufficio della Regione, avviando una impropria polemica col sottoscritto, che si era limitato a rimarcare una affermazione fatta dall'assessore Romiti; 2)l'assessore Romiti , col solito modo di fare arrogante e depistante, senza, anche lui, entrare per nulla nel merito delle importanti questioni da me poste, ha iniziato a sproloquiare a suon di tentativi maldestri e e di costante tentativo di..., senza confrontarsi su UNA SOLA, diconsi UNA SOLA delle richieste-proposte da me formulate. Questo, purtroppo, cari lettori, è quel che passa il convento : davvero poco di positivo ! In ogni caso, le questioni da me poste DOVRANNO essere discusse in Consiglio Provinciale e pretenderò puntuale riscontro ad ognuna delle problematiche prospettate. |
| ciampo1107 Alcune riflessioni sull'inceneritore di Montale, cioè sulle posizioni di Comitati, Provincia e Comuni. Ribadisco che non condivido il NO (senza se e senza ma) alla riapertura dell'inceneritore di Montale, perchè l'unico risultato di un'eventuale "successo" di questa posizione è quello di imporre che i rifiuti (quelli quotidiani, prodotti dalle famiglie e dalle imprese) vadano in altri inceneritori e in altre discariche (la conseguenza più dannosa e immorale è quella che siano trasportati in impianti fuori dalla nostra regione o addirittura all'estero: questo è esattamente il contrario dell'etica della responsabilità e della tutela dell'ambiente). A mio parere sarebbe più serio sviluppare il movimento di protesta a sostegno di obbiettivi finalizzati ad un cambiamento realistico della politica sui rifiuti nell'Ato 5(a partire dalla Provincia di pistoia e dai Comuni di Montale, Agliana, Quarrata, Pistoia) e nell'Area metropolitana: chi dice che - nel movimento di lotta - è stata sconfitta l'ipotesi gradualista, a mio parere strumentalizza il problema rifiuti per fare demagogia e pura propaganda, perchè sul problema quotidiano dei rifiuti (che ciascuno, famiglie e aziende) vuole che siano allontanati...., il cambiamento (compreso quello radicale riassunto nell'orizzonte chiamato "rifiuti zero", che condivido anch'io) può essere realizzato solo in modo graduale. E' vero che, anche nella Provincia di Pistoia e nei Comuni pistoiesi, chi governa continua a dimostrare di non avere la volontà (neanche a seguito delle emissioni fuori legge e della conseguente chiusura dell'inceneritore di Montale) di cambiare la politica sui rifiuti: se ci fosse un inzio di volontà politica in questa direzione, "congelerebbero" ogni ipotesi di potenziamento dell'inceneritore di Montale da 150 a 220 T/G e annuncerebbero l'impegno di stanziare risorse finanziarie significative (nei Bilanci preventivi per il 2008) e di voler affidare incarichi (a persone capaci e credibili) per progettare rapidamente piani per la raccolta differenziata porta a porta, per ridurre la quantità dei rifiuti e per studiare alternative impiantistiche cosiddette "a freddo" Per queste finalità, a mio parere,
sarebbe assai più efficace e convincente(anche per tanti
cittadini con molti dubbi e interrogativi) sviluppare il
movimento di protesta su obbiettivi realistici:
1) NO alla
costruzione di nuovi inceneritori e al potenziamento
degli inceneritori esistenti; Un caro saluto anche a chi ha opinioni
diverse. |
| incmont131107 Domani pomeriggio (martedì)
13 NOVEMBRE alle ore 16,00 ESATTE, perchè è il PRIMO
punto DELL'O.D.G. c'è una INTERROGAZIONE sull'INCENERITORE
IN CONSIGLIO PROVINCIALE , L'INTERROGAZIONE E' STATA
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE BARDELLI SE NON SONO STATI I CARBONI, QUAL'E' ALLORA LA CAUSA ??????? Da quanto si legge dalla stamp ancora
una volta il CIS S.p.a.,avrebbe addossato la
responsabilità dello sforamento delle diossine ad altri.
LA COSA CHE APPARE EVIDENTE E' CHE ANCORA NON SONO CERTE
LE CAUSE CHE HANNO PRODOTTO IL SUPERAMENTO DEI LIMITI
DELLE DIOSSINE E DEI FURANI. Gli amministratori ed i partiti (DS in testa) si erano impegnati a garantire che l'inceneritore non sarebbe stato riaperto se le cause del malfunzionamento non fossero state certe. INOLTRE, come se ciò non bastasse, ancora una volta c'è il parere sanitario CONTRARIO AL POTENZIAMENTO DELL'IMPIANTO DA 120 A 150 t/G NEL VARBALE PER IL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE SI LEGGE CHE LA ASL - ancora una volta - ha dato parere negativo perchè il CIS non può garantire il mantenimento del livello di inquinamento attuale. NON SOLO HANNO AVVELENATO LA POPOLAZIONE PER 30 ANNI, VOGLIONO ANCHE L'AUTORIZZAZIONE PER POTER AVVELENARE ANCORA DI PIU'. VERGOGNOSA E' LA POSIZIONE DEL SINDACO RAZZOLI, CHE CHIEDE ALLA PROVINCIA E ALL'ARPAT (LA SOLITA ARPAT CHE HA TENUTO NASCOSTO I DATI SUL SUPERAMENTO DEI LIMITI DI EMISSIONE DALL'11 DI LUGLIO AL 17 DI LUGLIO) DI IGNORARE IL PARERE SANITARIO E DI CONCEDERE L'AUTORIZZAZIONE ALL'AMPLIAMENTO DELL'IMPIANTO. PILATESCA LA POSIZIONE DELLA PROVINCIA CHE INVECE DI GARANTIRE LA POPOLAZIONE, CERCA DI ACCANTONARE IL PARERE DELLA ASL RIVOLGENDOSI DIRETTAMENTE ALC ONSIGLIO DEI MINISTRI - ALLO STESSO PRODI - AFFINCHE' - CON UN COLPO DI SPUGNA - CANCELLI IL PARERE SANITARIO E RIESAMINI LA PRATICA !!!! partecipamo tutti domani - martedì 13 novembre alle ore 16 al CONSIGLIO PROVINCIALE A PISTOIA E Giovedì
15 novembre ore 21 |
| wwf1107 WWF Sezione di Pistoia
RIFIUTI : I MOTIVI DEL
NOSTRO NO ALLINCENERITORE DI MONTALE Prologo : nel mese di luglio 2007,
linceneritore di Montale viene momentaneamente
chiuso a causa di una fuoriuscita di diossine e furani 6
volte superiore ai limiti consentiti. La nostra
associazione ha subito inoltrato una richiesta di
chiarimenti inviata per conoscenza alla Procura
della Repubblica per capire i motivi per i quali
la chiusura è stata decisa ben 2 mesi e mezzo dopo il
fattaccio. Settembre 2007.
