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| bene1207 Come molti di voi sapranno, sul
Montalbano, nel comune di Serravalle Pistoiese, in
località Le Rocchine, è prevista la costruzione di un
villaggio turistico che comprende un parco pubblico
attrezzatto e 20 villette da 80 mq / cad. (!). Marco |
| benema1107 LA VARIANTE DI SPAZZAVENTO : UNA STRADA PERICOLOSA Ieri (22 novembre) all'altezza dell'incrocio tra la nuova variante di Spazzavento e la provinciale Lucchese, è avvenuto l'ennesimo incidente, dello stesso tipo di almeno altri due verificatisi a luglio e settembre scorsi. Un'auto, complice probabilmente l'asfalto bagnato, ha tagliato la prima curva , prima del sottopassaggio, ed è uscita fuori strada. Il problema sta soprattutto nell'estrema pericolosità di questo tratto stradale che personalmente, per ragioni di lavoro, attraverso almeno 4 volte al giorno. La curva , posta all'inizio della variante, si presenta subito secca e pericolosa immediatamente dopo l'incrocio che porta a Barile: molto probabilmente qualche macchina è portata ad accellerare e di conseguenza il rischio di perdere il controllo è piuttosto elevato. Mi chiedo come mai ci siano così pochi controlli (e nessun autovelox): ogni tanto c'è un posto di blocco all'imbocco della provinciale, ma è sempre più rado. E' comunque tutta la variante ad essere troppo spesso considerata come una sorta di autodromo: molte autovetture sfrecciano veloci , sicuramente sollecitate dal lungo rettilineo che corre parallelo alla provinciale Lucchese, specialmente nel punto all'altezza del tempio dei Testimoni di Geova. Tra l'inizio e la fine (in coincidenza con l'abitato di Masotti) ho contato almeno 5 incidenti piuttosto gravi negli ultimi 5 mesi. Spesso chi entra a Masotti - provenendo da Pistoia attraverso la variante - lo fa a velocità sostenuta senza rendersi conto che si trova in un centro urbano. Tutto questo senza considerare che, da quando è stata costruita la nuova variante, il traffico è come minimo triplicato. Servono , con urgenza, più controlli , senza aspettare il prossimo incidente. Mi permetto di dire che servirebbe anche maggiore responsabilità da parte di chi guida : il rispetto per la propria ed altrui incolumità dovrebbe essere un cardine del vivere civile. Marco Beneforti |
| larepubblica la Repubblica MERCOLEDÌ, 04 LUGLIO 2007 Pagina 58 - Cultura Come si devasta e come si difende la regione Toscana FRANCESCO ERBANI Erano
settantacinque in marzo, quando a Firenze fu varato il
coordinamento presieduto da Alberto Asor Rosa. Ora, a
pochi giorni dall´assemblea che si terrà sabato sempre
nel capoluogo toscano, i comitati sorti a tutela di un
paesaggio o di un centro storico minacciati sono
diventati più di cento. E altri potrebbero aggiungersene,
mentre proseguono i contatti con i comitati di altre
regioni - il Veneto, la Liguria o l´Umbria. |
| regalo Pubblicato su Il Manifesto del 6 luglio 07 Secondo quanto si evince dalle cronache
pistoiesi di questi giorni lincredibile idea di
parcheggiare 160.000 metri cubi di terra in
unarea sottoposta a vincolo ambientale (campo di
volo) è dellex giunta, mentre Giusti per
lEdilizia, beneficiaria della delibera, si
riserverebbe di valutare e sottoscrivere questa soluzione
avanzata con la frettolosa delibera pre-elettorale del 25
maggio. Secondo la Deliberazione N. 111 del 25/05/07 - curiosamente emanata dalla giunta agli sgoccioli della campagna elettorale, in gran fretta e senza troppa pubblicità - verranno asportati circa 160.000 mc di terreno per i lavori nellarea ex Breda che saranno (temporanemente) scaricati nel campo di volo: chi non ha dimestichezza con la materia troverà utile sapere che questo volume corrisponde allo spazio occupato da oltre 2.000 autobus. Considerazioni generali La Convenzione per lutilizzo delle aree dellex campo di volo per lo stoccaggio di terre di scavo provenienti dai lavori per la realizzazione di opere allinterno dellex complesso industriale Breda Est, tra il Comune di Pistoia e limpresa Giusti per lEdilizia S.p.a. sembra fortemente vantaggiosa per questo secondo contraente; il Comune ottiene gratuitamente il materiale per la realizzazione dei ringrossi arginali, ma lampliamento della discarica del Cassero fornirà 540.000 mc di terreno per il quale cè già una convenzione con il Consorzio di Bonifica per lutilizzazione nelle opere arginali. Quindi di questo genere di materiale nella provincia di Pistoia ce ne sarà così tanto da non sapere dove metterlo. I vantaggi per lImpresa invece sono assai più tangibili ed immediati, oltre a quello eccezionale di sbolognare una quantità enorme di terreno inerte pressoché inutilizzabile: a) utilizzo gratuito delle aree di stoccaggio; b) i lavori di stoccaggio avverranno sotto la diretta responsabilità del Comune; c) le eventuali autorizzazioni dovranno essere ottenute dal Comune; d) limpresa Giusti per lEdilizia non ha sostanzialmente limiti temporali per la realizzazione degli stoccaggi, è solo tenuta a dare pronta comunicazione delleventuale modificazione dei termini enunciati nella convenzione; Inoltre il Disciplinare per lo stoccaggio delle terre dice che la manutenzione delle strade di accesso ai siti (subiranno il deterioramento per il notevole transito dei mezzi pesanti che si protrarrà per molto tempo la Convenzione ha durata biennale e, come abbiamo visto, può essere prorogata senza inconvenienti) è a carico del Comune, così come la predisposizione di corsie preferenziali, sensi unici, divieti di sosta e relativa segnaletica. Linquinamento, il disagio e la pericolosità per il traffico che saranno prodotti in tutto questo tempo dai mezzi pesanti sulla viabilità interessata (via Ciliegiole, via N. Sauro, via Pertini, Via Lucchese, Raccordo) non sono nemmeno menzionati nella Deliberazione e sono a totale carico dei residenti e degli utilizzatori di queste strade. Si intende nella Convenzione, anche se non espresso chiaramente, che una parte del materiale dovrà essere utilizzato per la realizzazione delle barriere antirumore necessarie per il nuovo ospedale, mentre nella Deliberazione non si fa menzione a questa soluzione. Le barriere antirumore ricompaiono nel parere dellURTAT sopra citato, dove si dice che non è possibile esprimersi in merito non disponendo di indicazioni progettuali circa la loro estensione e il loro inserimento paesaggistico. Forse lamministrazione ha difficoltà a mettere nero su bianco il fatto che il nuovo ospedale, causa linadeguatezza acustica dellarea, dovrà essere circondato da barriere molto alte, che lo soffocheranno in un area chiusa e depressa. In fine non ci possiamo astenere dal ricordare ancora una volta che, contrariamente a quanto pare percepire lamministrazione, tutta larea del campo di volo è stata vincolata con D.M. 7 settembre 2005, in Gazzetta Ufficiale n. 224 del 26-9-2005: apposizione del vincolo ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, recante la dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona a sud della città di Pistoia. La zona ancora salvaguardata da insediamenti [ ], risulta di grande valore paesaggistico e [ ] appare indispensabile sottoporre a vincolo [ ] l'area sopra descritta, al fine di garantirne la conservazione e di preservarla da interventi che potrebbero comprometterne irreparabilmente le pregevoli caratteristiche paesaggistico-ambientali. Fra le motivazioni della estensione del vincolo, oltre quelle tradizionali di ordine visuale, è stato espresso, in coerenza con la Convenzione europea e con lo stesso Codice italiano, lobiettivo di qualità paesaggistica di ordine strutturale di mantenere le caratteristiche di area verde di notevole pregio possedute dalla zona e di fascia di rispetto tra la città e l'antistante paesaggio. Risulta difficile comprendere come lo stoccaggio di terre da scavo in grandi cumuli alti 4 m possa essere compatibile con questo vincolo. Non si dice se i cumuli verranno coperti con teli impermeabili, come dovrebbe essere per non subire il dilavamento, o lasciati alla colonizzazione delle erbacce. Uno di questi, il più grosso con oltre 85.000 mc, sarà a ridosso del casello autostradale, emblematicamente sopra a ciò che resta del vivaio del Centro Sperimentale per il Vivaismo, e darà il benvenuto per molto tempo a turisti e visitatori prima con le ruspe e poi con la sua bella mole. In effetti potrebbe essere il biglietto da visita più sincero di ciò che si appresta a diventare Pistoia, soprattutto se vi sarà un grosso cartello con scritto sopra la pura e semplice verità "Qui opera Giusti per l'edilizia con il bene placito della giunta del Comune di Pistoia". Considerazioni sulle terre da scavo Per quanto indicato nella Deliberazione i materiali asportati saranno allocati nellex Campo di Volo secondo le seguenti volumetrie e caratteristiche:
Per i terreni d) non viene indicata né la tipologia (la definizione terre idonee per altre opere è palesemente suscettibile di qualsiasi interpretazione) né la volumetria, lasciando sostanzialmente allImpresa la piena libertà di dare contenuto a questa indeterminatezza. È evidente che per i terreni c) e d) non vi è alcuna garanzia in merito al loro effettivo impiego, non essendo definita lallocazione definitiva. Ciò risulta in palese contrasto con la normativa vigente (L. 21/12/01 n. 443 così come modificata dalla L. 31 ottobre 2003, n. 306 e DL 24/12/2003, n° 355 convertito in L. n° 47 del 27/02/04) che consente di escludere dal regime giuridico dei rifiuti le terre e rocce da scavo purché siano rispettate contemporaneamente le due condizioni sintetizzate di seguito: - presenza di inquinanti nei limiti di legge, verificata sulla composizione media dellintera Massa (i limiti sono quelli del DM 471/99, all. 1, tab.1, colonna B, salvo limiti più restrittivi per destinazioni urbanistiche diverse dalluso previsto dalla tab. 1, colonna B, del DM 471/99 - uso commerciale e industriale), il cui rispetto deve essere verificato, in accordo alle previsioni progettuali, anche sui siti di destinazione dei materiali; altresì il Disciplinare per lo stoccaggio delle terre (allegato 3) non prevede alcuna verifica, così come non sono noti i risultati del Piano della Caratterizzazione le cui procedure sono state approvate con Deliberazione n. 118 del 23/06/06: non sono state reperite indicazioni riguardanti alcuna valutazione preliminare sullo stato della matrice. - effettivo utilizzo che deve avvenire, senza trasformazioni preliminari, e secondo le modalità previste nel progetto VIA o, se non sottoposto a VIA, secondo le