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| Dicembre 2005 È veramente necessario portare qualche elemento conoscitivo in merito alla futura offerta sanitaria. Il Piano Sanitario Regionale prevede esplicitamente la deospedalizzazione, cioè la riduzione dei tempi e delle prestazioni in particolare nei nosocomi di nuova realizzazione, che infatti sono definiti ospedali per acuti. Ciò potrebbe essere un fatto positivo (a patto che i protocolli ospedalieri non pongano i degenti in catene di montaggio dove si misura la produttività con la velocità) ma presuppone una forte struttura territoriale che surroghi le prestazioni tipicamente erogate negli ospedali italiani. Questa struttura richiede un impegno organizzativo ed economico che non ha attualmente alcuna concreta definizione e che pare improbabile, con i tagli finanziari allordine del giorno. Inoltre le Società della Salute, che avrebbero dovuto essere la spina dorsale dellassistenza territoriale, non hanno superato la fase sperimentale e non hanno alcuna operatività sul nostro territorio. Cè quindi il concreto rischio che chi avrà la necessità di essere assistito ed avrà la fortuna/sfortuna di non rientrare nella categoria degli acuti debba rivolgersi al volontariato, per quanto possibile, alla sanità privata, se può permetterselo, o debba affrontare un contingentamento delle prestazioni pubbliche maggiore di quello posto in atto già oggi. Sembra che la china intrapresa sia quella che conduce al modello assicurativo: chi può permettersi di pagare una polizza sanitaria avrà garantita una efficace assistenza, gli altri potranno contare solo sulle prestazioni di base. La filosofia della deospedalizzazione trova puntuale riscontro in quello che sarà il nuovo ospedale di Pistoia. Infatti è previsto che sarà realizzato adottando il parametro dimensionale di 100 metriquadri per posto letto, molto inferiore a quello degli ospedali recenti, in rifacimento, in costruzione o in progettazione nel resto dellItalia che hanno in media 155 mq per posto letto. Questa superficie media non è casuale. LArch. L. Rossi, principale specialista in edilizia sanitaria della Commissione Veronesi-Piano, pubblicò un dato ottimale, di valenza generale, pari a 172 mq (riv. "Materia" n° 38/2002). Successivamente lAgenzia del Sistema Sanitario Nazionale ha attivato una commissione per la redazione delle linee operative per lorganizzazione ospedaliera. Questa commissione, alla quale partecipò anche la Toscana, stabilì nel 2003 che la dimensione ottimale massima è di 600 posti letto distribuiti su circa 90.000 mq: poco meno dei 155 mq applicati nel resto dItalia per ospedali di minori dimensioni e quindi meno razionali. È quindi evidente che il nuovo ospedale di Pistoia, così come gli altri tre previsti in Toscana (figli di un unico progetto), nascerà dimensionato per una offerta sanitaria commisurata ad una marcata deospedalizzazione. Forse troppo marcata. Secondo una ricerca elaborata pochi mesi fa dalla CGL Funzione Pubblica di Prato risulta che nessun ospedale riprende i parametri di superficie della Toscana; si solleva esplicitamente il dubbio che 100 mq per posto letto non permettano di costruire una struttura funzionale. La ricerca (dalla quale sono ripresi i dati numerici precedenti e successivi) si è basata sulle informazioni disponibili sul sito del Ministero della Salute e considera i posti letto in strutture sia di proprietà pubblica sia private convenzionate. Oltre alla tipologia dellofferta sanitaria è opportuno considerare anche il ruolo che avrà il nuovo ospedale di Pistoia, che sarà fortemente subalterno rispetto a Firenze e Pisa. Significativo che tra i quattro nuovi ospedali previsti in Toscana quello di Pistoia è il solo dove non vi sarà la medicina nucleare. Significativo soprattutto il fatto che Pistoia resterà di gran lunga larea con la più bassa disponibilità di posti letto di tutta la Toscana: attualmente 2,84 posti letto per 1000 abitanti (segue Livorno con 3,22) a fronte della media regionale di 3,59 senza i grandi ospedali di Firenze, Pisa e Siena e di 4,52 contando anche questi. Ma di questo il Consiglio comunale, autosolvente e avvezzo alla ratifica, pare non abbia contezza. |