Esce un documento firmato da : WWF sezione di Pistoia,
WWF sezione di Prato, Legambiente circolo di Pistoia,
Legambiente circolo di Agliana e Comitato per il NO!
allinceneritore del Calice. Nel mese di settembre, le suddette
associazioni e comitati hanno elaborato un documento
sulla gestione dei rifiuti a livello provinciale. I punti centrali del documento (datato
21 settembre 2007) sono i seguenti, divisi in due parti: Prima parte . Garanzie minime richieste prima di una possibile riapertura dellinceneritore di Montale Ferma restando la nostra contrarietà all'impianto di Montale, avevamo richiesto delle condizioni minime: Ø Analisi
dei terreni, periodicità dei controlli da parte di ARPAT
ed Indagine Epidemiologica, obbligatoriamente
propedeutici alleventuale riapertura ed al bando di
gara relativo al previsto potenziamento
dellimpianto; Ø Garanzia
di controlli mensili sui microinquinanti da parte di
ARPAT; Ø Installazione
,sullinceneritore, di un sistema di campionamento
in continuo delle diossine con pubblicazione, in tempo
reale, dei dati; Ø Ristrutturazione
del Piano Provinciale dei Rifiuti, dovè tra
laltro previsto un impianto di C.D.R. (Combustibile
Derivato dai Rifiuti) nella zona di SantAgostino a
Pistoia, funzionale allinceneritore di Montale dove
verrebbero bruciate le bricchette (cubetti di spazzatura
indifferenziata) predisposte dallo stesso impianto; Seconda parte. Raccolta differenziata e Riduzione a monte dei rifiuti Ø Costituzione
di una commissione permanente , aperta ai Comitati e alle
Associazioni Ambientaliste, per pianificare le
alternative (trattamento a freddo,dissociazione
molecolare,ecc) agli impianti di incenerimento , ad
oggi purtroppo considerati come lunica strada
percorribile per lo smaltimento dei rifiuti; Ø Costituzione
di una commissione permanente (sempre aperta ai Comitati
e alle Associazioni) per pianificare , con strategie e
risorse, la Raccolta differenziata (nella misura del 55%
entro il 2010) e la Riduzione a monte dei rifiuti (nella
misura del 15% entro il 2010). Obiettivi ambiziosi ma
già compresi nel Protocollo dintesa tra la Regione
Toscana e le Province facenti capo allA.T.O. n. 5 Ottobre 2007. Incontro con lAssessore allAmbiente della Provincia di Pistoia per presentare le richieste contenute nel documento di settembre. Sabato 20 ottobre 2007 i firmatari
del documento di settembre, si sono incontrati con il
vice Presidente della provincia di Pistoia dott. Giovanni
Romiti, sul tema delle politiche di gestione e
smaltimento dei rifiuti , mettendo sul tavolo le loro
proposte. L'attuale piano provinciale prevede
una filiera con al centro l'inceneritore di Montale, che
verrà ampliato e che rappresenterà ahinoi -
il punto di forza strategico del piano stesso. Le associazioni ambientaliste da
tempo propongono una gestione dei rifiuti che abbia al
centro il riciclo dei rifiuti stessi , strategia che
consentirebbe l'aumento dei posti di lavoro, nonchè lo
spegnimento definitivo dell'inceneritore di Montale. Il tentativo delle associazioni era quello di proporre un percorso alle istituzioni, attraverso il quale impostare un NUOVO modello di gestione dei rifiuti, che possa fare a meno dellinceneritore.
Nonostante qualche buona intenzione
ufficiosamente riscontrata prima della riunione, abbiamo
purtroppo dovuto amaramente constatare una mancata
convergenza con la Provincia su tutti i punti proposti.
La politica sui rifiuti portata avanti da questa
amministrazione, non solo provinciale ma anche regionale,
prevede l'inceneritore come punto strategico e non c'e'
la minima disponibilità ad un'apertura costruttiva: si
guarda alle alternative impiantistiche (trattamento a
freddo, dissociazione molecolare,ecc) partendo da
posizioni preconcette (difficile realizzazione, poca
casistica a livello mondiale,ecc) Fatto ancora più grave è che non
c'è nemmeno un impegno, da parte delle stesse
amministrazioni, ad investire su politiche che
efficacemente possano contribuire alla diminuzione dei
rifiuti stessi, in quanto i fondi stanziati per questo
scopo sono irrisori rispetto a quelli destinati allo
sviluppo dell'impianto di incenerimento (si parla di poco
più di 300.000 euro per il 2007 per la Provincia di
Pistoia
..) Forse l'unica nota positiva e'
stata laccoglimento, da parte della Provincia,
nel gruppo tecnico di osservazione dellinceneritore
di Montale, di alcuni rappresentanti delle associazioni e
della dr. Gentilini, oncologa di provata fama, già
indicata dai Comitati della piana. Purtroppo come detto - e' stata già decisa la riapertura dell'impianto di Montale senza fare le analisi ne' epidemiologiche , ne' ambientali sul territorio , così come avevamo richiesto con il documento di settembre. In sostanza: si procede
tranquillamente sulla strada dellincenerimento, si
stanziano pochissime risorse sul fronte della riduzione
dei rifiuti e non cè nessun impegno concreto per
gestire al meglio la raccolta differenziata !!! Novembre 2007.
Diffida alla riapertura dellinceneritore di Montale. Stante questi risultati , le associazioni ambientaliste hanno deciso di inoltrare formale diffida a tutti gli organi preposti (Sindaco di Montale, Sindaco di Quarrata, Sindaco di Agliana, Presidente della Provincia di Pistoia e il direttore del CIS, società che gestisce limpianto di Montale) in merito alla riapertura dellinceneritore. Chiediamo quindi che l'impianto venga totalmente dismesso. Ormai lunica strada
percorribile sembra che sia rimasta soltanto quella
della magistratura
WWF SEZIONE DI PISTOIA |
| verdi0907 Lesecutivo provinciale dei Verdi di Pistoia, nella riunione del 5 settembre scorso, intende prendere posizione in merito alla chiusura dellinceneritore di Montale (PT) alla luce del recente comunicato della Provincia di Pistoia. 1) E opportuno individuare le cause e le responsabilità di quanto accaduto con il superamento dei limiti di legge sulle emissioni di diossina 2) Periodizzare le analisi sui terreni intorno allinceneritore; limpegno di ARPAT e ASL di produrre entro settembre uno studio prospettico sulla presenza di diossine, furani e metalli pesanti, è importante come essenziale è il coinvolgimento alla partecipazione di Comitati e Associazioni ambientaliste. 3) LARPAT deve garantire controlli mensili sulle emissioni per un certo periodo di tempo 4) Il rinnovo del consiglio di amministrazione del CIS ( consorzio intercomunale dei servizi, proprietario dellimpianto) è inevitabile; i criteri per la scelta dei nuovi candidati deve esclusivamente muoversi in ambiti professionalmente riconosciuti e indirizzate verso una netta discontinuità sui metodi di gestione della raccolta e smaltimento rifiuti. 5) Si chiede limpegno da parte del CIS di installare, entro la fine del 2007, un sistema di campionamento in continuo delle diossineche consenta di conoscere i risultati in poche ore 6) Si chiede limpegno da parte dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata di costituire una commissione mista ( amministratori,esperti,rappresentanti di Comitati e Associazioni ) per discutere in merito al problema dei rifiuti e sulle proposte alternative allincenerimento. 7) Si chiede alla Provincia di Pistoia di attivare una Commissione mista per discutere sui cambiamenti necessari ( sul Piano provinciale dei rifiuti ) per realizzare il 55% di raccolta differenziata e la riduzione del 15% dei rifiuti, entro il 2010 Pistoia 7 settembre 2007 |
