PRESENTATO IL RAPPORTO SULL’ECOSISTEMA URBANO

LE CITTÀ ITALIANE NON SONO AMBIENTALMENTE  “INSOSTENIBILI”

PISA SI CONFERMA NELLE PRIME POSIZIONI, MA I PROBLEMI RESTANO

Legambiente ha presentato il dodicesimo “Rapporto sull’Ecosistema Urbano”, realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia, redatto sulla base di ventisei indicatori che misurano la sostenibilità ambientale delle città capoluogo di provincia (smog, rifiuti, traffico, verde, depurazione acque, consumi individuali, solo per citarne alcuni). Nel complesso i comuni medio-piccoli continuano a dare segno di qualche miglioramento (“con esasperante lentezza”, denuncia il rapporto), mentre la situazione delle grandi città resta critica e spesso peggiora. Nessuna città avvicina la valutazione sintetica di 100: le valutazioni più alte superano di poco 60 e anche Pisa, pur restando nelle prime posizioni (14a su 103 città), arriva solo a 56,90. Per capire il significato di questi numeri si tenga conto che il 100 non corrisponde ad una città utopica, ma ad una città ambientalmente sostenibile, una meta possibile, tanto che molte città si avvicinano a quel valore per singoli indicatori.Rispetto allo scorso anno, Pisa registra una leggera variazione negativa (da 57,6 a 56,9), senza rilevanti variazioni nei singoli parametri considerati. Il dato più significativo è la tendenza alla crescita dei consumi privati e, quindi, del carico ambientale: aumentano consumi idrici ed energetici, produzione dei rifiuti, numero delle auto, …). Un dato comune ad altre città italiane che ci dice come ci muoviamo verso un futuro insostenibile e che l’inversione di questa tendenza è la grande sfida per il prossimo domani.Questa crescita, insieme alla mancanza di politiche di risparmio energetico, abbassa la valutazione della nostra città, mentre è presente anche qualche dato positivo come la diminuzione delle perdite in acquedotto e l’aumento dell’utilizzo del mezzo pubblico, che premia le recenti azioni di limitazione del traffico; dati positivi, ma ancora non “sufficienti”.Per una valutazione attenta e corretta è necessaria l’analisi di tutto il rapporto: chiunque sia interessato può chiederlo a Legambiente Pisa (050553435, legambiente@legambientepisa.it).La qualità urbana in città ha visto un miglioramento negli ultimi anni, ma è necessario un ulteriore sforzo. L’attenzione alla periferia, la cura degli spazi verdi, la realizzazione di luoghi di aggregazione per ogni fascia di età sono alcuni tra i tanti possibili obiettivi. E poi traffico e inquinamento dell’aria. Le centraline hanno rilevato un leggero calo del carico inquinante, ma le norme progressivamente più restrittive imposte dall’Unione Europea imporranno provvedimenti di limitazione del traffico, senza dimenticare i dimostrati gravi danni alla salute. Preoccupante è anche la diminuzione in atto delle centraline di monitoraggio. Come molto preoccupante sono la tentazione di realizzare altri parcheggi in centro, veri attrattori di traffico, o il rischio quotidiano per l’incolumità dei ciclisti che si muovono su piste non protette. Senza dimenticare una tradizionale cenerentola, la mobilità pedonale: spesso difficile e rischioso spostarsi a piedi, impossibile su molti marciapiedi muoversi con una carrozzina. La raccolta differenziata ha raggiunto gli obiettivi imposti dalla legge, ma si può e si deve fare di più (aspettiamo l’estensione e la razionalizzazione della raccolta “porta a porta”): il pericolo concreto e vicino è la costruzione di un secondo inceneritore. L’introduzione della tariffa proporzionale alle quantità prodotte e un migliore controllo potrebbero aiutare a meglio gestire e diminuire i rifiuti. Il miglioramento ambientale della nostra città dipende da diversi enti, insieme a tutti i cittadini. Al Comune, che è l’istituzione più vicina, chiediamo, oltre all’impegno sulle criticità denunciate, di dare il buon esempio: dalle piccole cose, come usare finalmente carta riciclata o acquistare prodotti ecologicamente certificati, a impegni maggiori come avviare politiche di risparmio energetico a cominciare dai propri edifici.

