beneforti

Marco Beneforti risponde all'articolo riportato in coda

La lista Progetto Comune prende atto che viene spesso omessa accanto al nome del suo candidato sindaco, Giovanni Capecchi. Non sappiamo quanto questa
dimenticanza sia casuale o voluta, ma tant'è..
Riguardo al documento firmato da tutti i segretari del centro-sinistra pistoiese che appoggiano il sindaco Berti, ci stupisce ancora una volta l'arroganza e la presunzione di una certa casta politica per cui, chi non la pensa come lei, viene tacciato di qualunquista o peggio ancora di colui che vuole fare il gioco della destra.
In questo mondo pieno di incertezze, stupisce trovare persone che credono di detenere la Verità assoluta, in un'estasi autoreferenziale che li allontana sempre più dalla gente. Sembra che tutti si stiano accorgendo della crisi della politica ,tranne loro.
Se la suonano e se la cantano: non vuoi l'ospedale al Campo di Volo? Allora sei contro la sanità pubblica,ergo contro i cittadini. Poco importa se l'area in questione presenta una tale valanga di controindicazioni che avrebbe dovuto mettere quanto meno un tarlo di dubbio.
Ti dici di sinistra e non sostieni questa amministrazione? Allora fai il gioco della destra.
Forse si sono persino stupiti che ci siano persone di sinistra che ragionano con la loro testa e non con la tessera di partito in tasca.
Altra bugia, che a forza di essere ripetuta è diventata ormai una verità strisciante, è quella secondo la quale le forze di opposizione di sinistra sappiano solo criticare e mai proporre qualcosa di costruttivo.
A parte che questa domanda la dovrebbero porre anche alla 'sinistra critica' che governa, ad ogni buon conto si vadano a vedere il programma di Progetto Comune : più partecipazione con bilancio partecipativo almeno per opere e servizi, attivazione di Agenda 21, riduzione dei compensi degli amministratori e limite ai mandati , edilizia popolare convenzionata di qualità,piano del traffico condiviso, salvaguardia delle ville storiche a Giaccherino,.S.Lorenzo, il Ceppo. Consolidamento della sanità pubblica con l'ospedale di comunità,studi epidemiologici sulla popolazione e monitoraggio degli inquinanti,  più decoro e meno cemento nelle periferie, raccolta differenziata porta-a-porta.
Mi fermo qui ma ci sarebbe tanto altro ancora. Forse andrebbe letto con il metro della logica e non con quello dell'ideologia.

Marco Beneforti -
Progetto Comune

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
«Votare Verdi aiuta solo la destra»
I segretari del centrosinistra contro il partito di Giovanni Capecchi

«Quel partito ha mostrato molte sintonie con An e Forza Italia non solo sull'ospedale»

 PISTOIA. A pochissimi giorni dal voto, la campagna elettorale si è improvvisamente avvelenata. Il presunto documento segreto (in realtà tutti sapevano e tutti hanno scritto all'epoca) sull'ospedale reso pubblico da Giovanni Capecchi (Arcobaleno su Pistoia e Progetto Comune), ha acceso il fuoco della polemica. Il centrosinistra dispone sul terreno tutte le batteria di fuoco per rispondere a Capecchi. Lo fa con un documento durissimo dei segretari dei partiti della coalizione che appoggia Renzo Berti: Paolo Bruni (Ds), Niccolò Cannata (Pensionati), Andrea Cappelli (Italia dei valori), Calogero Armato (Udeur), Federica Fratoni (Margherita), Libero Galligani (Comunisti italiani), Alberto Pastorini (Rifondazione comunista).
 Secondo gli esponenti del centrosinistra, il candidato sindaco dei Verdi ha tolto ogni dubbio sull'utilità di un voto in suo favore. Lo ha fatto con la "stupefacente affermazione" che in caso di (improbabile) ballottaggio lascerebbe liberi i suoi elettori di scegliere tra centrosinistra e centrodestra. Ha cioè detto, spiegano i segretari, che chi al primo turno voterà per lui, nel caso ci sia un secondo turno potranno scegliere indifferentemente il centro destra o il centro sinistra.
 «Un'affermazione neoqualunquista - sostengono -, che arriva alla fine di un percorso che fin dall'inizio ha mostrato molte (e strane) sintonie con la destra. A partire dal no al nuovo ospedale al Campo di volo, proseguendo con il ricorso al tribunale firmato dal capogruppo dei Verdi insieme a quelli di Forza Italia e Alleanza Nazionale, per finire con la disponibilità a gettare a mare la sua realizzazione proponendone una nuova localizzazione: destra e Verdi indicano infatti nell'area ex Pallavicini la collocazione migliore.
Alla faccia del richiamo a non fare gli interessi dei privati segnalano un'area che il Comune dovrebbe pagare, e al caro prezzo di 20 milioni di euro, al privato e rinunciano ai quasi 2 milioni di euro che entreranno nelle casse comunali dalla vendita di una piccola parte dell'ex Campo di volo e che potranno essere utilizzati per sistemare a verde tutti i restanti 49 ettari. Nella loro foga anti-centrosinistra, arrivano persino a contestare la cassa di espansione che verrà realizzata lungo l'Ombrone e che permetterà di proteggere il territorio dalle alluvioni».
 Prontissimi a criticare l'amministrazione che li ha visti partecipi per tre anni e mezzo su cinque, ricordano i segretari, e dimenticando che negli ultimi dodici anni hanno governato la città, si dicono alternativi, ma in realtà stanno "tirando la volata" alla destra, visto che i loro voti non serviranno a governare, ma solo a fare opposizione ad una coalizione che, finché li ha visti partecipi andava bene, quando poi li ha estromessi perché hanno scelto la via giudiziaria, è diventata fonte di ogni problema.
 «Dichiarano - si legge in una nota - che i loro sono voti in libertà, patrimonio possibile della destra. Bella svolta, non c'è che dire. Sono gli stessi Verdi che dedicano al tema dei servizi educativi per le famiglie solo una riga del loro programma, che invitano a valutare se non sia meglio lasciare l'ospedale dov'è (ma nel frattempo malati e loro familiari dove dovrebbero trasferirsi?) semplicemente riadattandolo. Criticano il Piano della mobilità ma non dicono come andrebbe cambiato. Non vogliono la cassa di espansione sull'Ombrone ma non indicano dove collocarla. Non hanno argomenti, spargono veleni e rancori, accusano gli altri di occupare il potere, dimenticando che per amore della poltrona sarebbero ancora in Giunta se le altre forze politiche non avessero fatto loro notare che la loro occupazione del potere era incompatibile con le posizioni sostenute. Oggi invocano tardivi ravvedimenti per rifarsi una verginità che non possiedono.
Si caratterizzano come il "Partito del no a prescindere" e sanno solo dire che tutto deve essere deciso dopo aver sentito i diretti interessati, come se chi amministra non si confrontasse sempre, ma con tutti i cittadini e non solo con una parte di essi. Insomma a Pistoia votare per i Verdi non è soltanto sprecare un voto, ma significa addirittura fare il gioco della destra».

 

 

 

 

 

vermigli

Cari amici,
i due quotidiani pistoiesi, Il Tirreno e La Nazione, stamani mattina (il 23 maggio / NDR) hanno riportato una piccola parte della lettera ciò che ho loro inviato. Per una maggiore chiarezza, avendo ricevuto varie telefonate, invio il testo "originale".
Antonio Vermigli
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Caro redattore,
questa comunicazione ha il solo scopo di informarti su un costume politico che è in atto ormai da molto tempo nella gestione della politica a Quarrata: "non disturbare la gestione politica al manovratore". Insieme ad altri amici, dopo una serie di richieste di confronto e dibattito con i partiti dell'attuale amministrazione, -la nostra prima richiesta pubblica risale al 29 novembre 2006, che ha portato dopo molta fatica all'incontro pubblico del 12 dicembre 2006, terminata con il nulla di fatto. Avevamo "già pensato e definito il tutto", questa fu la loro risposta-. Di conseguenza molti di noi hanno deciso di dare  una mano alla costituzione della Lista Civica CittàPerTE.
Quattro priorità hanno distinto il nostro impegno: democrazia e partecipazione, la gestione dei beni comuni. lo svolgersi delle primarie e la durata degli incarichi amministrativi. Abbiamo iniziato la campagna elettorale invitando il prof. Riccardo Petrella, presidente del contratto italiano dell'acqua, la termineremo giovedì prossimo, 24 maggio con padre Alex Zanotelli su: democrazia e partecipazione e i beni comuni.
Improvvisamente ieri sera mentre in autostrada mi stavo dirigendo verso Rovigo, invitato per una conferenza sono stato raggiunto da una telefonata di padre Alex.
Contenuto: l'assessore Luca Gaggioli gli aveva telefonato stupito per la sua presenza e avvertendolo che la nostra era una lista civica. Mi fermo qui! Volutamente non commento il suo comportamento. Stupito, ho raggiunto telefonicamente l'assessore il quale ha "farfugliato" a sua discolpa che lui ha sempre avuto la  massima disponibilità al dialogo, al confronto.
Gli ho chiesto la disponibilità ad un dibattito pubblico, ha risposto che è impegnato.
L'ho invitato a scegliere lui una data nelle prossime settimane dal momento che spero che la politica non "chiuda come sempre il suo sipario" una volta svoltasi la contesa elettorale. Non ha manifestato  nessuna risposta. Termino: conosco don Luigi Ciotti da quindici anni, contribuendo alla costituzione di Libera, nomi numeri colori e associazioni contro le mafie. Ho la sensazione che la telefonata di Gaggioli sia frutto della cultura del potere. Di quel potere che si manifesta palesemente in certeregioni  del nostro sud, quando qualche amico dell'"amico" va a trovare  le persone che si sono esposte e molto delicatamente gli si rivolge dicendogli: hai detto questo, vuoi fare questo.
L'altro intemorito domanda: ho detto o fatto qualcosa di male? No, no e sorridendo lo saluta.
Caro Luca, ti comunico che padre Alex sarà a Quarrata giovedì 24 e dirà come sempre, tutto ciò che pensa su: democrazia e partecipazione e i beni comuni.
Perchè lui è un tipo che non si fa condizionare dagli "amici". A noi questo basta e avanza.
Antonio Vermigli
Rete Radiè Resch di Quarrata