| comitato0807 "COMITATO NO! ALLINCENERITORE DEL CALICE" COMUNICATO STAMPAQuanto accaduto nellinceneritore di Montale ha reso urgente e ineludibile la realizzazione di un'analisi epidemiologica e l'analisi sui terreni (tramite prelievi con il metodo del carotaggio, in particolare nelle frazioni: Stazione di Montale, San Piero, San Niccolò e Catena di Agliana e Oste di Montemurlo, che sono quelle che hanno sicuramente subito le maggiori ricadute delle emissioni, ormai trentennali) è importante (e concretamente possibile) che sia fatta entro il mese di settembre 2007. Quanto avvenuto ha evidenziato varie inadeguatezze e responsabilità: 1) è un fatto grave che Arpat si limiti a fare un solo controllo annuale sulle emissioni degli inceneritori e(per propri limiti strutturali e per le procedure burocratiche), di norma dia i risultati dopo due mesi; 2) è un fatto grave che il Cis, per fare le proprie analisi sulle emissioni(in parallelo con Arpat), abbia scelto un'azienda che da i risultati dopo quelli di Arpat e che non vengano resi pubblici; 3) è un fatto gravissimo che il Cis abbia affidato "la manutenzione semestrale sui rilevatori in continuo dei macroinquinanti" ad un azienda che, dopo aver individuato un guasto e sostituito componenti tecnici (6 giugno) aspetta un mese per comunicarlo al Cis(7 luglio): o questa versione dei fatti è destinata agli adulti che credono a babbo natale, oppure questa è una conferma sull'inadeguatezza del sistema di gestione adottata dal Cis(riconosciuta anche dall'Arpat) e quindi sono evidenti le responsabilità/incapacità dei dirigenti (Presidente e Direttore) del Cis. Bene ha fatto la Procura della Repubblica ad aprire unindagine conoscitiva per accertare le reali responsabilità. A nostro parere, questi fatti e le conseguenti responsabilità (che coinvolgono anche i Sindaci e la Provincia) sono tali da giustificare le dimissioni degli attuali dirigenti del Cis e la nomina di nuovi dirigenti (politici e tecnici) che siano in grado di attuare una svolta nella gestione del Cis stesso, nella trasparenza dei controlli e delle informazioni e anche nelle scelte: quanto avvenuto rende impossibile l'attuazione del progetto di potenziamento fino a 220T/G ed evidenzia la necessità di costruire le alternative di smaltimento di circa 150 T/G (tolte le ceneri) di rifiuti che erano stati affidati a questo impianto. Alternative che non possono consistere nella costruzione di nuovi inceneritori che moltiplicherebbero le emissioni ed i danni alla salute e all'ambiente: è necessario che sia studiato un progetto (con il contributo anche degli esperti delle Associazioni e dei Comitati rappresentativi dei cittadini) finalizzato a specializzare il Cis Spa nei sistemi più avanzati e innovativi, soprattutto nella raccolta porta a porta e nelle migliori pratiche di riciclaggio e di sviluppo di un reale mercato di prodotti in materiale riciclato. E necessario e urgente che queste nuove finalità siano recepite nel Piano sui rifiuti dell'Ato5, in modo che, finalmente siano destinate risorse adeguate (anche dalla Provincia di Pistoia) per contribuire alla realizzazione del 55% di raccolta differenziata e alla riduzione del 15% dei rifiuti, entro il 2010. Il Comitato NO! all'inceneritore del Calice Agliana, 6 agosto 2007 |
| ciampo0807 Riflessioni in libertà sul tema RIFIUTI A seguito delle emissioni di diossine e furani diverse volte oltre i limiti di legge e della conseguente fermata dell'inceneritore di Montale(in attesa che siano individuate le cause di queste emissioni e di nuove analisi dell'Arpat che dimostrino il rientro nei limiti stabiliti dalla legge), sembra che ci sia spazio solo per le opinioni assurde o per la propaganda: da una parte c'è chi minimizza la gravità di quanto è successo(dirigenti del Cis e Amministratori locali), dall'altra c'è chi strumentalizza per sostenere proposte, astratte e velleitarie, che chiedono la chiusura immediata di quell'inceneriotore, di tutti gli inceneritori e (leggendo un volantino del "Collettivo Liberate gli orsi"), persino di tutte le discariche(compreso quella del Cassero... dove, i sostenitori della chiusura definitiva dell'inceneritore di Montale, chiedono di trasferire le 120 T/G che venivano bruciate). Inoltre non mancano quelli che strumentalizzano la vicenda dell'inceneritore di Montale per fare propaganda alla propria corrente partitica o al proprio partito: nei Verdi qualcuno si è messo a colpevolizzare Marino Artusa, salvo poi rimanere in Giunta e nella maggioranza che governa la Regione senza aver ottenuto nessun cambiamento nella politica sui rifiuti a cui aveva contribuito anche l'Assessore Marino Artusa; il Prc, a Montale e Agliana chiede le dimissioni dei dirigenti del Cis e a Quarrata il Consiglio Comunale(con il Prc in maggioranza e in Giunta), si conclude "dando atto all'azienda Cis dell'attenzione prestata a questi temi, andando ben oltre quelli che erano i limiti di legge, ma cercando di lavorare sempre col minimo impatto possibile"; a Montale e in Regione, i Consiglieri della destra berlusconiana cavalcano la protesta contro l'inceneritore di Montale, dimenticando che i loro partiti sono decisamente a favore degli inceneritori(e magari vorrebbero chiudere quello di Montale, che incenerisce 120T/G, per costruire quello del Calice ipotizzato per incenerire 500 T/G, quindi moltiplicando per quattro le emissioni di nanopolveri nella stessa area (e, come dice Stefano Montanari, applauditissimo in tutte le assemble contro gli inceneritori, gli inceneritori di nuova generazione sono persino più pericolosi di quelli di vecchia generazione). Non mi sono mai riconosciuto in chi strumentalizza
i problemi per fare solo
propaganda o per sostenere proposte del tutto astratte:
anche per questo ho sentito la necessità di esprimere la
mia opinione sulla questione rifiuti,
suddividendola in 4 capitoli: Premessa. Gli inceneritori (e anche le discariche, come tante altre attività industriali e umane.. tipo le emissioni inquinanti delle automobili, dei camion, ecc., il fumo delle sigarette, ecc.) provocano conseguenze negative sulla salute delle persone e possono arrivare a provocare anche malattie gravissime come i tumori: negarlo o minimizzare questa consapevolezza penso sia un atto di stupidità, in particolare quando lo fanno amministratori pubblici o persone impegnate in politica, che (a differenza del libero mercato, delle aziende e degli egoismi individuali) dovrebbero avere a cuore la salute delle persone e dell'ambiente e il cosiddetto "bene comune". Nelle società industrializzate ad alto consumismo individuale, ciascuna di queste attività viene ritenuta "necessaria": solo fumare potrebbe essere evitato senza nessuna conseguenza negativa...(quando vedo una persona che fuma una sigaretta dietro l'altra e che protesta con particolare veemenza contro gli inceneritori ed il pericolo tumori, ne traggo la conferma che le contraddizioni sono davvero tante, anche dentro ciascuna persona), tutto il resto (cioè quello che viene definito "sviluppo", "modernità"), dalla stragrande maggioranza delle persone, viene considerata la conseguenza inevitabile di un sistema di vita che viene definito "benessere" (sono pochissime le persone che pensano ad un benessere caratterizzato da un diverso modello di economia e da diversi stili di vita, che portino ad una significativa riduzione del consumismo individuale): quasi nessuno si preoccupa del fatto (documentato dagli scienziati e dal cambiamento del clima) che questo tipo di benessere sta distruggendo l'equilibrio ecologico del pianeta, sta esaurendo rapidamente le materie prime che ci ha donato madre terra e oggi persino l'acqua si sta fortemente riducendo ed è sempre più inquinata(come l'aria che respiriamo e gli alimenti che mangiamo). Questo tipo di economia e di consumismo provoca, quotidianamente, grandi quantità di rifiuti e tutti (aziende e famiglie) vogliamo che - ogni giorno - siano allontanati dalle nostre case e dalle aziende... altrimenti vengono allontanati e smaltiti in modo abusivo, cioè gettandoli dove