NOTA DI APPROFONDIMENTO SU

ECOSISITEMA URBANO 2006

(presentato novembre 2005 su dati 2004)

La presente nota illustra lo strumento “ecosistema urbano” e approfondisce le osservazioni sulla città di Pisa

a – Cosa è il  “Rapporto sull’ecosistema urbano”

Un “rapporto” consiste in genere nella raccolta ed elaborazione di valori numerici (“indicatori”), che, nel suo insieme, cerca di fornire indicazioni ad amministratori e cittadini circa una o più proprietà del “sistema città”.

Il Rapporto pubblicato da Legambiente riguarda le città capoluogo di Provincia.

I dati sono forniti dai diversi enti, a firma di un funzionario responsabile della loro validità, su moduli predisposti da Legambiente, che ne cura la distribuzione e la raccolta.

La ricerca è impostata e condotta dall’Istituto di Ricerca “Ambiente Italia”.

           

b – Cosa misura “Rapporto sull’ecosistema urbano”

L’insieme degli indicatori prescelto (e quindi le “domande” poste) determina l’obiettivo della valutazione (e quindi la “risposta”). Il rapporto di Legambiente vuole misurare la sostenibilità ambientale dell’ecosistema città: i carichi ambientali, la qualità delle risorse e le capacità di gestione e tutela ambientale. Valuta insomma la qualità riferita all’ambiente e la capacità di conservarla per il futuro.

La misura della sostenibilità solo parzialmente coincide con quella della “qualità della vita”, anche perché questa è di più difficile e indeterminata definizione. Altri rapporti prodotti in Italia cercano di classificare le città italiane rispetto alla qualità della vita, ma i diversi punti di vista non permettono di confrontare i risultati, che infatti sono molto diversi, generando confusione nei lettori. Ad esempio, spesso gli alti consumi sono considerati un indicatore positivo, mentre per il Rapporto di Legambiente portano una valutazione negativa: un alto consumo di energia può essere interpretato come indice di alto tenore di vita, mentre è un elemento sicuramente negativo per la sostenibilità (e inoltre si potrebbero  avere gli stessi servizi con meno energia).

c – Il sistema di indicatori

In questi anni l’esperienza, il confronto internazionale e le indicazioni della UE hanno permesso di affinare il sistema di indicatori e le metodologie d’indagine. Si tratta di un campo di ricerche in continua evoluzione. Il Rapporto di Legambiente cerca di rispettare modelli internazionali

Tradizionalmente gli indicatori sono divisi in indicatori di “pressione” delle attività umane sull’ambiente, di “stato” in cui questo si trova, di “risposta”ai problemi ambientali da parte degli amministratori. La loro combinazione fornisce una valutazione che dipende sia da quanto la storia e la natura hanno lasciato in eredità al territorio, sia da come gli amministratori sanno agire. Il risultato dipende dall’azione di diverse amministrazioni locali (il Comune in primo luogo, ma anche Provincia e Regione), ma anche dai comportamenti privati, aziende e singoli cittadini.

La qualità e la sostenibilità ambientale di una città includono una serie di fattori non sempre misurabili. I singoli indicatori e l’elaborazione complessiva forniscono ad amministratori e cittadini elementi di conoscenza e riflessione molto utili per le rispettive decisioni, ma non sono una fotografia perfetta ed esaustiva.

Una nota particolare deve essere riservata ai punteggi. I valori numerici sono “pesati”, secondo l’importanza relativa, e composti in una scala che ha 100 come valore massimo, punteggio da attribuire ad una “città sostenibile”. Questo punteggio non è riferito a una città utopica, ma sa una città reale, tanto è vero che, se prendessimo i punteggi migliori per i diversi indicatori avremmo una città modello con un punteggio vicino a 100.