 

 

 

 

 

 

chiti

Tra le varie pubblicità elettorali che ci invadono ho notato una curiosità: per la chiusura della campagna elettorale il ministro Chiti è dato presente alle 21 del 25 maggio sia a Lucca, con Lapo Pistelli e Tagliasacchi, sia a Porcari, qui con Toschi, Baccelli e Baccini.

In realtà lo sdoppiamento è solo apparente perché nel volantino lucchese è dato presente come “ministro delle riforme istituzionali” mentre a Porcari vi sarà come “ministro per i rapporti col Parlamento”.

Il dubbio che mi assilla è: a Pistoia non viene a fare la chiusura perché ha finito le deleghe o perché ha qualche imbarazzo ?

Mauro Chessa

 

 

 

 

 

 

caripipe

Maggio 2007

Nel 1999 la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia ha trasferito alla Cassa di Risparmio di Firenze Spa il pacchetto di maggioranza delle azioni ordinarie della propria banca: oggi la Banca di Firenze è titolare del 60% della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Nel capitale della Carifirenze sono presenti, l’ente CR Firenze, con quota nettamente prevalente sulle altre, il gruppo San Paolo IMI, BNP Paribas e altri minori

Queste due banche sono rispettivamente al primo e al secondo posto nella classifica nazionale delle Banche Armate: secondo il rapporto 2007 della Presidenza del Consiglio dei Ministri sull'export italiano di armi Intesa-San Paolo ha compiuto lo scorso anno transazioni internazionali per 493,6 milioni di euro mentre altri 290,5 milioni di euro hanno visto protagonista Bnp-Paribas.

 

 

 

denuncia

Pistoia 08/12/2006

ATT:

PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

PREFETTO DI PISTOIA

Assessore Fedi

Assessore Ginanni

Sindaco di Pistoia

Giunta Comunale

Presidente della Circoscrizione n. 2

Al presidente della Commissione urbanistica

Cipolla Roberto II° Commissione:

Ai componenti della Commissione: Bertinelli Samuele, Mazzocchi Maurizio, Taffini Giorgio, Orlandini Sandro, Fusari Andrea, Guiducci Giuliano, Vettori Albano, Civinini Umberto, Capecchi Alessandro, Bartolomei Alessio, Cipriani Jessica.

A tutti i Consiglieri Comunali

Ogg:   Richiesta si eliminazione del paragrafo inerente il „collegamento Viario del Fagiolo e rotonda di Via Erbosa“  dalla Variante SUD

Con stupore siamo venuti a conoscenza dell'imminente votazione in Consiglio Circoscrizionale e successivamente in Consiglio Comunale (11 al massimo 18 dicembre 2006) della Variante Sud che prevede la realizzazione di una rotonda in via Erbosa, preferita a quella del Fagiolo, con chiusura della Via Fiorentina e Via Bassa della Vergine con spartitraffico.  L’Amministrazione mette inoltre a votazione l’auspicio che il tutto venga fatta in contemporanea alla realizzazione del collegamento della variante del Casello nel 2006/2007.

Ricordiamo che  gli Assessori presenti all’assemblea popolare organizzata dai Comitati Riuniti di Pistoia Sud nella Chiesa della Vergine il giorno 20/11/2006 con espressa indicazione dell’Assessore Ginanni hanno ritenuto ragionevole che l’ipotesi di una eventuale rotatoria possa e/o debba essere subordinata alla completa realizzazione della tangenziale Sud, conformemente a quanto indicato dall‘ Ing. Mazzoni della Provincia di  Pistoia (cfr. Relazione incrocio del Fagiolo/Via Erbosa – verbale riunione tecnica del 6 sett. 2006), e hanno chiesto quindi di posticipare tale decisione,considerando la ricaduta della realizzazione della tangenziale Sud di Via del  Casello“.  In tale sede i cittadini hanno anche chiesto un incontro urgente con Sindaco e tecnici per ridiscuterne alcuni aspetti prima della votazione in Consiglio Comunale considerando qualsiasi spartitraffico improponibile.

Per tutta risposta nel giro di soli 10 giorni non solo nessuno ci ha convocato ma anzi con sollecitudine è stata richiesta la votazione della variante in Circoscrizione di poi in Consiglio Comunale. Riteniamo che sia:

·         Grave prima di tutto che i rappresentati dei cittadini riuniti in Assemblea non siano stati convocati dal Sindaco come richiesto tramite l’Assessore Fedi;

·         Grave il fatto di voler far passare come un semplice aspetto della complessa Variante SUD la sistemazione dell’incrocio del Fagiolo, in quanto il Fagiolo non appartiene alla zona oggetto di variante (zona compresa tra ferrovia e viabilità al sud)  non sussiste necessità di variante essendo già stato stabilito a suo tempo la realizzazione della rotonda al Fagiolo senza spartitraffici per nessuno, e quindi chi vota la Variante forse non si rende conto che va ad incidere su un quartiere e che necessariamente ne vota la morte.

·         Grave l’agire senza attendere l’esito dell’esposto fatto alla Procura della Repubblica riguardo alla legittimità dello sbocco in Via Fiorentina degli appartamenti del Casone„Le Mole“, che i cittadini considerano direttamente influente sulla decisione di spostamento e chiusura.

·         Grave il fatto che si decida un intervento sul traffico prima di vedere gli effetti della variante del Casello che comporterà un notevole alleggerimento del traffico e che potrebbe addirittura rendere inutile la spesa prevista di circa due miliardi e mezzo di vecchie Lire.

·         Grave il fatto che si scelga solo su valutazioni di tipo economico il posizionamento di una rotonda in un posto od in un altro senza nessun analisi e  nessuna valutazione delle conseguenze negative e gli evidenti rischi di degrado rispetto all’attuale standard di vivibilità della zona, sulla salute e l’economia delle persone e senza nemmeno considerare progetti alternativi in seguito ai probemi evidenziati da un anno e mezzo dai residenti in zona tra i quali molti sono messi in condizione di vendere la propria abitazione. Grave il fatto che con siffatta leggerezza si spendano soldi pubblici senza fare ciò che veramente occorre: marciapiedi sicuri, piste ciclabili, strisce pedonali e verde pubblico

Concludendo si considera che l’approvazione del cosiddetto collegamento Viario del „Fagiolo“ sia una trappola per il Quartiere e che l’iter che è stato seguito, per quanto amministrativamente nella norma, è una sorta di ACCANIMENTO TERAPEUTICO E DI FATTO QUANTO DI PIU' ANTIDEMOCRATICO CHE un Quartiere abbia mai potuto vivere e.

Per questo chiediamo come procedura di urgenza di togliere dall’approvazione della Variante Sud ciò che riguarda l’incrocio viario in questione e su questo aspetto esigiamo una risposta ufficiale dagli organi competenti.

Comitati Riuniti Pistoia Sud

Nadia Orsini – Biancangela Fabbri

 

 

 

pasolini

FRANCESCO DE GAETANO:

“Avvendure di guerra e di pace”

A proposito dei rapporti tra “ cultura “borghese e “cultura”popolare ho avuto in questi ultimi mesi amare esperienze. Ho dovuto sperimentare che gli intellettuali italiani non si sono mai posti il problema della “ cultura “ popolare, e non sanno nemmeno cos’è. Credono che il popolo non abbia cultura perché non ha cultura borghese; oppure che la sua cultura sia quella larva di cultura borghese che esso può apprendere a scuola, o in caserma, o comunque nei rapporti burocratici con la classe dominante. Che il popolo dunque viva in una specie di sogno pre-culturale, cioè pre-morale e pre-ideologico. Dove morale e ideologia sono viste come appannaggio esclusivo della classe borghese ( o meglio degli intellettuali stessi, letterati,scienziati o uomini politici).