modalità di progetto approvate dallAutorità Amministrativa previo parere ARPA. Per effettivo utilizzo si intende la ricollocazione di tali materiali in altro sito, ove ne sia progettualmente previsto lutilizzo, autorizzata dallautorità amministrativa competente. Nella fattispecie la destinazione delle terre delle categorie c) e d) non è nemmeno prevista e non vi è alcun progetto che stabilisca luso di questi materiali, quindi non è possibile stabilirne né il sito di destinazione finale né è possibile che gli organi competenti si esprimano sulle inesistenti soluzioni progettuali inerenti il loro utilizzo. Dallapplicazione della legge 443/01 e s.m.i. sono esclusi i materiali che non siano destinati ad effettivo utilizzo; in ogni caso le terre e rocce da scavo che potrebbero essere riutilizzate ma che al momento della loro formazione non hanno certezza di effettivo utilizzo per motivi vari (indisponibilità di siti che necessitano di tali terre e rocce, materiale non del tutto idoneo dal punto di vista prestazionale per quelle opere ma teoricamente possibile per altre, vincoli particolari, etc..) sono da considerarsi rifiuto e, come tali, dovranno essere gestiti conformemente alla disciplina prevista dal D.Lgs. 22/97. Analogamente anche le opere a supporto (depositi, impianti, etc), saranno regolamentati dal D.Lgs. 22/97. Per quanto riguarda le terre della categoria b) si osserva che il parere URTAT (prot. AOOGRT/137455/124.046 del 21/05/07) ne ridimensiona notevolmente sia la disponibilità sia la necessità: in merito al primo aspetto nellarea ex Breda vengono individuati terreni con le caratteristiche necessarie per la realizzazione di ringrossi arginali solo nellorizzonte stratigrafico compreso tra 0,7 e 2,0 m dal piano campagna; per il secondo aspetto si stabilisce un fabbisogno complessivo di 40.000 mc, quindi assai meno dei 75.000 che la Deliberazione n. 111 destìna a questa funzione. La Deliberazione dribla maldestramente queste incongruenze facendo riferimento al parere dellURTAT esclusivamente a riguardo delle valutazioni sulla qualità granulometrica del materiale. Una ultima considerazione: la volumetria totale mobilizzata (160.000 mc) è molto ingente e dovrebbe essere considerata nel P.A.E.R.P., cioè latto di programmazione settoriale con cui la Provincia stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi di riferimento per lattività di pianificazione in materia di cave e torbiere, nonché di recupero e riciclaggio dei materiali assimilabili di cui al comma 2 dellart. 2 della L.R. 78/1998. Il P.A.E.R.P. costituisce integrazione del PTC e riguarda tutti i materiali di cava e assimilabili esistenti nel territorio. Mauro Chessa |
| Il Tirreno 24 aprile 2007 «Una giungla di sensi unici» |
| ministero Abbiamo già segnalato e documentato, parlando del nuovo ospedale al campo di volo (con particolare riferimento al vincolo paesaggistico, a quello di rispetto dei pozzi, allassenza del parere sanitario) e delle porte al centro storico (persino la commissione edilizia ha sentito il bisogno di segnalare le inadempienze), quanto vergognosa sia la differenza tra il peso dei vincoli quando gli enti pubblici devono applicarli a se stessi e quando li applicano ai privati. Ora porto un caso forse ancor più eclatante. Secondo una lettera del novembre scorso inviata al Comune e alla Soprintendenza dal Ministero per i Beni e Le Attività Culturali (pubblicata sul sito - vedi l'originale - della quale sono venuto in possesso in questi giorni) per la zona si S. Alessio (dove è aperto il cantiere per il nuovo tratto della circonvallazione) e nellarea lungo il T. Ombrone, dove è prevista la realizzazione delle casse despansione, il Ministero sta procedendo al perfezionamento delle proposte di vincolo per la dichiarazione di notevole interesse pubblico e, si legge testualmente che i decreti di vincolo verranno emanati a breve e ne verrà chiesta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ancora più palese lindifferenza degli enti nel caso dellarea Pallavici (zona del nuovo centro commerciale), dove la stessa lettera che ho citato dice che in caso del perdurare dellinerzia regionale, ad attivare le procedure sostitutive, da parte di questo Ministero. Il Ministero quindi denuncia esplicitamente la passività della Regione nellapplicazione di un vincolo del quale il Ministero stesso ha valutato la necessità. È chiaro che questi provvedimenti giungeranno, almeno in due casi, dopo che i buoi sono scappati dalla stalla e ciò che si intendeva tutelare a beneficio dellinteresse pubblico è stato irreparabilmente compromesso. Ma ciò che stupisce maggiormente è che gli enti che avrebbero dovuto tener conto dellavanzato iter di approvazione dei vincoli, e che di questo erano certamente a conoscenza, se ne sono beatamente fregati. Allora torna la domanda che ho avanzato per lospedale, una domanda per la quale è dovuta una risposta sul piano etico a tutti i cittadini onesti e rispettosi delle leggi: con quale autorevolezza gli Enti pubblici potranno sanzionare i privati che non tengono conto dei vincoli quando sono loro i primi a eluderli ? Mauro Chessa Officina Politica Pistoiese |
| golf Due notizie sono apparse i giorni scorsi sulla
stampa locale riguardo alla nostra città. La prima è la
proposta dellAssessore Provinciale al Turismo
Risaliti di far posto nel verde pedecollinare ad un
impianto di golf gestito dallente pubblico e
arredato dai vivaisti; la seconda è la patente di
Giardino dEuropa che Pistoia potrà
presto vantare sulla segnaletica turistica autostradale. Dario Soldi Pistoia, 30.11.2006 |
| ptovest Prima si sperimenta (per mesi, forse pensando che invecchiando faccia come il vino) una soluzione che ha i difetti che hanno suscitato la vistosa protesta dei residenti e, per questo motivo, si decide di cambiare tutto. Risultato: gli scontenti sono raddoppiati e nemmeno quelli di prima sono soddisfatti. Per disegnare questa rivoluzione quale metodo si applica: quello della partecipazione alla pistoiese, cioè non si dice nulla a nessuno, non si parla con i diretti interessati e si passa ai fatti da un giorno allaltro. Soprattutto si evita con cura di discutere gli obbiettivi e le metodologie per conseguirli. Nella fattispecie sarebbe interessante sapere, dato che la dichiarazione di voler allontanare il traffico dal centro è veramente eccessivamente generica, qualè il progetto che lAmministrazione ha per questa città che sta modificando a colpi di variante. Il traffico infatti non è un fenomeno naturale ma è la conseguenza del fatto che le persone si spostano per raggiungere luoghi dove si esercitano certe funzioni: residenziale, commerciale, direzionale, scolastica ecc e delle soluzioni alternative all'auto. Pare evidente, anche dalla lettura del Piano per il Centro storico (dove è pericolosamente assente una analisi delle funzioni esistenti e di quelle previste, trattando il tutto come un'enorme coreografia più che come una città viva), che lAmministrazione non si pone affatto il problema di delineare un progetto di città. Non si pone il problema di stabilire dove certe funzioni devono essere favorite e dove limitate in ragione delle caratteristiche urbane e delle esigenze dei cittadini, nella logica di un disegno complessivo. Il traffico quindi viene affrontato come una sciagura naturale da arginare e non come un fenomeno da studiare e gestire; illuminante in questo senso la dichiarazione dellassessore Fedi: la polizia municipale monitorerà tutte le vie interessate dai nuovi provvedimenti sul traffico di Pistoia Ovest per capire verso quali direzioni si concentri maggiormente il traffico. (La Nazione - 9.11.06). Incredibile: si fa tutta la segnaletica orizzontale e verticale, si ridisegna un intero quartiere e poi saranno i vigili a dirci quali saranno le conseguenze ! Il risultato di questo approccio alla speriamo di averci indovinato è sotto gli occhi di tutti: le funzioni che divengono incompatibili con la soluzione imposta (per esempio il commercio nelle aree dove non ci si può fermare) vanno in crisi, invece le funzioni che non possono piegarsi alla genialità di chi disegna i sensi unici, come le residenze e le scuole, mandano in crisi il traffico, perché comunque le persone devono raggiungerle, anche facendo otto curve in più e sorpassando 5 dossi nati come i funghi. Con lovvia conseguenza di aumentare i tempi di percorrenza, il disagio e linquinamento. Ma i residenti e i commercianti colpiti hanno una grande fortuna: le elezioni si avvicinano e questi esperti del traffico sono più affezionati al seggiolone che alle loro trovate, quindi avanti con i cartelli e la raccolta delle firme, in poco tempo dal cilindro uscirà unaltra mirabolante soluzione e, confidando sulla legge delle probabilità più che sulla competenza, potrebbe essere migliore. Mauro Chessa |
| fagiolo Oggi (2 ottobre) il consigliere Taffini presenta l'interpellanza riportata di seguito (tratta dal sito www.taffini.it). L'azione del Taffini nasce dalla sollecitazione del Comitato del Fagiolo che ha segnalato al sindaco da almeno 2 mesi, con la lettera che alleghiamo, una grave irregolarità nella concessione edilizia per Le Mole (recupero ex Molino Bini), che pregiudica la situazione viaria della zona. Il sindaco, come da triste e consolidata tradizione di questa amministrazione, non ha concesso alcun riscontro al Comitato, che quindi si è rivolto a Taffini affinché porti la situazione a conoscenza del Consiglio.
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| teso Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Carlo Vivarelli ha diffuso ai media Associazione Foresta del Teso Appennino Pistoiese Via Mulin
Vecchio 95/c- 51026 Maresca (Pt) - Tel. 339/8099970 Registr. 30/3/2004
- C.F. 90035710475 Iscritta nella
Sezione Provinciale del Registro Regionale delle
Organizzazioni del Volontariato n° 185 Maresca, 23 Settembre 2006 L'Amministrazione Comunale di San Marcello non
ha chiaramente ed inequivocabilmente immesso nel Piano
Strutturale il Parco Provinciale della Foresta del Teso.
E' un evidente atto di suicidio politico che consegna il
Comune di San Marcello P.se alla bara di una politica
morta e sepolta vecchia di almeno tre secoli. L'evidente
incapacità progettuale dei "politici" del
Comune di San Marcello P.se, opposizione compresa, è
evidente e non è più possibile correggere la rotta. Lo
schiaffo fatto con questo gesto alla società civile e a
chi lavora veramente nel nostro territorio dall'amministrazione
comunale è evidente, e non necessita di alcun commento.