capita... con conseguenze ancora più negative (vedi Napoli e Campania, dove finiscono anche rifiuti prodotti da tante aziende di tutta Italia che smaltiscono in modo abusivo anche rifiuti particolarmente pericolosi... per spendere meno ingrassando i profitti della criminalità organizzata). Il mondo e le città di domani, saranno come le prepariamo oggi. Detto questo, cioè che la consapevolezza e la disponibilità delle persone a cambiare in modo radicale gli stili di vita, è scarsa(di solito, aumenta in modo significativo soltanto quando viene collocato un inceneritore o una discarica vicino alle proprie abitazioni) e che non è diversa da quella dei politici, degli amministratori locali, dei parlamentari, ecc., rimane il fatto che, per evitare crescenti conseguenze negative sulla salute delle persone e sull'equilibrio ecologico del pianeta, un cambiamento è necessario e urgente ed i primi che dovrebbero capirlo dovrebbero essere proprio quei politici e quegli amministratori locali e nazionali che, per il ruolo che gli è stato affidato(tramite la democrazia rappresentativa), hanno maggiori responsabilità verso la collettività, verso la salute delle persone, verso il futuro che viene preparato con le scelte politiche e di governo che vengono fatte oggi(nelle comunità locali, regionali e nazionali). Le soluzioni sono difficili, ma possibili. Le alternative a tante
cause che producono danni alla salute, malattie,
tumori, ecc. e all'ambiente, ci sono, ma
non sono facili, hanno bisogno di scelte
coraggiose di cambiamento: Sono tutte scelte possibili, ma richiedono consapevolezza, responsabilità, coraggio, perché sono realizzabili solo tramite cambiamenti drastici dei sistemi di produzione, dei consumi individuali e dei sistemi di raccolta e smaltimento dei rifiuti che si sono consolidati negli ultimi 40 anni (e che quasi tutti hanno definito "il benessere" o "le conseguenze del benessere"). Anche a mio parere è giusto chiedere che un inceneritore sia chiuso prima possibile e dire NO alla costruzione di nuovi inceneritori, ma è difficile costruire le alternative per evitare che i rifiuti siano portati in altre regioni o in altri paesi (dove la criminalità organizzata impone le proprie "soluzioni", o dove la miseria fa "accettare" qualsiasi cosa... persino i rifiuti prodotti da altri, prodotti da un sistema che per minoranze della popolazione mondiale produce ricchezza e consumismo e nella maggior parte del mondo provoca sfruttamento umano, rapina ed esaurimento delle materie prime e disastri ecologici che mettono in pericolo la vita delle attuali e, ancor di più, delle future generazioni). Ci sono esempi positivi,
San Francisco, il Consorzio
Priula(in Provincia di Treviso), Capannori,
la Provincia di Alessandria, ecc. ecc.),
ma richiedono scelte coraggiose: CAMBIARE
i sistemi produttivi e di distribuzione dei prodotti; CAMBIARE
gli stili di vita individuali e collettivi (riducendo
drasticamente consumismo e sprechi); ROTTAMARE
cassonetti e grandi camion di raccolta dei rifiuti,
sostituendoli(gradualmente ma progressivamente) con un
sistema di raccolta differenziata porta a
porta e di qualità (l'unica che consente
di differenziare oltre il 60% dei rifiuti e di avviarli
al riutilizzo, tramite la costruzione di una rete di
aziende che abbia questa finalità). La fermata dell'inceneritore di Montale, babbo natale e la befana, le responsabilità e le soluzioni auspicabili. Non è ancora stata individuata la causa che ha determinato, nell'inceneritore di Montale, emissioni di diossine e furani diverse volte superiori ai limiti di legge e, ovviamente, non potrà riprendere la propria attività fino a quando non sarà fatta chiarezza su quanto accaduto e date assicurazioni che sono state attivate tutte le misure ed i controlli che ne impediscano il ripetersi. Quanto accaduto ha reso urgente e ineludibile la realizzazione di un'analisi epidemiologica, ambientale e sanitaria (in particolare nelle frazioni di Stazione di Montale, San Piero Ponte alla Trave, San Niccolò e Catena di Agliana e Oste di Montemurlo, che sono quelle che hanno sicuramente subito le maggiori ricadute delle emissioni, ormai trentennali, dell'inceneritore di Montale) e l'analisi sui terreni (tramite prelievi con il metodo del carotaggio) è importante (e concretamente possibile) che sia fatta entro il mese di settembre 2007. Quanto avvenuto ha evidenziato
varie inadeguatezze e responsabilità: Questi fatti e le conseguenti
responsabilità sono tali da giustificare le dimissioni
degli attuali dirigenti e la nomina di dirigenti (politici
e tecnici) che siano in grado di attuare una
svolta nella gestione del Cis, nella
trasparenza dei controlli e delle informazioni e anche
nelle scelte: quanto avvenuto rende impossibile
l'attuazione del progetto di potenziamento fino a 220T/G
e può consentire soltanto una continuazione dell'attività
dell'inceneritore di Montale, per il tempo necessario(più
breve possibile), per costruire le alternative di
smaltimento di circa 150 T/G (tolte le
ceneri) di rifiuti che erano stati
affidati a questo impianto nell'intesa sottoscritta in
Regione dai Comuni e dalle tre Province dell'area
metropolitana Firenze/Pistoia. Queste nuove finalità è necessario e urgente che siano recepite nel Piano sui rifiuti dell'Ato5, in modo che, finalmente siano destinate risorse adeguate(anche dalla Provincia di Pistoia) per contribuire alla realizzazione del 55% di raccolta differenziata e alla riduzione del 15% dei rifiuti, entro il 2010(è scritto nel patto che hanno firmato in Regione e, se sono persone serie e responsabili, dovrebbero impegnarsi per realizzarlo davvero.... ma, anche in provincia di Pistoia, non risulta un impegno adeguato a mantenere quanto hanno firmato). Buon agosto e buone riflessioni. |
| ciampo0707 Ho letto la "Comunicazione, del Presidente Gianfranco Venturi e della Giunta Provinciale, in merito alla temporanea chiusura del termovalorizzatore di Montale" e ne ho ricavato almeno tre preoccupazioni: 1) La sequenza delle date:
- l'Arpat ha fatto il prelievo di
un campione di fumi il 3 maggio ed ha
comunicato i risultati il 17 luglio:
quindi, per avere i risultati, sono passati 75
giorni, talmente tanti che anche Venturi ha
riconosciuto la necessità di fare "analisi più
frequenti in futuro" e di "individuare un
sito Web nel quale rendere noti i dati delle
emissioni in tempo reale". - Il 6 giugno
"a seguito di un intervento di manutenzione
ordinaria effettuato sulle apparecchiature di
monitoraggio" è stata riscontrata una
anomalia nel sistema di deumidificazione..."
ed è stata subito riparata: quindi, se
fosse stata questa la causa di quelle emissioni di
diossina e furani superiori 6 volte ai limiti di legge, queste
emissioni sono durate sicuramente più di un mese
(probabilmente diversi mesi e sono continuate anche dopo
la riparazione del guasto, visto che le nuove analisi
fatte dall'Arpat - su un prelievo fatto il 24 luglio - ha
confermato l'emissione di diossine in quantità tre volte
superiori ai limiti di legge, quindi quella riparazione
non ha risolto il problema). - "Ricevuta l'informazione
di tale anomalia, la società Cis Spa
ha comunicato alla Provincia e all'Arpat, in data 11
luglio, che era stata riscontrata la
problematica....": quindi 35 giorni dopo.
2) Venturi e la sua
Giunta hanno dichiarato anche che rifiutano
l'analisi dei terreni, motivando questo
rifiuto con motivazioni assurde: è
un'analisi "particolarmente complessa",
"di scarsa utilità" e "fuorviante",
perchè "le diossine si formano in tutti i processi
di combustione.... industriali, civili o anche quando sia
bruciata legna o rifiuti vegetali" e quindi queste
analisi fornirebbero "risultati non
correlabili con le emissioni del termovalorizzatore".