Attraverso una nozione così estremamente classista, per non dire aristocratica, di “cultura”, il popolo viene dunque considerato come una specie di riserva, ai cui appartenenti la cosiddetta democrazia parlamentare consente la possibilità di contribuire alla “cultura” del Paese solo a patto che essi siano capaci di ottenere una “promozione” sociale.

Cioè di accettare a far propria la “cultura”della classe dominante.

Parlo in termini molto elementari perché devo essere didascalico. Non per presunzione. Ma per evitare nuovi equivoci. A causa della mia vita personale, della scelta che ho fatto di trascorrere i miei giorni e di impegnare la mia vitalità e i miei affetti, fin da ragazzo, ho tradito il modo di vita borghese ( a cui ero predestinato). Ho trasgredito ogni norma e limite. Ciò mi ha fatto fare esperienza- un’esperienza concreta, reale e drammatica- dell’universo che si estende sconfinato, sotto il livello della cultura borghese. L’universo contadino (di cui fa parte il sottoproletariato urbano); e anche quello operaio ( nel senso che anche un operaio appartiene, spirito e corpo, alla cultura popolare). Ho aggiunto alla mia esperienza esistenziale, anche degli interessi specifici. Cioè linguistici, per esempio. Ma anche etnologici e antropologici. Non ne ho un’informazione scientifica; ma ne ho la conoscenza che deriva da un profondo interesse. E’ tutto questo che mi fa stupire di fronte alla totale ignoranza della maggior parte degli intellettuali italiani-e non solo dei più miserabili, come Barbato- su questi problemi.

In genere il “ popolo” è sentito psicologicamente e miticamente: come un’alterità quotidiana,così ontologica da non meritare di essere approfondita.

Non si cercano i nessi fra dialetto e cultura popolare; si ignora la sedimentazione di codici di comportamento dovuti a civiltà precedenti; si considera puramente teorico e “ remoto” l’apporto di culti anteriori a un cattolicesimo che è sempre stato religione di classe ecc. ecc. Quel qualcosa di “ corporalmente diverso”, poi, che definisce una persona del popolo, viene completamente rimosso, o accettato a livello comico.

Gli artisti “ naif” possono in un certo senso accreditare tali equivoci borghesi sulla cultura popolare ed essere una conferma del giusto rapporto di superiorità, paternalistica, con gli appartenenti alla classe popolare.

In realtà il “naif” compie un’ingenua operazione di sottomissione e comunque di accettazione della cultura borghese. La sua buona volontà e la sua fiducia lo spingono a una forma di integrazione imperfetta a causa della sua incapacità ad assimilare regole e tecniche di un’altra cultura ( assimilazione a cui si arriva solo dopo anni di studio, cioè attraverso la trasformazione del proprio essere). Il “ naif” non fa in tempo e non ha avuto i mezzi per una palingenesi piccolo-borghese. Egli resta quel popolano che è. Ma, dal momento in cui prende un pennello in mano, oppure la penna, egli rinuncia alla totale innocenza, e orecchia dalla classe dominante, con cui è in contatto fin dalla nascita, un diverso modo di esprimersi. Non ne può che far nascere il “pastiche” cioè una contaminazione fra due modi di essere e due modi di parlare .Ma, di solito, l’opera di un “naif” è un prodotto che si vuole deciso dalla grazia:da ciò il suo effetto estasiante. Mentre il “ pastiche” non lo è, per sua natura (in alcuni gran scrittori esso può essere entusiasmante: ma non mai, appunto estasiante). Ciò significa che a prevalere nell’opera del “ naif” è la sua natura popolare, e che il “pastiche” è solo alla superficie. Esistono infatti una poesia e una pittura popolari

( prodotto a loro volta di contaminazioni avvenute in epoche precedenti): e sono i loro schemi a prevalere anche nell’opera del più borghesizzante dei “ naif”. Prendiamo le Avvendure di guerra e di pace di Francesco De Gaetano. Sono le memorie ( molto essenziali:66 pagine) di un contadino della provincia di Benevento, riguardanti soprattutto la sua partecipazione a due guerre borghesi, quella del ’15-18, e quella d’Etiopia ( in entrambi  i casi egli è finito prigioniero). Una brevissima appendice ci informa dell’ultimo capitolo della sua vita ( emigrazione in America). Francesco De Gaetano è praticamente analfabeta ( ha fatto la seconda elementare),eppure in fondo alla provincia di Benevento, quand’è ancora adolescente, lo raggiunge la sirena dell’altro universo, quello che egli sente come superiore. Superiore ma estraneo. Irrimediabilmente estraneo. Infatti, non appena, - soldatino di leva- parte per la grande guerra, il suo entusiasmo e la sua curiosità screditano di colpo il vecchio mondo con la sua violenza feroce e idiota. Lo sguardo che il ragazzo De Gaetano posa sulle cose proviene da una tale lontananza, e, appunto da una tale estraneità che le impoverisce e le ridicolizza, politicamente e ideologicamente, almeno quanto, al contrario le valorizza fenomelogicamente. La guerra e la prigionia attraverso questo sguardo, che, come quello dei veri poeti, vede tutto e sceglie l’essenziale- appaiono come una sola immensa buffonata: anche perché De Gaetano ha molto sentimento, ma non è sentimentale, e quindi la morte non lo sconvolge più che tanto. Lo sguardo che il giovane De Gaetano lancia sulle cose, nella sua grande avventura, è tanto più poetico quanto più egli vive e si esprime a un livello che dir pratico è poco: si tratta infatti del livello dell’utilitarismo puro, posto al servizio della più assoluta necessità.

Mentre il mondo borghese vive l’apocalisse, De Gaetano pensa solo e unicamente a come procurarsi un pezzetto di pane o uno straccio con cui coprirsi. Inconsapevole dell’enormità della sproporzione dissacratrice egli si “ arrangia” pieno di buona volontà, quasi di buon umore che è l’ultimo tocco all’inconscia anarchia blasfema di ogni suo gesto. Ecco come egli descrive il modo con cui è giunto al punto di morte:

“ Mi adagiarono sul letto, mi coprirono con alcune coperte, mi dissero sloffi sloffi, che significa dormi, e uno di loro andò via e l’altro rimase per vigilarmi, per vedere quando morivo.”

Alla seconda impresa, quella etiopica, De Gaetano si è fatto più “furbo”.Non è più un adolescente, ma un uomo. Quanto al mondo della classe dominante, ha capito di cosa si tratta. Partecipa all’impresa per calcolo.

Cercherà infatti di metter su un locale in qualche provincia dell’Impero. Non teme le contraddizioni: vi vola sopra con l’impeto di un uccello trasmigratore. Ha rispetto per le autorità ( su cui ha fatto una certa pratica), ma la sua estraneità ad esse sostanzialmente rimane intatta. Accetta il fascismo ( visto che per lui non è che una forma come un’altra di potere, e, ai suoi occhi, non si distingue in nulla dal potere liberale) ma, appunto perché è per lui così irreale, si comporta con esso nella più assoluta dissociazione, destituendolo totalmente di ogni valore, abrogandolo nella propria coscienza. Non viene però meno ai patti d’onore e si comporta dignitosamente, quando l’esercito fascista è sconfitto. E, durante tutti questi alti e bassi, la foga con cui egli vive non si placa mai un solo istante. Se qualcosa lo costringe o lo lega, egli fa come l’uccello dei canti popolari: “ Tutte le mattine io andavo al cangello d’uscita, come fanno gl’iucelli in gabia…”

Ora Gaetano ha settantatré anni e vive da pensionato al suo paese. Egli ha stupendamente descritto questa sua condizione nei tre versi che fanno parte da epigrafe al libro:” Mendre l’uomo si avvia verso una lunga via/ prima di arrivare si perde/ e tramonta durante il suo cammino:”

Nel vivere e nello scrivere, egli ha accettato gli schemi di comportamento e i canoni retorici intuiti in un mondo a livello infinitamente più alto, ed è anche convinto di averli applicati: in realtà li ha vanificati con un contenuto perfettamente “ altro”, cioè appartenente a un’altra cultura. Quella che oggi l’acculturazione del più totalitario dei Poteri sta distruggendo. Non è nemmeno pensabile che gli stessi nipoti ventenni di Francesco De Gaetano, ormai “acculturati”, e perciò veri servi del potere, possano più essere come lui.

PIER PAOLO PASOLINI

(da Tempo, 12 luglio 1974 )

 

tarfirenze

COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

27 novembre 2006

una bella data per i cittadini di Firenze

Il TAR toscano con sua sentenza  dà ragione ai cittadini che difendono il parco storico delle colline a Soffiano e annulla le concessioni di nuova edificazione rilasciate dal Comune di Firenze e dalle amministrazioni regionale, provinciale e dei beni culturali!

Da mesi, dei cittadini, costituitisi in un comitato di residenti di Via Soffiano e Via Arnoldi, si sono battuti per impedire uno dei più vergognosi episodi di cementificazione di un’area di pregio protetta da numerosi vincoli paesaggistici e ambientali.