Il lettore è portato a fermarsi alla lettura delle classifiche. Queste sono stimolanti e costituiscono un efficace artificio mediatico, ma da sole sono poco significative. Il Rapporto è utile, e ancor prima comprensibile, solo dopo uno sforzo di lettura analitica e una riflessione complessiva.

Gli  indicatori sono:

qualità dell’aria: numero centraline di monitoraggio, concentrazione di biossido di azoto e di polveri sottili;

uso e qualità delle acque: consumi idrici, concentrazione di nitrati, depurazione;

rifiuti solidi urbani: quantità prodotta, percentuale raccolta differenziata;

trasporto pubblico: numero utenti, offerta del servizio, qualità dei mezzi;

traffico: isole pedonali, zone a traffico limitato, piste ciclabili;

aree verdi: verde urbano fruibile, verde urbano totale (comprese le aree protette)

motorizzazione: numero auto circolanti, consumi di carburante;

consumi elettrici: consumi dei cittadini

certificazioni ISO 14001: numero aziende certificate;

abusivismo edilizio: numero edifici abusivi;

eco-management: indice convenzionale sulla gestione “ambientale” dell’apparato amministrativo

politiche locali di risparmio energetico e diffusione di fonti rinnovabili

d –  Pisa

Il Rapporto e le tabelle di dati e valutazioni possono essere richieste a Legambiente Pisa. La loro lettura è necessaria per una perfetta comprensione del Rapporto.

Il legittimo desiderio è sapere “come vanno le cose”, se si procede verso un miglioramento o un peggioramento.

La “classifica” ha un significato relativo: essendo i valori molto vicini basta poco per scendere o risalire di diverse posizioni. Pisa si trova al 14° posto nella “classifica” su 103 capoluoghi di provincia, un buon risultato che può essere ingannevole. Infatti il punteggio di 56,90 rappresenta una valutazione ancora modesta rispetto ad un massimo possibile (non utopico) di 100, valore che non corrisponde ad un paradiso terrestre, ma semplicemente alla sostenibilità per il futuro. Insomma le nostre città non sono sostenibili e le cose devono cambiare.

I dati in genere non si discostano in genere da quelli dell’anno precedente, nel quale posizione e punteggio assoluto erano leggermente migliori (10° posto e 57,59). L’attenzione deve essere posta alle cause della variazione e al dato assoluto. I numeri consentono qualche osservazione e qualche allarme.

Principale motivo di peggioramento

Il dato più preoccupante è l’aumento dei consumi (consumi di acqua ed energia, aumento dei rifiuti, più auto): questo significa che continuiamo a muoverci  verso l’insostenibilità ambientale. Se non si cambia rotta il futuro sarà insostenibile.

Traffico

Eterno punto dolente: le macchine in circolazione sono troppe, insostenibili.

Le conseguenze riguardano anche la  salute: decine di migliaia di morti l’anno in Italia secondo i calcoli della OMS (oltre alle numerose vittime “dirette” degli incidenti stradali, principale causa di morte nella popolazione più giovane). Purtroppo le centraline non sono complete, così che i parametri sono rilevati solo in alcune e talvolta in una sola. I loro valori sono entro i limiti di legge. Bisogna però ricordare che i limiti sono puramente convenzionali: il rischio zero corrisponde a un “inquinamento zero”, impossibile da raggiungere, ma da perseguire come obiettivo. La preoccupazione aumenta se si considera che la UE imporrà limiti sempre più severi e tutta la città sarà a rischio (come molte altre città italiane) di sanzioni e provvedimenti restrittivi obbligatori.

Le piste ciclabili lasciano spesso a desiderare. Ancor più il loro controllo: sono sede di parcheggio (lungarni, via del Brennero) o di scorrimento veloce per moto (Contessa Matilde). Occorre un controllo severo.

I marciapiedi, quando ci sono, spesso non permettono, anche a causa delle auto sopra parcheggiate, il passaggio di pedoni e ancor meno di carrozzine.

