| beneforti Marco Beneforti risponde all'articolo riportato in coda La lista Progetto Comune prende atto
che viene spesso omessa accanto al nome del suo candidato
sindaco, Giovanni Capecchi. Non sappiamo quanto questa |
| vermigli Cari
amici, |
| chiti Tra le varie pubblicità elettorali che ci invadono ho notato una curiosità: per la chiusura della campagna elettorale il ministro Chiti è dato presente alle 21 del 25 maggio sia a Lucca, con Lapo Pistelli e Tagliasacchi, sia a Porcari, qui con Toschi, Baccelli e Baccini. In realtà lo sdoppiamento è solo apparente perché nel volantino lucchese è dato presente come ministro delle riforme istituzionali mentre a Porcari vi sarà come ministro per i rapporti col Parlamento. Il dubbio che mi assilla è: a Pistoia non viene a fare la chiusura perché ha finito le deleghe o perché ha qualche imbarazzo ? Mauro Chessa |
| caripipe Maggio 2007 Nel 1999 la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia ha trasferito alla Cassa di Risparmio di Firenze Spa il pacchetto di maggioranza delle azioni ordinarie della propria banca: oggi la Banca di Firenze è titolare del 60% della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Nel capitale della Carifirenze sono presenti, lente CR Firenze, con quota nettamente prevalente sulle altre, il gruppo San Paolo IMI, BNP Paribas e altri minori Queste due banche
sono rispettivamente al primo e al secondo posto nella
classifica nazionale delle Banche Armate: secondo il
rapporto 2007 della Presidenza del Consiglio dei Ministri
sull'export italiano di armi Intesa-San Paolo ha compiuto
lo scorso anno transazioni internazionali per 493,6
milioni di euro mentre altri 290,5 milioni di euro hanno
visto protagonista Bnp-Paribas. |
denunciaPistoia 08/12/2006
ATT:PROCURATORE
DELLA REPUBBLICA PREFETTO DI
PISTOIA Assessore Fedi Assessore Ginanni Sindaco
di Pistoia
Giunta Comunale Presidente della Circoscrizione n. 2 Al
presidente della Commissione urbanistica
Cipolla Roberto II° Commissione: Ai componenti
della Commissione: Bertinelli Samuele, Mazzocchi Maurizio,
Taffini Giorgio, Orlandini Sandro, Fusari Andrea,
Guiducci Giuliano, Vettori Albano, Civinini Umberto,
Capecchi Alessandro, Bartolomei Alessio, Cipriani Jessica. A tutti i Consiglieri Comunali
Ogg:
Richiesta si eliminazione del paragrafo inerente il
collegamento Viario del Fagiolo e rotonda di Via
Erbosa dalla Variante SUD
Con stupore siamo venuti a conoscenza dell'imminente
votazione in Consiglio Circoscrizionale e successivamente
in Consiglio Comunale (11 al massimo 18 dicembre 2006)
della Variante Sud che prevede la realizzazione di una
rotonda in via Erbosa, preferita a quella del Fagiolo,
con chiusura della Via Fiorentina e Via Bassa della
Vergine con spartitraffico. LAmministrazione mette
inoltre a votazione lauspicio che il tutto venga
fatta in contemporanea alla realizzazione del
collegamento della variante del Casello nel 2006/2007. Ricordiamo che gli Assessori presenti
allassemblea popolare organizzata dai Comitati
Riuniti di Pistoia Sud nella Chiesa della Vergine il
giorno 20/11/2006 con espressa indicazione
dellAssessore Ginanni hanno ritenuto ragionevole
che lipotesi di una eventuale rotatoria possa e/o
debba essere subordinata alla completa realizzazione
della tangenziale Sud, conformemente a quanto indicato
dall Ing. Mazzoni della Provincia di Pistoia
(cfr. Relazione incrocio del Fagiolo/Via Erbosa
verbale riunione tecnica del 6 sett. 2006), e
hanno chiesto quindi di posticipare tale decisione,considerando
la ricaduta della realizzazione della tangenziale Sud di
Via del Casello. In tale sede i
cittadini hanno anche chiesto un incontro urgente con
Sindaco e tecnici per ridiscuterne alcuni aspetti prima
della votazione in Consiglio Comunale considerando
qualsiasi spartitraffico improponibile. Per tutta risposta nel giro di soli 10 giorni
non solo nessuno ci ha convocato ma anzi con
sollecitudine è stata richiesta la votazione della
variante in Circoscrizione di poi in Consiglio Comunale.