Nostra speranza è che tutti questi signori e signore
consiglieri comunali compresi se ne vadano al più presto:
non mancheranno a nessuno, se non alle truppe della sagra
del tordo e a chi infesta Carlo Vivarelli |
| masotti Masotti:
una situazione pericolosa. |
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| Gli architetti critici con le scelte urbanistiche sul
centro storico Perplessità sono espresse sulle varianti fatte di recente dal Comune (La Nazione sabato 8 aprile 06) PISTOIA II consiglio dell' ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Pistoia ha presentato al Comune le osservazioni tecniche relative alla variante al Prg relativa all'area del Ceppo.«Con tale atto, gli architetti pistoiesi intendono riaprire il confronto con l'amministrazione comunale sul futuro della città, A questo proposito, viene sollevato, il problema della vigente strumentazione urbanistica del Comune, divenuta da tempo terreno fertile per il proliferare di varianti, funzionali alla trattazione disgiunta di problematiche insediative rilevanti, senza che vengano analizzati e progettati i rapporti tra le diverse parti della città». «A tutt'oggi, infatti, non esistono sia il regolamento urbanistico che il piano particolareggiato per il centro storico non ancora adottato dal consiglio comunale». «Si esprimono le perplessità riguardanti le tre operazioni di variante attestate sul versante interno del lato nord delle mura, già adottate o di prossima adozione: ex mercato ortofrutticolo di Porta al Borgo; area del Ceppo; complesso conventuale di San Lorenzo; segnalando che trasformazioni urbane di tale rilevanza, dovrebbero essere parte integrante di in un progetto urbanistico di più ampio respiro come il piano particolareggiato per il centro storico, soprattutto in assenza di regolamento urbanistico e quindi anche di piano complesso di intervento». |
| Ceccanti Da La Nazione del 7 maggio 06 Palazzi di ieri e domani sciupano il paesaggio II 6 aprile, riguardo ai programmati lavori al viale dei Platani della Villa Puccini, l'assessore ai lavori pubblici del Comune dichiarava a La Nazione che l'intervento sarebbe servito, "a valorizzare un'area di grande prestigio". Pochi giorni prima, sempre alla Villa avevo fatto una passeggiata-sopralluogo durante la quale mi era venuto da riflettere su come si è «valorizzato» quel luogo. Se ci si volge a destra, subito oltre il muro di cinta del Giardino, s'impone, col corredo di panni alle finestre ed ai balconi, un condominio di tipo popolare risalente ai primi anni Sessanta. Poi, un po' a sinistra ecco un edificio che lascia stupefatti per la sua collocazione. Ancora un po' a sinistra, al posto di quella che fu una parte dell'arancera e del soprastante "Cammin coperto", si staglia, recintato con rete arancione, un desolante spazio vuoto e qualche calcinaccio, resto della demolizione di quel fabbricato. Tutto «ammiriamo» da tre anni: ironia della sorte, praticamente mentre il sindaco si complimentava coi partecipanti al convegno sulle Dimore storiche del Pistoiese, le ruspe erano in azione per conto di un'altra pubblica Amministrazione. Al proposito, il 15 maggio 2003 il sindaco dichiarava: "II primo (piano ndr) è relativo all'accertamento delle responsabilità sull'abuso riscontrato dai vigili edilizi. Ci penserà la magistratura". Ma èdavvero intervenuta? Intanto, si staglia un'enorme gru gialla adiacente al Giardino domestico. Da via Valdibrana, da un buco di un'altra rete di plastica ho goduto di una bella immagine della Villa, quale fino a poco tempo fa era percepibile da chi ci transitava senza bisogno di mettere l'occhio alla rete. Un cartello lì vicino annuncia che sorgerà, ad opera della Spes un complesso di 16 alloggi. Si giustificherà anche questa perdita paesaggistica. Povera villa. Federico Ceccanti architetto |
| casse espansione Segue una prima serie di problematiche di tipo esclusivamente tecnico in merito alle previste casse d'espansione presso i laghi Primavera, con il collegato intervento al bacino di Gello, che sono state presentate alla Autorità di Bacino del Fiume Arno in una riunione dove partecipavano rappresentanti di Legambiente, Italia Nostra, Lavoro e Ambiente Toscana, Amici della Terra. La collocazione delle casse di espansione è, dal punto di vista idrologico, criticabile: vengono previste nel tratto immediatamente successivo al corso pedecollinare del fiume, dove la velocità e lenergia delle acque diminuisce e il deposito dei materiali solidi può essere importante. Probabilmente la grande sezione dellalveo arginato in questo tratto (notevolmente maggiore sia di quello a monte sia di quello a valle) venne realizzata proprio in seguito alla valutazione di questo aspetto da parte di chi realizzò questa importante opera idraulica. La realizzazione in questo tratto delle casse di espansione, e della relativa briglia, potrebbe agire negativamente. In particolare la realizzazione della briglia comporta: - la modificazione (innalzamento) del profilo di piena a monte, che potrebbe rivelarsi pericoloso andandosi a sommare alleffetto di rigurgito del Ponte alle Tavole. - la modificazione (innalzamento) del talweg (sezione longitudinale dellalveo del corso dacqua) che comporta un inevitabile modificazione dellequilibrio idraulico ed influisce sia sul flusso idrico sia sul trasporto solido; la inevitabile diminuzione della velocità di deflusso causerà un repentino deposito dei materiali trasportati e si potrebbero avere problemi legati ad un eccessivo deposito di sedimenti e le stesse casse di espansione potrebbero esserne interessate. Tale sedimentazione avrebbe certamente leffetto di diminuire la sezione idraulica del Fiume e potrebbe estendersi a monte fino al Ponte alle Tavole e ridurne la luce. - La modificazione del regime idrico immediatamente a valle dove si possono veder accentuati i fenomeni erosivi di sponda. Efficacia delle casse despansione: In primo luogo è bene chiarire che le casse di espansione sui corsi dacqua maggiori non hanno alcun effetto positivo sul reticolo delle acque basse e medie, cioè sullinsieme dei piccoli corsi dacqua che si immettono nei fiumi attraverso portelle o che comunque hanno il deflusso regolato dallaltezza dellacqua nel ricettore. Il problema delle acque basse è dato, oltre che dalla inefficienza di un sistema idraulico corrotto da una miriade di intereventi urbanistici ed edilizi che ne hanno largamente disabilitato la funzionalità, dal fatto che il deflusso non è libero ma possibile solo quando il loro battente idraulico è superiore a quello nel corso dacqua ricettore: questa condizione viene meno in occasione delle piene, anche ordinarie, nel ricettore. Per questo motivo i punti di immissione sono regolati da portelle vinciane che evitano linversione del flusso, con lacqua del ricettore che dilagherebbe nel reticolo minore. Quando le portelle si chiudono le acque basse non hanno alcuna possibilità di defluire e cominciano i fenomeni di ristagno ed esondazione, tanto più gravi quanto più lungo è il tempo di chiusura delle portelle. Le casse di espansione, dette anche casse di laminazione, agiscono modificando londa di piena abbassando il colmo (portata massima a valle della cassa) ma allungando londa stessa. Leffetto delle casse di espansione è quello di stoccare temporaneamente un certo volume dacqua, che viene accumulato nella fase crescente della piena e rilasciato nella fase calante, senza variare il volume complessivo di acqua che transita con londa di piena. Ne consegue che le piene sono più durature, le portelle restano chiuse più tempo e quindi il reticolo delle acque medie e basse resta in sofferenza più a lungo. Un esempio chiarificatore: gli estesi alluvionamenti che interessarono il quarratino nel 2002 furono causati dalla prolungata chiusura (36 ore) della portella del Fosso Quadrelli, non vi furono esondazioni da parte dei corsi dacqua maggiori (Stella e Ombrone); in quelloccasione le casse despansione in esame non avrebbero comportato alcun beneficio e potenzialmente avrebbero avuto un effetto negativo. Per quanto riguarda leffetto sulle acque alte è poi necessario sviluppare alcune considerazioni: - i corsi dacqua sono interessati da numerose criticità che limitano localmente il deflusso; le più ricorrenti sono i ponti dotati di luce insufficiente a garantire il deflusso di piene non ordinarie. Leffetto della cassa di espansione a monte di una tale situazione può servire a porre in sicurezza quella specifica criticità, mentre a valle leffetto si annulla in quanto è il ponte stesso a regolare il deflusso massimo. Ne consegue che una valutazione in termini del rapporto costi/benefici di una cassa di espansione non può prescindere da una attenta analisi delle criticità lungo tutto lo sviluppo del corso dacqua: potrebbe risultare più conveniente agire direttamente sulle criticità e/o riconsiderare la collocazione delle casse. - Gli eventi alluvionali causati dalle acque alte sono solo in parte cagionati dalla tracimazione degli argini da parte di grandi volumi dacqua; più spesso sono stati causati da rotte. Ne consegue che la realizzazione delle casse di espansione prima di una capillare ricognizione e manutenzione degli argini potrebbe risultare un intervento con un rapporto costi/benefici assai dubbio. - La valutazione dei volumi che devono essere opportunamente stoccati nelle casse di espansione viene sviluppato essenzialmente sulla base delle portate con tempo di ritorno dato (si sa con discreta approssimazione che una data sezione di un fiume ha x possibilità di veder transitare una portata di y mc/sec ogni n anni), non esistono altresì studi approfonditi per definire unonda di piena di x volume e y durata alla quale fare riferimento statistico. Sarebbe quindi utile sviluppare una valutazione delleffettiva utilità delle casse di espansione almeno in rapporto agli eventi recenti per i quali gli idrometri hanno registrato landamento delle piene (almeno i principali eventi dal 66 in poi). Linsieme di queste valutazioni renderebbe probabilmente chiaro che quelle casse di espansione hanno un rapporto costi/benefici assai dubbio e la loro collocazione è giustificata esclusivamente dallesigenza di porre in una condizione di maggiore sicurezza solo il tratto immediatamente a valle, dove, a ridosso dellargine dellOmbrone in una area depressa, è irragionevolmente prevista la realizzazione di un ospedale. In considerazione della conformazione che andrà ad assumere la cassa di espansione dei Laghi Primavera, con il paramento di valle dellarginatura alto 6,70 m e con un battente idraulico di 5,70 m, è fortemente opportuno, oltre ad una attenta valutazione dei materiali utilizzati nelle arginature, anche una valutazione