Ci sembra opportuno ricordare sinteticamente i fatti:

Nel 2002 il Comune pubblica un bando per la costruzione di appartamenti secondo il programma  nazionale denominato “20.000 case in affitto” – Decreto Ministeriale 2522 del 27 Dicembre 2001– per la costruzione in aree degradate di alloggi da cedere a canone concordato. Nel corso del 2005, l’Amministrazione Comunale, invece di partecipare al bando in prima persona, e senza avviare alcuna seria iniziativa per il recupero di aree all’interno delle previsioni del PRG, accoglie in tempi brevissimi progetti per ben 688 alloggi. Delle 9 aree interessate una era a destinazione industriale, mentre tutte le altre, erano riservate a servizi, a funzione agricola o, come nel caso di via Arnoldi, appartenevano al Parco storico della collina e dell’Arno, in cui vige il divieto assoluto di edificare.

Da quel momento tutti i servizi previsti in quelle aree (verde pubblico, servizi sociali, parcheggi, ecc) sono automaticamente cancellati.

Ma ricordiamo anche le agevolazioni per la proprietà privata in quest’operazione:

- finanziamento statale tramite la Regione del 45% dei costi di costruzione degli alloggi da affittare a canone convenzionato (se la locazione è permanente) e del 25% (se invece è a termine per almeno 10 anni)

- rimborso del 40% dell’ICI per 10 anni

- abbattimento del 40% degli oneri di urbanizzazione

- dilazione del pagamento della restante somma per un periodo di 5 anni

- aumento dei massimali di affitto concordato dal 65 al 75%, poi ulteriormente ritoccati in modo da annullare quasi la riduzione.

- eliminazione degli oneri concessori relativi al costo di costruzione

E soprattutto:

-un incremento notevole della rendita urbana realizzato attraverso il cambio di destinazione del terreno, reso edificabile, con possibilità di realizzarvi oltre ai 368 alloggi in affitto, anche 300 appartamenti in vendita a prezzo di mercato.

Altro che aree degradate!

I cittadini hanno denunciato lo scempio urbanistico e richiesto con forza il rispetto delle norme di tutela fin dall’inizio del procedimento: senza mai essere ascoltati!

Hanno studiato le leggi e le normative facendo osservazioni e proposte motivate di revoca del progetto: senza mai essere ascoltati!

I cittadini hanno presidiato sotto il sole estivo l’area dove si è aperto il cantiere, per difendere la loro proprietà dall’arroganza della ditta costruttrice spalleggiata da solerti agenti di polizia urbana.

Nonostante il consenso ricevuto non solo nella nostra città ma anche fuori (si pensi allo spazio dato alla vicenda nell’autorevole sito dell’urbanista veneziano Edoardo Salzano, www.Eddyburg.it), l’unico rimasto sordo a queste denunce è stato il nostro assessore all’urbanistica Biagi.

Oggi è un bel giorno perché la sentenza del Tar, senza mezzi termini, dà ragione ai cittadini di via Soffiano/Arnoldi e a chi li ha appoggiati, e sanziona in modo severo i comportamenti illegittimi delle amministrazioni comunale, regionale, provinciale, e della stessa Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio.

Di fronte a questa autorevole sentenza l’assessore Biagi ha saputo replicare solo dicendo che difenderà il Comune di Firenze probabilmente impugnando la sentenza al Consiglio di Stato.

Noi siamo fermamente convinti che ha un altro mezzo più efficace di aiutare il Comune di Firenze: quello di abbandonare la carica di assessore all’urbanistica.

Dopo questo ultimo gravissimo scandalo, l’ultimo di una serie che comprende anche il parcheggio della Fortezza, chiediamo con forza a tutti i gruppi presenti in consiglio Comunale di chiedere già da lunedì prossimo le dimissioni dell’Assessore Biagi, che dovrebbero essere accompagnate anche da quelle dei suoi colleghi alla Regione e  alla Provincia, nonché del responsabile della Soprintendenza che ha autorizzato il progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

comcost

Il Comitato Pistoiese in Difesa della Costituzione, in linea con quanto deciso dal Comitato Nazionale, ha deciso di continuare la propria attività di divulgazione dei principi costituzionali (soprattutto nelle scuole) e di vigilanza sulle possibili future modifiche della Costituzione.    

Per far questo, abbiamo deciso di individuare nel primo Mercoledì di ogni mese alle ore 21:00 il giorno in cui ci ritroviamo per discutere e decidere le iniziative da prendere. Il ritrovo è, come sempre, il Circolo Arci di Bonelle. Chiunque volesse partecipare è più che gradito.    

Di seguito riportiamo il documento finale dell'assemblea del coordinamento nazionale dei comitati, svoltasi il 18 novembre a Roma, dal titolo "La Costituzione dopo il referendum: rispettare il voto degli italiani". Segnaliamo inoltre una sintesi più approfondita dell'assemblea, e l'intervento del coordinatore dei comitati  toscani Francesco Baicchi.

Ordine del giorno approvato all'unanimità dall'Assemblea nazionale dei Comitati per il referendum e la difesa della Costituzione riunita a Roma il 18 novembre 2006

L'Assemblea dei rappresentanti dei Comitati per il referendum e la difesa della Costituzione, riunita a Roma sotto la presidenza del Presidente Oscar Luigi Scalfaro ha ribadito che il chiaro e netto risultato del voto del 25-26 giugno deve essere rispettato da tutti. Con quel voto una larga maggioranza degli italiani ha confermato che i principi, i valori, l'impianto fondamentale della Costituzione repubblicana restano il fondamento condiviso della nostra convivenza democratica; e che ogni riforma istituzionale dovrà dunque essere coerente con quei principi e quei valori, e dovrà essere approvata a larga maggioranza.

I comitati ribadiscono la decisione di proseguire nel loro lavoro per assicurare che il risultato del referendum sia rispettato, per far conoscere la Costituzione innanzitutto nelle scuole, per promuovere la condivisione dei suoi principi e dei suoi valori, per sostenere l'azione per l'attuazione della Costituzione, per mantenere alto il livello di attenzione critica sulla coerenza delle proposte di riforma con i principi e i valori costituzionali.

Fondamentale e prioritaria, per l'Assemblea dei Comitati, è la modifica dell'articolo 138 della Costituzione, prevedendo l'approvazione a maggioranza qualificata di ogni successiva legge di revisione costituzionale. Questa modifica costituzionale deve essere posta al più presto all'ordine del giorno del Parlamento. Essa è essenziale per ristabilire il valore della stabilità e della supremazia della Costituzione, per evitare riforme a colpi di maggioranza, per mettere in sicurezza la Costituzione repubblicana.

L'Assemblea ha preso atto positivamente dell'impegno assunto dal Ministro CHITI sulla modifica dell'articolo 138, e delle iniziative annunciate dal Ministro FIORONI, per promuovere la conoscenza della Costituzione e la condivisione dei suoi valori nelle scuole.

 

 

 

 

 

migranti

Sportello Informativo per Migranti dei Comuni

di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano

ORARIO OTTOBRE-NOVEMBRE-DICEMBRE

Ritendo di far cosa gradita inviamo l'orario di ottobre-novembre e dicembre dello  "Sportello Informativo per Migranti" dei Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano.

Attivato grazie a un protocollo di intesa sottoscritto dai Sindaci dei cinque Comuni,  in convenzione con la Cooperativa Sociale "Gli altri" e in accordo con l'Ufficio Immigrati di Montecatini Terme e Pescia, lo "Sportello Informativo per Migranti" ha come obiettivo quello di agevolare i cittadini non italiani presenti sul territorio nel percorso di inserimento e accesso ai servizi.

Presso lo "Sportello Informativo per Migranti" sono fornite informazioni e consulenze alla popolazione italiana e non italiana, a enti, istituzioni e associazioni su tutte le questioni legate al fenomeno migratorio e sui possibili interventi in materia. Oltre al disbrigo delle pratiche per rinnovo e/o rilascio di permessi e/o carte di soggiorno, per ricongiungimenti familiari, per informazioni sui rinnovi dei permessi di soggiorno o sull’ultimo Decreto Flussi, è possibile avere consulenze anche sulla legislazione relativa a immigrazione, lavoro, scuola e servizi offerti dal territorio; qualora se ne presenti la necessità è garantito l’accompagnamento ai servizi indicati.

Lo "Sportello Informativo per Migranti" dei Comuni di Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano è aperto dalle 10.00 alle 13.00 ogni due settimane, a rotazione sul territorio di ciascun Comune: il lunedì a Ponte Buggianese o Chiesina Uzzanese, il mercoledì a Massa e Cozzile, il venerdì a Uzzano o Buggiano.