Riteniamo che sia: ·
Grave prima di tutto che i rappresentati dei cittadini
riuniti in Assemblea non siano stati convocati dal
Sindaco come richiesto tramite lAssessore Fedi; ·
Grave il fatto di voler far passare come un semplice
aspetto della complessa Variante SUD la sistemazione
dellincrocio del Fagiolo, in quanto il Fagiolo non
appartiene alla zona oggetto di variante (zona compresa
tra ferrovia e viabilità al sud) non sussiste
necessità di variante essendo già stato stabilito a suo
tempo la realizzazione della rotonda al Fagiolo senza
spartitraffici per nessuno, e quindi chi vota ·
Grave lagire senza attendere lesito
dellesposto fatto alla Procura della Repubblica
riguardo alla legittimità dello sbocco in Via Fiorentina
degli appartamenti del CasoneLe Mole, che i
cittadini considerano direttamente influente sulla
decisione di spostamento e chiusura. ·
Grave il fatto che si decida un intervento sul
traffico prima di vedere gli effetti della variante del
Casello che comporterà un notevole alleggerimento del
traffico e che potrebbe addirittura rendere inutile la
spesa prevista di circa due miliardi e mezzo di vecchie
Lire. ·
Grave il fatto che si scelga solo su
valutazioni di tipo economico il posizionamento di
una rotonda in un posto od in un altro senza nessun
analisi e nessuna valutazione delle conseguenze
negative e gli evidenti rischi di degrado rispetto
allattuale standard di vivibilità della zona,
sulla salute e leconomia delle persone e senza
nemmeno considerare progetti alternativi in seguito ai
probemi evidenziati da un anno e mezzo dai residenti in
zona tra i quali molti sono messi in condizione di
vendere la propria abitazione. Grave il fatto che con
siffatta leggerezza si spendano soldi pubblici senza fare
ciò che veramente occorre: marciapiedi sicuri, piste
ciclabili, strisce pedonali e verde pubblico Concludendo si considera che
lapprovazione del cosiddetto collegamento Viario
del Fagiolo sia una trappola per il Quartiere
e che liter che è stato seguito, per quanto
amministrativamente nella norma, è una sorta di
ACCANIMENTO TERAPEUTICO E DI FATTO QUANTO DI PIU'
ANTIDEMOCRATICO CHE un Quartiere abbia mai potuto vivere
e. Per questo chiediamo come procedura di
urgenza di togliere dallapprovazione della Variante
Sud ciò che riguarda lincrocio viario in questione
e su questo aspetto esigiamo una risposta ufficiale dagli
organi competenti. Comitati Riuniti Pistoia Sud Nadia Orsini Biancangela Fabbri |
| pasolini FRANCESCO DE GAETANO: Avvendure di guerra e di paceA proposito dei rapporti tra cultura borghese e culturapopolare ho avuto in questi ultimi mesi amare esperienze. Ho dovuto sperimentare che gli intellettuali italiani non si sono mai posti il problema della cultura popolare, e non sanno nemmeno cosè. Credono che il popolo non abbia cultura perché non ha cultura borghese; oppure che la sua cultura sia quella larva di cultura borghese che esso può apprendere a scuola, o in caserma, o comunque nei rapporti burocratici con la classe dominante. Che il popolo dunque viva in una specie di sogno pre-culturale, cioè pre-morale e pre-ideologico. Dove morale e ideologia sono viste come appannaggio esclusivo della classe borghese ( o meglio degli intellettuali stessi, letterati,scienziati o uomini politici). Attraverso una nozione così estremamente classista, per non dire aristocratica, di cultura, il popolo viene dunque considerato come una specie di riserva, ai cui appartenenti la cosiddetta democrazia parlamentare consente la possibilità di contribuire alla cultura del Paese solo a patto che essi siano capaci di ottenere una promozione sociale. Cioè di accettare a far propria la culturadella classe dominante. Parlo in termini molto elementari perché devo essere didascalico. Non per presunzione. Ma per evitare nuovi equivoci. A causa della mia vita personale, della scelta che ho fatto di trascorrere i miei giorni e di impegnare la mia vitalità e i miei affetti, fin da ragazzo, ho tradito il modo di vita borghese ( a cui ero predestinato). Ho trasgredito ogni norma e limite. Ciò mi ha fatto fare esperienza- unesperienza concreta, reale e drammatica- delluniverso che si estende sconfinato, sotto il livello della cultura borghese. Luniverso contadino (di cui fa parte il sottoproletariato urbano); e anche quello operaio ( nel senso che anche un operaio appartiene, spirito e corpo, alla cultura popolare). Ho aggiunto alla mia esperienza esistenziale, anche degli interessi specifici. Cioè linguistici, per esempio. Ma anche etnologici e antropologici. Non ne ho uninformazione scientifica; ma ne ho la conoscenza che deriva da un profondo interesse. E tutto questo che mi fa stupire di fronte alla totale ignoranza della maggior parte degli intellettuali italiani-e non solo dei più miserabili, come Barbato- su questi problemi. In genere il popolo è sentito psicologicamente e miticamente: come unalterità quotidiana,così ontologica da non meritare di essere approfondita. Non si cercano i nessi fra dialetto e cultura popolare; si ignora la sedimentazione di codici di comportamento dovuti a civiltà precedenti; si considera puramente teorico e remoto lapporto di culti anteriori a un cattolicesimo che è sempre stato religione di classe ecc. ecc. Quel qualcosa di corporalmente diverso, poi, che definisce una persona del popolo, viene completamente rimosso, o accettato a livello comico. Gli artisti naif possono in un certo senso accreditare tali equivoci borghesi sulla cultura popolare ed essere una conferma del giusto rapporto di superiorità, paternalistica, con gli appartenenti alla classe popolare. In realtà il naif compie uningenua operazione di sottomissione e comunque di accettazione della cultura borghese. La sua buona volontà e la sua fiducia lo spingono a una forma di integrazione imperfetta a causa della sua incapacità ad assimilare regole e tecniche di unaltra cultura ( assimilazione a cui