Mi sembra una dichiarazione particolarmente grave(in
aperta contraddizione con gli impegni assunti nella
mozione approvata dal Consiglio Provinciale
nel mese di giugno 2007, per attivare "un
percorso di monitoraggio sanitario dell'impianto di
Montale"), perchè minimizza le conseguenze
sul territorio provocate da quasi trenta
anni di emissioni di un inceneritore che ha
bruciato oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti
(e, nei primi 15/20 anni, senza un sistema di filtri che
avesse una certa efficacia): se, dalle
analisi sui terreni (in particolare nella zona sud di
Montale, ad Agliana e ad Oste) dovessero emergere
quantità preoccupanti di diossine e di metalli
pericolosi, sembra ovvio (ad ogni
persona con un minimo di buon senso e che non vuole
nascondere la realtà) che l'inceneritore
(pur non essendo l'unica causa) non è certo una
causa secondaria e quindi sarebbe
doveroso evitare il potenziamento da 150 a 220 T/G
(reso molto difficile e oneroso anche dal fatto che la
Legge Finanziaria 2007 nega all'impianto di Montale le
entrate derivanti dai cosiddetti "certificati verdi"),
per arrivare al più presto alla chiusura
definitiva. 3) Venturi e la sua
Giunta ribadisce "l'efficacia della programmazione
Provinciale in materia di rifiuti" e gli
accordi sottoscritti il 31 gennaio nel Protocollo d'intesa
con le province di Prato e Firenze e con la Regione:
ma, in realtà il Piano Rifiuti dell'Ato
5 non ha recepito i due obbiettivi fondamentali
scritti in quel Protocollo d'intesa, cioè
quello di portare la raccolta differenziata al 55%
e di ridurre del 15% la quantità dei rifiuti.
Inoltre, la Provincia di Pistoia, nel proprio Bilancio
Preventivo per il 2007, non mi risulta che abbia
stanziato proprie risorse finanziarie (come fanno
altre Province) per contribuire al raggiungimento di
questi obbiettivi. Sono domande che, immagino, sono condivise anche da Prc e Verdi e che, per trovare risposte positive, è necessario farle capire anche a Ds e Margherita, dove ci sono le maggiori resistenze conservatrici che impediscono l'emergere della volontà politica che è necessaria per dare risposte positive a quelle domande. Giuliano. Segue COMUNICAZIONE DEL PRESIDENTE Gianfranco Venturi COMUNICAZIONE
DEL PRESIDENTE Gianfranco Venturi, in merito alla
temporanea chiusura del termovalorizzatore di Montale In questi ultimi
giorni la comunità locale, con particolare riferimento a
quella residente nell'area della pianura, ha vissuto con
preoccupazione le vicende legate al termovalorizzatore di
Montale dopo che i dati relativi alle emissioni avevano
segnalato il superamento dei limiti imposti dalle
normative vigenti. E' di questo che si
parla dunque non certo di una irresponsabile diffusione
di inquinanti in grado di mettere a repentaglio la salute
degli abitanti di quest'area o da rendere necessarie
opere di bonifica radicali delle quali si è parlato in
questi giorni. |
| epidem0707 Segue comunicato di Fabio Capellini, Capogruppo PRC Provincia PT Salve a tutte e tutti.
|
| articoli0707 Chiuso per la diossina, ma riaprirà |
| odz0707 Comunicato
Unaltracittà/Unaltromondo |
| roggio0707 L'inceneritore di Montale (PT) sfora di oltre
sei volte il limite massimo delle diossine e viene chiuso. seguono il comunicato stampa del 4 giugno e altri documenti roggiolani SANITA': MONTALE: LA SALUTE NEI RIFIUTI SI DIFENDE COL PORTA A PORTA Polemica sulla visita nella scorsa settimana a Montale del Presidente Fabio Roggiolani (Commissione Sanità del Consiglio Regionale) che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: Firenze 4 giugno 07 Non replico al tono insultante del Sindaco di Montale, Piero Razzoli. ha dichiarato FABIO ROGGIOLANI consigliere dei VERDI per lUnione e Presidente della Commissione Sanità La visita come Presidente di Commissione è avvenuta su invito del Comitato dei cittadini e quindi ho potuto visitare quello che il Comitato mi ha proposto, ovvero le condizioni ambientali ed emotive della cittadinanza. Inoltre essendo la visita istituzionale non è un vezzo ma un dovere presentarsi nelle forme dellistituzionalità. Spiace che il Sindaco, invece si comporti in maniera del tutto maleducata dal punto di vista istituzionale: se e quando sarò invitato dal Comune di Montale sarò ben lieto di visitare limpianto e di poter ribadire a Razzoli alcune convinzioni non mie ma dei Ministeri dellAmbiente e della Ricerca e dellInnovazione Tecnologica rispetto alla raccolta porta a porta, ai biodigestori anaerobici, ai dissociatori molecolari, tutte tecnologie che rappresentano nel complesso lalternativa concreta e indicata ad inceneritori e discariche. Ripeto infine ha concluso Roggiolani
che le ricerche epidemiologiche, se ben mirate,
servono eccome e servono in ambiti precisamente definiti
(essendo nel pistoiese qualcosa il sindaco Razzoli
dovrebbe aver sentito e imparato dalla vicenda Breda-amianto
!!). Per cui trovo incomprensibile che si valutino come
provocazioni semplici osservazioni, cautele e richieste
di dati. Inceneritore, le nanopolveri responsabili dell'ictus
cerebrale |
inchpubbAl Presidente della Provincia di PistoiaAllAssessore allambiente Al Dirigente del settore gestione rifiuti e. p.c. Al Presidente del Consiglio provinciale Ai Consiglieri ProvincialiOggetto: Procedura V.I.A., in riferimento al S.I.A.(Studio di impatto ambientale) presentato dal proponente lampliamento e la ristrutturazione dellimpianto di incenerimento rifiuti di Montale. RICHIESTA DI INCHIESTA PUBBLICA ai sensi della Legge Regionale 3.11.1998, n°79 Con la presente chiediamo al Presidente e a tutti gli altri soggetti in indirizzo: 1) che venga comunicato il nome del Garante dellInformazione, unitamente al relativo atto di nomina, in quanto responsabile dellavvio di tutte le azioni necessarie per assicurare linformazione ai cittadini ed alle formazioni sociali, così da favorire - come recita la legge regionale sopra richiamata - la partecipazione e che siano messi a conoscenza delle azioni fino ad oggi intraprese per garantire informazione, pubblicità e partecipazione, così come previsto dalla legge Regionale 79/1998, in particolare dallart.14; 2) che lautorità competente, così come previsto dallART. 15 della Legge Regionale 79/1998, disponga l avvio di una INCHIESTA PUBBLICA , da tenersi presso il Comune nellambito del quale il progetto è localizzato (Montale), e provveda conseguentemente alla nomina di un Comitato presieduto dal Garante dellinformazione e integrato nella sua composizione da uno o più esperti indicati dai cittadini interessati. La presente richiesta riveste carattere di urgenza. Distinti saluti. Rinaldo Bini, a nome e per conto del Comitato NO! allinceneritore del Calicec/o Legambiente, Via M. Magni - 51031 Agliana (PT) |
| inquiaria Ci sono giunti, in seguito agli articoli su La Nazione del 14 - 19 dicembre 06, alcuni contributi sul problema delle polveri sottili, che riportiamo di segutio: » rapporto di Legambiente |
| euro0 COMUNICATO STAMPA Firenze, 29 Gennaio 2007 SMOG, DE ZORDO, PIERI: «BOCCIATA L'ORDINANZA DEL COMUNE, LE AUTO EURO ZERO DOVREBBERO CIRCOLARE». Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo di Unaltracittà/Unaltromondo e di Leonardo Pieri di PRC, membri della commissione Ambiente e Trasporti: «Il T.A.R. della
Toscana, con la sentenza n. 56 del 2007, ha di fatto
bocciato l'ordinanza antismog dell'assessore Del Lungo
nella parte che si riferisce ai divieti di blocco totale,