Per informazioni telefonare al Comune di Buggiano: (0572 32649), al Comune di Chiesina Uzzanese (0572 418032), al Comune di Massa e Cozzile (0572 928357), al Comune di Ponte Buggianese: (0572 932186), al Comune di Uzzano (0572 447731) o presso "Gli Altri - Società Cooperativa Sociale" (0573/964687). www. glialtri.org e.mail: intercultura@glialtri.org

il presidente della   Cooperativa Sociale "Gli altri"                            il refente dello  Sportello Informativo per Migranti

               Aurelio Grecomoro                                                                                           Roberto Niccolai

----------------------------------------------------------------------------------------------------

"Gli Altri - Società Cooperativa Sociale” per Azioni - Onlus - Via G. Gentile, 40  - 51100 Pistoia Tel.  0573 / 964 687  Fax 0573 / 450 866 sito web http://www.glialtri.org  e-mail intercultura@glialtri.org
----------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Montanari

Nella sezione ARGOMENTI della pagina iniziale del sito dell'Officina, alla voce 'rifiuti inquinamento' c'è un testo tratto da ARPAT sulle ricerche del Prof. Montanari. Bene, leggete sotto cosa è successo al Prof. (tratto dal sito di Beppe Grillo)


Hanno dato troppo fastidio e li hanno puniti. Scoperchiare certi pentoloni in cui bollono inceneritori, acciaierie e centrali elettriche ad olio pesante, e fare ombra a tromboni e pseudoscienziati sono attività che non attirano simpatie.
E allora, non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi.
Si tratta di un microscopio elettronico a scansione ambientale del costo di circa 350.000 euro con il quale i due hanno scoperto i meccanismi con cui le nanoparticelle prodotte dalle combustioni sono capaci di uccidere, e con questo il perché delle malattie che colpiscono i reduci dalle guerre del Golfo e dei Balcani, come funziona la truffa scientifica che sta dietro gli inceneritori, che cosa viene scaricato nell’ambiente dai tre milioni di tonnellate di oli pesanti bruciati ogni anno da una centrale elettrica e un sacco di altre cosette che hanno aperto una strada del tutto nuova nel campo della medicina.

Via il microscopio e noi, che non ci possiamo permettere di perdere Antonietta e Stefano, gli daremo un altro microscopio. In fretta e più potente del primo.
Da oggi parte una sottoscrizione per l’acquisto da parte della Associazione Carlo Bortolani Onlus. Io ho già dato il buon esempio devolvendo l’incasso della serata di Modena del 28 febbraio, i ragazzi dei Meetup si stanno attivando e tutti potrete rinunciare ad una pizza per non trovarvi la prossima piena d’inquinanti.
I versamenti vanno effettuati a:
Conto Corrente n. 513111
Intestato a: "Associazione Carlo Bortolani Onlus"
Presso: Banca Etica (Sede centrale di Padova)
ABI: 05018
CAB: 12100
CIN: J
IBAN: IT45J0501812100000000513111
SWIFT: CCRTIT2T84A
oppure Pay Pal (www.paypal.it) indicando come destinatario del versamento: onluscarlobortolani@reggionelweb.it
Nella serata del 30/5, con Beppe Grillo a Ferrara, sono stati raccolti 7.257,89 euro per la raccolta di fondi per il microscopio elettronico a scansione ambientale. Siamo a 140.000 euro, dobbiamo arrivare a 378.000 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

wwfberti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

costituzione2

UN NO CHE NASCE DA LONTANO

A Lamporecchio la percentuale di votanti è più alta del dato nazionale e il No allo stravolgimento della Costituzione supera l’80% attestandosi – con 3862 voti – all’80,27%. E’ la fotografia esatta di quello che pensa il popolo italiano. E’ un NO che viene da lontano, che vuol porre fine ad una lunga stagione di riduzione degli spazi democratici, dicendo chiaramente che il documento fondante del nostro convivere – la Costituzione – non si tocca. Un No che si unisce a quello più generale dell’intero paese e che non prevede pasticci, non contempla improbabili assemblee costituenti o riedizioni della nefasta dalemiana “Bicamerale”. Questo No segue la straordinaria stagione dei movimenti che ha permesso l’alternativa al governo Berlusconi e affossa definitivamente certe voglie di rivincita tramite la manomissione di ben 52 articoli della Costituzione repubblicana. Ma parla anche al Centro sinistra che nel 2001 ha voluto la riforma del Titolo V° della Costituzione (su cui noi comunisti fummo contrari) e all’Unione Europea: la differenziazione di diritti e doveri, di tutele ed opportunità è insostenibile per la coscienza democratica del nostro paese, che è indubbiamente più avanzata del progetto debolissimo sul piano della democrazia proposto con la Costituzione europea.
Ora, è tempo di vedere il governo nazionale cominciare a mettere in opera il programma condiviso da tutta l’Unione e di aprire i cantieri, sociali (che ci premono di più) e politici, per un confronto che porti a costruire l’Unione per quello che in molti auspichiamo: un movimento riformatore che, dopo aver battuto Berlusconi e una destra politica becera, batta anche le politiche sociali ed economiche di destra.

Ivano bechini
Segretario Circolo PRC di Lamporecchio
Info: 328 8475701

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

partecipazione

A Buggiano il 7 giugno si è tenuto un incontro sul tema della telefonia cellulare e dell'inquinamento elettromagnetico: danni alla salute e all'ambiente delle ode elettromagnetiche, criteri di utilizzo e localizzazione delle antenne, cosa possono fare i cittadini e le amministrazioni per tutelarsi dal prevalere degli interessi privati sul bene comune della salute e dell'ambiente, etc.. 
L'incontro è frutto di un tavolo partecipativo avviato dall'amministarazione con varie associazioni della zona.   L'argomento ha alcuni aspetti tecnici ineludibili sui quali è bene essere informati: per questo sono stati invitati degli "esperti" ben preparati e capaci di comunicare in termini semplici questioni tecnicamente complesse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

politici

Nei giorni scorsi La Nazione ed Il Tirreno hanno dato risalto ad una presa di posizione della Curia sui benefici economici del 'mestiere' di politico. La redazione de La Vita ci ha gentilmente fornito il testo che ha dato origine alla discussione. Si tratta dell'editoriale del n. 22, pubblicato il 4 giugno, che riportiamo integralmente di seguito.

POLITICI, ABBASSATEVI GLI STIPENDI

Recentissime prese di posizione hanno dato pubblica voce a una convinzione popolare giunta ormai a livelli di grave insofferenza: i politici guadagnano troppo, scandalosamente troppo. Forse qualche distinzione andrebbe fatta. Certo, fa impressione la notizia che la politica ormai è diventata la prima azienda del paese. Più che da considerazioni strettamente economiche, preferiamo però partire da un principio fondamentale dell’attività politica, intesa nel suo significato profondo e originario: la politica, è da intendersi come servizio. Altrimenti non è più se stessa.
Una verità che tende facilmente a essere dimenticata nell’esercizio attivo, tant’è vero che da più parti ci si ripete la domanda se il principio sia realmente applicabile. Il servirsi anziché il servire sembra talmente inerente all’attività politica che l’opinione pubblica è ormai convinta della loro identificazione. Il raggiungimento di certe cariche, con gli annessi e connessi che esse comportano, anche se mantenute per poco tempo, può costituire addirittura la soluzione definitiva del problema della vita. E’ giusto questo?
Sarebbe ingenuo non vedere come anche altre professioni non pecchino dello stesso peccato. Con crescente meraviglia il tintinnio dei miliardi o, se si preferisce, dei milioni, cresce intorno a noi a macchia d’olio. Non si tratta di uguagliare del tutto fra loro le diverse occupazioni, ma, quando si superano certi livelli di decenza, non è per niente ingiustificato gridare allo scandalo. Certe sperequazioni gridano vendetta al cospetto di Dio e della coscienza comune. Che razza di società ci siamo permessi di creare?
Una società basata unicamente sul denaro, che ignora in modo totale i principi dell’uguaglianza e della solidarietà, intanto non è più una società cristiana e poi rimane pesantemente condizionata dai disordini più impensati, come i recenti scandali delle banche e del calcio dimostrano a sufficienza, anzi “ad abundantiam”. Si vede che l’appetito vien mangiando, come dicevano sapientemente i nostri antichi. Colui che sogna una società più giusta e più fraterna, in cui il denaro non sia l’unica molla dell’agire personale e sociale, sembra proprio destinato a rimanere sempre più deluso. Il cammino della nostra civiltà sembra chiaramente raffigurabile in questa direzione. Una vera e propria sconfitta del messaggio evangelico, che indica chiaramente altri orizzonti. L’impegno di risalire la china non spetta soltanto ai poteri pubblici, ma coinvolge indistintamente la società in tutte le sue dimensioni, compresa quella religiosa.
Spetta però forse soprattutto ai politici rivedere le proprie posizioni e in questa società scardinata, sull’orlo di un precipizio, individualista ed edonista, dare un esempio concreto di sobrietà, di misura e, alla resa dei conti, di giustizia. Ma, ci è stato ripetuto in questi giorni, non si tratta soltanto di dare un buon esempio. La cosa è anche più seria, perché, sommando tutti i guadagni dei politici, dal primo all’ultimo, si arriva a somme spropositate, fuori misura, con cui lo Stato avrebbe la possibilità di risolvere qualche suo angustiante problema. Invece che aumentare le tasse indistintamente a tutti, chi governa pensi piuttosto a ridimensionare le spese dirette, cominciando proprio dai politici, da sempre e per definizione considerati come “ministri” e servitori della cosa pubblica. Se non altro, si potrebbero mettere insieme somme non indifferenti da utilizzare in favore dei bisognosi vicini e lontani. Che ne è, a questo proposito, del nostro impegno promesso e sottoscritto per i paesi della fame e della miseria?
La sfiducia nella politica, che va sempre crescendo almeno dalle nostre parti, nasce anche di qui. Ed è assai sorprendente che, quando si tratta di aumentarsi lo stipendio, si proceda normalmente a porte chiuse e tutti d’accordo, destra e sinistra, compresi quelli che amano definirsi i difensori dei poveri. L’ennesima dimostrazione che fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
C’è da ricordare che “in principio non era così”. Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un triste passaggio epocale. Sono questi i progressi del transito dalla prima alla seconda repubblica?
Possiamo a questo proposito ricordare i politici cristiani, non escludendo però coloro che appartenevano ad altre idee e ad altre ispirazioni. E’ di nuovo possibile ripercorrere questi antichi sentieri? E’ possibile pensare al potere politico come a un vero e proprio impegno di servizio per il bene della comunità? Dagli interessati la nostra gente attende una chiara e convincente risposta.