| papeschi AI GIORNALI, LA NAZIONE, IL TIRRENO, IL CORRIERE DI LUCCA, A NOI-TV. Si legge sulla Nazione di venerdì, 1 settembre, che la ASL di Lucca è in linea con le altre ASL toscane e nazionali per quanto riguarda i tempi di attesa per esami strumentali e visite mediche. Non vogliamo entrare in polemica su questo punto anche se ce ne sarebbe materia. Quello che ci interessa è un dato di fatto più generale e complessivo sul funzionamento della ASL di Lucca. Da qualche anno a questa parte, e segnatamente da quando sono arrivati a presiedere la nostra ASL i Direttori Generali nominati dalla Regione Toscana, lASL ha cominciato ad andare in deficit di bilancio: nellultimo anno abbiamo rimesso circa 20 milioni di euro perché diecimila pazienti nostri vanno a farsi curare in altre ASL vicine, Pescia, Viareggio, Pisa ecc., e il trend degli ultimi anni è in aumento per le fughe da Lucca e diminuzione delle attrazioni, come risulta dal bilancio pubblicato dalla ASL per il 2005. In particolare risulta in deficit il dipartimento materno-infantile. Ma alla Regione Toscana di questo non importa niente, perché sono soldi che rimangono sempre in Toscana, gli unici danneggiati sono i cittadini lucchesi, perché se la nostra ASL ha meno soldi in tasca si riducono i servizi e il personale del nostro ospedale. La legge sanitaria nazionale (Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n°502, art. 3bis, comma 7) recita: Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo .., la regione risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione. Invece ling. Tavanti, inviato dalla Regione Toscana a presiedere e tutelare gli interessi della nostra ASL, dalla stessa Regione è stato elogiato e ricompensato con il premio di produzione. Si pone la domanda: gli interessi di chi tutela ling. Tavanti? Quelli della nostra ASL o quelli della Regione Toscana? A giudicare da quanto sopra e dal comportamento del Direttore Generale in merito alla faccenda della costruzione del nuovo ospedale, nellambito del programma di Area Vasta della Regione, si direbbe che il nostro ingegnere ha a cuore di più linteresse e le direttive politiche ricevute da Firenze. Il programma di Area Vasta infatti prevede il ridimensionamento della sanità lucchese, a cui vengono tagliati circa 100 posti-letto, e che diviene tributaria, come anche le altre città minori della Toscana, della sede universitaria più vicina, nel nostro caso Pisa, per tutto ciò che riguarda non solo la medicina specialistica più avanzata (e questo è giusto), ma anche e soprattutto per la media e lungo degenza. Con il programma di Area Vasta chi avrà bisogno di cure ospedaliere più lunghe di una decina di giorni andrà a Cisanello. Questo comporterà (non immediatamente, il che produrrebbe una violenta protesta, ma col tempo, quando il piano di Area Vasta sarà a regime) che la Chirurgia con lunga degenza posto-operatoria (polmonare, gastrica etc) e la Medicina più impegnativa (epatiti, ictus, infarto etc.), ora di routine a Lucca, richiederanno un ricovero a Pisa. Solo quando il paziente potrà essere dimesso da un ospedale vero potrà essere accolto a Campo di Marte nel cosiddetto Ospedale di Comunità. Ma sotto questo pomposo nome si nasconde in realtà un ospizio (tanto per dargli lustro lo chiamano anche con il nome inglese di Hospice), perché non è previsto un organico medico intra-ospedaliero, ma i pazienti saranno seguiti dal medico di famiglia, quando e come potrà. In alternativa si promette lassistenza a domicilio; noi abbiamo visto