Seguono due interessanti e complementari scritti in merito alla posizione dei medici, ed alla rilevanza di questa, sulla questione del trattamento dei rifiuti.

La prima è un resoconto del convegno organizzato dai sindaci del CIS (Ente gestore dell’inceneritore di Montale), dove i medici, tra imbarazzate assenze e contradditorie presenze, sono stati protagonisti.

La seconda da conto di una posizione, questa chiara, della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.

Nella sezione ‘Archivio’ –Rifiuti e inquinamento’ altri pareri di medici sui termovalorizzatori ecc.

 

 

NO ORDINE (dei Medici)? No Party!

 

Breve resoconto di un pomeriggio nella fossa dei leoni (quello del convegno autoreferenziale in Villa Colle Alberto)

 

La denuncia del Comitato contro l’inceneritore di Montale sulla Autoreferenzialità del convegno è stata dimostrata in modo completo e senza dubbio alcuno.

Intanto il pubblico: la platea era ottimamente cooptata dai numerosi Assessori, impiegati e funzionari comunali, senatorie referenti di partito, amici di squadra e, ovviamente il CIS spa, con l'intero organigramma (anche la signora addetta alle pulizie)! Vinceva il primo premio colui che dimostrava di essersi meglio "spellato" le mani con gli applausi dopo gli interventi dei relatori. (Fatto insolito per una platea di cittadini solo curiosi, lo "spellarsi" le mani....)

Il moderatore ha aperto il lavori annunciando le scuse del Presidente dell'ordine dei Medici di Pistoia il Dott. Egisto Bagnoni, che non presenziava tra il pubblico causa di "sopraggiunti impegni".

Un'altro "Pinocchio" dovrà essere assegnato al sindaco-moderatore nonchè medico, Sabrina Sergio Gori, fatto che l'organizzazione del convegno aveva ben evitato di rivolgere l'invito all'importante associazione di professionisti (... visti i venti che tirano dall'Emilia Romagna e Francia e presto, speriamo tutti, anche da Roma!) provvedendo altresì repentinamente con un precario e ammissivo telefax alla segreteria dell'Ordine nell'immediatezza della ricezione del ns. comunicato stampa  (diramato 48 ore prima dell'evento - ciò a inviti spediti da 10 giorni - nel quale si auspicava la partecipazione dell'Ordine).

Avevamo scomesso sull'omissione e, dopo aver svolto le necessarie verifiche, abbiamo avuto soddisfazione: L'Ordine non era stato invitato (se qualcuno aveva dei dubbi sull'onesta' intellettuale delle amministrazioni e sui proclami svolti a mezzo stampa è oggi, dimostratamente servito!)

 

Eccellenti i relatori per la competenza espressa!

Con dovizia di particolari e sfoggio di tabelle hanno richiamato chiaramente come "l'incenerimento dei rifuti" è la cosa più conveniente! Le persone più ingenue sono state forse "ammaliate" e, fino all'intervento critico di un cittadino sulla posizioine denunciata dal F.R.E.R. Ordini dei Medici, quasi quasi.... ci cascavano.

La più eccellente delle relazioni è stata certamente quella dell'oncoematologo Dott. Federico Massimo  (Modena), che ha presentato una serie di slides che dimostravano la NON sussistenza di RELAZIONE  tra alcuni cluster di  tumori (nella città di Modena) e l'impianto di termovalorizzazione lì presente. Detto impianto è famoso per aver fatto promuovere apposita querela alla Procura della Repubblica di Modena per "getto di cose pericolose" sottoscritta dal Dott. Nicolino D'Autilia, nella sua veste di Presidente dell'Ordine dei Medici di Modena (vedi link)

 

http://www.ordinemedicimodena.it/allegati%20alle%20newsletters/esposto%20inceneritore.pdf;

 

 Interessante osservare che, una parte delle slides proiettate dall'oncologo, erano fotoriprodotte da documenti di fonte HERA www.gruppohera.it/ (la holding emiliana che si occupa di impianti TU). La sigla era bella chiara e presente nel margine inferiore della slide!(Mi astengo da ogni considerazione critica limitandomi a osservare che nel profilo di qualificazione della ricerca, tale materiale, potrà essere ritenuto sensibilmente "di parte" e quindi non opportuno all'impiego della ricerca).