delle caratteristiche del sottofondo in quanto leventuale permeabilità potrebbe dare luogo a pericolossisimi sifonamenti. È assai dubbia leffettiva utilità del materiale che dovrebbe essere cavato per la realizzazione delle casse di espansione al fine di realizzare i paramenti della diga di Gello. In loco sono infatti presenti terreni ghiaiosi, ciottolosi, sabbiosi a ridotta profondità che non hanno le caratteristiche minime necessarie per essere utilizzati a tale scopo. Inoltre sembra che i materiali cavati nel bacino di Gello verranno utilizzati per le arginature delle casse di espansione: se fosse così si tratterebbe con buona probabilità di una azione insensata, sia per la probabile similitudine dei materiali sia per la comune inadeguatezza per la realizzazione di manufatti di ritenzione. A proposito dei materiali sarebbe fortemente opportuno che le analisi dei terreni, in ragione della delicatezza dell-intervento, fossero eseguite ai sensi della dell'art. 59 comma 2 del D.P.R. n. 380 del 06.06.01, secondo il quale il Ministro per le infrastrutture e i trasporti ha la facoltà di rilasciare, ed ha rilasciato con apposito decreto, concessioni ad emettere certificazioni ufficiali relative all'esecuzione di prove geotecniche sui terreni e sulle rocce per la determinazione delle caratteristiche geotecniche del sottosuolo. Non si evince dagli studi del Prof. Pagliara se si è tenuto conto del fatto che la superficie dei Laghi Primavera non è dovuta allalimentazione da parte di un affluente ma rappresenta laffioramento della falda. Ne consegue che ogni volume al di sotto di quella quota è indisponibile per laccumulo dellacqua fluviale in quanto permanentemente occupato. Inoltre la realizzazione delle briglia comporterà una maggiore alimentazione della falda che quindi si innalzerà. Ecco le osservazioni inviate dal coordinamento delle associazioni ambientaliste all'Autorità di Bacino dell'Arno ed alla Regione Coordinamento Associazioni
Ambientalistedella Toscana Osservazioni sul progetto preliminare "Opere strutturali di messa in sicurezza idraulica ed approvvigionamento idropotabile in località Gello(Laghi Primavera)" Giugno 2006 In merito al Progetto preliminare "Opere strutturali di messa in sicurezza idraulica ed approvvigionamento idropotabile in località Gello (invaso della Giudea) e Laghi Primavera", in cui il soggetto attuatore è il Comune Pistoia che a sua volta ha individuato il Consorzio di Bonifica Ombrone Pistoiese come Ente attuatore delle progettazioni, le suddette associazioni ambientaliste avanzano le seguenti osservazioni: La collocazione della cassa
e la realizzazione della briglia Efficacia delle casse d'espansione
applicato al caso in questione: Il doppio uso dei materiali
di scavo Uso della futura Area |
| Centro Devo dire che la riunione del 24
maggio mi ha dato la forza per continuare a cercare di
far valere le mie - le nostre - idee nei confronti del
Palazzo (o Castello). a) il Piano non prende assolutamente in considerazione le necessità e le problematiche del centro storico, non vi è nemmeno l'ombra di una analisi a riguardo dei servizi e delle funzioni che sono necessari per mantenere vitale e fruibile il centro. Non è un piano urbanistico in senso proprio, semplicemente indica una scenografia: il tipo di pavimentazione delle strade, le prospettive da valorizzare, il patrimonio monumentale da valorizzare ecc. Non coglie mininamente le peculiarit', positive e negative: c'è chi ha fatto notare che il Piano, se fossero stati tolti i nomi delle strade e delle piazze, avrebbe potuto essere buono per qualsiasi città simile a Pistoia. b) Anche sotto il profilo architettonico è criticabile: è molto presente il concetto del ripristino secondo il quale le costruzioni più recenti dovrebbero essere demolite e ricostruite, o comunque camuffate, per farle sembrare simili a quelle che le testimonianze documentali indicavano essere presenti. Si tratta di un approccio urbanistico, improntato al falso storico, da tempo superato e fortemente criticato. c) Il Piano sembra la copertina patinata, accattivante quanto effimera, che nasconde contenuti assai preoccupanti: il recupero del Ceppo (che rischia di essere una operazione fortemente speculativa e lesiva degli interessi della città), loperazione Piazza S. Lorenzo (dove il convento, immobile di grande pregio storico testimoniale, verrà ridotto in piccoli appartamenti e negozi), la piazza dell'ex mercato ortofrutticolo (dove si vuole realizzare una palazzina a ridosso delle mura) ecc. Se si va oltre la copertina, con il contributo di chi conosce le intenzioni dell'Amministrazione a riguardo dei singoli progetti, si individua una chiara discrepanza tra il rigore che il Piano impone negli interventi sugli immobili di proprietà privata e la notevole libertà concessa agli interventi sul patrimonio pubblico, o nel regime del project financing. d) Il Piano non assegna tempi, costi e priorità: pare essere sostanzialmente una dichiarazione di intenti che non ha alcun vincolo alla realizzazione di tutte o una parte degli interventi che propone e che, per altro, comporterebbero la chiusura di strade ed altri pesanti interventi che, senza un opportuno inserimento in un progetto di ampio respiro e accuratamente pianificati in merito alle conseguenze ed alle soluzioni alternative, risultano palesemente impraticabili. e) Il Piano non tiene in minimo conto le relazioni tra il centro storico e la restante parte della città e del territorio, non sono definite in alcun modo le relazioni funzionali e urbanistiche, si tratta il centro come se fosse una entità a se stante, per altro proseguendo sulla nefasta strada dellassenza di un disegno organico della Città, continuamente stravolta da varianti occasionali (oltre 100: siamo tra i primi 5 comuni in Toscana) e dal mancato rispetto dello strumento urbanistico generale: si pensi solo al nuovo ospedale entro le mura verdi o al Viale Adua, che sta diventando un'area invivibile e sostanzialmente diversa da ciò che il PRG prevedeva. I presenti si sono trovati concordi, oltre che nelle valutazioni sopra riportate, anche nel darsi un reciproco impegno nel favorire lattenzione e la partecipazione di tutte le componenti sociali, al fine di introdurre mpmenti di controllo e verifica sullattività di governo del territorio svolta dallamministrazione, che sta sollevando un crescente dissenso, fondati dubbi sulla capacità di gestire qualcosa che assomigli alla programmazione urbanistica, e il sospetto che la pressione degli interessi particolari, diversi da quelli espressi dalla collettività, stia divenendo eccessiva e particolarmente deleteria per la città. AgrimensoreK |
Associazione
Foresta del Teso Giugno 2006 Presentazione del Progetto del "Parco Provinciale della Foresta del Teso" Premessa. Ci dovremmo chiedere: perché un progetto per un Parco nell'area della Foresta del Teso? Ma la domanda vera é: perché non c'è ancora? La Montagna Pistoiese è ricca di bellezze naturali, e le comunità presenti nel territorio vivono letteralmente immerse in una natura bellissima che tutto circonda. Non facciamo un passo, in queste zone, senza venire in contatto con il fascino dei panorami, con i profumi dei boschi, con il silenzio dei faggeti e dei castagneti, con la bianca meraviglia della neve. Eppure tutta questa evidenza non trova adeguato riscontro nelle attività delle nostre comunità. Perché, ci chiediamo, le bellezze naturali sono valorizzate in tutto il mondo, visto che significano crescita economica e sviluppo sociale anche nei paesi sottosviluppati, e da noi vengono quasi del tutto ignorate? E perché, parallelamente, tutta la ricchezza proveniente dalle iniziative delle attività associazionistiche della Montagna Pistoiese resta imprigionata in montagna e raramente è nota anche fuori dal ristrettissimo ambito dei nostri territori? Senza entrare in particolari, è per noi assodato che nelle nostre comunità prevalga un atteggiamento di chiusura verso l'esterno. La ricchezza naturale ed umana sono possibilità di valorizzazione del nostro territorio: usufruibile dai turisti, verso i quali sarebbero un sicuro richiamo, e da noi che ci viviamo. E deve essere questo che non viene visto come un fatto positivo. Appare chiaro che ciò che incute nelle comunità della montagna una profonda paura sia la rottura di un equilibrio sociale interno. L'isolamento viene visto, da molti, come un vero e proprio valore. Anche la parola lavoro subisce, come dire, un'amputazione. Lavoro è fabbrica, officina, fatica fisica. Il turismo e le attività che vengono svolte dalle associazioni non vengono ritenute un lavoro, ma una sorta di hobby. E questa concezione è molto particolare, specialmente per quanto riguarda l'attività turistica, in una nazione come l'Italia. Ricordiamo che la bilancia commerciale del nostro paese dipende in maniera irrinunciabile dal Turismo, e che le entrate dello stato e dunque i servizi di cui godiamo sarebbero pura utopia senza l'attività turistica stessa. Non dimentichiamo che la Toscana è una delle mete turistiche più ambite di tutto il mondo e che anche la Montagna Pistoiese è in Toscana. E' il Turismo, la prima industria italiana, non la metallurgia. Forse qualcuno dovrebbe aprire gli occhi, finalmente. La Montagna Pistoiese è un bellissimo territorio posto, oltretutto, ad una sola ora di auto da Firenze, da Bologna, da Lucca, da Pisa, e a una manciata di minuti dalla bella e interessante Pistoia, anch'essa annoverata, giustamente, tra le città d'arte. Il Turismo è un vero lavoro, un'industria che collega a sé tanti mestieri del tutto degni e che traina un indotto vastissimo. Ad esempio quello dei mestieri legati ai prodotti tipici montani come il formaggio, la farina di castagne, i funghi, i mirtilli e i lamponi e non montani, come il vino e l'olio, solo per fare qualche esempio. Produzioni e modi di lavorare che oltretutto coinvolgono in modo profondo la nostra cultura e le nostre tradizioni. Ma il turismo traina anche, e forse soprattutto, il commercio e l'artigianato, le imprese edili ecc. La Foresta del Teso La Foresta del Teso è unampia area forestale di 2200 ettari circa, presente nel Comune di San Marcello P.se e in piccola parte in quello di Pistoia, sotto la diretta gestione della Comunità Montana Appennino Pistoiese. Essa pervenne allo stato italiano dalle R.R. Possessioni di Toscana, e si estende da una quota di circa 800 metri fino ad un massimo di 1600 metri s.l.m. Al di sopra di questo limite la vegetazione arborea cede il terreno ad una formazione vegetale dominata da erbe e bassi arbusti. La specie dominante nelle foreste è il Faggio, governato a ceduo oppure, come è possibile osservare in località Rombiciaio, ad alto