come sono state veritiere le promesse fatte dai politici per lassistenza territoriale psichiatrica dopo la legge 180. Intanto finora la tendenza è stata quella di ridurre lattività territoriale e accorpare i distretti socio-sanitari. La seconda domanda che viene spontanea è: ma che razza di sinistra è questa sinistra di governo della Regione Toscana, che non si fa scrupolo di danneggiare palesemente la povera gente, che sarà la prima (e lunica) a essere colpita da questa programma di ristrutturazione della sanità Toscana in funzione di budget? Gli unici partiti della sinistra locale che sono stati sensibili fin dallinizio di questa triste storia alle sorti delle città piccole della Toscana sono stati Rifondazione Comunista (solo a Lucca) e i Verdi (solo a Pistoia, dove sono subito stati espulsi dalla giunta comunale). A Prato la CGIL-Funzione Pubblica ha emesso un documento di protesta, da cui si evince che la riduzione di posti letto in Toscana sarà esclusivamente a carico di Prato (meno 110), Pistoia (meno 20), Empoli (meno un centinaio), Lucca (meno 90), e Massa Carrara (meno 200). Tutte le altre città della Toscana (Firenze, Pisa, Siena, Grosseto, Arezzo, Livorno e lospedale Versilia, nonché tutti gli ospedali minori che non sono provinciali, come Castelnuovo e Barga) mantengono lo stesso numero di posti-letto. Sono solo le piccole città di provincia (forse antipatiche a Firenze) a pagare il conto dei risparmi della Regione. Oltre tutto i nuovi ospedali, come quello di Prato, saranno sottodimensionati come superficie quadrata per posto-letto rispetto agli altri nuovi ospedali costruiti recentemente in Italia, per cui la riduzione effettiva di posti letto (a meno di mettere letti a castello) sarà ancora maggiore di quella ufficialmente dichiarata. Ma noi chi siamo, toscani di serie B? Se il ministro Nicolais ha intenzione (giustamente) di controllare come funziona il servizio pubblico, perché non comincia dal vedere se i dirigenti (regionali e locali) applicano le leggi nazionali con criteri di equità oppure seguono direttive politiche per interesse di parte (come storicamente è sempre avvenuto in Toscana)? I comitati e movimenti ambientalistici delle città di Pistoia, Massa e Lucca si sono riuniti in un coordinamento che a Luglio ha chiesto di essere ascoltato dai dirigenti della sanità Toscana, anche in relazione alle scelte assurde di localizzazione dei nuovi ospedali. Dopo vari rimandi e viaggi inutili a Firenze, forse ci riceveranno a Ottobre. Invitiamo frattanto la cittadinanza lucchese a ribellarsi a questo modo di procedere anti-democratico e lesivo del più elementare diritto alla salute, che è quello di farsi curare nellospedale più vicino e in modo adeguato agli standard medici nazionali. Noi non siamo un partito politico, ma abbiamo raccolto più di 2500 adesioni, e invitiamo fin dora quelli che hanno aderito al comitato e tutti i lucchesi a non votare alle prossime elezioni per quei partiti che nel loro programma propongano la costruzione del nuovo ospedale alle condizioni stipulate fra la Regione Toscana, ASL di Lucca e lex-sindaco Fazzi, nonché a fare pressione perché le inefficienze sanitarie e/o dirigenziali vengano rimosse. Il presidente del comitato Lucca per una Sanità Migliore (Dr. Raffaello Papeschi) |
| vettori Segue l'articolo di Marco
Vettori pubblicato sulla cronaca di Pistoia de Il Tirreno
del 14 giugno 06. Si tratta di una marchiana
strumentalizzazione di un grave problema, che Vettori usa
per darsi un ruolo nella sinistra codista, sempre pronta
a marcare la propria differenza con quelli 'che dicono no'.
.chessa1 Larticolo di Marco
Vettori mi tocca nel vivo, essendo il primo (per
lOsservatorio) e lultimo (come cittadino)
firmatario di uno dei ricorsi al TAR contro la
collocazione dellospedale nel campo di volo. Non
contro lospedale, come Vettori dice strumentalmente.