Il Piano Urbano del Traffico procede con ambiguità. Preoccupante è la tendenza a realizzare parcheggi in centro (piazza Vittorio Emanuele in costruzione, piazza Santa Caterina e via delle Trincere ventilati): questi  parcheggi sono attrattori di traffico e quindi in contraddizione con il Piano che prevede l’allontanamento delle auto dal centro. È inutile costruire parcheggi scambiatori se poi le auto possono entrare in città. L’idea deve restare quella di un traffico pendolare fermato alla cintura dei parcheggi scambiatori.

Naturalmente il tema è collegato alle dolenti note di un trasporto pubblico poco usato e, anche per questo motivo, in deficit economico.  Ci sono però segni positivi di un maggior utilizzo a seguito delle recenti misure di limitazione al transito e al parcheggio. Aspettiamo un rilancio del servizio. Intanto la legge prevede che le grandi aziende organizzino il trasporto dei loro dipendenti, ma quest’impegno non è neanche all’orizzonte.

Dopo il positivo avvio della ZTL a nord, aspettiamo una rapida estensione a sud.

Qualità urbana

Pisa negli ultimi anni ha sicuramente migliorato la sua qualità urbana. Ma: vorremmo ulteriori pedonalizzazioni e spazi verdi, di più e più curati. Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta ai punti più deboli: le periferie, gli spazi per i bambini, gli spazi per attività sociali. Su questi  punti c’è molto da fare.

           

Rifiuti

Purtroppo in tutta Italia la quantità cresce. La percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto i limiti di legge. Il progresso è dovuto soprattutto all’introduzione della raccolta domiciliare, che avrebbe dovuto estendersi almeno a tutto il centro storico. Ma sembra che l’Amministrazione abbia frenato su questo obiettivo per motivi economici (si può invece dimostrare che quella raccolta complessivamente è conveniente).

L’Amministrazione Provinciale parla di un secondo inceneritore, un rischio molto reale. Per evitarlo bisogna spingere al massimo la raccolta differenziata domiciliare e, soprattutto, avviare politiche di riduzione..

L’ingiusta tassa sui rifiuti avrebbe dovuto essere già sostituita da una tariffa proporzionale all’effettiva produzione, ma questa importante innovazione, che contribuisce a ridurre le quantità, non è neanche all’orizzonte.

Acque

La depurazione delle acque ha raggiunto un buon 95%.  Ma restano molti gravi problemi come la presenza di canali quali l’Ozzeretto, vere fogne a cielo aperto. Ci sono anche diverse situazioni critiche, come la situazione di Pisa sud dove è stato realizzato recentemente il depuratore, ma resta il vecchio sistema di raccolta tramite canali che raccolgono acque chiare e acque scure, raccolte insieme e avviate poi meccanicamente al depuratore, una situazione per la quale non è prevista soluzione per i prossimi decenni.

 Attenzione all’ambiente e partecipazione

Un’interessante insieme d’informazioni si possono derivare dalle risposte riguardanti i comportamenti ambientali della stessa “macchina amministrativa”: qualche cosa di buono (acquisto di prodotti elettrici ad alta efficienza), ma troppe lacune ancora. Il Comune, nei suoi acquisti, non impone prodotti con l’ecolabel a garanzia ecologica, non utilizza carta riciclata, non cura il risparmio energetico nei suoi edifici, non promuove il risparmio energetico tramite un nuovo regolamento edilizio, come hanno fatto diverse città (Legambiente Pisa in questi giorni sta invitando i Comuni ad aderire alla campagna “Comuni amici del clima” per il risparmio energetico e la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili, avanzando concrete proposte per un Regolamento Edilizio)

 Dodicesimo rapporto “Ecosistema Urbano” – 2006

(dati raccolti nel 2005 e riferiti al 2004)

 Confronto dei dati ultimi raccolti con i dati dell’anno precedente

  •  Valutazione sintetica rapporto 2006 (dati 2004): 56.90 / 100

  • Valutazione sintetica rapporto 2005 (dati 2003): 57,59 / 100

  •  Posizione relativa  rapporto 2006:  14 / 103

  • Posizione relativa  rapporto 2005:  10 / 103

Parametro   (fonte)