si arriva solo dopo anni di studio, cioè attraverso la trasformazione del proprio essere). Il naif non fa in tempo e non ha avuto i mezzi per una palingenesi piccolo-borghese. Egli resta quel popolano che è. Ma, dal momento in cui prende un pennello in mano, oppure la penna, egli rinuncia alla totale innocenza, e orecchia dalla classe dominante, con cui è in contatto fin dalla nascita, un diverso modo di esprimersi. Non ne può che far nascere il pastiche cioè una contaminazione fra due modi di essere e due modi di parlare .Ma, di solito, lopera di un naif è un prodotto che si vuole deciso dalla grazia:da ciò il suo effetto estasiante. Mentre il pastiche non lo è, per sua natura (in alcuni gran scrittori esso può essere entusiasmante: ma non mai, appunto estasiante). Ciò significa che a prevalere nellopera del naif è la sua natura popolare, e che il pastiche è solo alla superficie. Esistono infatti una poesia e una pittura popolari ( prodotto a loro volta di contaminazioni avvenute in epoche precedenti): e sono i loro schemi a prevalere anche nellopera del più borghesizzante dei naif. Prendiamo le Avvendure di guerra e di pace di Francesco De Gaetano. Sono le memorie ( molto essenziali:66 pagine) di un contadino della provincia di Benevento, riguardanti soprattutto la sua partecipazione a due guerre borghesi, quella del 15-18, e quella dEtiopia ( in entrambi i casi egli è finito prigioniero). Una brevissima appendice ci informa dellultimo capitolo della sua vita ( emigrazione in America). Francesco De Gaetano è praticamente analfabeta ( ha fatto la seconda elementare),eppure in fondo alla provincia di Benevento, quandè ancora adolescente, lo raggiunge la sirena dellaltro universo, quello che egli sente come superiore. Superiore ma estraneo. Irrimediabilmente estraneo. Infatti, non appena, - soldatino di leva- parte per la grande guerra, il suo entusiasmo e la sua curiosità screditano di colpo il vecchio mondo con la sua violenza feroce e idiota. Lo sguardo che il ragazzo De Gaetano posa sulle cose proviene da una tale lontananza, e, appunto da una tale estraneità che le impoverisce e le ridicolizza, politicamente e ideologicamente, almeno quanto, al contrario le valorizza fenomelogicamente. La guerra e la prigionia attraverso questo sguardo, che, come quello dei veri poeti, vede tutto e sceglie lessenziale- appaiono come una sola immensa buffonata: anche perché De Gaetano ha molto sentimento, ma non è sentimentale, e quindi la morte non lo sconvolge più che tanto. Lo sguardo che il giovane De Gaetano lancia sulle cose, nella sua grande avventura, è tanto più poetico quanto più egli vive e si esprime a un livello che dir pratico è poco: si tratta infatti del livello dellutilitarismo puro, posto al servizio della più assoluta necessità. Mentre il mondo borghese vive lapocalisse, De Gaetano pensa solo e unicamente a come procurarsi un pezzetto di pane o uno straccio con cui coprirsi. Inconsapevole dellenormità della sproporzione dissacratrice egli si arrangia pieno di buona volontà, quasi di buon umore che è lultimo tocco allinconscia anarchia blasfema di ogni suo gesto. Ecco come egli descrive il modo con cui è giunto al punto di morte: Mi adagiarono sul letto, mi coprirono con alcune coperte, mi dissero sloffi sloffi, che significa dormi, e uno di loro andò via e laltro rimase per vigilarmi, per vedere quando morivo. Alla seconda impresa, quella etiopica, De Gaetano si è fatto più furbo.Non è più un adolescente, ma un uomo. Quanto al mondo della classe dominante, ha capito di cosa si tratta. Partecipa allimpresa per calcolo. Cercherà infatti di metter su un locale in qualche provincia dellImpero. Non teme le contraddizioni: vi vola sopra con limpeto di un uccello trasmigratore. Ha rispetto per le autorità ( su cui ha fatto una certa pratica), ma la sua estraneità ad esse sostanzialmente rimane intatta. Accetta il fascismo ( visto che per lui non è che una forma come unaltra di potere, e, ai suoi occhi, non si distingue in nulla dal potere liberale) ma, appunto perché è per lui così irreale, si comporta con esso nella più assoluta dissociazione, destituendolo totalmente di ogni valore, abrogandolo nella propria coscienza. Non viene però meno ai patti donore e si comporta dignitosamente, quando lesercito fascista è sconfitto. E, durante tutti questi alti e bassi, la foga con cui egli vive non si placa mai un solo istante. Se qualcosa lo costringe o lo lega, egli fa come luccello dei canti popolari: Tutte le mattine io andavo al cangello duscita, come fanno gliucelli in gabia Ora Gaetano ha settantatré anni e vive da pensionato al suo paese. Egli ha stupendamente descritto questa sua condizione nei tre versi che fanno parte da epigrafe al libro: Mendre luomo si avvia verso una lunga via/ prima di arrivare si perde/ e tramonta durante il suo cammino: Nel vivere e nello scrivere, egli ha accettato gli schemi di comportamento e i canoni retorici intuiti in un mondo a livello infinitamente più alto, ed è anche convinto di averli applicati: in realtà li ha vanificati con un contenuto perfettamente altro, cioè appartenente a unaltra cultura. Quella che oggi lacculturazione del più totalitario dei Poteri sta distruggendo. Non è nemmeno pensabile che gli stessi nipoti ventenni di Francesco De Gaetano, ormai acculturati, e perciò veri servi del potere, possano più essere come lui. PIER PAOLO PASOLINI (da Tempo, 12 luglio 1974 ) |