Sono cioè uno di quelli che, secondo lui, criticano
tutto, favoriscono i privati e che non si occupano della
riorganizzazione sanitaria. Lascio ogni facile illazione
sui primi due punti ed approfitto per informare Vettori
sul terzo, riprendendo il materiale che abbiamo diffuso e
discusso anche in un pubblico dibattito da noi
organizzato, con la partecipazione del Presidente della
Commissione Sanità della Regione. Mauro Chessa Alla precedente replica risponde Vairo Contini, Direttore generale della ASL 3, (curioso che il Direttore dell'ASL corra in soccorso a Vettori) con l'articolo che segue (Il Tirreno / 19 giugno), in coda al quale c'è l'ulteriore risposta inviata a Il Tirreno.
Articolo pubblicato su Il Tirreno 21 giugno Curioso che io replichi ad un politico, Marco Vettori, e mi risponda il direttore generale dellASL con argomenti da politico, attribuibuendo a me, ed ai molti che la pensano come me, una contrarietà aprioristica al nuovo ospedale, che invece desideriamo più di lui: non ci basta che venga costruito - e lautamente finanziato sulla base di procedure su cui i tribunali stanno lavorando - ma lo vorremmo anche rispondente alle esigenze di una sanità efficiente. Ma dato che un politico io non sono ribatterò con argomenti documentati alla sua accusa di non attenermi alla realtà . A proposito dei posti letto, che Contini ora dice non diminuiranno, mi è sufficiente citare ciò che lui stesso ha dichiarato ai giornali: Pertanto prosegue Contini anche se ci sarà una piccola riduzione di posti letto, Pistoia potrà contare su di uno standard superiore alla media (La Nazione 10 dicembre 2002). Passando a fonti meno interessare e più costanti posso citare la FIALS (Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità) che fotografa la situazione che ci toccherà proprio in questi giorni, con il report titolato Toscana rifà gli ospedali con i privati: In gara, oltre alla gestione dei servizi non ospedalieri, ci sono la progettazione e la costruzione di 1.710 posti letto complessivi, un numero minore rispetto a quelli disponibili nelle strutture esistenti (Pistoia passerà dagli attuali 420 posti letto a 400; Massa da 560 a 360; Lucca da 490 a 410; Prato da 640 a 540) . Per quanto riguarda la superficie il dato ottimale di 172 metri per posto letto non lho inventato ma è stato pubblicato sulla rivista specializzata "Materia" n°38 del 2002 ed è dellArch. L. Rossi (principale specialista in edilizia sanitaria della Commissione Veronesi-Piano). La successiva commissione che ho citato (ma Contini la dovrebbe conoscere, dato che vi partecipò anche la Regione Toscana) giunse nel 2003 a stabilire la dimensione massima di 600 posti letto per poco meno di 90.000 mq . Contini faccia la divisione. In fine secondo la ricerca della CGL di Prato (agosto 2005) gli ospedali recenti, in pesante rifacimento dimensionale, in costruzione, in concorso o in progettazione avanzata hanno tipicamente un dimensionamento molto superiore ai 100 (che toccheranno al nuovo ospedale di Pistoia secondo tutti i documenti ufficiali della Regione): la media aritmetica ponderata è di 155 mq. La ricerca della CGL conclude In questa ricerca non abbiamo trovato nessun ospedale che riprendesse i parametri di superficie della Toscana. 100 mq non permettono di costruire una struttura funzionale.. Non sono mie invenzioni ma sono i dati che gli addetti ai lavori trattano e diffondono, altro che contrarietà aprioristiche. Contini si sforzi di ricordare che il suo mestiere non è quello di difendere i politici, e trovar giustificazione ad operazioni insostenibili, ma quello di garantire ai cittadini un servizio sanitario commisurato alle disponibilità. Mauro Chessa All'intervento precedente (vedi), che ha mosso Contini a scrivere (vedi), ora risponde anche Marco Vettori, facendone una questione personale. Segue articolo. Speriamo l'ultimo di questo genere e si torni a parlare delle questioni di merito. Seguirà comunque una doverosa replica. La replica di Chessa a Vettori (articolo qui sopra) e una proposta: organizziamo insieme un dibattito pubblico per parlare di ospedale e sanità. (su Il Tirreno del 25 giugno) Marco Vettori mi ha
dedicato unintera colonna e, scusandomi con i
lettori, sono nella necessità di ribattere con taglio
personale, ma anche per i molti che con me hanno
condiviso limpegno sullospedale e la sanità.