Valore dati 2003

Valore dati 2004

Monitoraggio aria (numero e tipologia delle centraline rispetto agli obblighi di legge)

100%

100%

NO2 - biossido di azoto  (a)

(massimo valore medio annuo registrato)

50 µg / m3

48,0  µg / m3

NO2 - biossido di azoto  (b)  (media annuale delle medie giornaliere di tutte le centraline)

38 µg / m3

40,2   µg / m3

PM10 – polveri sottili  (a)

(massimo valore medio annuo registrato)

39,6 µg / m3

33,3   µg / m3

PM10 –polveri sottili  (b)  (media annuale delle medie giornaliere di tutte le centraline)

34,77 µg / m3

31,3   µg / m3

Consumi idrici

(acqua erogata da acquedotto)

253,7 litri /abitante giorno

294,9 litri /abitante giorno

 NO3- nitrati (contenuto medio in acqua potabile)

3,7 mg /litro

3,5   mg /litro

Perdite in acquedotto   (rapporto acqua non consumata / acqua immessa in rete)

44%

39 %

Depurazione  (% abbattimento del carico civile) 

95%

95%

Produzione rifiuti solidi urbani  (RSU)

881 Kg / abitante anno

943,1

Raccolta differenziata RSU

35,0%

37,5%

Trasporti pubblico – utilizzo

69 viaggi / abit. anno

86 viaggi / abit. anno

Trasporto pubblico – offerta

27  Km vettura /abit. anno

29 Km vettura /abit. anno

Trasporto pubblico – mezzi a minor impatto ambientale

7 indice sintetico

8  indice sintetico

Isole pedonali

O,34   m2 / abitante

0,45   m2 / abitante

Zone a traffico limitato (ZTL)

15,3   m2 / abitante

15,45   m2 / abitante

Piste ciclabili[1]

0,21 metri equivalenti / abitante

0,36 metri equivalenti / abitante

Verde urbano fruibile (esclusi parchi e aree protette)

8,99   m2 / abitante

8,09   m2 / abitante

Verde totale  

7242,9    m2  /

ettari superficie comunale

7093,49   m2  /

ettari superficie comunale

Motorizzazione

63,9 auto / 100 abitanti

64   auto / 100 abitanti

Consumi energia elettrica (dato provinciale)

1152  KWh / abitante anno

1159  KWh / abitante anno

Consumi carburanti  (dato provinciale)

560  Kep /abitante anno

558  Kep /abitante anno

Certificazioni ISO  14001 (dato  provinciale)

0,99  certificazioni /

1000 imprese censite

1,46  certificazioni /

1000 imprese censite

Eco Management  (utilizzo prodotti ad alta efficienza energetica e con etichetta ecologica)

36 indice sintetico

base 100

38 indice sintetico

base 100

Abusivismo edilizio 

(estrapolazione da valore regionale)

3,45  costruzioni abusive /

10.000 abitanti

4,83  costruzioni abusive /

10.000 abitanti

Politiche energetiche  (politiche di risparmio energetico e diffusione fonti rinnovabili)

Non presente

0 indice sintetico base 100

[1] Dati non confrontabili per il cambiamento dell’unità di misura

ECOSISTEMA URBANO 2006  DI LEGAMBIENTE   –   TOSCANA

  CITTA’

Indicatori

LIVORNO

(12)

PISA

(14)

SIENA

(17)

MASSA

(27)

LUCCA

(37)

PRATO

(43)

AREZZO

(44)

PISTOIA

(58)

FIRENZE

(61)

GROSSETO

(63)

Monitoraggio Aria

100%

(1)

100%

(1)

77%

(78)

12%

(93)

100%

(1)

100%

(1)

100%

(1)

88%

(64)

100%

(1)

100%

(1)

NO2 – 1

Val. max

53,0

(42)

48,0

(34)

40,0

(22)

Nd

(nd)

26,2

(4)