| tarfirenze COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE 27 novembre 2006 una bella data per i cittadini di Firenze Il TAR toscano con sua sentenza dà ragione ai cittadini che difendono il parco storico delle colline a Soffiano e annulla le concessioni di nuova edificazione rilasciate dal Comune di Firenze e dalle amministrazioni regionale, provinciale e dei beni culturali! Da mesi, dei cittadini, costituitisi in un comitato di residenti di Via Soffiano e Via Arnoldi, si sono battuti per impedire uno dei più vergognosi episodi di cementificazione di unarea di pregio protetta da numerosi vincoli paesaggistici e ambientali. Ci sembra opportuno ricordare sinteticamente i fatti: Nel 2002 il Comune pubblica un bando per la costruzione di appartamenti secondo il programma nazionale denominato 20.000 case in affitto Decreto Ministeriale 2522 del 27 Dicembre 2001 per la costruzione in aree degradate di alloggi da cedere a canone concordato. Nel corso del 2005, lAmministrazione Comunale, invece di partecipare al bando in prima persona, e senza avviare alcuna seria iniziativa per il recupero di aree allinterno delle previsioni del PRG, accoglie in tempi brevissimi progetti per ben 688 alloggi. Delle 9 aree interessate una era a destinazione industriale, mentre tutte le altre, erano riservate a servizi, a funzione agricola o, come nel caso di via Arnoldi, appartenevano al Parco storico della collina e dellArno, in cui vige il divieto assoluto di edificare. Da quel momento tutti i servizi previsti in quelle aree (verde pubblico, servizi sociali, parcheggi, ecc) sono automaticamente cancellati. Ma ricordiamo anche le agevolazioni per la proprietà privata in questoperazione: - finanziamento statale tramite la Regione del 45% dei costi di costruzione degli alloggi da affittare a canone convenzionato (se la locazione è permanente) e del 25% (se invece è a termine per almeno 10 anni) - rimborso del 40% dellICI per 10 anni - abbattimento del 40% degli oneri di urbanizzazione - dilazione del pagamento della restante somma per un periodo di 5 anni - aumento dei massimali di affitto concordato dal 65 al 75%, poi ulteriormente ritoccati in modo da annullare quasi la riduzione. - eliminazione degli oneri concessori relativi al costo di costruzione E soprattutto: -un incremento notevole della rendita urbana realizzato attraverso il cambio di destinazione del terreno, reso edificabile, con possibilità di realizzarvi oltre ai 368 alloggi in affitto, anche 300 appartamenti in vendita a prezzo di mercato. Altro che aree degradate! I cittadini hanno denunciato lo scempio urbanistico e richiesto con forza il rispetto delle norme di tutela fin dallinizio del procedimento: senza mai essere ascoltati! Hanno studiato le leggi e le normative facendo osservazioni e proposte motivate di revoca del progetto: senza mai essere ascoltati! I cittadini hanno presidiato sotto il sole estivo larea dove si è aperto il cantiere, per difendere la loro proprietà dallarroganza della ditta costruttrice spalleggiata da solerti agenti di polizia urbana. Nonostante il consenso ricevuto non solo nella nostra città ma anche fuori (si pensi allo spazio dato alla vicenda nellautorevole sito dellurbanista veneziano Edoardo Salzano, www.Eddyburg.it), lunico rimasto sordo a queste denunce è stato il nostro assessore allurbanistica Biagi.Oggi è un bel giorno perché la sentenza del Tar, senza mezzi termini, dà ragione ai cittadini di via Soffiano/Arnoldi e a chi li ha appoggiati, e sanziona in modo severo i comportamenti illegittimi delle amministrazioni comunale, regionale, provinciale, e della stessa Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio.Di fronte a questa autorevole sentenza lassessore Biagi ha saputo replicare solo dicendo che difenderà il Comune di Firenze probabilmente impugnando la sentenza al Consiglio di Stato. Noi siamo fermamente convinti che ha un altro mezzo più efficace di aiutare il Comune di Firenze: quello di abbandonare la carica di assessore allurbanistica. Dopo questo ultimo gravissimo scandalo, lultimo di una serie che comprende anche il parcheggio della Fortezza, chiediamo con forza a tutti i gruppi presenti in consiglio Comunale di chiedere già da lunedì prossimo le dimissioni dellAssessore Biagi, che dovrebbero essere accompagnate anche da quelle dei suoi colleghi alla Regione e alla Provincia, nonché del responsabile della Soprintendenza che ha autorizzato il progetto. |
| comcost Il Comitato Pistoiese in Difesa della Costituzione, in linea con quanto deciso dal Comitato Nazionale, ha deciso di continuare la propria attività di divulgazione dei principi costituzionali (soprattutto nelle scuole) e di vigilanza sulle possibili future modifiche della Costituzione. Per far questo, abbiamo deciso di individuare nel primo Mercoledì di ogni mese alle ore 21:00 il giorno in cui ci ritroviamo per discutere e decidere le iniziative da prendere. Il ritrovo è, come sempre, il Circolo Arci di Bonelle. Chiunque volesse partecipare è più che gradito. Di seguito riportiamo il documento finale dell'assemblea del coordinamento nazionale dei comitati, svoltasi il 18 novembre a Roma, dal titolo "La Costituzione dopo il referendum: rispettare il voto degli italiani". Segnaliamo inoltre una sintesi più approfondita dell'assemblea, e l'intervento del coordinatore dei comitati toscani Francesco Baicchi. Ordine del giorno approvato all'unanimità dall'Assemblea nazionale dei Comitati per il referendum e la difesa della Costituzione riunita a Roma il 18 novembre 2006 L'Assemblea dei rappresentanti dei Comitati per il referendum e la difesa della Costituzione, riunita a Roma sotto la presidenza del Presidente Oscar Luigi Scalfaro ha ribadito che il chiaro e netto risultato del voto del 25-26 giugno deve essere rispettato da tutti. Con quel voto una larga maggioranza degli italiani ha confermato che i principi, i valori, l'impianto fondamentale della Costituzione repubblicana restano il fondamento condiviso della nostra convivenza democratica; e che ogni riforma istituzionale dovrà dunque essere coerente con quei principi e quei valori, e dovrà essere approvata a larga maggioranza. I comitati ribadiscono la decisione di proseguire nel loro lavoro per assicurare che il risultato del referendum sia rispettato, per far conoscere la Costituzione innanzitutto nelle scuole, per promuovere la condivisione dei