Egli mi rimprovera di occuparmi di queste cose da appena
due settimane, e contesta di non aver organizzato, come i
Comunisti Italiani, convegni, assemblee, riunioni. Delle
ultime ho letteralmente perso il conto, dei convegni -
dato che Vettori mi si rivolge personalmente - ne voglio
ricordare due che, oltre ad aver contribuito ad
organizzare con esponenti di associazioni e partiti, ho
presieduto: il 4 dicembre 2003 (titolo: Nuovo
ospedale: ad un anno dalla scelta del sito a che punto
siamo ?), il 26 ottobre 2005 (titolo: Che
ospedale avrà Pistoia ? Quale sanità per Pistoia ?).
Subito dopo il convegno del 2003 il sindaco, che
intervenne, mise in discussione la collocazione
dellOspedale e quindi il consiglio giunse al sito
del Mercato Ortofrutticolo (soluzione che poi il
consiglio stesso si è rimangiata); nel convegno del 2005
intervenne, assieme ad altri esponenti politici regionali,
anche Giovanni Barbagli, del partito di Vettori, che
avevo personalmente invitato. Non ricordo se Vettori era
tra le oltre 200 persone presenti in sala. Per inciso:
lultimo convegno in cui si è parlato
dellospedale al quale sono intervenuto risale a
pochi giorni fa, lultimo incontro è di ieri (21
giugno): in Regione, con altri di Lucca, Massa e Pistoia,
per valutare unaudizione presso la Commissione ed
una iniziativa regionale. Questo penso sia sufficiente a
documentare limpegno mio e soprattutto di molte
persone, associazioni e componenti politiche che su
questo tema si sono concretamente spese. Per tutti
desidero ricordare che per le nostre iniziative abbiamo
consolidato un rapporto duraturo con Roggiolani, dei
Verdi, ora Presidente della Commissione Sanità della
Regione, Monica Sgherri, capogruppo regionale di
Rifondazione Comunista, e Ornella De Zordo. Mauro Chessa All'articolo di Vettori (vedi) fa seguito anche la replica di Furio Biagini: si coinvolgano i cittadini e si parli dei problemi di Pistoia fuori dalle logiche e dalla demagogia di cordata (inviato a Il Tirreno). Gentile
direttore, la polemica innescata sul suo giornale da
Marco Vettori nei confronti di Mauro Chessa,
relativamente alle scelte urbanistiche della attuale
giunta, mi spinge a intervenire non in quanto amico di
Mauro, ma come cittadino interessato alla questione. Furio Biagini - Officina Politica Pistoiese All'articolo di Vettori (vedi), dopo Chessa e Biagini (qui sopra), fa seguito anche la nota che Legambiente e Osservatorio hanno inviato ai giornali: Esprimiamo
totale solidarietà e riconoscenza al lavoro serio,
documentato e disinteressato che il dott. Mauro Chessa e
altri, pochissimi, professionisti hanno svolto nell'Osservatorio
per le Politiche urbanistiche, nelle Associazioni
ambientaliste, nell'unico Partito, i Verdi, che si è
opposto allo scempio urbanistico ed alla cementificazione
dell'ultima area libera alle porte della città: il campo
di volo. Il Consigliere comunale Marco Vettori avrebbe
potuto partecipare agli incontri pubblici organizzati da
Mauro Chessa e altri professionisti, i Verdi, le
Associazioni ambientaliste; incontri incentrati sul
modello sanitario toscano, sulla decisione di costruire
quattro ospedali con un solo progetto standardizzato, in
tre siti sbagliati, (Pistoia, Lucca e Massa, sulla
politica urbanistica del comune di Pistoia. A questi
convegni hanno partecipato Amministratori regionali,
comunali,un parlamentare,( Sauro Turroni dei Verdi),
esponenti delle società civile, pistoiese e fiorentina,(
Pancho Pardi),l'arch. Grifoni della Sovrintendenza. Molti