L'esimio clinico ha concluso la sua presentazione con una slide apodittica: una panoramica di una strada di una quartiere napoletano sommersa dai rifiuti (certamente molto efficiente dal punto di vista comunicativo).

La sua domanda è stata quindi: Volete che anche qui da voi, succeda questo?

 

Un cittadino ha espresso con il dovuto rigore delle proteste:

1) La slide ultima sul panorama di Napoli è certamente  strumentale e non appropriata al profilo "clinico" della relazione. Infatti, essa evoca intimidazione suggestionando la platea e fuorviando il senso della conclusione che appare indirizzata a "senso unico" sull'intimazione semantica portata dai cumuli si spazzatura.

2) nessuna citazione è stata fatta sulla posizione determinata dallo stesso Ordine dei Medici di Modena (al quale lo stesso insigne clinico appartiene (n.d.r.)) confluita nel più ampio documento di richiesta di moratoria del FRER ordini Emilia Romagna e poi della Federazione dei Medici Francesi!

http://www.ordinemedicimodena.it/allegati%20ultime%20notizie%202007/LETTERA%20INCENERITORI%20frer%20a%20assessore.TIF

3) Il medico curante o condotto (dell'esponente cittadino aglianese) lo aveva esortado a rivolgersi all'Ordine di Pistoia  esprimendo un parere preoccupato di diretta condivisione, allineandosi con le posizioni espresse dagli ordini professionali (presto ci auguriamo anche di quello nazionale FNOMCeO) e quindi, dopo tutte queste brillanti "rassicurazioni" e conferme epidemiologiche ha chiesto:

"Chi è che ci racconta delle bugie???? Dobbiamo ritenere che gli Ordini sono responsabili del reato di "procurato allarme"!??

(La domanda ha consentito un utile esercizio di vessiloquenza del relatore Dott. Federico che, purtroppo poi, si è anche dimenticato di rispondere! E non ha risposto!)

Lo studioso di Modena ha ricordato che lui non si occupa di "medicina generale" e se dovesse iniziare a fare il medico condotto, probabilmente dovrebbe riapplicarsi alla nuova esperienza che, comprensibilmente sottende ovviamente ad un diverso approccio con una minore e diversa specializzazione medica (!!??). Pertanto ha esortato i rappresentati dei COMITATI a fare delle assemblee con detti medici "condotti"  che denunciano tale pericolosità; dimenticandosi che - se tale invito dovesse essere applicato tout-court nella sola sua regione - ci vorrebe probabilmente l'intero stadio di Modena, fatto che è stata l'intera comunità dei medici a ratificare la richiesta di "moratoria" e non UNO singolo!

Insomma dice il Dott. Federico: "Se i medici non hanno le prove della relazione di causa tra insorgenza di tumori e funzionamento del TU, come fanno a fare tali proclami creando questo ingiustificato scompiglio tra i cittadini?" ( chi scrive è uno di questi, non poco angosciato....)

 

Qualcuno tra il pubblico ha esordito urlando (suscitando la reprimenda della Sabrina Sergio Gori):

"Semplice, hanno applicato il PRINCIPIO DI PRECAUZIONE!!!

Il Prof. Federico, per niente preoccupato della clamorosa omissione di carattere logico-argomentativa di cui si farciva la sua replica così rispondeva, ponendosi così in piena polemica:

"Se è per questo, allora, dovrei togliere le sigarette di tasca a tutti i partecipanti, impedendo a loro di fumare, perchè è dannoso alla salute!" (!!!????)

(Ogni lettore è invitato a trovare l'errore in modo autonomo...)