suoi principi e dei suoi valori, per sostenere l'azione per l'attuazione della Costituzione, per mantenere alto il livello di attenzione critica sulla coerenza delle proposte di riforma con i principi e i valori costituzionali. Fondamentale e prioritaria, per l'Assemblea dei Comitati, è la modifica dell'articolo 138 della Costituzione, prevedendo l'approvazione a maggioranza qualificata di ogni successiva legge di revisione costituzionale. Questa modifica costituzionale deve essere posta al più presto all'ordine del giorno del Parlamento. Essa è essenziale per ristabilire il valore della stabilità e della supremazia della Costituzione, per evitare riforme a colpi di maggioranza, per mettere in sicurezza la Costituzione repubblicana. L'Assemblea ha preso atto positivamente dell'impegno assunto dal Ministro CHITI sulla modifica dell'articolo 138, e delle iniziative annunciate dal Ministro FIORONI, per promuovere la conoscenza della Costituzione e la condivisione dei suoi valori nelle scuole. |
| migranti Sportello Informativo per Migranti dei Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano ORARIO OTTOBRE-NOVEMBRE-DICEMBRE Ritendo di far cosa gradita inviamo l'orario di ottobre-novembre e dicembre dello "Sportello Informativo per Migranti" dei Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano. Attivato grazie a un protocollo di intesa sottoscritto dai Sindaci dei cinque Comuni, in convenzione con la Cooperativa Sociale "Gli altri" e in accordo con l'Ufficio Immigrati di Montecatini Terme e Pescia, lo "Sportello Informativo per Migranti" ha come obiettivo quello di agevolare i cittadini non italiani presenti sul territorio nel percorso di inserimento e accesso ai servizi. Presso lo "Sportello Informativo per Migranti" sono fornite informazioni e consulenze alla popolazione italiana e non italiana, a enti, istituzioni e associazioni su tutte le questioni legate al fenomeno migratorio e sui possibili interventi in materia. Oltre al disbrigo delle pratiche per rinnovo e/o rilascio di permessi e/o carte di soggiorno, per ricongiungimenti familiari, per informazioni sui rinnovi dei permessi di soggiorno o sullultimo Decreto Flussi, è possibile avere consulenze anche sulla legislazione relativa a immigrazione, lavoro, scuola e servizi offerti dal territorio; qualora se ne presenti la necessità è garantito laccompagnamento ai servizi indicati. Lo "Sportello Informativo per Migranti" dei Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano è aperto dalle 10.00 alle 13.00 ogni due settimane, a rotazione sul territorio di ciascun Comune: il lunedì a Ponte Buggianese o Chiesina Uzzanese, il mercoledì a Massa e Cozzile, il venerdì a Uzzano o Buggiano. Per informazioni telefonare al Comune di Buggiano: (0572 32649), al Comune di Chiesina Uzzanese (0572 418032), al Comune di Massa e Cozzile (0572 928357), al Comune di Ponte Buggianese: (0572 932186), al Comune di Uzzano (0572 447731) o presso "Gli Altri - Società Cooperativa Sociale" (0573/964687). www. glialtri.org e.mail: intercultura@glialtri.org il presidente della Cooperativa Sociale "Gli altri" il refente dello Sportello Informativo per Migranti Aurelio Grecomoro Roberto Niccolai ---------------------------------------------------------------------------------------------------- "Gli Altri - Società Cooperativa Sociale per Azioni - Onlus -
Via G. Gentile, 40 - 51100 Pistoia
Tel. 0573 / 964 687 Fax 0573 / 450 866
sito web http://www.glialtri.org e-mail intercultura@glialtri.org
|
| Montanari Nella sezione ARGOMENTI della pagina iniziale del sito dell'Officina, alla voce 'rifiuti inquinamento' c'è un testo tratto da ARPAT sulle ricerche del Prof. Montanari. Bene, leggete sotto cosa è successo al Prof. (tratto dal sito di Beppe Grillo) Hanno dato troppo
fastidio e li hanno puniti. Scoperchiare certi pentoloni
in cui bollono inceneritori, acciaierie e centrali
elettriche ad olio pesante, e fare ombra a tromboni e
pseudoscienziati sono attività che non attirano simpatie. Via il microscopio e noi,
che non ci possiamo permettere di perdere Antonietta e
Stefano, gli daremo un altro microscopio. In fretta e
più potente del primo. |
| wwfberti
|
| costituzione2 UN NO CHE NASCE DA LONTANO A Lamporecchio la
percentuale di votanti è più alta del dato nazionale e
il No allo stravolgimento della Costituzione supera
l80% attestandosi con 3862 voti
all80,27%. E la fotografia esatta di quello
che pensa il popolo italiano. E un NO che viene da
lontano, che vuol porre fine ad una lunga stagione di
riduzione degli spazi democratici, dicendo chiaramente
che il documento fondante del nostro convivere la
Costituzione non si tocca. Un No che si unisce a
quello più generale dellintero paese e che non
prevede pasticci, non contempla improbabili assemblee
costituenti o riedizioni della nefasta dalemiana
Bicamerale. Questo No segue la straordinaria
stagione dei movimenti che ha permesso lalternativa
al governo Berlusconi e affossa definitivamente certe
voglie di rivincita tramite la manomissione di ben 52
articoli della Costituzione repubblicana. Ma parla anche
al Centro sinistra che nel 2001 ha voluto la riforma del
Titolo V° della Costituzione (su cui noi comunisti fummo
contrari) e allUnione Europea: la differenziazione
di diritti e doveri, di tutele ed opportunità è
insostenibile per la coscienza democratica del nostro
paese, che è indubbiamente più avanzata del progetto
debolissimo sul piano della democrazia proposto con la
Costituzione europea. Ivano
bechini |
| partecipazione A Buggiano il 7 giugno si è tenuto
un incontro sul tema della telefonia cellulare e dell'inquinamento
elettromagnetico: danni alla salute e all'ambiente delle
ode elettromagnetiche, criteri di utilizzo e
localizzazione delle antenne, cosa possono fare i
cittadini e le amministrazioni per tutelarsi dal
prevalere degli interessi privati sul bene comune della
salute e dell'ambiente, etc..