esponenti della sinistra "radicale", hanno
boicottato la nostra battaglia e si sono distinti per il
conformismo e la sudditanza al Potere, regionale o
comunale che sia. La Partecipazione, ancorché celebrata
in manifestazioni propagandistiche anche di questi giorni,
è stata negata in modo spudorato: la legge fascista 1150
del 1942, riconoscendo ai cittadini il diritto a
presentare osservazioni alle varianti urbanistiche, si è
dimostrata più democratica dell'Accordo di programma per
la localizzazione dei nuovi ospedali sottoscritto dalla
Regione, dal Comune e dagli altri Enti. Tale Accordo,
infatti, ha negato il primo e più elementare livello
partecipativo, cioè quello di presentare osservazioni a
decisioni che modificano sostanzialmente gli strumenti
della pianificazione urbanistica. Non maggiore
considerazione ha avuto un Bene comune tutelato dalla
Costituzione, (il Patto fondamentale tra cittadini e
Istituzioni che, giustamente, stiamo cercando di
difendere con il prossimo referendum), il Paesaggio: il
decreto 7 settembre 2005 del Ministero per i Beni e le
Attività culturali ha dichiarato il Campo di volo "
AREA DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO", perché "
ANCORA SALVAGUARDATA DA INSEDIAMENTI". Il Vincolo
apposto dal Ministero, su richiesta della Sovrintendenza,
aveva lo scopo di "MANTENERE LE CARATTERISTICHE DI
AREA VERDE DI NOTEVOLE PREGIO NATURALISTICO ANCORA
POSSEDUTE E DI FASCIA DI RISPETTO TRA LA CITTA' E L'ANTISTANTE
PAESAGGIO PEDECOLLINARE E COLLINARE". Il Decreto
rilevava " LA NECESSITA' E L'URGENZA DI EMANARE
IDONEO PROVVEDIMENTO DI TUTELA:.. " INDISPENSABILE
SOTTOPORRE A VINCOLO L' AREA AL FINE DI GARANTIRNE LA
CONSERVAZIONE E DI PRESERVARLA DA INTERVENTI CHE
POTREBBERO COMPROMETTERNE IRREPARABILMENTE LE PREGEVOLEI
CARATTERISTICHE PAESAGGISTICO-AMBIENTALI".
Amministrazioni " di sinistra" fanno scelte che
compromettono irreparabilmente risorse irriproducibili
del territorio. Tali scelte sono favorite dalla mancanza
di coraggio e dal conformismo di esponenti di partiti,
anche della sinistra radicale, che non hanno mostrato un
minimo di coerenza con i princìpi e gli ideali da cui
dovrebbero trarre motivazione del proprio pensare ed
agire. Sgomenti ed indignati, abbiamo dovuto ricorrere
alla Magistratura per tutelare anche altri Beni naturali
gravemente minacciati: le falde acquifere che alimentano
gran parte dell'acquedotto cittadino, il torrente Ombrone
a cui viene sottratta la propria naturale cassa di
espansione, cioè il Campo di volo. Vettori dovrebbe
conoscere, come Consigliere comunale, il Progetto del
Genio Civile di Pistoia che, neanche due anni fa, (dicembre
2004) ottemperando ad un Protocollo d'intesa tra Comune,
Provincia, Consorzio Ombrone, Autorità di bacino, aveva
destinato il Campo di volo a Cassa di laminazione dell'Ombrone
e sconsigliato la realizzazione di casse a monte della
piana? Il malaffare, come i gravissimi avvenimenti di
questi giorni evidenziano ancora una volta, inizia con il
disprezzo delle Regole democratiche, con il piegare le
Istituzioni e le procedure agli interessi economici di
uno Sviluppo che si continua, ipocritamente, a definire
"Sostenibile" e che , invece, serve ad
alimentare un gigantesco vortice di soldi. Oltre ai
gravissimi danni ambientali questo " sviluppo
insostenibile" nega alle future generazioni la
possibilità di godere di Beni che appartengono anche ad
esse e di cui noi non siamo i padroni ma solo i custodi. |