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Acea, il braccio armato di Suez

Redazione Liblab

30/11/2007

La decisione dell'antitrust sull'accordo Acea-Suez in Toscana è, senza dubbio, storico. Non è la multa di 8,3 milioni di Euro a preoccupare Acea, ma lo stop imposto dall'Autority alla strategia di conquista dell'Italia delle due multinazionali dell'acqua. Vale forse più della moratoria.

Le 66 pagine del disposivo dell'antitrust sono di per se un documento storico, dato che è la prima volta che viene fatta luce sullo scellerato piano di conquista della nostra acqua. Ed è un lungo atto di accusa al potere DS-Margherita sui beni comuni, perché, non dobbiamo dimenticarlo, Acea è per il 51% del Comune di Roma. Se la creazione della SPA e l'apertura al capitale privato è avvenuto con la coppia Rutelli/Lanzillotta, l'accordo con Suez è stato - di fatto - siglato da Walter Veltroni, che, due giorni fa, annunciava con entusiasmo i nuovi piani di espansione di ACEA in Toscana.

"Obiettivo: utilizzare Acea come ‘braccio armato’ di Suez per l’acqua in Italia" è quanto si legge su un documento che ha circolato nel 2003 tra i dirigenti di Suez Ambiente. E' solo un piccolo pezzo del complesso puzzle ricostruito dall'antitrust, che ha analizzato con cura centinaia di documenti "rinvenuti" nelle sedi delle due multinazionali dell'acqua e dell'energia. La strategia è chiara: Suez ha bisogno di controllare Acea, attraverso una solida partership, fatta di accordi taciti di non concorrenza, di acquisto di azioni e di scambio di Consiglieri di Amministrazione. Fabiano Fabiani entra così nel CdA di Suez Ambiente e Chaussade entra nel CdA di Acea. Un patto di sangue, fatto sulla pelle degli cittadini che si sono visti aumentare le bollette dell'acqua dopo l'arrivo del duo Acea-Suez.

Ed è proprio questo patto che l'antitrust ha censurato, colpendo al cuore il sistema acqua dell'asse Roma-Parigi.

Che succede ora? Probabilmente il PD farà finta di nulla, Acea farà ricorso, i giornali non ne parleranno. Servirebbe, invece, una presa di posizione forte. Sarebbe necessario, ad esempio, che il Sindaco di Roma chiedesse le dimissioni di Fabiano Fabiani, che si rivedesse l'alleanza con Suez, che si presentasse un piano chiaro con l'obiettivo immediato di una riduzione delle quote di Suez (e già che ci siamo anche di Caltagirone) in Acea. Ma la battaglia per l'acqua bene comune non sarà semplice e, come si dice, dagli amici mi guardi D-o.

Qui il testo integrale della sentenza dell'Antitrust


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di (Sec-Mcc/Col/Adnkronos) Adnkronos - Mer 28 Nov - 18.42

Roma, 28 nov. (Adnkronos)- L'Antitrust multa Acea e Suez Environnement, rispettivamente per 8,3 milioni di Euro e 3 milioni di euro per intesa restrittiva della concorrenza nel settore idrico. E' questa la decisione assunta dall'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, nella riunione del 22 novembre scorso. L'intesa, protrattasi a partire dal 2001, ha avuto per oggetto e per effetto il coordinamento delle strategie commerciali delle due societa', tra loro concorrenti, nel settore delle gestioni idriche, che si e' concretizzata principalmente nella partecipazione congiunta alle gare dirette per l'affidamento del servizio o alle procedure per l'assunzione di partecipazioni di controllo di imprese affidatarie dello stesso, cosiddetta partenariato pubblico-privato (PPP), relative ad un numero significativo di Ambiti Territoriali Ottimali.

Secondo l'Autorita', l'intesa ha direttamente condizionato l'esito di quasi un quarto delle gare per la gestione dei servizi idrici realizzatisi a livello nazionale oltre ad incidere significativamente su altre procedure di gara poi aggiudicate ad altri soggetti, proprio nella fase di apertura alla concorrenza di tale mercato. In particolare Acea e Suez Environnement sono ricorse in maniera sistematica alla partecipazione mediante raggruppamenti temporanei di impresa per ragioni di natura strategica, quando avrebbero potuto partecipare autonomamente alle gare competendo tra loro, essendo rispettivamente il principale operatore a livello nazionale in Italia e il primo gestore straniero di servizi idrici nel nostro Paese.

L'Autorita' sottolinea in proposito che l'istituto r.t.i ha carattere di per se' giuridicamente neutro e anzi potenzialmente pro-concorrenziale a patto che riguardi imprese di dimensioni minori ma non quando riguarda due o piu' dei principali operatori presenti in un mercato, e' strumentale ad un progetto di cooperazione di piu' ampia portata e viene utilizzato in modo reiterato eliminando nei fatti, l'autonomia d'impresa.