|
| politici Nei giorni scorsi La Nazione ed Il Tirreno hanno dato risalto ad una presa di posizione della Curia sui benefici economici del 'mestiere' di politico. La redazione de La Vita ci ha gentilmente fornito il testo che ha dato origine alla discussione. Si tratta dell'editoriale del n. 22, pubblicato il 4 giugno, che riportiamo integralmente di seguito. POLITICI, ABBASSATEVI GLI STIPENDI Recentissime prese
di posizione hanno dato pubblica voce a una convinzione
popolare giunta ormai a livelli di grave insofferenza: i
politici guadagnano troppo, scandalosamente troppo. Forse
qualche distinzione andrebbe fatta. Certo, fa impressione
la notizia che la politica ormai è diventata la prima
azienda del paese. Più che da considerazioni
strettamente economiche, preferiamo però partire da un
principio fondamentale dellattività politica,
intesa nel suo significato profondo e originario: la
politica, è da intendersi come servizio. Altrimenti non
è più se stessa. GIORDANO FROSINI |
gasGruppo di Acquisto Solidale Altromondo di PistoiaChi siamo? Il gruppo di acquisto solidale (GAS) Altromondo di Pistoia è composto da persone che volontariamente si mettono daccordo per acquistare insieme allingrosso prodotti alimentari o di uso comune adottando alcuni criteri nella scelta dei produttori e dei prodotti. Il GAS nasce dallidea che ciascuno di noi quando entra in un negozio esprime un voto, sceglie cioè di adottare un determinato modello di consumo. Il nostro obiettivo è di riavvicinare il consumatore al produttore e di renderci più consapevoli delle nostre scelte e delle loro implicazioni. Per raggiungere questo obiettivo si privilegiano piccoli produttori, possibilmente locali, prodotti che rispettino lambiente (biologici o naturali) e che provengano da circuiti del commercio equo o delleconomia sociale. Sei interessato? Puoi partecipare al Gas acquistando con noi i prodotti del listino che inviamo 3 volte lanno ( indicativamente Gennaio Maggio Settembre ) per e-mail. Per contattarci o se vuoi lasciarci la tua e-mail: Enrico e Cinzia - gas.pt@virgilio.it tel. 0573/364623 338/3537961ed ecco anche il blog Associazione Arcobaleno Gruppo Altromondo Via Fonda di S.Vitale ,4 Pistoia |
| baldovino CULTURA E SPETTACOLO POPOLARE -UNDERGROUND ( Prima parte di un documento scritto da Baldovino in occasione di un congresso ARCI aprile 02. Da allora la situazione è immutata, nessun segnale teso a recuperare criticamente le proprie radici culturali, storiche, politiche è arrivato dallassociazionismo e dalla sinistra) 1) LA CULTURA, AH LA CULTURA che fa la differenza fra lanimale e luomo, dicevano i romantici dell800 La cultura, in altre parole un percorso infinito di accumulazione di conoscenze, memorie, emozioni, introspezioni, ricerche Dicono quelli della scienza che nelle fasi di apprendimento della verità-realtà, anche la coscienza del soggetto si amplia e che gli stessi neuroni, da cui dipende la memoria, ritarderanno linvecchiamento. Cazzus, comè possibile sottovalutare la cultura e la memoria, non lo capirò mai 2) I LUOGHI DELLA CULTURA POPOLARE Quando le Case del Popolo erano il centro della vita cultural-politica della sinistra, attraverso il partito pedagogico arrivavano alla base culture diverse: dal realismo più servile nei confronti dellarte-letteratura dello stato guida, alle opere trasgressive dei Vittorini, Pavese, Pasolini fino alle poesie- canzoni degli chansonnier italiani come Tenco , De Andrè Ciampi labbiamo purtroppo conosciuto dopo la sua scomparsa la pittura informale non veniva presa in considerazione, il realismo era il credo, ma il cinema grande strumento culturale era vivo e le case del popolo fecero la loro parte Poi scoppiò la rivolta studentesca che con la sua controcultura aprì nuovi orizzonti, senza buttar via la tradizione popolare. I Circoli, oggi non possiedono più questo patrimonio, salvo qualche residuo e qualche nobile tentativo di riprendere in mano il filo rosso della nostra storia. Sono quasi ventanni che la sinistra naviga a vista. Un tempo lunghissimo in cui lavversario ha costruito le proprie fortune, ha cambiato leconomia, i valori umani. E nella possibilità di costruire un rapporto fra intellettuali e associazioni della cultura di massa che l ARCI ha dimostrato la propria inconsistenza, poiché gli uomini del partito attuavano la linea del partito e non ricercavano lautonomia culturale. Per evitare di essere frainteso, voglio dire che non si trattava di ricercare fra gli intellettuali organici, semmai si doveva con coraggio pensare agli intellettuali disorganici alla Pasolini. Tutto questo e altro, assieme al fallimento storico del partito, ha portato la sinistra a dislocarsi su una linea culturale liberal-democratica 3) LASSENZA DI UNA VISIONE CRITICA Il sistema dominante impone modelli di vita, consumi, comportamenti, mode: con devozione lo chiamano il mercato. Nel mondo dello spettacolo tout court non cè spazio per lintelligenza se non mette assieme un altissima audience, e questa è la TV. Ai botteghini dei cinema e teatri assistiamo al trionfo dei mediocri e dei diffusi dejà vous. Praticamente non cè ricerca, pubblico e privato non vogliono rischiare, lo stesso mondo della canzone italiana è in una crisi artistica spaventosa. Le troie di regime imperversano dagli schermi TV, le gare o i vari giochetti che vengono presentati sotto le etichette delle tendenze di costume della società, dovrebbero fare insorgere almeno i preti, ma anche loro non fiatano I sistemi base della nostra sfilacciata democrazia sono in crisi: resistere, resistere, resistere! Ma è dobbligo per i resistenti ricercare il terreno del contrattacco. Le discussioni popolari spontanee, vertono sempre su comè furbo lui, ha fatto tanti soldi. Conta solo il denaro. La cultura del potere poggia su una massa dindividui che non fanno della vita una questione di profondità, sono stati formati senza una visione critica il messaggio turistico,sportivo, pubblicitario, dei media, ossia lessenziale del volto anonimo del potere, li ha modellati A questo punto diciamo che il nostro compitino è quello di creare le condizioni per affermare una cultura critica, questo è veramente nobile, ma come possiamo ottenere risultati apprezzabili se linsieme della sinistra non recupera la propria tradizione culturale ? . P.S. La cultura popolare conteneva una dissimilazione rispetto al sistema dominante questultimo ha realizzato attraverso il consumismo una assimilazione fra popolo e ( nuova) borghesia il popolo è stato (dis) integrato nei valori effimeri. Il recupero critico della tradizione anche nelle forme artistiche, dovrebbe evitare il basso folclore e fare i conti con la situazione attuale, caratterizzata dal post-moderno che si è affermato tramite i media, la moda politica, economia, società nel suo complesso, uso della natura, produzioni artistiche, sono diventati consensuali al mercato, tutto è merce, nel mondo globalizzato. La sinistra deve inventare una nuova dissimilazione, che vada oltre il passato storico e il post-moderno contemporaneo, valorizzare le forme espressive pop.underground. La Storia non è ancora finita (Baldovino 16/8/06) |