7 giorni su 7 e 24 ore su 24, della circolazione delle
Auto Euro 0 a benzina non catalizzati. Infatti il TAR
annulla parzialmente l'ordinanza 509 del 14/6/2006,
sostenendo che "il ricorso per motivi aggiunti deve
essere parzialmente accolto e il provvedimento con esso
impugnato deve essere annullato limitatamente alla parte
relativa alla classe di veicoli "auto e leggeri
benzina no kat" Una nuova e ulteriore ordinanza sul blocco delle auto Euro 0, così come annunciata dal Comune rischia di diventare solo un superamento formale della sentenza del TAR, mentre invece è auspicabile una sempre più concreta iniziativa per la riduzione del PM10 dovuto ai veicoli diesel che anche il TAR ha riconosciuto come i mezzi più inquinanti». |
| wwflega2 02/02/2007 |
| wwflega Comunicato
stampa congiunto WWF - Legambiente |
| tavolo Per la raccolta ed il trattamento dei rifiuti, una politica diversa (che superi tante discariche senza sostituirle con l'incenerimento) sarebbe possibile (facendo scelte coerenti con l'obbiettivo di portare la raccolta differenziata al 55% e di ridurre la quantità dei rifiuti del 15%, entro il 2010) ma chi governa la Regione Toscana e gli Enti Locali nell'area metropolitana, l'ha esclusa. Sulla politica per la raccolta
e lo smaltimento dei RIFIUTI, se qualcuno
(io compreso) aveva qualche briciolo di speranza verso
scelte coraggiose e di cambiamento, nella riunione del
"tavolo regionale" (svoltosi
nel tardo pomeriggio del 3 ottobre), Claudio
Martini, i Presidenti delle Province
(di Firenze, Prato e Pistoia) ed i Sindaci che
erano presenti, l'hanno smentite: Insomma (Claudio
Martini, le tre Province, ecc.) hanno bluffato,
imbrogliato, non avevano nessuna intenzione di cambiare
la politica regionale sui rifiuti ed i Piani
approvati dai tre Ato dell'area metropolitana:
Questo mi sembra che sia il quadro
della situazione (emersa in modo chiaro da quella
riunione del 3 ottobre) e mi rimane soltanto un piccolo
residuo di speranza: Quando "quelli che stanno in alto, al potere", sono capaci solo di imbrogliare e non hanno nessuna disponibilità a prendere in considerazione e confrontarsi davvero su proposte diverse che provengono da "quelli che stanno in basso", non rimane che dimostrare - con la partecipazione alla protesta democratica - che non siamo disponibili a farci imbrogliare e lotteremo contro una prospettiva che può darci "una tariffa unica" in tutta l'area metropolitana, ma in cambio ne avremo un notevole aumento dei rischi per la salute delle persone e altri devastanti danni all'equilibrio ecologico del nostro pianeta. Per quanto mi riguarda, insieme alla lotta democratica, ritengo importante non chiudere mai gli spiragli - anche piccolissimi - di dialogo finalizzato al cambiamento, sperando che non vengano chiusi anche "gli spiragli". Giuliano |
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| comunicato inc Legambiente Circolo di Agliana Legambiente Circolo di Pistoia WWF Sezione di Pistoia Via dei Cancellieri, 30 51100 PISTOIA In merito alla questione del potenziamento dellinceneritore di Montale anche i Circoli Legambiente di Pistoia ed Agliana e la sezione WWF di Pistoia, vorrebbero conoscere nei dettagli il parere della Commissione ambiente ed in particolare il merito della posizione assunta dalla A.S.L. Crediamo che prima ancora di prendere decisioni delicatissime per la salute della popolazione, ogni eventuale problema sia reso pubblico senza nessun indugio. Sappiamo bene quanto il problema inquinamento , quando si parla di inceneritori, sia reale e non vogliamo che nulla sia lasciato di intentato. Se i valori, contrariamente a quanto abbiamo fin qui appreso, sono fuori dalla norma, occorre intervenire nel più breve tempo possibile. Cogliamo loccasione per ribadire con forza la nostra richiesta di una seria politica di gestione dei rifiuti che ormai è stata troppo spesso ribaltata, dal momento che lopzione inceneritoristica occupa il primo tassello della filiera. Non siamo disponibili ad avallare politiche che vedano gli impianti come nucleo centrale dello smaltimento dei rifiuti. Bisogna spingere al massimo la raccolta differenziata, che in certe parti del nostro Paese supera di gran lunga il 50% e cominciare a prendere in seria considerazione impianti alternativi agli inceneritori, meno impattanti dal punto di vista sociale ed ambientale. Ed occorre inoltre ripensare anche unaltra politica urbanistica che non preveda ulteriori grandi centri commerciali nella piana Pistoia Prato Firenze , veri nuclei di produzione dei rifiuti. Legambiente circolo di Agliana Legambiente circolo di Pistoia WWF sezione di Pistoia ________________________ Rif. Marco Beneforti 335/6954210 DOCUMENTO UNITARIO GESTIONE DEI RIFIUTI PISTOIA PRATO Le associazioni
ambientaliste dellarea pratese e pistoiese,
consapevoli dellenorme impor anza di una corretta
gestione dei rifiuti, in particolare nella zona
dellAmbito Territoriale Ottimale n. 5 (Pistoia
Prato Firenze), hanno elaborato alcuni
punti comuni programmatici sul tema , con un richiamo
alla questione dellinceneritore di Montale. Legambiente circolo di
Agliana |
| termovalorizzatori quanto segue è tratto interamente dal n. 86 di ARPAT news (10 maggio 06) http://www.arpat.toscana.it/news E ormai molto vivo il dibattito in merito allimpiego dei termovalorizzatori per il trattamento dei rifiuti. Abbiamo trattato recentemente su Arpatnews del caso dellimpianto di Spittelau a Vienna, in questo numero invece ospitiamo un intervento di Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, recentemente intervenuto a Firenze duna conferenza stampa con Beppe Grillo sullargomento. Saremo lieti di ospitare su queste pagine ulteriori esperienze e studi in materia, ritenendo importante sviluppare questo confronto fra vari e diversi punti di vista che, naturalmente, non esprimono la posizione dellAgenzia. Ormai non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro - e nanoparticelle, comunque prodotte, una volta che siano riuscite a penetrare nell- organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie. Le nanopatologie, appunto. Se è vero che le manifestazioni patologiche più comuni sono forme tumorali, è altrettanto vero che malformazioni fetali, malattie infiammatorie, allergiche e perfino neurologiche sono tuttaltro che rare. A prova di questo, basta osservare ciò che accade ai reduci, militari o civili che siano, delle guerre del Golfo o dei Balcani o a chi sia scampato al crollo delle Torri Gemelle di New York e di quel crollo ha inalato le polveri. Comunque prodotte, ho scritto sopra a proposito di queste particelle che sono inorganiche, non biodegradabili e non biocompatibili. E lultimo aggettivo è sinonimo di patogenico. Il fatto, poi, che siano anche non biodegradabili, vale a dire che lorganismo non possieda meccanismi per trasformarle in qualcosa di eliminabile, rende linnesco per la malattia eterno, dove laggettivo eterno va inteso secondo la durata della vita umana. Le particelle di cui si è detto hanno dimensioni piccolissime, da qualche centesimo di millimetro fino a pochi milionesimi di millimetro, e più queste sono piccole, più la loro capacità di penetrare intimamente nei tessuti è spiccata; tanto spiccata da riuscire perfino, in alcune circostanze e al di sotto di dimensioni inferiori al micron (un millesimo di m millimetro), a penetrare nel nucleo delle cellule senza ledere la membrana che le