fusto, estremamente piacevole da un punto di vista paesaggistico, e sicuramente importante da un punto di vista ecologico e idrogeologico. Al Faggio è associata una flora arborea particolarmente diversificata che rende il territorio, nel suo insieme, interessante e floristicamente assai ricco. Sopra il limite della vegetazione arborea troviamo straordinarie praterie, che nel loro corteggio floristico presentano analogie con le stesse formazioni alpine. Un gran numero di specie popolano queste aree elevate che sfiorano con il Monte Gennaio - Monte Cornaccio i 2000 metri. Qui lo sguardo può arrivare fino al Mar Tirreno e nei momenti migliori alle Alpi. Non meno interessante è la fauna che caratterizza tali ambienti. Una gran numero di piccoli passeriformi nidificano nella foresta e rapaci quali aquila reale, poiana, gheppio, nibbio bruno, astore, sparviero e lodolaio, utilizzano la foresta e le praterie per la caccia. Varie specie di anfibi sfruttano gli innumerevoli ruscelli e torrenti che solcano larea, contribuendo notevolmente allincremento della diversità biologica. Perchè un Parco e perché Provinciale? Chiaramente un elemento importante per la valorizzazione di un territorio e per la sua capacità di attrarre anche finanziamenti è legato strettamente alla forma giuridica di gestione adottata. La realizzazione di un Parco determina almeno tre favorevoli condizioni: 1) identificazione dellarea da un punto di vista geografico. La Montagna Pistoiese è un termine generico, ma un Parco ha dei precisi confini che possono essere spesi in termini di promozione turistica. Per intenderci in modo pratico, creando un Parco l'area sarebbe identificabile in una carta. Ed è una caratteristica, questa, molto importante, molto più di quanto non possa sembrare. Immedesimiamoci in una persona, turista e non, che non conosca le nostre zone. In che modo possono queste risaltargli all'occhio immediatamente se non attraverso una carta che segnali qualcosa di interessante? 2) Un Parco fornisce inoltre un elemento identificativo di qualità del territorio e della sua filosofia. 3) I Parchi sono oggetto di piani di sviluppo e finanziamenti da parte della Comunità Europea. Che tipo di Parco proponiamo? Per rispondere a tale quesito ci dobbiamo riferire esclusivamente alle disposizioni regionali in materia di aree protette. Questo naturalmente è fondamentale per evitare qualsiasi distorsione o interpretazione soggettiva e strumentale come spesso avviene del concetto di area protetta. La Legge Regionale 11 aprile 1995 n° 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale) definisce le seguenti categorie: PARCO REGIONALE: tale area protetta si realizza su ampi sistemi territoriali che necessitano di una gestione unitaria; la Regione istituisce un Ente di gestione dotato di personalità giuridica. PARCO PROVINCIALE: tale area presenta una rilevanza provinciale e le funzioni gestionali sono svolte dalla Provincia (nel nostro progetto l'Ente gestore indicato è la Comunità Montana Appennino Pistoiese). RISERVE NATURALI: queste sono istituite in territori che per la presenza di particolari specie animali o vegetali o di particolari ecosistemi rilevanti devono essere organizzati in modo da conservare lambiente nella sua integrità. Sono gestiti dalle Provincie. AREE NATURALI PROTETTE DI INTERESSE LOCALE: sono aree di modesta superficie che possono essere oggetto di sviluppo ecocompatibile. Sono gestite dai Comuni sui quali insiste larea oppure da Comunità Montane. Certamente proprio per limportanza paesaggistica e naturalistica del territorio considerato la proposta converge verso il Parco Provinciale. Il Parco Provinciale nel sistema legislativo nazionale e secondo la già citata legge 49/95 della Regione Toscana, viene definito attraverso i seguenti criteri: presenta una superficie inferiore rispetto al Parco Regionale e oltre alle necessità di salvaguardia naturalistica e paesaggistica ha, come priorità, il garantire processi di sviluppo economico del territorio compatibili con lambiente stesso. La scelta di un territorio demaniale e la vicinanza con il pSIC del Monte Spigolino - Monte Gennaio La totalità del territorio di Parco da noi scelto per la presentazione del nostro progetto è posto completamente in area demaniale. Questo per evitare attriti con soggetti privati, incomprensioni e problemi gestionali. Nelle immediate vicinanze al territorio da noi indicato come Parco Provinciale esiste inoltre l'area del pSIC Monte Spigolino Monte Gennaio, codice Natura2000 IT5130006. Un SIC è un Sito di Importanza Comunitaria. Il "p" indica che tali aree sono quelle proposte allUnione Europea da vari enti tra cui le Università. Sui SIC si applicano, nell'ambito della rete europea Natura2000, importanti strumenti finanziari veicolati dai programmi LIFE Natura. Tale area riguarda le praterie montane e si trova a contatto con la stessa Foresta del Teso, spingendosi dal Monte Gennaio al Monte Spigolino. L'accenno al SIC citato è importante perché l'esistenza di questi anche nella Montagna Pistoiese è pressochè sconosciuta. Attività venatoria, raccolta dei frutti del bosco, accesso dei privati nell'area del parco, taglio del bosco. Come tutti ricorderanno, anche in passato sono stati presentati progetti per istituire dei parchi nella Montagna Pistoiese. Queste proposte suscitarono molte opposizioni, spesso fondate. Questo soprattutto perché, a nostro avviso, tali progetti (in realtà il progetto al quale facciamo riferimento era uno, e non era un vero e proprio progetto, ma una valutazione di massima che di progetto non aveva nulla), che includevano un'area geografica vastissima che comprendeva paesi interi, appezzamenti agricoli e proprietà private, era del tutto confusionario riguardo a molti fondamentali aspetti ecc. Chiaramente la popolazione si allarmò. E non crediamo che le amministrazioni fecero allora molto per chiarire le finalità di quel progetto che in realtà non esisteva. Gli elementi di confusione riguardo a questioni fondamentali come appunto l'accessibilità all'area parco, i modi con i quali condurre l'attività venatoria, la possibilità di raccogliere i frutti di bosco come funghi, mirtilli e lamponi, e le regole riguardanti il taglio del bosco non trovavano in quel progetto nessuna soluzione, ma solo un rimando a future ed incerte regolamentazioni future. In questa parte del progetto, appunto per fare subito chiarezza, vogliamo anticipare alcune domande che sicuramente verranno poste riguardo alla possibilità di istituire un Parco nell'area da noi proposta. Intanto vogliamo però premettere che il nostro obbiettivo è quello di lasciare che la Foresta del Teso resti, come del resto è attualmente, un'area accessibile a tutti, dove sia possibile raccogliere funghi, lamponi e mirtilli, effettuare tagli del bosco a seconda delle regole vigenti ecc. Questo perché, semplicemente, tutte queste attività sono già appunto regolate, e il nostro progetto non mira a modificare detti regolamenti, ma a lasciarli tutti assolutamente invariati, sia per quanto riguarda l'accessibilità dei privati, sia per quanto riguarda l'attività venatoria, sia per quanto riguarda il taglio del bosco, sia per quanto riguarda la raccolta di funghi e dei frutti vari. Vorremmo iniziare a spiegare questo riguardo l'attività venatoria. L'attività venatoria, come tutti sappiamo, è regolamentata dal Piano Faunistico Venatorio che la Provincia redige ogni cinque anni. Il piano attuale, che interessa il periodo di tempo dal 2000 al 2005, è molto chiaro riguardo all'area che a noi interessa. Come tutti sanno, escluso che per gli eventuali abbattimenti controllati, nella Foresta del Teso non si può cacciare. Il problema non è dunque caccia si o no, o parco si o no. Ma caccia e Parco come. Quello che vogliamo dire, è che riguardo la Foresta del Teso, lo scontro tra "ambientalisti" e "cacciatori" è a nostro avviso del tutto fuorviante e di sicuro normalmente strumentalizzato. In realtà, riguardo l'equilibrio numerico di specie animali come cinghiali e ungulati, l'attività venatoria è inoltre praticamente necessaria. E siamo convinti che lasciare inalterate le regole del piano faunistico venatorio, o comunque ad esso rimandare ogni regolamentazione, rispetto a questa zona e a quelle circostanti, sia la soluzione migliore. Questo progetto, del resto, verrà presentato anche alle associazioni venatorie, perché è un progetto che non và contro né l'attività venatoria né chi la pratica. Noi siamo fermamente convinti che si possa addivenire ad una sorta di equilibrio, rispettando appunto il Piano Faunistico Venatorio, tra le esigenze di promozione turistica e del territorio espresse dal Parco, e quella dell'attività venatoria effettuata da chi la pratica. A nostro avviso è il territorio stesso che ci dà la possibilità di trovare un equilibrio dinamico che consenta ad entrambe le dimensioni e collegate attività di esistere. Se si guarda bene, si vede che esistono zone dove si può effettuare l'attività venatoria, e zone dove questa è vietata, come la Foresta del Teso. Come non vedere che è il territorio stesso che ci suggerisce la più semplice delle soluzioni e degli accordi? Un Parco nella Foresta del Teso e il consentire l'attività venatoria dove già questa è consentita. Dove sarebbe il problema? Il problema è nella mente solo di chi lo vuole creare per motivi personali o politici. Chi lavora alla promozione turistica ed economica, del territorio, avrebbe il suo punto di attrazione e di promozione, chi effettua l'attività venatoria vedrebbe non solo inalterati i confini attuali delle aree dove questa si può effettuare, ma a nostro avviso li vedrebbe rinforzati. C'è inoltre da dire che attività venatoria e attività turistica non si sono mai ostacolate a vicenda. Le due attività sono distanti le une dalle altre e non si sovrappongono mai. E questo è un altro indizio del fatto che lo scontro tra presunti ambientalisti e cacciatori è spesso attizzato strumentalmente da chi vi vede un mezzo per raggiungere o mantenere posizioni spesso elettorali o di preminenza e visibilità all'interno di questa o quella associazione, sia venatoria che ambientalista. Un altro aspetto importante è l'accesso alla Foresta del Teso. Come tutti sanno, l'accesso alla foresta è attualmente libero, e noi vogliamo che lo resti, lasciando semplicemente inalterate le regole odierne. Tutti, quando vogliono, possono entrare nella foresta, e nostra intenzione è che la godibilità e fruibilità della foresta resti inalterata, perché i santuari verdi, le foreste trasformate in chiese, non ci interessano. Per quanto riguarda la raccolta dei frutti del bosco e cioè dei funghi, dei mirtilli, dei lamponi ecc., questa è già regolata e la