| sindaci Finanziaria
2007 e Comuni. I Sindaci dei grandi Comuni e non solo si
indignano. Ma più cose fanno pensare a lacrime di
coccodrillo./bigger>/bigger>/fontfamily> |
| radiosonar 24 ottobre 2006 |
| toscener Dalla fusione di Fiorentinagas con ToscanaGas (a sua volta nata dalla fusione delle aziende di Pisa e di Pistoia-Empoli) è nata la holding Toscana Energia. Le cronache ci dicono che la maggioranza assoluta sarà in mano a 91 Comuni. In realtà quando spariranno Fiorentinagas e ToscanaGas nasceranno Toscana Energia (al 54% del pubblico e al 46% dei privati) per la gestione di rete e investimenti e Toscana Energia Clienti (al 79% di ENI e al 21% della holding) che si occuperà dell'erogazione del servizio ai clienti. Nel consiglio di amministrazione di Toscana Energia Clienti quindi il privato avrà una forte prevalenza ed in quello di Toscana Energia il privato, soprattutto se determinato ed esperto come ENI, avrà prevedibilmente gioco facile nel far prevalere i propri interessi rispetto ai consiglieri pubblici, che dovranno soddisfare un centinaio di sindaci, ciascuno con le proprie inderogabili esigenze politiche. E' una situazione simile a quella dell'azionariato diffuso: un socio di minoranza, che ha forti capacità e possibilità manageriali, non trova nella maggioranza dei piccoli azionisti una controparte organizzata e si trova a disporre in piena libertà senza sostanziali controlli e con una limitata esposizione. Daniele Fortini, vice presidente di ToscanaGas, pur essendo ovviamente favorevole alla nascita di Toscana Energia, in una dichiarazione alla stampa raccomanda di evitare «la trasformazione in azienda sedentaria, un´azienda cioè che distribuisca il gas, faccia i profitti e li redistribuisca tra i soci». Ma come ? Secondo Fortini questo compito dovrà essere assolto dai Comuni perché l'ENI «seppur meritevole di essere un fattore decisivo per il successo del progetto toscano, è pur sempre una multinazionale interessata ai profitti». Sempre per Fortini toccherà alla parte pubblica impegnarsi perché la holding sia portatrice di sviluppo tramite investimenti in «innovazione e progetti di risparmio energetico e di disinquinamento che riducano anche le bollette delle famiglie». Pare evidente che si stia riproducendo ciò che accade troppo spesso anche per lacqua: un debole controllo pubblico e la legittima libera impresa del privato che ha come legittima mission quella di trarre il maggior profitto possibile dai propri investimenti, magari anche a scapito dell'azienda per i problemi inevitabilmente legati alla divisione tra il gestore della rete e quello della fornitura (vedi articolo di Gerardo Marletto). E se questo non fosse già di per se preoccupante cè gia chi parla di una prossima quotazione in borsa; con questo passo risulta evidente che non ci sarà più alcun margine per una tariffazione ispirata allequità sociale ed agli investimenti lungimiranti: la borsa non premia chi assolve funzioni sociali, premia chi fa rapidamente utili, punto. Per contro i segnali di cosa vede il partner pubblico in questa holding lo aveva già denunciato il vicesindaco Iozzelli, che delineò chiaramente manovre di lottizzazione partitica, ed è facile prevedere il proliferare parallelo di agenzie, strutture di monitoraggio ecc, tutte con lauti compensi per consulenti giuridici ed aziendali ben selezionati. I presupposti sono quelli che conducono al consueto assetto delle ex munipalizzate: riserve indiane della politica, dove manager e dirigenti sono ben pagati uomini di partito, per la conservazione delle quali si concede al partner privato di far prevalere i propri interessi. Il tutto a carico delle bollette degli utenti. Mauro Chessa |
| gaza Riceviamo e pubblichiamo il comunicato relativo ad una campagna che ha preso vita grazie alla coalizione di donne per la pace con le sue 9 organizzazioni in Israele, includendo MachsomWatch, Bat Shalom e New Profile. Altri organizzatori attivi sono: Anarchists against the wall, Gush Shalom, Hadash, High School Seniors draft Refusers, Rabbis for Human Rights, University Student Coalition, e Yesh Gvul. Gaza Fermate lAssedio! Fermate la guerra! Un mese di protesta: 4 Novembre2 Dicembre 2006 La situazione a Gaza ha raggiunto livelli di
emergenza insufficienza dacqua, elettricità
e medicine; la fame, la povertà e la disoccupazione;
scuole e altri servizi sono fuori uso; i costanti
bombardamenti e attacchi da parte delle forza armate
israeliane. Il problema è lassedio di Gaza da
parte di Israele e le sanzioni imposte dalla comunità
internazionale, peggiorate dai bombardamenti
israeliani in corso. Se questo assedio continua, vedremo
il diffondersi di malattie, malnutrizione, ed anarchia. Unitevi alla nostra Campagna Internazionale La comunità di organizzazioni pacifiste di
Israele si è riunita in una grande e coordinata campagna
per mettere fine allassedio di Gaza e per
richiedere che Israele riprenda i negoziati con i
legittimi rappresentanti del popolo palestinese. Gaza: Fermate lAssedio Fermate Per tutto il mese di Novembre: sit-in, seminari, petizioni, volantini, poster 2 Dicembre: Manifestazioni in tutto il mondo Per favore unitevi con noi per questo sforzo umanitario e politico: usate il mese fino alla grande manifestazione, il 2 Dicembre, per aumentare il livello di conoscenza nella vostra comunità. Mandate lettere, fax e petizioni ai vostri rappresentanti. Organizzate sit-in e seminari di conoscenza. Fateci sapere i vostri piani in modo tale che
sia possibili incoraggiarci e potenziarci a vicenda con i
nostri numeri e linformazioni sui nostri siti web. Scrivete i vostri piani a Debby Lerman
allindirizzo debbyl@actcom.co.il Attività pianificate in Israele Forse alcune di queste potrebbero fornirvi qualche idea per le vostre attività: Materiale stampato
volantini, un manifesto, un'inserzione pubblicitaria,
figurine. Eventi locali - "sessioni
d'insegnamento" che includono film, testimonianze,
giornalisti, palestinesi di Gaza ecc. Sitin/manifestazioni Davanti
all'ufficio del primo ministro, Convegno straordinario per Media Scriveremo
articoli, lettere, blogs, risposte - per giornali, TV,
radio e internet. Corteo di macchine al confine con Gaza. Manifestazione il 2 dicembre a Tel Aviv e
in tutto il mondo -Includendo collegamenti
telefonici con Gaza e, se possibile, eventi
internazionali di solidarietà.