avvolge. Come questo accada sarà il tema di un incipiente progetto di ricerca europeo che vedrà coinvolto come coordinatore il nostro gruppo. Se è vero che la natura è una produttrice di queste polveri, e i vulcani ne sono un esempio, è pure vero che le polveri di origine naturale costituiscono una frazione minoritaria del totale che oggi si trova sia in atmosfera (atmosfera significa ciò che respiriamo) sia depositato al suolo, ed è pure vero che la loro granulometria media è, tutto sommato, relativamente grossolana. È luomo il grande produttore di particolato, soprattutto quello più fine. Questo perché la tecnologia moderna è riuscita ad ottenere a buon mercato temperature molto elevate a cui eseguire le più svariate operazioni, e, in linea generale e a parità di materiale bruciato, più elevata è la temperatura alla quale un processo di combustione avviene, minore è la dimensione delle particelle che ne derivano. A questo proposito, occorre anche tenere conto del fatto che ogni processo di combustione, nessuno escluso, produce particolato, sia esso primario o secondario. Per particolato primario sintende quello che nasce direttamente nel crogiolo, per secondario, invece, quello che origina dalla reazione tra i gas esalati dalla combustione (tra gli altri, ossidi di azoto e di zolfo) e la luce, il vapor dacqua e i composti principalmente organici che si trovano in atmosfera. Al momento attuale, la legge prescrive che linquinamento particolato dellaria sia valutato determinando la concentrazione di particelle che abbiano un diametro aerodinamico medio di 10 micron - le ormai famose PM10 - e prescrive che la valutazione avvenga per massa. Nulla si dice ancora, invece, a proposito delle polveri più sottili: le PM2,5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron), le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron). Sono proprio quelle le polveri realmente patogene, con una patogenicità che cresce in modo quasi esponenziale con il diminuire del diametro. E per avere unidea degli effetti sulla salute di queste poveri occorre che le particelle siano non pesate ma classificate per dimensione e contate. Dal punto di vista pratico, la massa di una particella da 10 micron corrisponde a quella di 64 particelle da 2,5 micron, oppure di 1.000 da un micron, oppure, ancora, a quella di 1.000.000 di particelle da 0,1 micron. Perciò, valutare il particolato in massa e non per numero e dimensione delle particelle non dà indicazioni utili dal punto di vista sanitario e può, anzi, essere fuorviante. Venendo al problema dellinquinamento da rifiuti, è ovvio che questi debbano, in qualche modo, essere smaltiti. A questo punto, è necessario ricordare la cosiddetta legge di Lavoisier o della conservazione della massa. Questa recita che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano luniverso, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa. Ciò che avviene quando sinceneriscono i rifiuti, dunque, altro non è se non la loro trasformazione in qualcosa daltro, e questa trasformazione è ottenuta tramite lapplicazione di energia sotto forma di calore. Stante tutto ciò che ho scritto sopra e che è notissimo sia tra gli scienziati sia tra gli studenti delle scuole medie, se noi bruciamo limmondizia, altro non facciamo se non trasformarla in particelle tanto piccole da farle scomparire alla vista e, con i cosiddetti termovalorizzatori una parola che esiste solo in Italiano e che evoca lidea ingenuamente falsa che si ricavi valore economico dalloperazione la trasformazione produce particelle ancora più minute e, dunque, più tossiche. Malauguratamente, non esiste alcun tipo di filtro industriale capace di bloccare il particolato da 2,5 micron o inferiore a questo, ma, dal punto di vista dei calcoli che si fanno in base alle leggi vigenti, questo ha ben poca importanza: il termovalorizzatore produce pochissimo PM10 (peraltro, la legge suglinceneritori prescrive ancora la ricerca delle cosiddette polveri totali ed è, perciò, ancora più arretrata) e la quantità enorme di altro particolato non rientra nelle valutazioni. Ragion per cui, a norma di legge laria è pulita. Ancora malauguratamente, tuttavia, lorganismo non si cura delle leggi e le patologie da polveri sottili (le PM10 sono tecnicamente polveri grossolane), un tempo ignorate ma ora sempre più conosciute, sono in costante aumento. Tra queste, le malformazioni fetali e i tumori infantili. Tornando ala legge di Lavoisier, uno dei problemi di cui tener conto nellincenerimento dei rifiuti è la quantità di residuo che si ottiene. Poiché nel processo dincenerimento occorre aggiungere allimmondizia calce viva e una rilevante quantità dacqua, da una tonnellata di rifiuti bruciata escono una tonnellata di fumi, da 280 a 300 kg di ceneri solide, 30 kg di ceneri volanti (la cui tossicità è enorme), 650 kg di acqua sporca (da depurare) e 25 kg di gesso. Il che significa il doppio di quanto si è inteso smaltire, con laggravante di avere trasformato il tutto in un prodotto altamente patogenico. E in questo breve scritto si tiene conto solo del particolato inorganico e non di tutto il resto, dalle diossine (ridotte in quantità ma non eliminate dallalta temperatura), ai furani, aglidrocarburi policiclici, agli acidi inorganici (cloridrico, fluoridrico, solforico, ecc.), all- ossido di carbonio e quantaltro. Affermare, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche è un ulteriore falso, dato che le ceneri vanno smaltite per legge (decreto Ronchi) in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1. Si mediti, poi, anche sul fatto che lincenerimento comporta il mancato riciclaggio di materiali come plastiche, carta e legno. I termovalorizzatori devono funzionare ad alta temperatura e, per questo, hanno bisogno di quei materiali che possiedono unalta capacità calorifica, vale a dire proprio le plastiche, la carta e il legno che potrebbero e dovrebbero essere oggetto di tuttaltro che difficile riciclaggio. Tralascio qui del tutto il problema economico perché non rientra nellargomento specifico, ma il bilancio energetico è fallimentare e, se non ci fossero le tasse dei cittadini a sostenere questa forma di trattamento dei rifiuti, a nessuno verrebbe mai lidea di costruire impianti così irrazionali. Rimandando per un trattamento esaustivo dellargomento ai numerosi testi che lo descrivono compiutamente, compresi i siti Internet dellARPA e di varie AUSL, la conclusione che qualunque scienziato non può che trarre è che incenerire i rifiuti è una pratica che non si regge su alcun razionale. Ma, al di là della scienza, il sensus communis del buon padre di famiglia che per i Romani era legge può costituire unottima guida. Usare i cosiddetti termovalorizzatori spacciandoli per un miglioramento tecnico, poi, non fa che peggiorare la situazione dal punto di vista del nanopatologo, ricorrendo questi a temperature più elevate. Perciò, una pratica simile non può essere in alcun modo presa in considerazione come alternativa per la soluzione del problema legato allo smaltimento dei rifiuti, se non altro perché i rifiuti non vengono affatto smaltiti ma raddoppiati come massa e resi incomparabilmente più nocivi. Stefano Montanari |
| termovalorizzatori2 quanto segue è tratto interamente dal n. 87 di ARPAT news (11 maggio 06) http://www.arpat.toscana.it/news A proposito delle dichiarazioni del
dott. S. Montanari sulla questione "nanopolveri"...