 

Gli interventi successivi del responsabile del Comitati per la Piana Gianfranco Ciulli e del Presidente del COMITATO Contro l'Inceneritore di Montale Luigi Colangelo sono stati quasi derisi dall'assemblea.

Il primo ha contestato la mancanza di un contraddittorio con dei Medici che denunciavano la pericolosità degli impianti di TU e l'altro ha cercato di ottenere risposta sulla qualificazione delle PCCB (Diossine) dalla UE. ( I relatori si erano completamente dimenticati di riferire qualche rassicurazione sulla dose assorbita dai cittadini da Maggio fino al 18 luglio!)

 

Questo è quanto! E' sbalorditivo ma è così!

Presto sarà disponibile un file audio su PC che potrà essere ritiriato a fronte di una libera  donazione al COMITATO. Tale importo sarà destinato a sostenere le spese per le necessarie azioni legali contro la riapertura dell'impianto. 

 

ALESSANDRO ROMITI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ appena uscito un’importante documento della Federazione Nazionale degli Ordini,  che rappresenta tutti i medici italiani, sul tema della gestione dei rifiuti, con riferimento all’emergenza campana, ma non solo (in   http://portale.fnomceo.it/Jcmsfnomceo/cmsfile/attach_6121.pdf ).

Il documento ribadisce la necessità di rispettare quanto prevede la normativa europea, quale buona pratica nella gestione dei rifiuti, che prescrive, preliminarmente, la riduzione, il recupero, il riciclo ed il riuso, auspicando, fin da subito, iniziative per far partire la raccolta differenziata, e riconoscendo  come “l’emergenza rifiuti in Campania sia anche nata e sviluppata su strategie in evidente contrasto con tale buona pratica”.

Il documento inoltre:

-         sollecita tutti i medici italiani “a ricercare e segnalare ogni possibile connessione “ tra malattie e rischi ambientali;

-         richiede il potenziamento quantitativo e qualitativo dei controlli ambientali, ed anche l’incremento dei soggetti pubblici abilitati a questi controlli;

-         ritiene indispensabile per i soggetti preposti alla sorveglianza, oltre alla autorevolezza tecnica e scientifica,  la “garanzia di terzietà” e l’obbligo di rendicontazione alla cittadinanza;

-         sollecita un piano straordinario di bonifica delle discariche illegali e la messa a norme di quelle esistenti;

-         sollecita anche  la realizzazione di nuove discariche finalmente progettate, realizzate e gestite secondo quanto previsto dalla normativa, in modo tale da poter minimizzare ogni rischio per la salute;

-         propone che tutte le scelte gestionali, in materia di rifiuti, ma anche le altre che comunque hanno riflessi sulla salute, siano oggetto di una regolamentazione omogenea – “livelli omogenei di regolamentazione” - anche per ottenere un accesso meno squilibrato ai finanziamenti ed alle facilitazioni finanziarie (CIP 6 e simili);

-         ritiene specificatamente, per quanto riguarda gli impianti di incenerimento, oltre al preliminare rispetto delle buone pratiche di gestione dei rifiuti (dalla riduzione al riuso), alla necessità di un costante miglioramento tecnologico e di un adeguato ed efficace monitoraggio, che questi  impianti “ vanno inseriti in una politica più generale di incentivazione con altre metodiche di smaltimento efficace dei rifiuti che oggi, rispetto all’incenerimento, appaiono svantaggiate per il minor interesse del mercato pur potendo presentare minori rischi ambientali”.

 

L’importanza di questo documento risulta evidente, specie se si confronta questo testo con quanto viene detto e scritto dalle fonti più svariate, che propongono, in modo monomaniacale, in ogni parte del nostro Paese, soluzioni miracolistiche uniche ed omnicomprensive, come la “termovalorizzazione”.

Si ricorda infine che questa presa di posizione unanime, a livello nazionale, segue la richiesta di moratoria per gli impianti di incenerimento degli Ordini dei medici dell’Emilia Romagna che aveva sollevato diverse polemiche anche a livello governativo.