Per ulteriori informazioni e per i vostri
aggiornamenti:: Debby Lerman at debbyl@actcom.co.il or +972-52
457-0704 Materiale di base: LEconomia
di Gaza
Secondo L'impatto di tutte le restrizioni combinate - la
quasi totale chiusura e l'embargo economico in corso, ha
causato livelli di disoccupazione senza precedenti,
attualmente circa il 40% a Gaza (era meno del
12% nel 1999). Infatti, agli operai palestinesi di Gaza
non è permesso entrare in Israele dal 12 marzo 2006, il
mercato principale e tutti i valichi di entrata e uscita
sono stati quasi totalmente sigillati dal 25 Giunio 2006
quando l'attuale campagna militare israeliana su Gaza ha
avuto iniziato. Inoltre, nei prossimi 5 anni,
occorreranno 135,000 nuovi posti di lavoro solo per
mantenere il livello di disoccupazione al 10%. Anche il
settore commerciali ha subito un forte impatto.
Allinizio di maggio 2006, per esempio, il
valico di Karni, attraverso il quale entrano tutte le
merci, è gia stato chiuso per il 47% dell'anno con
perdite stimate pari a $500,000-$600,000 al giorno. Ad
aggravare la situazione, si aggiungono le perdite
agricole stimate per $1.2 miliardi per Gaza e
Cisgiordania negli ultimi 6 anni. Gia nellAprile del 2006, il 79% delle
famiglie di Gaza vivevano in povertà ( in confronto con
meno del 30% registrato nel 2000), una cifra che è
drammaticamente aumentata, molti sono affamati
Sara Roy, The Palestine Center 12 Ottobre 2006 Non è una
questione interna palestinese
Questi sono i passi
dellesperimento: imprigionamento (dal 1991);
rimuovere gli usuali mezzi di sostentamento dei
prigionieri; praticamente chiudere ermeticamente,
lasciando fuori i punti vendita, distruggendo i
mezzi esistenti per il sostentamento, impedendo
lentrata di materiali grezzi ed il commercio dei
beni e della produzione; prevenendo lentrata
regolare di medicine e di materiale ospedaliero; non
portando cibo fresco per intere settimane; impedendo, per
anni, lentrata di parenti, professionisti, amici ed
altri, e permettendo a migliaia di persone malati,
capi di famiglia, professionisti, bambini di
restare bloccati per settimane nei cancelli chiusi
dellunica entrata/uscita della e dalla Striscia di
Gaza.
Rubare centinai di milioni di dollari ( le
entrate delle dogane e delle tasse raccolte da Israele
che appartengono ad i palestinesi), così come forzare il
non pagamento dei gia bassi salari della maggior parte
dei dipendenti del governo per mesi; presentare il lancio
di razzi Qassam fatti in casa come minaccia strategica
che non può non essere fermata dal ferire donne, bambini
ed anziani; aprire il fuoco sui nuclei residenziali molto
popolati via aerea e via terra; distruggere gli orti, le
piantagioni ed i campi. Mandare aerei a spaventare la popolazione con le
bombe suono; distruggere la nuova centrale elettrica e
obbligare i residenti rinchiusi nella Striscia di Gaza a
vivere senza elettricità per la maggior parte della
giornata nellarco di quattro mesi, che presto si
tramuterà in un anno pieno in altre parole, un
anno senza frigo, ventilatori elettrici, televisione,
luci per studiare e leggere; obbligarli ad andare avanti
senza un rifornimento regolare di acqua, che dipende dai
rifornimenti elettrici. E il buon vecchio esperimento
israeliano chiamato mettili dentro una pentola a
pressione e vedi che cosa succede, e questa è una
delle ragioni per le quali non è una questione interna
palestinese
. Amira Hass, Haaretz October 4, 2006 Lo scandaloso assedio israeliano di Gaza Israele ha ucciso 2.300 palestinesi di
Gaza neglultimi sei anni, inclusi i 300 nei quattro
mesi successivi alla cattura del soldato israeliano Gilad
Shalit in un raid al confine compiuto dai combattenti
palestinesi il 25 Giunio. I feriti invece si contano a
decine di migliaia. La maggior parte dei morti sono
civili, molti di loro bambini. Le uccisioni continuano quotidianamente
ad uccidere carri armati ed il fuoco dei cecchini,
bombardamente via area e via mare, e da squadre in
borghese con indosso vestiti da civili invitati nei
territori arabi per tendere agguati ed assassinare, una
specialità israeliana perfezionata nel corso di molte
decenni. Per quanto ancora la Comunità
Internazionale permetterà che questo
massacro continui? La crudele repressione dei territori
occupati, e di Gaza in particolare, è oggi una delle
più scandalose al mondo. E la macchia più scura
del discontinuo percorso Israeliano che vuole essere uno
stato democratico
. 27 Ottobre, 2006 Lassedio semina lanarchia e la morte a Gaza. E un disastro prodotto dalle persone che deve essere fermato. Per maggiori informazioni e aggiornamenti: Debby Lerman at debbyl@actcom.co.il o +972-52) 457-0704 |