GIORDANO FROSINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gas

Gruppo di Acquisto Solidale Altromondo di Pistoia

Chi siamo?

Il gruppo di acquisto solidale (GAS) Altromondo di Pistoia è composto da persone che volontariamente si mettono d’accordo per acquistare insieme all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune adottando alcuni criteri nella scelta dei produttori e dei prodotti.

Il GAS nasce dall’idea che ciascuno di noi quando entra in un negozio “esprime un voto”, sceglie cioè di adottare un determinato modello di consumo. Il nostro obiettivo è di riavvicinare il consumatore al produttore e di renderci più consapevoli delle nostre scelte e delle loro implicazioni.

Per raggiungere questo obiettivo si privilegiano piccoli produttori, possibilmente locali, prodotti che rispettino l’ambiente (biologici o naturali) e che provengano da circuiti del commercio equo o dell’economia sociale.

Sei interessato?

Puoi partecipare al Gas acquistando con noi i prodotti del listino che inviamo 3 volte l’anno ( indicativamente Gennaio – Maggio – Settembre ) per e-mail.

Per contattarci o se vuoi lasciarci la tua e-mail:

Enrico e Cinzia   - gas.pt@virgilio.it – tel. 0573/364623 – 338/3537961

ed ecco anche il blog

Associazione Arcobaleno – Gruppo Altromondo – Via Fonda di S.Vitale ,4 Pistoia

 

 

 

 

 

 

 

 

baldovino

CULTURA E SPETTACOLO

POPOLARE -UNDERGROUND

( Prima parte di un documento scritto da Baldovino in occasione di un congresso ARCI aprile 02.

Da allora la situazione è immutata, nessun segnale teso a recuperare criticamente le proprie radici culturali, storiche, politiche è arrivato dall’associazionismo e dalla sinistra)

1)    LA CULTURA, AH LA CULTURA

che fa la differenza fra l’animale e l’uomo, dicevano i romantici dell’800…La cultura, in altre parole un percorso infinito di accumulazione di conoscenze, memorie, emozioni, introspezioni, ricerche…Dicono quelli della scienza che nelle fasi di apprendimento della verità-realtà, anche la coscienza del soggetto si amplia e che gli stessi neuroni, da cui dipende la memoria, ritarderanno l’invecchiamento.

Cazzus, com’è possibile sottovalutare la cultura e la memoria, non lo capirò mai…

2)     I LUOGHI DELLA CULTURA POPOLARE

Quando le Case del Popolo erano il centro della vita cultural-politica della sinistra, attraverso il partito pedagogico arrivavano alla base culture diverse: dal realismo più servile nei confronti dell’arte-letteratura dello stato guida, alle opere trasgressive dei Vittorini, Pavese, Pasolini…fino alle poesie- canzoni degli chansonnier italiani come Tenco , De Andrè…Ciampi l’abbiamo purtroppo conosciuto dopo la sua scomparsa…la pittura informale non veniva presa in considerazione, il realismo era il credo, ma il cinema grande strumento culturale era vivo e le case del popolo fecero la loro parte…

Poi scoppiò la rivolta studentesca che con la sua “ controcultura” aprì nuovi orizzonti, senza buttar via la tradizione popolare.

I Circoli, oggi non possiedono più questo patrimonio, salvo qualche residuo e qualche nobile tentativo di riprendere in mano il filo rosso della nostra storia.

Sono quasi vent’anni che la sinistra naviga a vista. Un tempo lunghissimo in cui l’avversario ha costruito le proprie fortune, ha cambiato l’economia, i valori umani. E’ nella possibilità di costruire un rapporto fra intellettuali e associazioni della cultura di massa che l’ ARCI ha dimostrato la propria inconsistenza, poiché gli uomini del partito attuavano la linea del partito e non ricercavano l’autonomia culturale. Per evitare di essere frainteso, voglio dire che non si trattava di ricercare fra gli intellettuali “ organici”, semmai si doveva con coraggio pensare agli intellettuali “ disorganici” alla Pasolini. Tutto questo e altro, assieme al fallimento storico del partito, ha portato la sinistra  a  dislocarsi su una linea culturale liberal-democratica…

3)    L’ASSENZA DI UNA VISIONE CRITICA

Il sistema dominante impone modelli di vita, consumi, comportamenti, mode: con devozione lo chiamano “ il mercato”.

Nel mondo dello spettacolo “tout court” non c’è spazio per l’intelligenza se non mette assieme un’ altissima “ audience”, e questa è la TV. Ai botteghini dei cinema e teatri assistiamo al trionfo dei mediocri e dei diffusi “ dejà vous”. Praticamente non c’è ricerca, pubblico e privato non vogliono rischiare, lo stesso mondo della canzone italiana è in una crisi artistica spaventosa.

Le “ troie di regime” imperversano dagli schermi TV, le gare o i vari giochetti che vengono presentati sotto le etichette delle tendenze di costume della società, dovrebbero fare insorgere almeno i preti, ma anche loro non fiatano…

I sistemi base della nostra sfilacciata democrazia sono in crisi: “ resistere, resistere, resistere”! Ma è d’obbligo per i  ” resistenti” ricercare il terreno del contrattacco. Le discussioni popolari spontanee, vertono sempre su “ com’è furbo lui, ha fatto tanti soldi”. Conta solo il denaro. La cultura del potere poggia su una massa d’individui che non fanno della vita una questione di profondità, sono stati formati senza una visione critica…il messaggio turistico,sportivo, pubblicitario, dei media, ossia l’essenziale del volto anonimo del potere, li ha modellati…

A questo punto diciamo che il nostro compitino è quello di creare le condizioni  per affermare una cultura critica, questo è veramente nobile, ma come possiamo ottenere risultati apprezzabili se l’insieme della sinistra non recupera la propria tradizione culturale ?

……….

P.S. La cultura popolare conteneva una  dissimilazione rispetto al “sistema” dominante…quest’ultimo ha realizzato attraverso il “ consumismo” una assimilazione fra popolo e ( nuova) borghesia… il popolo è stato (dis) integrato nei valori effimeri. Il recupero critico della tradizione anche nelle forme artistiche, dovrebbe evitare il “ basso folclore” e fare i conti con la situazione attuale, caratterizzata dal post-moderno…che si è  affermato tramite i media, la moda…politica, economia, società nel suo complesso, uso della natura, produzioni artistiche, sono diventati consensuali al mercato, tutto è merce, nel mondo globalizzato.

La sinistra  deve inventare una nuova dissimilazione,  che vada oltre il passato storico e il post-moderno contemporaneo, valorizzare le forme espressive pop.underground.

La Storia non è ancora finita…

(Baldovino 16/8/06)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sindaci

Finanziaria 2007 e Comuni. I Sindaci dei grandi Comuni e non solo si indignano. Ma più cose fanno pensare a lacrime di coccodrillo.
 