47,0

(33)

49,0

(36)

37,0

(17)

102,0

(79)

53,9

(44)

NO2 – 2 Media

29,0

(11)

40,2

(39)

40,0

(37)

Nd

(nd)

26,2

(5)

38,8

(31)

34,3

(25)

33,5

(21)

51,2

(62)

53,9

(67)

PM10 – 1

Val. max

46,0

(53)

33,3

(16)

43,0

(42)

Nd

(nd)

57,1

(71)

39,0

(29)

29,0

(8)

41,0

(35)

83,0

(79)

52,0

(66)

PM10 – 2  Media

31,0

(14)

31,3

(16)

43,0

(57)

Nd

(nd)

44,8

(63)

35,3

(29)

29,0

(10)

41,0

(51)

43,2

(58)

44,6

(62)

Consumi idrici

Nd

(nd)

294,9

(65)

281,0

(57)

276,0

(55)

163,0

(6)

Nd

(nd)

192,2

(15)

106,3

(1)

272,0

(51)

256,0

(42)

NO3

1,8

(13)

3,5

(24)

10,3

(63)

5,7

(44)

10,2

(62)

15,8

(73)

3,7

(28)

9,0

(57)

7,8

(52)

5,0

(39)

% Perdite di rete

Nd

(nd)

39%

(54)

30%

(38)

32%

(44)

28%

(34)

Nd

(nd)

51%

(65)

60%

(75)

Nd

(nd)

Nd

(nd)

Depurazione

98%

(23)

95%

(32)

91%

(42)

100%

(1)

87%

(53)

96%

(28)

82%

(66)

70%

(83)

42%

(93)

90%

(46)

R.S.U.

634,4

(77)

943,1

(103)

695,1

(88)

877,5

(101)

771,2

(96)

754,3

(94)

627,2

(74)

652,8

(84)

707,0

(89)

822,7

(100)

Raccolta

Differenziata

32,8%

(28)

37,5%

(17)

36,5%

(20)

30,3%

(36)

38,1%

(15)

34,4%

(26)

22,4%

(53)

35,9%

(21)

29,0%

(39)

42,9%

(5)

Trasp.1**

Viaggi/ab./a.

116

(8)

86

(16)

238

(1)

22

(25)

32

(36)

39

(34)

54

(28)

56

(27)

180

(5)

20

(37)

Trasp.2** Offerta

29

(17)

29

(17)

81

(1)

5

(36)

25

(24)

18

(35)

23

(30)

15

(38)

42

(6)

14

(40)

Trasp.3

Qualità Amb.

22

(33)

8

(58)

14

(45)

10

(55)

55

(5)

20

(37)

0

(74)

34

(20)

38

(19)

29

(27)

Isole pedonali

0,26

(28)

0,45

(14)

0,15

(53)

2,00

(3)

1,54

(4)

0,28

(25)

0,12

(62)

0,30

(23)

0,82

(8)

0,51

(11)

Z.T.L.

2,55

(38)

15,45

(5)

30,59

(1)

0,60

(57)

0,97

(48)

0,14

(81)

7,97

(13)

0,29

(69)

10,08

(8)

3,72

(29)

Piste ciclabili

(metri eq./ab)

7,48

(29)

9,36

(24)

2,81

(53)

18,80

(9)

5,01

(36)

8,86

(26)

2,57

(55)

4,25

(41)

3,08

(49)

14,00

(13)

Verde urbano

12,45

(30)

8,09

(43)

18,55

(11)

32,24

(2)

12,89

(29)

12,40

(31)

17,47

(12)

2,64

(79)

3,42

(73)

17,32

(13)

Aree Verdi

2122,77

(21)

7093,49

(1)

435,80

(45)

5976,85

(3)

3167,92

(13)

3525,87

(9)

518,44

(42)

2717,14

(18)

502,90

(43)

1084,64

(32)

Auto (2003)

57

(13)

64

(66)

67

(88)

57

(13)

66

(81)

62

(48)

65

(75)

66

(81)

58

(20)

64

(66)

KWh dom.