nostra proposta è di non cambiare nulla. Esiste uno specifico Regolamento che si occupa della raccolta dei frutti di bosco, che ha redatto la Comunità Montana, e codesto ci sembra sufficiente. Queste regole sono illustrate in maniera semplicissima in un depliant, che si può avere gratuitamente presso la sede della Comunità Montana Appennino Pistoiese stessa. Per quanto riguarda il taglio del bosco, questo è già ampiamente regolamentato da una legge Regionale. Riteniamo dunque il riferimento a questa Legge parte integrante del nostro progetto. Anche al riguardo del taglio del bosco, dunque, questo progetto non propone nessuna restrizione. Conclusione sulle regolamentazioni. In conclusione, le leggi riguardanti le regole su accesso alla foresta, sull'attività venatoria, sulla raccolta di funghi e frutti di bosco e sul taglio del bosco esistono già e a quelle rimandiamo. E' chiaro che se le leggi cambiassero, il progetto si adeguerebbe a queste. Una posizione, la nostra chiara, semplice ma molto efficace. Il principio che la sostiene è altrettanto solido: l'attività venatoria, la raccolta dei funghi e dei frutti di bosco, il taglio del bosco, nessuna di queste attività contrasta e impedisce la valorizzazione del territorio, cornice nella quale questo progetto di Parco Provinciale si inserisce. Ed è la valorizzazione del territorio inteso come possibilità di incremento delle possibilità sociali che è il nostro obbiettivo, più che il Parco in se stesso, che è a nostro avviso un ulteriore possibilità di sviluppo delle ricchezze sociali della Montagna Pistoiese. Ma che non deve essere una operazione fine a se stessa, che a noi per primi non interesserebbe. Il Territorio del Parco Provinciale della Foresta del Teso, le strutture in esso contenute, gli accessi Il territorio del Parco Provinciale proposto, che è completamente demaniale e all'interno del quale praticamente non esistono insediamenti umani, presenta le seguenti caratteristiche. Rappresenta circa il 20% del territorio comunale di San Marcello ed una piccolissima porzione del territorio di quello di Pistoia. E' accessibile dai paesi di Gavinana, Maresca, Pontepetri, Pracchia, Orsigna, che quindi rappresentano le porte della riserva. Ricordiamo che i centri abitati restano fuori dal territorio del Parco. Allinterno del Parco Provinciale qui definito troviamo le seguenti strutture: 1) Osservatorio Astronomico 2) Piantinaio del Teso 3) Complesso della Casetta Pulledrari con rifugio e ristorante 4) Un rifugio/ristorante attivo, Tana dell'Orso 5) Due rifugi del CAI, Montanaro e Portafranca 6) Un campeggio Che cosa intendiamo per "Parco". Il Parco non deve essere solo uno strumento per la salvaguardia della natura, perché riteniamo questa già essere in opera, anche se non è mai bene abbassare la guardia, ma vuole essere uno strumento a favore delle attività sociali ed economiche delle popolazioni residenti, oltrechè di coloro che visitano la Montagna Pistoiese. Vediamo il Parco come una dimensione simbolica e promozionale del nostro territorio. Il nostro non è un progetto per naturalisti, ma principalmente un progetto che punta all'arricchimento economico e sociale di chi nei nostri territori abita. Come capirà bene chi legge queste pagine, il nostro è un progetto che non insiste molto sugli eventuali finanziamenti da richiamare tramite il Parco, ma che vuole porre l'accento sulla valorizzazione di ciò che in Montagna Pistoiese già è presente (una vera moltitudine di associazioni, ricchezze naturali e storiche, una forte presenza di imprese e capacità artigiane, commerciali, creditizie ecc.), è venuto alla luce recentemente (vedi la realtà dei Bed & Breakfast, che è una forma di accoglienza turistiche in linea con la modernità), o che aspetta solo di essere valorizzato (le tantissime manifestazioni), o che potrebbe nascere (nuove strutture ricettive, nuove associazioni, nuove manifestazioni, nuove iniziative sociali e culturali). Il Parco come realtà diffusa sul territorio. Come "Parco Diffuso" intendiamo tutte quelle dimensione o aree o punti d'interesse che fuori o dentro al Parco possono supportare la valorizzazione e la promozione del territorio della Montagna Pistoiese (anche se non dimentichiamo che il Parco porterebbe con sé la promozione anche degli altri territori della Provincia di Pistoia). Un punto d'interesse può essere una manifestazione, un ristorante, un prodotto tipico, un panorama, l'Osservatorio Astronomico. Ma anche un servizio, come una Banca, un Supermercato, un'attività artigianale. Un punto d'interesse può essere un Museo, un itinerario, una piscina. E' ovvio che nel presente progetto siamo sbilanciati sulle attrattive turistiche, ma dobbiamo metterci le vesti di chi viene a visitare la Montagna Pistoiese: cercheremmo bellezze naturali, ma anche servizi, curiosità storiche, ma anche dove andare a dormire, a mangiare, o a divertirsi. Diciamo che ciò che qui si definisce come Parco Diffuso è l'offerta che il nostro territorio propone ai turisti, ma anche, non dimentichiamolo mai, agli abitanti. Di seguito elenchiamo alcuni di questi punti di interesse, ed iniziative che a noi paiono interessanti. L'elenco che segue non è per fortuna affatto esaustivo di questi punti di interesse, e la sua utilità è soltanto quella di dare una visione, per limiti di spazio, per fortuna solo parziale di ciò che nel Comune di San Marcello P.se e parzialmente nei suoi dintorni è presente. Sempre per limiti di spazio non ci siamo soffermati se non brevemente sui Comuni limitrofi. La proposta per istituire nuovi Bed & Breakfast Il collegamento dei siti internet esistenti e la creazione di nuovi L'emigrazione e il Centro Olla Sentieri Acustici La formazione L'Ecomuseo della Montagna Pistoiese Il Museo Archeologico L'Osservatorio Astronomico I sentieri Il Marchio d'Area La proposta per istituire nuovi Bed & Breakfast. La situazione dell'accoglienza turistica nella Montagna Pistoiese è molto singolare. Non ci dimentichiamo mai la miriade di associazioni culturali presenti nella montagna e l'altrettanto corposa serie di iniziative, a volte molto importanti, che queste, durante il corso di tutto l'anno, mettono in opera. Basterebbe leggere i quotidiani ogni giorno per rendersi conto della copiosa offerta di questi eventi. Purtroppo, a tanto lavoro non corrisponde assolutamente la possibilità adeguata di accogliere nel territorio visitatori. A chiunque risieda in montagna risalta agli occhi questa situazione: ci sono molte manifestazioni ed eventi, ma per chi vengono fatte? In estate la situazione è addirittura paradossale. Le strutture alberghiere, aperte a volte solo nei due mesi estivi e poco più, ospitano in molti casi prevalentemente persone anziane. Ci sono intere comunità che non possiedono praticamente strutture ricettive, come Pontepetri, Campo Tizzoro, Bardalone. Gli appartamenti privati sono normalmente posti in affitto per il periodo di un mese, e cioè con una modalità a dir poco fuori dal tempo, rispetto alle esigenze del turismo moderno. Per farla breve, l'unico turismo che forse è degno, almeno per i nostri parametri, di chiamarsi tale, e cioè quello che comprende una fascia d'età dai 16 ai 45 anni, nella Montagna Pistoiese praticamente non esiste, e comunque sia non è affatto valorizzato. Innanzi tutto perché non esistono strutture ricettive a sufficienza che lo prevedano e che siano pronte ad accoglierlo. Per questo la nostra Associazione punta alla messa in opera di iniziative di promozione presso la popolazione di tutta la montagna affinchè questa venga a conoscenza della possibilità di aprire dei Bed and Breakfast non professionali, o Letto e Colazione, per dirlo all'italiana. E gli esempi validi ci sarebbero. Il Comune di San Marcello P.se, dal 2002, ha varato un regolamento riguardo a questo tipo di accoglienza. Le strutture attualmente aperte sono 4, ed i risultati, tradotti in numero di presenze, sono stati lusinghieri. A detta dei gestori, moltissime persone sono state rifiutate nei periodi di punta a causa della scarsità dei posti letto a disposizione. Si obbietterà che è un tipo di turismo mordi e fuggi. Si risponde che la mentalità degli appartamenti affittati al mese è perdente e favorisce un turismo di anziani che, con tutto il rispetto per costoro, poco o nulla porta alla montagna, ma che anzi contribuisce ancor più a deprimere la realtà economica della montagna stessa. Come detto, la nostra Associazione prenderà iniziative dirette nel territorio per pubblicizzare presso i privati la possibilità di aprire Bed & Breakfast non professionali, e nel Comune di San Marcello P.se lo ha già fatto tramite dei manifesti e dei volantini, nell'inverno 2006. E intende farlo anche presso quei Comuni che non possiedono un regolamento specifico, anche se ricordiamo che non occorre, per legge, né nessuna domanda né nessun regolamento comunale per aprire un B & B nel territorio della Regione Toscana. E' sufficiente una dichiarazione di inizio attività. Il collegamento dei siti internet esistenti e la creazione di nuovi. La tecnologia ha sempre mutato le condizioni di vita degli esseri umani, e questo è stato il destino anche di internet. Questo mezzo ha aperto nuove possibilità ed incredibili scenari, e adesso la possibilità di promuovere un territorio è divenuta improvvisamente facile, poco costosa e, rispetto al passato, possiamo dire gratuita. Sono moltissimi i siti internet esistenti nella montagna pistoiese. Non esiste promozione di un territorio che attualmente non passi attraverso la creazione e la cura di siti internet. Nel territorio i siti internet esistenti gestiti da Pro Loco, associazioni ristoranti ecc. sono moltissimi. Il Comune di San Marcello P.se ha recentemente inaugurato il proprio sito internet. Al suo interno, ci sono pagine dedicate anche alle strutture turistiche ed è stata l'amministrazione stessa a chiedere l'inserimento dei link ai siti delle strutture ricettive e associazionistiche. Ovviamente, diciamo tutti. E' un primo, importantissimo passo. Adesso è indispensabile che sia le strutture ricettive, turistiche ed associazionistiche facciano crescere questa sinergia espandendo il potenziale pubblico di questi siti da quello italiano a quello estero. Le pagine in lingua straniera, inglese e tedesco almeno, sia del sito ufficiale del Comune di San Marcello P.se sia dei siti di associazioni e privati deve diventare un imperativo, se non vogliamo continuare a rimanere indietro di decenni riguardo all'uso del mezzo internet, che è, nella modernità, indispensabile. Ci sembra del tutto ovvio che qualsiasi promozione turistiche del territorio debba passare da una sinergia strettissima tra amministrazione comunale, attività ricettive in