            Non so quanti hanno mai osservato in questi due ultimi anni i quadri ben evidenziati su Il Sole 24 Ore degli utili delle società di capitali di alcuni grandi Comuni, e Province, italiane. Da Il Sole di martedì 20 giugno 2006, pagina 19. Accanto alla città gli Utili netti e dividendi 2004 (in milioni di euro):
Bologna: 8,69 - Brescia: 47,7 - Genova: 3,1 - Milano: 60 - Roma: 318,2 - Siena: 0,46 - Torino: 158,3.
            Ho ragione di pensare che martedì 10 Prodi farà vedere ai Sindaci questi dati. Come dire che a seguito delle privatizzazioni di non pochi servizi pubblici locali il Governo parlerà ai Sindaci spostando il discorso su queste multi utilities. Con i dati, in crescita, del 2005 e 2006. E dirà loro di diventare più efficienti. Alias, di essere più bravi a spremere sul proprio cittadino-cliente. E, visto che c’è, a essere meno riottosi rispetto al disegno di legge Lanzillotta sulle liberalizzazioni.
Dal momento poi che un’altra parte, ancora più consistente, di Sindaci, attraverso queste multi utilities Spa o Srl, hanno consolidato, e stanno consolidando, se non dividendi, forti poteri clientelari e personali, facile prevedere che anche questi, ottenuto un qualche sconto sui tagli, se ne staranno zitti.
Come dire, per stringere, che se alcuni giorni fa, esattamente nella conferenza Stato-Regioni-Autonomie Locali di settembre, Anci e Upi, cioè Sindaci e Presidenti di Provincia, hanno detto no’ al disegno di legge Lanzillotta-Bersani sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, salvo qualche servizio in via del tutto eccezionale, cioè sulle privatizzazioni dei Comuni (sic!), dopo l’incontro di martedì si avranno due cose: 1) un taglio sui trasferimenti agli enti locali un po’ meno consistente e 2) una accelerazione sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali. In linea con quanto Wto, Banca Mondiale e Ue chiedono da oltre un decennio.
Dal momento che monitorizzo dal 1995 l’andamento della “pressione finanziaria” (tributi più altre entrate) e della “pressione tributaria” di più Comuni con incrementi che superano il 100% e con servizi che in quantità e qualità sono invece che raddoppiati, scesi, si capisce l’incavolatura dei Sindaci. Ma, per quanto detto, più che per senso civico, per altro.
Come il timore che il proprio cittadino, accortosi finalmente che da proprietario dei propri beni comuni è stato trasformato in “cliente”, si rivolti contro.
Che dire? Io inviterei tutti a rileggere due articoli apparsi recentemente su Il Manifesto. Quello di Diego Novelli, già Sindaco di Torino, su il Manifesto del 4 ottobre. Aiuta a capire dove siamo arrivati in tema di non democrazia e di non politica a livello locale. E quello di Riccardo Petrella su Il Manifesto del 3 ottobre per la “creazione, entro aprile 2007, di un Segretariato di coordinamento nazionale di beni comuni”. Che apre una speranza per una inversione rispetto a un pericoloso processo di smembramento dei Comuni, degli istituti pubblici per l’istruzione e, in generale, della perdita o privatizzazione dei beni comuni.
E inviterei a sottolineare, sempre dal Manifesto, l’allarme per il welfare locale, e nazionale, dietro certi tagli agli enti locali della finanziaria 2007 di Carlo Podda, segretario nazionale Cgil f.p..
 
Altidona 9 ottobre 2006
Luigi avv. Meconi (segretario comunale)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

radiosonar

24 ottobre 2006
dopo il mega successo della super festa stra figa di valdibure, dove cogliamo l'occasione per salutare e ringraziare tutti ma sopratutto tutte :) la radiosonar crew +solar high power soundsystem e' lieto di annunciare che torna ad essere quasi operativo...domani tentativo di streaming da piattaforma LInux con playlist in random. per ascoltare radiosonar basta andare alla pagina
www.radiosonar.net/ascolta.html e scaricare un plug-in di aggiornamento di windows media player oppure seguire le istruzioni riportate alla pagina stessa.  
Vi scriviamo dopo il buon successo di questa sera. puntata improvvisata a 3 per la prima volta in contemporanea dallo studio montato in camera :)
  vi ricordiamo che siamo ancora alla ricerca di uno spazio per allestire lo studio.   stiamo ancora prendendo le ordinazioni per le maglie ...fatevi sotto che so ficke :)  
stiamo allestendo un palinsesto provvisorio con la punta di diamante con daniela che allestira' una rubrica di musica mexicana e storia dell'arte con tanta pazienza :)  
VI ricordiamo la proposta di registrare uno speciale sul NO INCENERITORE da ridiffondere in streaming
 
ultima cosa...CHI FOSSE ENTERESSATO a partecipare al progetto RADIO-SOUND GARAGE  E' BEN ACCETTO. :)
  VENERDI 27 OTTOBRE SIAMO A SUONARE AL CIRCOLO DI VIACCIA A PRATO PER UNA SERATA DI FINANZIAMENTO PER LA MANIFESTAZIONE DEL 4 NOVEMBRE SUL PRECARIATO.. CI SARANNO PURE I FISCHIO APERTO (GRUPPO SATELLITE DEGLI SWEATERS) AVETE VISTO E SENTITO, AVETE BALLATO NON POTETE MANCARE  
THE PARTY STARTING NOW!!! ( si scrive cosi??? )
 
RADIOSONAR CREW :)
www.radiosonar.net da client:  http://stream.indivia.net:8000/sonar.ogg  

 

 

 

 

 

toscener

Dalla fusione di Fiorentinagas con ToscanaGas (a sua volta nata dalla fusione delle aziende di Pisa e di Pistoia-Empoli) è nata la holding Toscana Energia. Le cronache ci dicono che la maggioranza assoluta sarà in mano a 91 Comuni. In realtà quando spariranno Fiorentinagas e ToscanaGas nasceranno Toscana Energia (al 54% del pubblico e al 46% dei privati) per la gestione di rete e investimenti e Toscana Energia Clienti (al 79% di ENI e al 21% della holding) che si occuperà dell'erogazione del servizio ai clienti. Nel consiglio di amministrazione di Toscana Energia Clienti quindi il privato avrà una forte prevalenza ed in quello di Toscana Energia il privato, soprattutto se determinato ed esperto come ENI, avrà prevedibilmente gioco facile nel far prevalere i propri interessi rispetto ai consiglieri pubblici, che dovranno soddisfare un centinaio di sindaci, ciascuno con le proprie inderogabili esigenze politiche. E' una situazione simile a quella dell'azionariato diffuso: un socio di minoranza, che ha forti capacità e possibilità manageriali, non trova nella maggioranza dei piccoli azionisti una controparte organizzata e si trova a disporre in piena libertà senza sostanziali controlli e con una limitata esposizione.

Daniele Fortini, vice presidente di ToscanaGas, pur essendo ovviamente favorevole alla nascita di Toscana Energia, in una dichiarazione alla stampa raccomanda di evitare «la trasformazione in azienda sedentaria, un´azienda cioè che distribuisca il gas, faccia i profitti e li redistribuisca tra i soci». Ma come ? Secondo Fortini questo compito dovrà essere assolto dai Comuni perché l'ENI «seppur meritevole di essere un fattore decisivo per il successo del progetto toscano, è pur sempre una multinazionale interessata ai profitti». Sempre per Fortini toccherà alla parte pubblica impegnarsi perché la holding sia portatrice di sviluppo tramite investimenti in «innovazione e progetti di risparmio energetico e di disinquinamento che riducano anche le bollette delle famiglie».

Pare evidente che si stia riproducendo ciò che accade troppo spesso anche per l’acqua: un debole controllo pubblico e la – legittima – libera impresa del privato che ha come – legittima – mission quella di trarre il maggior profitto possibile dai propri investimenti, magari anche a scapito dell'azienda per i problemi inevitabilmente legati alla divisione tra il gestore della rete e quello della fornitura (vedi articolo di Gerardo Marletto).

E se questo non fosse già di per se preoccupante c’è gia chi parla di una prossima quotazione in borsa; con questo passo risulta evidente che non ci sarà più alcun margine per una tariffazione ispirata all’equità sociale ed agli investimenti lungimiranti: la borsa non premia chi assolve funzioni sociali, premia chi fa rapidamente utili, punto.

Per contro i segnali di cosa vede il partner pubblico in questa holding lo aveva già denunciato il vicesindaco Iozzelli, che delineò chiaramente manovre di lottizzazione partitica, ed è facile prevedere il proliferare parallelo di agenzie, strutture di monitoraggio ecc, tutte con lauti compensi per consulenti giuridici ed aziendali ben selezionati.

I presupposti sono quelli che conducono al consueto assetto delle ex munipalizzate: riserve indiane della politica, dove manager e dirigenti sono ben pagati uomini di partito, per la conservazione delle quali si concede al partner privato di far prevalere i propri interessi. Il tutto a carico delle bollette degli utenti.

Mauro Chessa

 

 

 

 

 

 

 

gaza

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato relativo ad una campagna che ha preso vita grazie alla coalizione di donne per la pace con le sue 9 organizzazioni in Israele, includendo  MachsomWatch, Bat Shalom e New Profile.  Altri organizzatori attivi sono:  Anarchists against the wall, Gush Shalom, Hadash, High School Seniors draft Refusers, Rabbis for Human Rights, University Student Coalition, e Yesh Gvul.


Gaza

Fermate l’Assedio! Fermate la   guerra!

Un mese di protesta: 4 Novembre–2 Dicembre 2006

La situazione a Gaza ha raggiunto livelli di emergenza – insufficienza d’acqua, elettricità e medicine; la fame, la povertà e la disoccupazione; scuole e altri servizi sono fuori uso; i costanti bombardamenti e attacchi da parte delle forza armate israeliane. Il problema è l’assedio di Gaza da parte di Israele e le sanzioni imposte dalla comunità internazionale, peggiorate dai bombardamenti israeliani in corso. Se questo assedio continua, vedremo il diffondersi di malattie, malnutrizione, ed anarchia.