1.236

(89)

1.159

(65)

1.199

(80)

1.090

(39)

1.235

(88)

1.142

(57)

1.089

(38)

1.231

(85)

1.190

(77)

1.353

(100)

Carbur. (Kep)

652

(101)

558

(90)

584

(94)

415

(30)

501

(73)

419

(34)

510

(76)

620

(97)

472

(55)

666

(102)

ISO 14001

1,89

(8)

1,46

(25)

0,76

(81)

1,30

(41)

0,59

(90)

0,67

(86)

0,47

(99)

0,41

(101)

0,84

(75)

0,66

(87)

Eco Management

75

(9)

38

(59)

75

(9)

38

(59)

25

(78)

63

(23)

63

(23)

50

(39)

100

(1)

88

(2)

Abusivismo

edilizio

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

4,83

(56)

Politiche energetiche

75

(3)

0

(69)

25

(31)

25

(31)

0

(69)

50

(14)

0

(69)

50

(14)

75

(3)

25

(31)

**= Trasporto Pubblico differenziato in quattro classifiche di settore: Metropoli; Grandi città; Medie città; Piccole città.

Legenda:

Tra parentesi è riportata sotto il nome della città la posizione nella classifica generale; sotto il valore di ogni singolo parametro la posizione nella classifica di quel singolo indicatore!!!

 

Monitoraggio aria: Numero e tipologia di centraline, rispetto agli obblighi di legge e differenziati per  dimensione delle città (secondo il DM 20/5/91, adattato); NO2 – 1:  Massimo valore medio annuo registrato (ug/mc); NO2 - 2: Media annuale (medie giornaliere) di tutte le stazioni (ug/mc); PM10 – 1: Massimo valore medio annuo registrato (ug/mc); PM10 - 2: Media dei valori medi annuali registrati (ug/mc); Consumi idrici: consumo procapite sull’erogato (l/ab/gg); Nitrati (NO3): contenuto medio (mg/l NO3) nell’acqua potabile; % Perdite di Rete: % di acqua non consumata/totale acqua immessa in rete; Depurazione: % di abbattimento del carico civile (% abitanti allacciati (per gg. funzionamento) * efficienza depurazione (CODusc/CODingr)); R.S.U.: Produzione procapite di rifiuti urbani (kg/ab/anno); Racc. diff.: %Rd (frazioni recuperabili) sul totale dei rifiuti prodotti; **Trasp. pubblico - 1: viaggi/ab./anno (differenziato in funzione della popolazione residente in 4 diverse classi); **Trasp. pubblico – 2: Km/vettura/abitanti/anno (differenziato in funzione della popolazione residente in 4 diverse classi); Trasp. pubblico – 3: Qualità Ambientale, indice sintetico in base 100; Auto circolanti: auto/100 ab. nel comune; Isole pedonali: mq/abitante; Zone a Traffico Limitato (ZTL): mq/abitante; Piste ciclabili: metri equivalenti per abitante; Verde urbano: mq/abitante di verde urbano fruibile, esclusi parchi e aree protette; Aree Verdi: mq di aree verdi/ettari di sup. comunale;  KWh domestico: consumo elettrico domestico procapite (kWh/abitante), su base provinciale; Carburanti: consumo procapite (benzina e diesel) in kep/ab/anno, su base provinciale;  Aziende certificate ISO 14001: n° certificazioni Iso 14001/1000 imprese censite, su base provinciale; Eco Management: indice sintetico in base 100 sulle azioni per l’adozione di prodotti ad alta efficienza energetica e con etichetta ecologica, (7 i parametri di valutazione); Abusivismo edilizio: n° costruzioni abusive/10.000 abitanti, estrapolazione da valore regionale (rapp. Ecomafia 2004); Politiche energetiche: indice sintetico in base 100, misura l’esistenza di politiche basate su risparmio energetico e diffusione di fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, eolico, biomasse).

Per i dati completi su tutte le città italiane e per saperne di più sul rapporto consultare il sito

www.legambiente.com