A proposito dellintervento ospitato ieri da
Arpatnews, visto che le argomentazioni del dott. Stefano
Montanari trovano oggi ampia eco sui media, ma assai meno
sulla letteratura scientifica, tenuto anche presente che
proprio in questi giorni, nel corso di una Conferenza
internazionale tenutasi a Londra sul tema delle
nanotecnologie industriali, il professor Anthony Seaton,
dellUniversità di Aberdeen, ha rilevato la carenza
di conoscenze sullimpatto sulla salute delle
nanoparticelle, abbiamo ritenuto di acquisire alcuni
contributi da esperti, che possano aiutare a comprendere
meglio la complessità del problema. Nel numero di oggi
ospitiamo gli interventi di Daniele Grechi, chimico
responsabile della rete di monitoraggio della qualità
dellaria del Dipartimento ARPAT di Firenze, e di
Paolo Lauriola, medico, Direttore della Struttura
tematica di Epidemiologia Ambientale di Arpa Emilia
Romagna. A Paolo Lauriola abbiamo chiesto di parlarci del rapporto fra le particelle ultrafini e il rischio per la salute. Il suo contributo tiene conto di quanto emerso dal recente seminario su Particolato atmosferico e salute: approfondimenti e prospettive svolto a Modena - organizzato da Arpa Emilia-Romagna e dai Dipartimenti di sanità pubblica delle Ausl di Modena e Reggio-Emilia - che ha visto la partecipazione di numerosi ricercatori di fama internazionale. le particelle ultra-fini sono complesse miscele di sostanze organiche e inorganiche dotate, per la maggior parte, di intrinseca, seppur debole, tossicità. Le loro piccole dimensioni le rendono degne di particolare attenzione in quanto in grado di penetrare fino nelle vie aeree profonde e di passare direttamente nel circolo sanguigno. Il loro ruolo è stato studiato in modo approfondito in relazione agli effetti cardiovascolari, nei confronti dei quali è emersa con sufficiente chiarezza la capacità di aumentare il rischio di crisi ischemiche o di aritmie. A questo proposito lOMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha sospeso il giudizio sulla pericolosità delle particelle ultrafini, nel definire le linee guida sulla qualità dell'aria, in attesa di raccogliere ulteriori e più conclusive evidenze soprattutto di tipo epidemiologico. Un altro aspetto di particolare interesse è quello relativo ai meccanismi d'azione di queste particelle, il cui studio risulta assai difficoltoso a causa dell'elevatissimo numero di reazioni chimiche e meccanismi biologici che entrano in gioco nell'organismo a seguito dell'esposizione a materiale particellare ultrafine. Il seminario che abbiamo organizzato ha posto l'accento sull'utilità di approfondite indagini sperimentali ed è stata loccasione per proporre l'aspetto collaborativo come uno dei presupposti fondamentali per una maggiore efficacia delle iniziative di studio e di intervento. Su questo tema è davvero importante che si sviluppi sempre più fattivamente e concretamente la collaborazione tra le istituzioni coinvolte nella prevenzione ambientale e sanitaria e gli istituti di ricerca. |
| pm10 ARPAT ha appena diffuso i risultati di uno studio OMS-APAT dal quale risultano oltre 8000 decessi lanno stimati in 13 città italiane per gli effetti a lungo termine dellinquinamento. E a Pistoia potremmo sapere qual'è la situazione ? |
| bardelli 16/10/2006 COMUNICATO STAMPAConsiglio provinciale, il capogruppo della
Margherita Bardelli chiede chiarezza e risolutezza sulle
questioni legate allo smaltimento dei rifiuti
nellarea metropolitana Questione inceneritore ancora in primo piano in
Consiglio provinciale. Il capogruppo della Margherita, Renzo
Bardelli, ha infatti posto uninterrogazione al
vice presidente della Provincia, Giovanni Romiti,
affinché questultimo riferisse lesito
dellultima riunione regionale, svoltasi lo scorso 3
ottobre, sul tema dello smaltimento dei rifiuti
nellarea metropolitana Firenze Prato
Pistoia. Dal novembre del 2005 ad oggi,
_ ha incalzato Bardelli _, si sono svolte una ventina
di riunioni al famoso tavolo regionale sulla
questione inceneritori dellArea metropolitana, ma
è evidente la scarsità di risultati ed un certo
immobilismo della stessa Regione che pure sembrava essere
partita con la promessa di scelte chiare e
rapide. Tutto invece è rimasto nella genericità. Credo
che si debba riprendere il discorso: cè bisogno,
tra laltro, di iniziative per diffondere sempre
più la cultura e la prassi della raccolta differenziata
verso la cui organizzazione vanno dirottati mezzi
finanziari. E chiarezza e senza indugi anche alla sola
ipotesi dei 3 impianti di inceneritori in soli |
| diegogarcia NO AGLI INCENERITORI! CONTRO OGNI NOCIVITA'! Mercoledì 01/11/2006 si è svolta a Montale, in provincia di Pistoia, una manifestazione/corteo funebre per protestare contro la scelta dell'amministrazione comunale di affrontare il problema rifiuti decidendo il raddoppio dell'impianto d'incenerimento che da 27 anni avvelena i montatesi e non solo. La manifestazione, rigorosamente non autorizzata è stata organizzata dal collettivo "Diego Garcia", alla sua prima uscita pubblica, e ha registrato anche l'adesione del "Comitato contro l'inceneritore di Montale". Alle 15e30 il corteo con tanto di bara, (falso)prete, vedove inconsolabili ed elementi di disturbo (diossina e nanopolveri), ha preso il via dalla piazza principale di Montale; da lì una cinquantina di persone hanno seguito il feretro che per un'ora circa ha sfilato per le vie cittadine bloccando a più riprese la circolazione sulla via montalese, arteria principale del paese e strada che collega Montale a Montemurlo, declamando da prima un compianto funebre in ricordo della cara estinta "Salute Pubblica" uccisa dalla scellerata politica di smaltimento dei rifiuti in collusione con le "autorità" cittadine, in seguito enumerando le varie sostanze che l'incenerimento dei rifiuti immette nell'atmosfera e le conseguenti patologie che si riscontrano: patologie come linfomi, diabete, aborti spontanei, danni alla fertilità maschile ecc.il tutto condito da un corposo volantinaggio nei confronti dei curiosi che si sono fermati lungo la strada ad assistere all'insolito "trasporto". Il corteo si è concluso davanti al luogo che simbolicamente rappresenta l'arroganza del potere contro la volontà degli individui: il comune. Qui hanno preso la parola (dopo la riproposizione da parte del prete del compianto funebre) anche le vedove che, con voce straziata dal dolore hanno snocciolato dati sui danni alla salute che l'inceneritore provoca. Il corteo ha poi eseguito il percorso a ritroso fino a raggiungere nuovamente la piazza cittadina dove si è poi disperso. La presenza delle forze dell'(dis)ordine è stata nulla, se si eccettua l'immancabile questurino armato di macchina fotografica ed un'insolita passione per i primi piani. La serata si è conclusa presso una sala messa a disposizione dal circolo di Montale dove i pochi rimasti si sono ritrovati per una birra ed una pizza il tutto allietato prima dalla musica selezionata dagli amici del "SolarHiPower sound sistem" ed in seguito dalle note di alcuni amici che, armati di chitarra, violino e tromba, hanno spaziato da Riccardo Marasco all'immancabile Fabrizio De André. Questo è solo l'inizio della lotta CONTRO I VELENI CHE CI PROPINANO, CONTRO L'ARROGANZA DELLE AMMINISTRAZIONI CHE IMPONGONO LE PROPRIE SCELTE CRIMINALI FREGANDOSENE DELLA VOLONTA' DEGLI INDIVIDUI; CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO E PER UNA GESTIONE DELLA COSA PUBBLICA ORIZZONTALE E DAL BASSO CONTRO OGNI NOCIVITA'!!! Per il collettivo "Diego Garcia", Marco (info: pistoianarchica@katamail.com). |