Unitevi alla nostra Campagna Internazionale

La comunità di organizzazioni pacifiste di Israele si è riunita in una grande e coordinata campagna per mettere fine all’assedio di Gaza e per richiedere che Israele riprenda i negoziati con i legittimi rappresentanti del popolo palestinese.

Gaza: Fermate l’Assedio – Fermate la guerra!

Per tutto il mese di Novembre: sit-in, seminari, petizioni, volantini, poster

2 Dicembre:  Manifestazioni in tutto il mondo

Per favore unitevi con noi per questo sforzo umanitario e politico: usate il mese fino alla grande manifestazione, il 2 Dicembre, per aumentare il livello di conoscenza nella vostra comunità. Mandate lettere, fax e petizioni ai vostri rappresentanti. Organizzate sit-in e seminari di conoscenza.

Fateci sapere i vostri piani in modo tale che sia possibili incoraggiarci e potenziarci a vicenda con i nostri numeri e l’informazioni sui nostri siti web.

Scrivete i vostri piani a Debby Lerman all’indirizzo debbyl@actcom.co.il

Attività pianificate in Israele

Forse alcune di queste potrebbero fornirvi qualche idea per le vostre attività:

Materiale stampato– volantini, un manifesto, un'inserzione pubblicitaria, figurine.

Eventi locali - "sessioni d'insegnamento" che includono film, testimonianze, giornalisti, palestinesi di Gaza ecc.

Sitin/manifestazioni – Davanti all'ufficio del primo ministro, la UE, ambasciate, gli uffici di deputati scelti dalla Knesset.   Durante la manifestazione "Rabin", il 4 novembre, attivisti distribuiranno materiali stampati e faranno una catena umana.

Convegno straordinario per la Knesset - Si organizzerà un convegno speciale per la Knesset al qual saranno invitati deputati strategici.   Ascolteranno rapporti da Gaza -palestinesi, organizzazioni per i diritti umani, giornalisti.

Media – Scriveremo articoli, lettere, blogs, risposte - per giornali, TV, radio e internet.

Corteo di macchine al confine con Gaza.

Manifestazione il 2 dicembre a Tel Aviv e in tutto il mondo -Includendo collegamenti telefonici con Gaza e,  se possibile, eventi internazionali di solidarietà.

Campagna internazionale:

Azioni per aumentare il livello di conoscenza e per esercitare pressione sui governi europei ed americano - appelli diretti a coloro che prendono le decisioni e alla società civile nella UE e negli Stati Uniti per richiedere il ritiro dell'embargo.



Il 2 dicembre - manifestazioni in tutto il mondo..



Organizzatori della Campagna


Questa campagna ha preso vita grazie alla coalizione di donne per la pace
con le sue 9 organizzazioni in Israele, includendo  MachsomWatch, Bat
Shalom e New Profile. 
Altri organizzatori attivi sono:  Anarchists against the wall, Gush Shalom, Hadash, High School Seniors draft Refusers, Rabbis for Human Rights, University Student Coalition, e Yesh Gvul.

Per ulteriori informazioni e per i vostri aggiornamenti:: Debby Lerman at debbyl@actcom.co.il or +972-52 457-0704

Materiale di base:

L’Economia di Gaza

 …Secondo la Banca Mondiale, i palestinesi  attualmente vivono la peggiore depressione economica della storia moderna. L'imposizione vergognosa di sanzioni internazionali ha avuto un effetto devastante su un'economia già severamente danneggiata, data la sua dipendenza da fonti esterne di finanza. Per esempio, L'Autorità Palestinese è fortemente dipendente dai 2 fonti di ingressi. La prima è l'aiuto di donatori occidentali per un importo all’incirca di $1 miliardo all'anno  (2005, secondo la Banca Mondiale, i donatori hanno dato $1.3 miliardi in assistenza umanitaria [$500m/38%], Sviluppo [$450m/35%] e assistenza di bilancio[$350m/27%])  - ora gran parte è sospesa. La seconda è il trasferimento mensile da parte d'Israele di $55 milioni di dazi doganali e tasse che Israele raccoglie per l'AP, un afonte d'ingressi che è vitale per il bilancio palestinese e che è stato totalmente sospeso.  Infatti,Israele ritiene circa mezzo miliardo di dollari di cui Gaza ha disperatamente bisogno.

L'impatto di tutte le restrizioni combinate - la quasi totale chiusura e l'embargo economico in corso, ha causato livelli di disoccupazione senza precedenti, attualmente circa il 40% a  Gaza (era meno del  12% nel 1999). Infatti, agli operai palestinesi di Gaza non è permesso entrare in Israele dal 12 marzo 2006, il mercato principale e tutti i valichi di entrata e uscita sono stati quasi totalmente sigillati dal 25 Giunio 2006 quando l'attuale campagna militare israeliana su Gaza ha avuto iniziato. Inoltre, nei prossimi 5 anni, occorreranno 135,000 nuovi posti di lavoro solo per mantenere il livello di disoccupazione al 10%. Anche il settore commerciali ha subito un forte impatto. All’inizio di maggio 2006,  per esempio, il valico di Karni, attraverso il quale entrano tutte le merci, è gia stato chiuso per il 47% dell'anno con perdite stimate pari a $500,000-$600,000 al giorno. Ad aggravare la situazione, si aggiungono le perdite agricole stimate per $1.2 miliardi per Gaza e Cisgiordania negli ultimi 6 anni.

Gia nell’Aprile del 2006, il 79% delle famiglie di Gaza vivevano in povertà ( in confronto con meno del 30% registrato nel 2000), una cifra che è drammaticamente aumentata, molti sono affamati…

Sara Roy, The Palestine Center

12 Ottobre 2006

 

 Non è una questione interna palestinese

 …Questi sono i passi dell’esperimento: imprigionamento (dal 1991); rimuovere gli usuali mezzi di sostentamento dei prigionieri; praticamente chiudere ermeticamente, lasciando fuori i punti vendita,  distruggendo i mezzi esistenti per il sostentamento, impedendo l’entrata di materiali grezzi ed il commercio dei beni e della produzione; prevenendo l’entrata regolare di medicine e di materiale ospedaliero; non portando cibo fresco per intere settimane; impedendo, per anni, l’entrata di parenti, professionisti, amici ed altri, e permettendo a migliaia di persone –malati, capi di famiglia, professionisti, bambini – di restare bloccati per settimane nei cancelli chiusi dell’unica entrata/uscita della e dalla Striscia di Gaza.

Rubare centinai di milioni di dollari ( le entrate delle dogane e delle tasse raccolte da Israele che appartengono ad i palestinesi), così come forzare il non pagamento dei gia bassi salari della maggior parte dei dipendenti del governo per mesi; presentare il lancio di razzi Qassam fatti in casa come minaccia strategica che non può non essere fermata dal ferire donne, bambini ed anziani; aprire il fuoco sui nuclei residenziali molto popolati via aerea e via terra; distruggere gli orti, le piantagioni ed i campi.

Mandare aerei a spaventare la popolazione con le bombe suono; distruggere la nuova centrale elettrica e obbligare i residenti rinchiusi nella Striscia di Gaza a vivere senza elettricità per la maggior parte della giornata nell’arco di quattro mesi, che presto si tramuterà in un anno pieno – in altre parole, un anno senza frigo, ventilatori elettrici, televisione, luci per studiare e leggere; obbligarli ad andare avanti senza un rifornimento regolare di acqua, che dipende dai rifornimenti elettrici.

 E’ il buon vecchio esperimento israeliano chiamato “mettili dentro una pentola a pressione e vedi che cosa succede”, e questa è una delle ragioni per le quali non è una questione interna palestinese….

Amira Hass, Ha’aretz

October 4, 2006

 

Lo scandaloso assedio israeliano di Gaza

 Israele ha ucciso 2.300 palestinesi di Gaza negl’ultimi sei anni, inclusi i 300 nei quattro mesi successivi alla cattura del soldato israeliano Gilad Shalit in un raid al confine compiuto dai combattenti palestinesi il 25 Giunio. I feriti invece si contano a decine di migliaia. La maggior parte dei morti sono civili, molti di loro bambini.

Le uccisioni continuano quotidianamente – ad uccidere carri armati ed  il fuoco dei cecchini, bombardamente via area e via mare, e da squadre in borghese con indosso vestiti da civili invitati nei territori arabi per tendere agguati ed assassinare, una specialità israeliana perfezionata nel corso di molte decenni.

Per quanto ancora la “Comunità Internazionale” permetterà  che questo massacro continui? La crudele repressione dei territori occupati, e di Gaza in particolare, è oggi una delle più scandalose al mondo. E’ la macchia più scura del discontinuo percorso Israeliano che vuole essere uno stato democratico….

27 Ottobre, 2006

 

L’assedio semina l’anarchia e la morte a Gaza.

E’ un disastro prodotto dalle persone che deve essere fermato.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti: Debby Lerman at debbyl@actcom.co.il o +972-52) 457-0704