senso ampio ed APT. Come si possa solo pronunciare la locuzione "promozione turistica" senza attivare un coordinamento strettissimo e continuativo tra questi soggetti che abbia internet come indispensabile corollario, è un mistero. Vorremmo far notare che in questo argomento il Parco del Teso non c'entra quasi assolutamente niente. Sarebbe forse inutile avere un Parco senza avere strumenti come questi da mettere in campo. L'emigrazione e il Centro Olla Se c'è una dimensione che svela la fonte di tanti lati negativi presenti nella vita sociale dei nostri territori è però l'emigrazione. A giudicare da come viene trattata in montagna la storia dell'emigrazione, pare che i più siano soddisfatti che tanti abitanti dei nostri territori, nei decenni, se ne siano andati. Innanzi tutto, l'emigrazione dalla Montagna Pistoiese non è mai finita. Continuamente giovani nati e cresciuti in montagna vanno a lavorare a Pistoia, Firenze, Bologna, Milano, Roma ecc. Il fatto testimonia, almeno a chi non voglia impedirsi di vedere, che le opportunità sociali nella montagna non sono appetibili, alle giovani generazioni. La verità, è che vivere in montagna è molto noioso. Chiunque aspiri ad uno sviluppo culturale, ma anche professionale, non può che andarsene, non c'è, forse a parte rarissimi casi, praticamente scelta. Se l'emigrazione dei nostri padri, nonni ed oltre era un'emigrazione principalmente economica, l'emigrazione attuale è di tipo in parte diverso. A nostro avviso l'aspetto economico non è la molla più importante che fa scattare la decisione di andarsene. La verità è che, a pochi chilometri da qui, anche in una tutto sommato piccola città come Pistoia, la qualità della vita intesa come socialità, possibilità di ritrovarsi, aderire ad iniziative associazionistiche, culturali, avere la possibilità di usufruire di teatri, cinema, di concerti, avere al possibilità di crescita professionale e di mobilità lavorativa è altissima, almeno rispetto a quella che offre la montagna. Come non approvare la voglia, soprattutto di persone giovani, e che spesso hanno studiato, di vivere in un luogo dove si abbia la possibilità di conoscere persone nuove, e dove si abbiano a disposizione anche semplici ritrovi, come locali di vario genere e molte occasioni sociali, culturali, lavorative? Sappiamo invece tutti come si vive in montagna. La depressione culturale è enorme. L'emigrazione attuale dipende a nostro avviso da questo. Per chiudere il discorso sull'emigrazione, almeno quella intesa in senso classico, è sufficiente vedere la situazione del Centro Mario Olla. Il Centro è chiuso, anche se ufficialmente aperto, le documentazioni in esso contenute, pagate con le tasse dei cittadini, sono indisponibili a chi le voglia consultare, a fatica sappiamo da chi questo centro sia gestito. La nostra Associazione si muoverà presso la Comunità Montana per rendere il Centro aperto e fruibile a tutti coloro, privati, associazioni e operatori commerciali vogliano lavorare con la documentazione contenuta nel centro stesso. In questo senso invitiamo il Presidente della Comunità Montana, che si è del resto mostrato pubblicamente interessato riguardo al rilancio del Centro, a far sì che il Centro stesso non resti un santuario chiuso ad uso e consumo di qualche "studioso". La storia della nostra emigrazione deve essere tolta assolutamente dalle mani di personaggi non interessati alla divulgazione del sapere. La nostra Associazione proporrà la riapertura del Centro Olla, al cui interno dovranno lavorare le amministrazioni e le associazioni interessate della montagna Pistoiese ed anche altri soggetti comprese le associazioni di Categorie economiche. Sentieri Acustici Tutti noi conosciamo la manifestazione di musica etnica, se così vogliamo chiamarla, Sentieri Acustici, che porta ad Agosto in provincia di Pistoia ed in Montagna Pistoiese una serie di complessi e suonatori veramente da tutto il mondo. Di solito essa si conclude appunto in montagna, e durante i suoi concerti si vedono persone provenienti veramente da ogni parte d'Italia, d'Europa, dall'Africa, dall'Asia. E' una vetrina a nostro avviso eccezionale del nostro territorio, a nostro avviso, di nuovo, poco sfruttata, sulla quale si dovrebbe lavorare moltissimo. Ricordiamo ad esempio gli interessantissimi stages che a corollario di questa manifestazione si svolgono: le associazioni sul territorio dovrebbero trovare un collegamento con l'organizzazione di Sentieri Acustici per radicare corsi di musica e di arte in genere nella montagna appunto lungo tutto l'arco dell'anno. In mancanza di questo, anche Sentieri Acustici, che è veramente una manifestazione bella e ricchissima di spunti, in pratica scivola sulla superficie sociale della montagna: resta una settimana, e poi viene slavata via. La stessa cosa accade ad un'altra manifestazione montanina, Extrad'Arte, che purtroppo, non è mai riuscita a trovare un radicamento vero nel territorio, purtroppo. La formazione Siamo convinti che sia il sapere, la vera ricchezza dei nostri tempi. Siamo inoltre convinti che nella Montagna Pistoiese quella della formazione sia una lacuna spaventosamente grave, indice di una vera e propria barbarie civile. Offrire la possibilità di formazione, in ogni campo, artistico e lavorativo, ai giovani, e ovviamente non solo a loro, è fondamentale. Esiste ed opera anche in Montagna una Associazione che si occupa di formazione culturale e professionale, che dovrebbe essere considerata, soprattutto dalle Amministrazioni montanine, come una grandissima ricchezza e che, come altre realtà, ci sembra che vivacchi e che non riesca molto a prosperare. Citiamo senza nominarla questa associazione, ma diversi soggetti ci risulta che operino in questo campo: una Cooperativa, per fare un esempio, ha organizzato insieme al CESVOT, un paio di anni addietro, un corso lungo mesi per preparare soggetti provenienti dalle associazioni allo studio delle bellezze e delle caratteristiche naturalistiche della montagna. In breve, l'impressione è che queste iniziative rimangano episodiche, con poco respiro, soprattutto con poco appoggio da parte delle amministrazioni, che invece dovrebbero impegnarsi nella creazione di una vera e propria Agenzia Formativa della Montagna Pistoiese, alla quale dovrebbero partecipare anche le Associazioni Culturali e le Associazioni di Categoria. L'Ecomuseo della Montagna Pistoiese Brevemente vogliamo ricordare questa realtà della montagna, che comprende ferriere, itinerari del carbone, del ferro ecc., mulini, musei come quello della Gente della Montagna di Rivoreta e quello Archeologico ecc. E' ovvio che una struttura del genere, posta in vari punti sul territorio, è una delle traduzioni pratiche di ciò che intendiamo come "Parco Diffuso". Torniamo a ripetere che la nostra concezione di Parco và ben oltre a quella di sola preservazione della natura. Il Parco vuole essere la conservazione del bellissimo territorio posto al suo interno e di promozione di tutte le ricchezze, quali esse siano, che intorno e dentro al Parco esistono. Il nostro obiettivo, dunque, è di far conoscere la Montagna Pistoiese nei suoi molteplici aspetti. Abbiamo scelto dunque, per mettere in opera nella realtà questo nostro intento, uno stupendo, quello della Foresta del Teso, proponendo che diventi un Parco Provinciale, e vogliamo far sì che le nostre iniziative contribuiscano a far conoscere tutte le ricchezze che dentro e intorno a questo nostro territorio insistono. Il Museo Archeologico Su questa struttura, posta a Campo Tizzoro, vorremo dire un attimo due parole. A vivere in montagna sembra quasi che le nostre comunità siano sorte dal nulla, senza una storia. Vorremmo invece che tutti visitassero almeno una volta questo piccolo museo, dove troviamo interessanti reperti, ossa di animali ecc, Ma soprattutto vorremmo che si vedessero alcune punte di lancia ritrovate qui nelle nostre zone, create dalle mani dei nostri avi. Vorremmo che tutti rimanessero colpiti, strabiliati, da questi oggetti finemente scheggiati dai nostri progenitori di migliaia di anni fa, che certo non avevano strumenti di precisione. Ci piacerebbe mettere alla prova un quale scultore contemporaneo, per verificare se sarebbe in grado di ottenere un manufatto così stupendo utilizzando soltanto una pietra. La storia della montagna è antichissima, e sarebbe bene che ce lo ricordassimo noi ma anche tutti coloro che amministrano questi territori come se una storia qui non ci fosse. Segnaliamo qui la quasi sconosciuta pubblicazione Ossi e Sassi, a cura del gruppo che gestisce il Museo. L'Osservatorio Astronomico Il nostro territorio ha anche questa attrattiva, per così dire, molto più specialistica. L'Osservatorio Astronomico di Pian dei Termini a Gavinana, è ovviamente uno di quei luoghi deputati a soddisfare le curiosità delle persone qualunque e di quelle più formate degli specialisti. E' uno di quei luoghi che attraggono persone tutto l'anno, sono per così dire "sempre aperti", come il ponte sospeso di Mammiano, o l'interessantissimo Orto Botanico dell'Abetone. Ribadiamo il concetto che il Sistema Parco o Parco Diffuso è fatto di una serie di punti di interesse sparsi per il territorio abili ad accendere dimensioni di interesse che possano coinvolgere visitatori e residenti. I sentieri La sentieristica è ovviamente parte fondamentale di un Parco, ma anche di qualsiasi territorio. Di sentieri ce ne sono molti all'interno e all'esterno del perimetro del Parco, ma si può fare di più e di meglio. Sappiamo che l'Associazione Montagna Pistoiese Bike segue questa tematica, con l'obbiettivo di rendere possibile la fruibilità dei sentieri della Foresta del Teso durante tutto l'arco dell'anno tramite una segnaletica fissa. Ricordiamo che la citata Associazione organizza tutti gli anni delle gare sportive nel perimetro della Foresta del Teso, e che quindi ha grande interesse affinchè i sentieri siano in ordine. Questo è un altro esempio di punto di interesse che con il Parco direttamente ha relativamente a che fare, nel senso che le attività di questa Associazione sono iniziate senza la necessità di avere un Parco a disposizione. Ci sembra ovvio rimarcare però che le attività di associazioni come questa potrebbero dare molto al Parco, come già molto danno al territorio, e dalla notorietà di un Parco molto avrebbero da ricevere. Il Marchio d'Area della Montagna Pistoiese Proprio recentemente è stato proposta, finalmente, da una Associazione di Categoria la creazione di un Marchio d'Area. L'iniziativa è lodevole, e ci trova fortissimi sostenitori. Ci permettiamo di far notare come il marchio d'Area abbia, con la proposta della creazione di un Parco della Foresta del Teso, un forte punto in comune: il tentativo e la spinta di rendere visibile una parte geografica di un territorio. Il marchio d'Area insisterà, se verrà creato, sul tentativo di rendere visibile il nostro territorio tramite le sue ricchezze, e visto l'argomento in oggetto, le sue capacità produttive ed artigianali. Si tenterà di rendere visibile un territorio tramite le sue professionalità. La stessa cosa che stiamo proponendo noi, in esteso, attraverso l'istituzione di un Parco: esaltare le capacità imprenditoriali, ma anche naturalistiche, associazionistiche ecc. del nostro territorio. Dopo sessanta anni dalla creazione della Repubblica, la Montagna Pistoiese, che tenta di svegliarsi dall'inganno industrialista che l'ha attanagliata come un maligno incantesimo per un secolo, come nella favola, tenta di ritrovare il proprio senso di esistere e il senso di un proprio orgoglio e dunque di mostrarsi all'esterno. Il Marchio d'Area e il Parco della Foresta del Teso fanno parte dello stesso moto di risveglio e di ripresa del senso di esistenza di un territorio popolato da migliaia di anni, e non da quando una qualche industria vi aveva messo piede. Evitare la creazione di un apposito Ente Parco e favorire la conduzione di questo da parte della Comunità Montana E' ovvio che si voglia evitare di creare un altro Ente che aggiungerebbe competenze a competenze. Noi proponiamo che l'Ente gestore del Parco sia la Comunità Montana o la Provincia di Pistoia. Soluzione, questa, che riteniamo congrua ai criteri di snellezza che ormai da anni la Pubblica Amministrazione tende a perseguire. Il collegamento del Parco della Foresta del Teso al Parco delle Tre Limentre e al Parco Regionale del Corno alle Scale La nostra Associazione presenta questo progetto di Parco ovviamente cosciente dell'esistenza del progetto riguardante l'istituzione del Parco delle Tre Limentre e della presenza del Parco Regionale del Corno alle Scale. Dobbiamo dunque fare uno sforzo e guardare la totalità di queste realtà e di questi progetti. La creazione del Parco della Foresta del Teso e di quello delle Tre Limentre, nella speranza che in quest'ultimo vengano risolti i problemi da più parti sollevati e il collegamento di questi due a quello Regionale del Corno alla Scale formerebbero un'area parco di notevoli dimensioni e di grandissima attrattiva turistica e sociale. Invitiamo i lettori di questa proposta a vedere questa unità territoriale tra Emilia Romagna e Toscana come un'area unita, capace di ridare vita non solo alla Montagna Pistoiese ma all'interno comprensorio dell'Appennino a cavallo tra Bologna e Pistoia. Il nostro bacino di utenza preferenziale: le nazioni di lingua tedesca Teniamo sempre in mente la eccezionale posizione della Montagna Pistoiese, posta a pochissima distanza sia da Firenze che da Bologna, dove è per fortuna presente ancora la linea ferroviaria, purtroppo poco o nulla sfruttata. Verremmo qui con far notare che è possibile giungere da tutta l'Austria, dalla Baviera e dalla Svizzera dopo una notte di viaggio a Bologna e raggiungere la Montagna Pistoiese tramite la ferrovia, dove si arriverebbe in mattinata. Il principale bacino di utenza turistica dell'Italia e anche della Provincia di Pistoia sono i paesi di lingua tedesca, dove la Montagna Pistoiese è del tutto sconosciuta. Invitiamo l'Assessorato al Turismo della Provincia di Pistoia, del resto molto attivo nella promozione del territorio, a prendere in seria considerazione la possibilità di effettuare promozioni esclusive in questi paesi. Conclusioni Il nostro problema non è la ricchezza naturale e sociale dei nostri territori, il nostro problema vero sono coloro che nei decenni l'hanno tenuta nascosta e che ancora oggi mirano all'isolamento della montagna. Il nostro problema sono coloro che all'inizio di Settembre guardano la piazza priva di vita di uno qualsiasi dei paesi della Montagna Pistoiese e che dicono: "Finalmente, guarda che bellezza, se ne sono andati tutti". Questi sono i mortali nemici di chi in Montagna Pistoiese ci vuole vivere. BIBLIOGRAFIA DI BASE - Direttiva comunitaria Uccelli" (79/409/CEE); Gazzetta ufficiale della Comunità Europea n° 103 del 25 aprile 1979. - Istituto Geografico De Agostini (ed.) (1987). Grande Atlante dItalia De Agostini. Istituto Geografico De Agostini, Novara. - Direttiva comunitaria "Habitat" (92/43/CEE); Testo del regolamento di attuazione in Italia con Decreto Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n° 357. - Regione Toscana (1995). Legge Regionale N° 49 del 11 aprile 1995. Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale. - Regione Toscana (2000). Legge Regionale n.56 del 6 aprile 2000. Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche; modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n.7 modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n.49. B.U.R.T. n.17 del 17/4/2000. - Sito web del Ministero dellAmbiente: http://www.minambiente.it/ |
| Matteoni Come abitante in via Guido Rossa, traversa di via Erbosa, esprimo il mio parere in merito alle nuove soluzioni della mobilità nella zona. 1)) La mobilità fa parte
integrante della Pianificazione urbanistica. A Pistoia,
come hanno fatto rilevare innumerevoli volte le
principali Associazioni cittadine che si occupano di
ambiente ed urbanistica e, finalmente, da pochi giorni,
anche dall'Ordine degli Architetti, lo sviluppo
urbanistico procede da anni per singole Varianti senza
unidea, un quadro complessivo e coerente di
Pianificazione urbanistica, (più di cento varianti negli
utlimi anni). Il Piano Strutturale è stato modificato
più volte, tanto da essere ormai stravolto.
Lultimo colpo inferto è stato l'Accordo di
programma per fare il Nuovo ospedale al Campo di volo che
ha scardinato uno dei suoi elementi qualificanti: la
Cintura Verde intorno alla città. |
| ecosistema riportiamo l'intervista di Greenreport a Baronti (Legambiente) sulla
classifica 2006 in merito alla qualità dell'ecosistema
urbano. Lo studio è stato svolto da Legambiente con
listituto Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore. Ecco anche il report dello studio per tutta l'Italia e quello per la Toscana (dai siti di Legambiente) |
| benewwf Le
trasformazioni che sta subendo Pistoia in questo periodo
sono epocali. E lo saranno ancora di più quando verrà
costruito il nuovo Ospedale. |
| rotonde Un nuovo inequivocabile segno di ciò che la maggioranza intende per partecipazione: ieri, 27 novembre 06, il consiglio comunale ha di nuovo esautorato se stesso, i tecnici ed i cittadini da ogni possibile futura interferenza sulla V porta e sulla rotonda via Lucchese via Gonfiantini. Queste due opere sono state approvate affidandole ad una unica progettazione pur avendo priorità e funzioni totalmente diverse, la sola cosa che le accomuna, con la decisione del consiglio, è che non sarà nemmeno possibile presentare le osservazioni tecniche ! Altro che partecipazione !! E i dubbi sono consistenti sulla funzionalità di ambedue ed anche sullutilità della seconda rotonda. Per la prima addirittura se ne è decisa la realizzazione ancor prima dellapprovazione della variante Pistoia Sud che la comprendeva. Di nuovo si decidono interventi avulsi da una progettazione complessiva della città e contraddittori: la V porta come si relaziona con la dichiarata volontà di ridurre il traffico in città ? Lenorme flusso di veicoli che comporterà come si distribuirà su via Pacinotti e sulla viabilità contigua (Largo Barriera e rotonda P.ta Lucchese) ? Che impatto acustico e che inquinamento produrrà ? Il traffico lento per laccesso ai parcheggi sotterranei nellarea ex Breda come si relazionerà con quello veloce di transito ? Siamo sicuri che una rotonda sotterranea, quindi con una scarsa visibilità degli accessi, garantisca standards di sicurezza adeguati ? Ed in fine le 5 (cinque !) rotonde che sono previste in meno di un chilometro tra il nuovo ospedale e l'accesso alla città (area ex Breda) non sono un po' troppe sia per le ambulanze sia per i nervi anche del più paziente dei guidatori ? E per la rotonda di via Gonfiantini come si giustifica la grande rotatoria prevista con il carattere locale della viabilità che dovrà servire ? Non sarà che in qualche cassetto cè già una inconfessabile ipotesi per un'altra colata di cemento in quellarea o qualche nuovo collegamento viario che vada a 'valorizzare' altre parti della città ? Si perpetua il vuoto decisionismo di questa amministrazione, che non basa le proprie scelte su inoppugnabili ragioni documentate e discusse, ma su atti dimperio che tolgono ogni dignità allorgano elettivo (il consiglio comunale) e non permettono ai cittadini di esprimere le proprie perplessità, di comprendere le motivazioni di questi interventi (se ce ne sono) così impattanti e così costosi (12 ml di Euro). Di nuovo la maggioranza nel consiglio comunale ha palesato la propria totale subordinazione agli ordini di scuderia e la propria incolmabile distanza dai cittadini, oltre ad un senso della democrazia drammaticamente formalista e pericolosamente lontano dal significato di questa parola. |
| centrocomm Se si ripetesse la situazione di Prato dopo lapertura dei Gigli qui andiamo tutti a gambe allaria, dicono ora i commercianti in vista dellapertura della PAM (La Nazione 28 11 06). Abbiamo da tempo denunciato leffetto disastroso che la politica di questa amministrazione in merito alla media e grande distribuzione avrà sulla città, ed in particolare sul centro storico. Ora anche i commercianti se ne accorgono. Ma il condizionale se si ripetesse è incomprensibile perché si ripeterà senza alcun dubbio. Non esiste caso in cui sia stato aperto un centro commerciale ed il piccolo commercio non ne abbia risentito pesantemente. La PAM inoltre è troppo vicina al centro ed attrarrà non solo chi passa la domenica tra le vetrine ma anche chi fa la spesa tutti i giorni. I centri commerciali nella maggior parte dei casi, e la PAM non fa eccezione, introducono le reti commerciali nazionali che sottraggono clienti agli esercenti locali. Questo avrà una pesante ripercussione non solo sulleconomia del commercio pistoiese ma anche sulla vivibilità di Pistoia perché linevitabile chiusura dei negozi di vicinato porterà la città alla morte. I residenti vi torneranno per dormire e per quelle poche manifestazioni che il comune organizzerà per far vedere, demagogicamente, il proprio impegno. Intanto, grazie allincapacità del comune di progettare il futuro di questa città, si aprono il centro commerciale e sono previsti diversi supermercati tutti in periferia, così presto Pistoia sarà niente più che la periferia di se stessa ed il centro, nella migliore delle ipotesi, una vuota scenografia. O forse un ghetto abbandonato a se stesso. |